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IL FIUME E L’ ALBERO DI VITA CAP. 22, 1-5 APOCALISSE DI GIOVANNI


Invochiamo il Santo Spirito affinché ci illumini nella comprensione dell’Apocalisse di Giovanni

IL FIUME E L’ ALBERO DELLA VITA CAP. 22, 1-2

1Mi mostrò poi un fiume d’acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. 2In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall’altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni.

3E non vi sarà più maledizione.
Il trono di Dio e dell’Agnello
sarà in mezzo a lei e i suoi servi lo adoreranno;
4vedranno la sua faccia
e porteranno il suo nome sulla fronte.
5Non vi sarà più notte
e non avranno più bisogno di luce di lampada,
né di luce di sole,
perché il Signore Dio li illuminerà
e regneranno nei secoli dei secoli.

Il viaggio intorno e dentro la città santa, meta ultima e approdo gioioso del fiume della vita, giunge in finale davanti a un fiume. È questo l’ ultimo riquadro del grandioso affresco della Gerusalemme celeste dipinto a partire dal precedente capitolo. La descrizione del fiume costeggiato da alberi si ispira a una pagina affascinante di Ezechiele (47,1-2) che dovrebbe essere letta come ideale commento al passo dei vv. 1-2

Dal tempio di Gerusalemme del futuro il profeta vede fluire un ruscello che, scendendo verso il deserto, l’ avrebbe fatto pullulare di pesci e di vita. Acqua e albero carico di frutti sono simboli classici di felicità ma anche di giustizia e comunione con Dio.

Ma, al di là della prodigiosa fecondità degli alberi ora descritti, capaci di fruttificare ogni mese (ritorna la simbologia del dodici) e della loro energia terapeutica, c’è nell’ oasi paradisiaca della città santa un albero non registrato nei manuali dì botanica, l’ “albero della vita”: il rimando è il giardino dell’ Eden (Genesi 2,9; 3,24) ove questa “pianta teologica” – allora vietata all’ uomo incarna a quell’ immortalità che adesso è offerta al giusto perché viva sempre col suo Dio nell’ eternità Beata.

È suggestivo che la Bibbia inizi e si concluda con questo segno del destino dì gloria che possiamo perdere ma, che è sempre disponibile a chi segue le vie di Dio.

Questo è il mio fioretto di oggi e di ieri

EZECHIELE 47, 1-2

1 Mi condusse poi all’ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare. 2 Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all’esterno fino alla porta esterna che guarda a oriente, e vidi che l’acqua scaturiva dal lato destro. 3 Quell’uomo avanzò verso oriente e con una cordicella in mano misurò mille cubiti, poi mi fece attraversare quell’acqua: mi giungeva alla caviglia. 4 Misurò altri mille cubiti, poi mi fece attraversare quell’acqua: mi giungeva al ginocchio. Misurò altri mille cubiti, poi mi fece attraversare l’acqua: mi giungeva ai fianchi. 5 Ne misurò altri mille: era un fiume che non potevo attraversare, perché le acque erano cresciute, erano acque navigabili, un fiume da non potersi passare a guado. 6 Allora egli mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo?».
Poi mi fece ritornare sulla sponda del fiume; 7 voltandomi, vidi che sulla sponda del fiume vi era un grandissima quantità di alberi da una parte e dall’altra. 8 Mi disse: «Queste acque escono di nuovo nella regione orientale, scendono nell’Araba ed entrano nel mare: sboccate in mare, ne risanano le acque. 9 Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà.
Lungo il fiume, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui fronde non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina».

Questo capitolo della Bibbia fu scritto dal profeta Ezechiele, all’ incirca 800 anni prima della venuta di Cristo. I profeti sono uomini pervasi dal Santo Spirito con il quale Dio si è manifestato al mondo con visioni sul futuro veritiere, eccezionali, inconfutabili e che si sono in seguito, tutte realizzate. Quando qualcuno mi chiede “le prove” per credere, ( anche se la conversione è opera di Dio), io rispondo: “Leggete la Bibbia, fatevi spiegare, approfondite, meditate e lasciatevi guidare dal Santo Spirito, sarà Lui a insegnarvi ogni cosa”.

Giusy Lorenzini ❤️

Scritto con l’ aiuto del libro del card. Gianfranco Ravasi, “Apocalisse”.