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14 MAGGIO 2017…FESTA DELLA MAMMA

PER QUELLE IN CIELO CI PENSO IO…

-Foto personale-io e mia madre-

“Mamma”, e’ bella questa parola, racchiude in sé l’ Universo intero… anche se mi sono resa conto che non la pronuncio da vent’ anni. “Mamma” e’ sinonimo di bellezza, ed ho un sussulto nel mio cuore mentre compongo questo termine. Quante cose avrei da dirti mia genitrice per acquietare i miei sensi di colpa e per prima cosa mi va, di parlare delle nostre litigate. Scontri generazionali, eh sì, cara mamma, a quanti tanti tabù eri ancorata! Frutti amari di un retaggio infarcito di pregiudizi e di una cultura tradizionalista, ma che in te erano vivissimi in modo particolare. Gia’, ricordo i tuoi racconti pieni di pudore e vergogna, di quando mi parlavi di tuo padre che ti rifiutò, che non volle darti il suo cognome, tant’è che da sposata ti firmavi con quello di mio padre, proprio per voler incosciamente rimuovere quel passato e per cancellare quel “disonore” che solo in te, sopravviveva con tanta forza. Le tue paure perciò, io le conoscevo tutte, ed erano sempre rivolte a quel pensiero: essere giudicata male dai signori benpensanti del paese. Così anche tu, senza rendertene conto non mi rendevi la vita facile, in quanto mi controllavi sempre e la mia liberta’, era spesso “vigilata”. I pregiudizi e il male che avevi ricevuto nel tuo passato vincevano in quel mio periodo adolescenziale, innalzando un muro d’incomprensioni e oscurando la luce che ardeva nel tuo petto per me. Quando ti penso, ti vedo ancora intenta nelle tue faccende domestiche mentre cucinavi deliziosi manicaretti e se mi concentro, i neuroni specchio sono capaci di ricordare ancora l’odore e il sapore delle tue pietanze. Ricordo che andavi sempre di corsa e facevi di tutto pur di raggranellare qualche spicciolo. Mamma cara, che dire dei tuoi silenziosi pianti, quando ti dissero della mia malattia? Non mi perdonero’ mai di aver taciuto ancora, era l’occasione giusta per dirti… che ti volevo bene, ed invece, non uscì quella parola, ancora una volta il mio cuore non si aprì a te. L’amore scontato è un grande errore di sottovalutazione nel quale si cade con molta facilità. Poi arrivò quel terribile giorno in cui mi dissero che avresti lasciato questo mondo, così all’improvviso, la tua storia si concludeva; piccolo fiore, cresciuto e velocemente appassito da un’ infame sorte. In quel momento ho capito tutto l’amore che mi portavo dentro per te, cara mamma! Ho rivisto ogni attimo della nostra esistenza vissuta insieme e ho amaramente compreso in quale abisso sarei precipitata senza di te. Ho contato tutte le carezze che mi hai dato, tutti i baci, i sorrisi, il bene, il luccichìo dei tuoi occhi quando mi guardavi, le telefonate piene di preoccupazione per la mia salute, le premure nei miei confronti, il bacio della buonanotte, le tue notti insonni vissute in apprensione e tutte le rinunce che hai fatto per me. Il calore dei tuoi saluti, il tuo odore di mamma, della mia mamma, l’ unica che avrei voluto, l’unico grembo in cui avrei desiderato vedere la luce. Ora sì, mi è tutto chiaro, è da tanto tempo che l’ ho capito che ti ho sempre voluto bene, mia dolcissima mamma, solo che finché non sono stata messa alla prova, vinceva la presunzione e l’egoismo. Perdonami se puoi, non c’è giorno in terra che io non ti pensi, tra amore e tormento.

Tua figlia,

Giusy

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