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2 NOVEMBRE 2016 COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

Marc Chagall –Il Figlio prodigo-

olio su tela, 162×122 cm
Collezione Privata, St. Paul de Vence

Un  giorno, io lo so, mi accoglierai

e della morte svanirà il ricordo ma non l’amore,

e della vita svanirà il mistero ma non l’incanto”.

Marc Chagall


L’ABBRACCIO 

Mi rendo conto che non si piange nello stesso modo per tutte le persone. Ci sono mille rivoli e altrettante vie sconosciute che inducono a provare più commozione per un essere umano, piuttosto che per un altro. L’amore è senz’altro il metro di misura più attendibile, per misurare questo status. La persona che ha varcato la soglia del Mistero, ci mancherà nella stessa misura in cui egli ci ha amato e noi l’abbiamo saputo amare. Io ho amato molto i miei genitori e loro altrettanto, il tempo non cancella questa osmosi. Se dovessi un giorno incontrarli, il primo gesto che farei sarebbe abbracciarli. Nell’abbraccio, i sentimenti si ricongiungono, si fondono, l’amore riesplode, perché è l’emozione più pura vissuta, è la più intima connessione fisica e spirituale tra due esseri. 

L’ ASSENZA

Ci sono giorni in cui L’ ASSENZA è veramente pesante, e’ un macigno che ci schiaccia a suo piacimento. L’ ASSENZA è un vuoto che non si può colmare in nessuna maniera, anche se ci sono leggi di compensazione per sopportare questo NULLA che svuota l’anima nel suo profondo, altrimenti l’essere umano che cade tra i suoi artigli, non potrebbe sopravvivere… 

IO E L’ ASSENZA 

L’ ASSENZA e’ la mia acerrima nemica, tra me e LEI, c’è un odio viscerale. Ad esempio, nel momento in cui si affaccia nella mia vita un qualsiasi malanno, io cerco i miei genitori…ed ecco L’ ASSENZA, pronta a stringermi la gola per impedirmi di pronunciare  che quei nomi. Se mi sento sola e mi capita di aver desiderio di scambiare due chiacchiere con i miei cari… L’ ASSENZA impietosa, si ripresenta inesorabile con quel sorrisetto sadico a ricordarmi di essere una povera illusa. Le giornate di festa come il mio compleanno, oppure le festivita’ come Pasqua e Natale, L ‘ASSENZA non si dimentica di me e torna implacabile a rammentarmi che quegli auguri, non arriveranno mai più e che quelle sedie della sala da pranzo, rimarranno vuote. L’ ASSENZA, mi fa ricordare quanto mi mancano i baci che mio padre mi dava e, mi nega, persino il suo sorriso. L’ ASSENZA con la sua malvagità, non esita a farmi notare che sono vent’ anni che non pronuncio la parola MAMMA. L’ ASSENZA ogni domenica, spietata come sempre, si ripresenta a sbeffeggiarmi, perché sa che non ci sarà mai più un telefonata dei miei cari, per invito a pranzo. Però nonostante la presenza di questa mia acerremima nemica, ricordo ancora gli odori dei cibi cucinati da mamma, sì, li ricordo, come ricordo i suoi riccioli neri, che incorniciavano il suo bellissimo viso e suoi occhi particolari che emettevano uno strano luccìchio, quando mi guardava, ecco, qui L’ ASSENZA HA PERDUTO, perché questi ricordi non è riuscita a cancellarmeli. Ed è così anche con mio padre, ESSA è sempre pronta per sferrarmi un colpo mortale, ma certe volte riesco a evitarlo, perché non potrà mai cancellare dalla mia mente, quella volta in cui io mi appoggiai piangendo sul petto di mio padre, oramai giunto alla fine della sua vita e la sua mano che dolcemente si posò sul mio capo, accarezzandomi i capelli, consci entrambi, che sarebbe stata l’ultima volta. 

L’ ESSENZA È L’ ASSENZA

“LA VERGINE DEGLI ANGELI CI COPRA DEL SUO MANTO…”, Così, recita questa splendida canzone di Verdi, tratta DALLA FORZA DEL DESTINO… E’ una frase che mi ha catturato, poiché in questo verso, è racchiuso un sentimento tra i piu’ grandi: la pietas. Pietas, per noi poveri peccatori, che bivacchiamo in questa terra smarriti e senza pace. Pietas, per chi non è più in questo mondo ed è nell’Oltre…

Dedico La Vergine degli Angeli ai nostri cari in Cielo e in particolar modo, alle madri che hanno perduto i loro figli.

Il mio pensiero va inoltre, a chi in questo momento drammatico, patisce sotto questa terra che trema.

Un abbraccio a tutti

Giusy

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