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APOCALISSE DI GIOVANNI CAP. 21, 15-17 LA CITTÀ SANTA

Invochiamo il Santo Spirito affinché ci illumini nella comprensione dell’Apocalisse di Giovanni

LA CITTÀ SANTA CAP. 21, 15-17

15Colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro per misurare la città, le sue porte e le sue mura. 16La città è a forma di quadrato: la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L’angelo misurò la città con la canna: sono dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono uguali. 17Ne misurò anche le mura: sono alte centoquarantaquattro braccia, secondo la misura in uso tra gli uomini adoperata dall’angelo.

La città santa è delineata quasi dall’ alto, secondo una visione d’ insieme accuratamente misurata nelle sue dimensioni simboliche vv. 15-17 L’ autore sacro per tracciare questa ideale planimetria attinge al profeta Ezechiele e alla terza visione di Zaccaria ove si annunzia la restaurazione di Gerusalemme. Il regolo per le misurazioni compiute dall’ angelo “geometra” è d’ oro perché raffigura lo splendore e le dimensioni Trascendenti e celesti della città. La canna era lo strumento in uso presso gli antichi per le misurazioni. La pianta risultante è quadrata e cubica si tratta di un simbolo di perfezione, così, com’era – secondo la Bibbia – il Santo dei Santi, cioè il tabernacolo della presenza divina nel tempio salomonico.

Le misure risultanti sono colossali e ovviamente simboliche. Si ha infatti, un perimetro sconfinato di migliaia di chilometri, che dà origine a un cubo gigantesco. Il lato del quadrato è di 12.000 stadi (12, numero delle tribù e degli apostoli, e 1000, cifra d’ immensità) e lo stadio è, per precisione, di 185 metri e ci porterebbe a 2.220 chilometri per l’ insieme del lato! Ma l’ autore aggiunge che “lunghezza, larghezza, altezza sono uguali”! Lo spessore delle mura sarebbe di 266 metri di spessore, ma anche in questo caso ciò che conta è il numero simbolico 144 equivalente alla pienezza del (12x12x12)

La ripetizione di questo numero sacro in varie combinazioni è la celebrazione della perfezione suprema della nuova Gerusalemme, soprattutto se si tiene presente il senso di incompiuto e di limite che noi sperimentiamo nella storia. Dio offre come meta la bellezza, l’ armonia, l’ assoluto per tutta la sua creazione.

Questo è il mio fioretto di ieri e di oggi

Giusy Lorenzini ❤️

Scritto con l’ aiuto del libro del card. Gianfranco Ravasi, “Apocalisse”.