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REFERENDUM COSTITUZIONALE

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IO VOTO NO  

3° APPELLO

IL 50% CIRCA DI ITALIANI NON VA A VOTARE, UN POPOLO DI ASTENSIONISTI

Art. 48.
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge. »

L’art. 48 della Costituzione della Repubblica italiana sancisce il diritto di voto.

IL DIRITTO AL VOTO FU UNA CONQUISTA DIFFICILE, SENZA QUESTO DIRITTO UN POPOLO È  SOLO UN SUDDITO.

In Italia il diritto di voto nel 1861 era riservato ai soli cittadini maschi di età superiore ai 25 anni e di elevata condizione sociale. Nel 1881 il Parlamento approvò l’estensione del diritto di voto e fu ammessa anche la media borghesia; inoltre il limite d’età fu abbassato a 21 anni.

Nel 1912, su proposta di Giovanni Giolitti, il Parlamento approvò l’estensione del diritto di voto a tutti i cittadini maschi a partire dai 21 anni di età che avessero superato con buon esito l’esame di scuola elementare e tutti i cittadini di età superiore ai trenta anni indipendentemente dal loro grado di istruzione. Il suffragio universale maschile vero e proprio è stato introdotto con la legge n. 1985/1918, che ha ammesso al voto tutti cittadini maschi di età superiore ai ventuno anni, nonché i cittadini di età superiore ai diciotto anni che avessero prestato il servizio militare durante la prima guerra mondiale.

PRIMA DELLA COSTITUZIONE C’ERA SOLO LA DISPERAZIONE DI UN POPOLO, ECCO PERCHÉ DIMENTICARE CIO’ CHE FU, È UN ATTO IMPERDONABILE

Il voto, come ho scritto sopra, era un privilegio di pochi. Nel 1861 era riservato ai soli cittadini maschi di eta’ superiore a 25 anni e di elevata condizione sociale, le donne non contavano niente, come quasi tutto il popolo. Nel 1898 ci fu la rivolta del pane, in tutto il paese per un improvviso aumento di questo basilare cibo per la sopravvivenza, ci furono rivolte spontanee, la repressione del governo, raggiunse il suo culmine a Milano, dove l’artiglieria sparò contro la folla inerme, provocando circa 100 morti e più di cinquecento feriti. Questo era il clima in cui viveva l’Italia. Il popolo non aveva niente, nessun diritto, solo lavoro senza tutele, senza neppure il pane per nutrirsi.

IL VOTO ALLE DONNE, UNA CONQUISTA, DA DIFENDERE

All’incirca 70 anni fa,  le donne italiane per la prima volta abbandonarono per qualche ora il focolare domestico e si misero in fila davanti ai seggi in una nazione ancora semidistrutta dalla guerra. Quel giorno non fu, come in tanti credono, il 2 giugno 1946, quando si votò per scegliere tra monarchia e repubblica ed eleggere l’Assemblea costituente. Quasi tre mesi prima, il 10 marzo di quello stesso anno, si tenne infatti la prima tornata di elezioni amministrative che avrebbero portato ai primi sindaci eletti dopo il Ventennio fascista . Votarono così per la prima volta, cittadini di entrambi i sessi. 

PERCHÉ VOTARE E’ UN DOVERE OLTRECHE’ UN DIRITTO 

“Invito i lettori, soprattutto quelli che sono orientati ad astenersi o a non recarsi alle urne, a riflettere sul dettato Costituzionale laddove si dispone che l’esercizio del voto è dovere civico. Per la nostra Costituzione, quindi, andare a votare è un dovere civico. Non solo un diritto, dunque, ma un preciso dovere. Un dovere nei confronti degli altri, di tutti coloro che, insieme a noi, costituiscono, formano, la società.

All’art. 2, la nostra Costituisce impone a tutti i cittadini, indistintamente, l’adempimento di un unico dovere, quello di solidarietà: politica, economica e sociale. La solidarietà politica risiede soprattutto nell’espressione del voto, oltre che nella disponibilità a candidarsi per rappresentare l’intera collettività nelle istituzioni democratiche.

Non votare, per la nostra Costituzione, significa venire meno ad un preciso dovere (art. 48) e a un preciso obbligo (art. 2) legati al ruolo che ogni cittadini svolge all’interno della società.

