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LA CITTÀ SANTA CAP. 21, 10-11 APOCALISSE DI GIOVANNI

Invochiamo il Santo Spirito affinché ci illumini nella comprensione dell’Apocalisse di Giovanni

LA CITTÀ SANTA CAP. 21, 10-11

10L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. 11Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. 

Subentra ora, quasi in dissolvenza, la città santa vv 10-11, alla quale Giovanni è condotto attraverso una visione dai contorni profetici ed estatici ( “l’angelo mi trasportò in spirito”). Il simbolo urbano evoca qualcosa di femminile, è come un grembo fecondo e protetto, luogo di intimità e di pace.

La città è dono e presenza di Dio: non è infatti, eretta da mani d’ uomo su un perimetro spaziale, ma fatta discendere dal cielo, da Dio. Essa è avvolta dalla gloria della divina, un segno luminoso di vicinanza, di rivelazione, e di presenza del Signore questo è il valore del simbolo biblico della “gloria”. Essa, allora, diventa simile al diaspro, una pietra preziosa brillante, senza venature, trasparente e dai mille riflessi colorati.

Questo è il mio fioretto di oggi

Giusy Lorenzini ❤️

Scritto con l’aiuto del libro del card. Gianfranco Ravasi, “Apocalisse”.