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IO E IL MARE

“Salutami il mare”, è una frase ricorrente, quasi un mantra o una giaculatoria, che io ripeto a chi sta per partire per una vacanza marittima, o, spessimo, ad alcuni bogger che abitano in località’ di mare. Abito sulle sponde di un lago e questa è già una fortuna, ma il mare per me ha un fascino superiore e irresistibile, un’attrazione fatale…

Non sono una tipa da spiaggia, nel senso che per me stare su delle sdraie ferma per ore a prendere il sole, è fuori dalla mia logica. Non sopporto stare appiccicata con altre persone che non conosco, sentire bambini che strillano, schiamazzi, musica ad alto volume…
Io amo il silenzio, amo tuffarmi in quell’acqua, dove ritrovo forza e vitalità e tutto il mio essere percepisce di appartenere a questo elemento…

image“L’acqua del mare mi avvolge e mi culla con amore filiale, ed io mi abbandono a quella ninna nanna, ascolto la sua viva voce e il suo canto. La mia anima trova un’armonia che vorrei durasse per l’eternità, il mio viso si distende e restituisce in dono, un lieve sorriso “.

Occorrono tempi lunghi e denaro abbondante, per poter assaporare la bellezza del mare fino in fondo e, per questo motivo, le senzazioni di cui io provo desiderio e mancanza, rimarrano molto probabilmente imprigionate nei mie sogni; un po’ come Emilio Salgari, che senza viaggiare, descrisse la Malesia talmente bene, che pareva a tutti che ci fosse stato.

VORREI…

Vorrei passeggiare al mare la mattina presto, con la sabbia umida che lascia l’impronta del mio piede. Vorrei vedere l’alba e il tramonto sul mare, le passeggiate notturne al chiaror di luna, i ristorantini tipici e il porto, perché adoro vedere le navi partire e rientrare. Mi piacerebbe chiacchierare con i pescatori e ascoltare come una bambina ad occhi spalancati, i loro racconti. Vorrei vedere il mare in burrasca, sentire il suo ululato e vedere l’acqua che schiaffeggia gli scogli. Vorrei vedere la quiete dopo la tempesta, l’acqua tornare cristallina e ascoltare lo sciabordìo dell’onda che s’allunga su ciottoli ghiaiosi della riva. Vorrei all’imbrunire passeggiare sul bagnasciuga e ascoltare tutto ciò che Lui ha da dirmi, i bisbiglii d’amore sentiti, i baci rubati, tutto il riso e il pianto di ogni santo giorno. Ed io, con un tacito accordo, confidargli le mie più intime passioni, i miei più reconditi desideri; entrambi sicuri che il nostro patto segreto non sarà mai violato, non sarà mai sarà tradito. Vorrei sentire il profumo del mare ogni giorno e, vorrei che la mia pelle sia impregnata di quell’odore, per sempre.


“Vorrei vedere la quiete dopo la tempesta, l’acqua tornare cristallina e ascoltare lo sciabordìo dell’onda che s’allunga su ciottoli ghiaiosi della riva”.

LA SENSIBILITA’ È  UN LUSSO E UNA DANNAZIONE

“Davanti a questo mare penso che il lusso sia essere pazzi, rivoluzionari e poetici… Il lusso per me è soprattutto la sensibilità che credo sia qualcosa di divino
ma anche una dannazione, perché un certo tipo di sensibilità , direi estrema, dilatata, non ti porta ad essere felice.” Lauraluna

https://vivereesognare.wordpress.com/

Quanta verità in questa frase! Ed io non l’avevo capito! C’è un’ incompatibilità’ che mi accompagna nei confronti delle persone, nella quotidianità della vita. Mi discosto dalla massificazione del pensiero comune, non accetto le frasi di circostanza, il parlare velato d’ ipocrisia, l’ interloquire disattento, senza interessarsi veramente di chi ti sta di fronte. Tutto questo mi spinge ad indossare una maschera da guerriera, ed apparire diversa da come sono. La parte vera di me stessa e’ quella che scrive, qui non ci sono maschere… qui la mia anima e il mio cuore sono a nudo. Questo camuffamento è una protezione indispensabile per non sentirmi una voce fuori dal coro, per non mostrare la mia inadeguatezza; una difesa per poter sopravvivere. Ora ho capito che la mia sensibilità, non è un difetto o qualcosa di cui vergognarmi, è una sensibilità estrema, quella che eleva lo spirito e innalza l’anima, ma è anche la mia dannazione. Non c’è spazio in questo mondo materialistico e uniformato per la tenerezza o la debolezza, non c’è spazio per delle sognatrici come me e allora, la zona in cui si può agire si ridimensiona enormemente e diventa quasi una prigionia. Non ci sono vie di mezzo per soggetti così, ne’ possono esistere compromessi: o si vive da dannati, o si muore interiormente. L’ unica maniera per sopravvivere è  il trasformismo, l’isolamento, è rifugiarsi nei sogni, è crearsi degli spazi propri, è allontanarsi dal branco;  poiché ogni diverso viene rigettato, chiunque esce dagli schemi è pazzo, rivoluzionario, o poeta …

E ARRIVO’ QUEL GIORNO IN CUI ANCH’ IO, SALUTAI IL MARE …
Ero a casa e accadde tutto all’improvviso, pensavo al mare in quella torrida giornata d’estate. Facevo ghirigori su un foglio di carta, ma ad un certo punto…
quei disegni astratti cominciarono a prendere la forma di parole, parole e scarabocchi…poi pensando sempre a Lui, parole e frasi che si componevano da sole e fluivano, come se la mente stessa agiva indipendentemente dalla mia volontà. Nacque così questa poesia… e fu così che salutai il mare…

SALUTO A SUA MAESTÀ IL MARE

Sono venuta a salutare

sua maestà, il mare.

Guardo il tuo infinito e ho paura.

Ti vedo dondolare, sei come una danzatrice

che muove il suo ventre.

La tua voce, ora è uno schiocco leggero,

che va e che viene,

ora, un suono forte e oscuro.

Usi la tua forza per schiaffeggiare le rocce,

dove però ti vai ad infrangere.

Penso a quante navi sono salpate,

alla ricerca del tuo infinito.

Penso al coraggio di quei uomini,

che hanno osato sfidarti.

A quanti hai teso la mano,

a quanti hai allargato le braccia

per stringerli a te, in un abbraccio mortale.

Tu mare, sei padre e sei madre.

Prima di ciò che sono,

ero un anfiosso cullato da te.

Ti saluto, o mare;

con quell’amore viscerale,

che si ha tra consanguinei.

Ti saluto, con la malinconia di chi soffre per la lontananza,

perché è nell’assenza,

L’essenza di tale mestizia.

Giusy Lorenzini

Caro diario, per amor di verità devo scrivere che questa poesia l’avevo pubblicata due anni fa. Il blog era nato da pochi mesi e non mi conosceva nessuno, per cui ritengo che in questo post sia giusto riproporla, in quanto è in perfetta sintonia con tutto l’articolo e con tutto il mio sentire.
Un saluto particolare a Lauraluna, perché attraverso il suo articolo ho imparato a conoscermi meglio.
Un saluto e un abbraccio a tutti voi che mi seguite e date lustro al mio blog, con la vostra presenza costante e con i vostri commenti, grazie.
Vi auguro buone vacanze …e salutatemi il mare eh!!!!!

Giusy
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