Il disimpegno elettorale, evidentemente, è considerato un atteggiamento contrario al ruolo sociale, “civile”, che è prerogativa e dovere di ogni cittadino.

Inoltre, non votare è anche un abdicare, una rinuncia a far valere la propria opinione e la propria volontà. Significa delegare ad altri scelte che sono di ciascuno di noi.

Stabilito, dunque, il diritto/dovere del voto, bisogna decidere a chi dare il nostro consenso”.

Tratto dalla Voce di Alghero 19 Febbraio 2013: ANTONIO BUDRUNI 

 CHI NON SI SCHIERA È UN PUSILLANIME….

Dante, Nel canto III dell’Inferno, sente le urla e i lamenti della prima schiera dei dannati: i pusillanimi. Essi sono coloro i quali in vita non si sono schierati, non hanno preso alcun partito e sono considerati inetti, ignavi. Qui non è ancora Inferno, è il Vestibolo, ovvero l’anticamera, infatti l’Inferno vero e proprio non li accetta, perché non trarrebbe alcun giovamento da individui, che in vita non si sono mai schierati, vivendo senza infamia e senza lode.

Caro diario, questa volta il mio appello e’ rivolto agli astensionisti, poiché essi detengono un potere fortissimo se andassero a votare, davvero, potrebbero stravolgere ogni sondaggio. Come ho scritto nel testo, ogni diritto è stato guadagnato con lotte feroci, sangue e morte, e questo non solo in Italia, ma in in ogni parte del mondo. Ecco perché rimanere inermi, disinterassati è un grave atto, che danneggia tutti quanti, poiché noi stessi dobbiamo essere garanti di ciò che ci è stato donato. Per salvaguardare la nostra Sacra Costruzione, ognuno di noi deve sentire questo fuoco interiore che divampa e che DEVE spingere, creare un moto sia interiore che esteriore, affinché si dia UN SEGNO FORTE DI DISAPPROVAZIONE verso un governo che neppure è stato votato. Questa è la volta buona, fate il vostro dovere, per custodire un bene prezioso che fa parte del nostro dna, poiché ognuno di noi ha un familiare che ha perso la vita o che è stato coinvolto in quel terribile periodo storico che antecedette la nostra Costituzione.

Lascio un po’ di foto, che dimostrano nel mondo quanti hanno lottato e lottano tutt’ora, per avere questo diritto, che voi POPOLO ASTENSIONISTA DISPREZZATE.

-Foto tratta da Web-Le Suffragette erano le donne che appartenevano ad un movimento di emancipazione femminile, creatosi alla fine dell’Ottocento, con lo scopo di ottenere il diritto di voto. Il termine deriva appunto da suffragio e fu l’appellativo usato, nel tempo, per indicare anche altre rivendicazioni civili e politiche delle donne.

Foto tratta dal Web- Selma 7 Marzo 1965-centinaia di manifestanti pacifici furono attaccati dalla polizia dell’Alabama: fu il momento di svolta nella lotta per i diritti civili dei neri americani

Foto tratta dal Web-Bangladesh-Manifestazioni per il diritto ad un voto libero

Foto tratta dal web-Arabia Saudita-Donne che manifestano per il diritto al votoFoto tratta dal Web-10 giovani partigiani impiccati.

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-Foto tratta dal web- Un giovane uomo che mette a repentaglio il proprio misero guadagno, esprimendo in pubblico il suo voto. Chapeau!

FATELO PER LORO, FATELO PER TUTTI NOI!

Alla prossima, Giusy

OGGI ABBIAMO PERDUTO UN ALTRO EROE: CIAO DARIO

Oggi e’ morto Dario Fo, addio al premio Nobel per la letteratura. Innovatore e uomo libero, dal teatro alla politica. Un orgoglio per il nostro paese, un grande dolore per me, ho voluto aggiungerlo in questa pagina, perché mai lui avrebbe disertato le urne.
POPOLO DI ASTENSIONISTI, FATELO ANCHE PER LUI E POSSIBILMENTE VOTATE NO, COME EGLI STESSO PUBBLICAMENTE SI ERA ESPRESSO. 

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