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LA CITTÀ SANTA CAP. 21, 27 APOCALISSE DI GIOVANNI

Invochiamo il Santo Spirito affinché ci illumini nella comprensione dell’Apocalisse di Giovanni

LA CITTÀ SANTA CAP. 21,27

27Non entrerà in essa nulla d’impuro,
né chi commette orrori o falsità,
ma solo quelli che sono scritti
nel libro della vita dell’Agnello.

Nel finale del capitolo si ha una nota negativa, una specie di formula di esclusione dalla città santa e dalla sua anagrafe v. 27. L’ ingresso è vietato a tre presenze che cadono sotto l’ interdetto divino. Attraverso il linguaggio sacrale, si vuole evocare quanto è fuori dall’ area santa, ma non in senso rituale bensì morale.

È espulso dalla città santa, chi commette abominio, empietà, infamia e, infine, chi pratica la menzogna: è già noto che con questa terminologia si fa riferimento all’ idolatria che è il peccato più grave riscontrato in tutta la Bibbia.

Ora nella città – tempio si ha una comunità tutta consacrata; il male della Bestia è esorcizzato; l’ unica liturgia è quella dell’ Agnello. L’ anagrafe della Gerusalemme nuova coincide con gli elenchi del “libro della vita”, apparso nelle mani del Giudice finale: lì sono segnati i nomi degli adoratori del Dio vivente.

Questo è il mio fioretto di oggi e la fine del capitolo

Beati coloro che sono segnati in quel libro

Giusy Lorenzini ❤️

Scritto con l’ aiuto del libro del card. Gianfranco Ravasi, “Apocalisse”.