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GESÙ È RISORTO POSSIAMO ESSERNE CERTI? SECONDO LE SCRITTURE…SÌ 

-Simone Martini-Gesu’ trafitto dalla lancia del soldato Longino-

Le profezie dell’Antico Testamento rivelano le modalità della passione, morte e risurrezione di Cristo. 

Il libro dell’ ESODO fu scritto nel 1280 a.c.

ESODO 12,46

“una sola casa si mangerà: non ne porterai la carne fuori casa; non ne spezzerete alcun osso”.

I Salmi di Davide furono composti circa nel 1000 a.c. per poi essere riportati in forma scritta nel VI secolo a.c.

SALMO 34,21

Preserva tutte le ossa, neppure uno sarà spezzato”

FURONO SPEZZATE LE GAMBE AI DUE LADRONI, MA NON A GESÙ

Dal Vangelo secondo GIOVANNI 19,31-36

“Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzati le gambe e portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe,  ma uno dei soldati gli colpi’ il fianco con una lancia e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli dice sa che dice il vero, perché voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: NON GLI SARÀ SPEZZATO ALCUN OSSO”.

LA PROFEZIA SI È AVVERATA

IN MY HUMBLE OPINION

Nel versetto del libro dell’ESODO si parla di un antico rituale riguardante le procedure per potersi cibare dell’agnello da parte degli Israeliti, nel periodo pasquale. Sotto la luce del Vangelo tutto si ribalta: l’ Agnello immolato a cui non verrà spezzato alcun osso è GESÙ CRISTO. Spezzare le ossa delle gambe dei condannati a morte in croce, era un’ usanza molto praticata al tempo dei romani, si affrettava così la fine dei crocifissi; non avendo piu’ nessun appoggio morivano asfissiati. I soldati costatarono che Gesu’ era già morto in croce e allora gli fu risparmiato questo ulteriore sfregio, ma non per un improvviso atto di pieta’, ma bensi’, perche’ i morti in croce dovevano essere rimossi in vista della “solennità del sabato”. Era il giorno della “PARASCEVE” e praticamente i soldati avevano fretta di togliere quei cadaveri esposti sulle alture del Golgota, in vista di questa festività. La Parasceve, e’ il giorno della preparazione al sabato, cioe’ il venerdì. “Lo SHABBAT” (il sabato), per la religione ebraica è la festa del riposo, il giorno in cui che anche Dio “si riposo'”: ogni attività lavorativa è sospesa, sospesa alla lettera, non si può far altro che pregare, visitare la Sinagoga, riunirsi in famiglia mangiando cibi particolari, insomma, un dolce far niente, meglio se meditativo. Da qui nasce la Parasceve, che significa infatti “preparazione”. Il giorno prima (il venerdì), si prepara il cibo per il giorno dopo e tutte le attività lavorative terminano quel giorno, cosicché per lo shabbat, ognuno si astiene da qualsiasi tipo di lavoro. Questa descrizione, serve per capire meglio il racconto del Vangelo: la fretta dei soldati di deporre i cadaveri dei crocifissi era per questo motivo; nel giorno dello shabbat, non avrebbero trovato nessuno per deporli dalla croce, né tantomeno per seppellirli, o bruciarli, come spesso accadeva. Secondo la cronologia dei vangeli sinottici, tra l’altro, l’anno della morte di Cristo, coincideva con la Pasqua ebraica, ecco perché nel Vangelo viene descritto come “un giorno solenne, quel sabato”. La straordinaria profezia: “NON GLI SARA’ SPEZZATO ALCUN OSSO” del salmista che annunciava secoli prima della venuta di Cristo, si è avverata. Questa sosta della Via Crucis e’ molto cruda, ma conoscere le usanze del popolo ebraico di quel tempo, accresce notevolmente oltre che il sapere, il senso critico e questo è grande valore aggiunto, poiché si entra nel vivo dei racconti del Vangelo, ci si immedesima e si comprende il perché di un’azione o di un fatto. Ogni catechesi andrebbe eseguita con questo spirito costruttivo in primis, perché fede e ragione si completano a vicenda, in secundis, perché si esalta e si rende interessante un credo religioso, spesso appiattito da chiacchiere inutili e da celebrazioni di cui si è smarrito ogni punto di riferimento.

 IL COLPO DI LANCIA

le profezie dell’Antico Testamento rivelano le modalità della passione, morte e risurrezione di Cristo.

Nel 700 a.c il profeta ISAIA annunciava:

“Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo guariti”. ISAIA 53,5

Nel 500 a.c il profeta ZACCARIA annunciava:

“Riversero’ sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito”. ZACCARIA 12,10

Dal Vangelo secondo GIOVANNI 19,32-37

“Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con una lancia e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: NON GLI SARÀ SPEZZATO ALCUN OSSO. E un altro passo della Scrittura dice ancora: VOLGERANNO LO SGUARDO A COLUI CHE HANNO TRAFITTO”.

LA PROFEZIA SI È AVVERATA 

IN MY HUMBLE OPINION

Il profeta ISAIA annunciava che dalle piaghe di Gesù saremo stati guariti nonostante la nostra “iniquità”; questa guarigione in termini biblici è indice di SALVEZZA. Il profeta ZACCARIA invece, profetava che uno spirito di grazia e di consolazione si sarebbe riversato copiosamente su coloro che avrebbero guardato a colui che avevano trafitto, con lo stesso dolore e amore che si prova per un figlio perduto. Gesù dopo la sua morte, fu trafitto dalla lancia di un soldato, dal quel costato fuoriuscì sangue e acqua; da quel momento e per sempre, sgorga il suo Spirito, simboleggiato “dall’acqua” che purifica e da la grazia della salvezza. Solo chi si affidera’ a Gesu’ Cristo, l’agnello che si sacrifica per l’umanità intera, con un sentimento di sincero pentimento e con cuore credente, potrà accedere al dono dello Spirito “che da grazia e consolazione”, cioè vita eterna e salvezza dei peccati, come alludeva il profeta Zaccaria. Nelle Sacre Scritture la simbologia racchiude significati profondi e nel Vangelo di Giovanni, si ha un esempio evidente di come ogni parola, riveli imporantissimi significati. Il sangue, secondo l’interpretazione che ne dà la Chiesa, attesta la realtà del sacrificio offerto per la salvezza del mondo ed è simbolo dell’Eucaristia. L’acqua invece è simbolo sia dello Spirito, che del Battesimo. Infine voglio sottolineare che Gesù mostrò le piaghe del costato per ben tre volte ai suoi discepoli, come segno di riconoscimento dopo la sua risurrezione.

Buona lettura e buona meditazione

Giusy ❤

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