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LA LOTTA TRA IL DRAGO, MICHELE E LA DONNA CAP. 12,11-12

LA LOTTA TRA IL DRAGO, MICHELE E LA DONNA – CAP 12,11-12

11 Ma essi lo hanno vinto
per mezzo del sangue dell’Agnello
e grazie alla testimonianza del loro martirio;
poiché hanno disprezzato la vita
fino a morire.
12 Esultate, dunque, o cieli,
e voi che abitate in essi.
Ma guai a voi, terra e mare,
perché il diavolo è precipitato sopra di voi
pieno di grande furore,
sapendo che gli resta poco tempo».

Alla radice della vittoria sul drago satanico c’è innanzitutto la passione e morte di Cristo v.11: “il sangue dell’ Agnello”), sorgente di ogni redenzione. Ma ad essa è associata anche la testimonianza del martirio dei cristiani. C’è un’ intima partecipazione all’ opera redentrice dell’ Agnello da parte della comunità cristiana attraverso la passione e la morte dei fedeli; ma, consideratala figura della donna che incarna anche Israele giusto, si può pensare che vengano coinvolti anche tutti i martiri dell’ Antica Alleanza. Il v. 11, descrivendo la passione e morte dei fedeli, dichiara che essi “non amaro o la loro vita fino ad accettare la morte”. La frase evoca quella di Gesù che affermava: “Chi ama la sua vita la perde; chi invece la odia in questo mondo la conserverà per la vita eterna”. (Giovanni 12,25).

Il solista celeste invita ora l’ intero coro angelico a unirsi al canto di gioia v. 12. Suggestiva è l’ immagine della tenda eretta nel cielo nella quale risiedono angeli e giusti. Questo inno di esultanza si trasforma, però, in un appello agli abitanti della terra: seppur sconfitto in radice dalla Pasqua di Cristo, il male è ancora presente nel mondo, il drago si dibatte con ferocia furibonda. L’ umanità continua ad essere oggetto dell’ invidia, dall’ assalto, del desiderio di rivincita del diavolo. La storia continua ad essere un campo di battaglia in cui il duello tra il drago e la donna, tra la discendenza del serpente, cioè l’ umanità peccatrice e la stirpe della donna, cioè i giusti e i fedeli (Genesi 3,15), si protrae senza tregua. Tuttavia ancora una volta l’ Apocalisse invita alla speranza. Infatti Satana sa di avere “a disposizione un tempo breve”: il trionfo definitivo non è suo, l’ eternità gloriosa è di Dio e dei suoi eletti.

Questo è il mio fioretto di oggi

Un fioretto è un impegno che comporta un sacrificio per ottenere qualcosa: io l’ ho chiesto per salvare dalla pandemia tutti coloro che mi vogliono bene e tutti coloro che che si impegnano a leggere questi scritti. Per tutto ciò, anche il giorno di Pasqua questo “dovere” va adempiuto. Buona Pasqua e buona vita a tutti.

Giusy Lorenzini ❤️

Scritto con l ‘ aiuto del libro del card. Gianfranco Ravasi “Apocalisse”