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AMORE E PSICHE
Amore e Psiche è una delle opere più affascinanti di Antonio Canova. Fu realizzata fra il 1788 e il 1793, si tratta di una scultura in marmo bianco che rappresenta il dio dell’Amore nell’atto di guardare la sua amata Psiche, prima di baciarla. La struttura compositiva si basa su due linee curve contrapposte che formano una “X”. Ammirando la scultura e notandone i punti di equilibrio fra il cerchio creato dall’abbraccio, le ali di Eros e le braccia di Psiche, si può comprendere l’ideale del bello di Canova: una perfezione di corpi e volti che rimandano al neoclassicismo. L’artista è riuscito a creare in quest’opera, un effetto di luce capace quasi di ricreare l’armoniosità della pelle. Osservando i corpi avvinghiati teneramente, pare di “sentire”, la tensione che sta per sciogliersi nel bacio che è all’apice della sua intensità. Le due figure, riflettettono, una tensione sensuale e amorosa che sembra uscire dal tempo, fermandosi in un istante di eternità, mentre i due amanti si contemplano all’infinito. L’eleganza della posa, i gesti del dio Amore che contempla in una tensione dolce e sensuale la sua amata e l’abbandono di Psiche, in attesa del bacio del suo sposo, rendono la scultura un’opera straordinaria e immortale.

DIO E L’AMORE NEL CANTICO DEI CANTICI

Cantico dei Cantici – Capitolo 3

Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato
l’amato del mio cuore;
l’ho cercato, ma non l’ho trovato.
«Mi alzerò e farò il giro della città;
per le strade e per le piazze;
voglio cercare l’amato del mio cuore».
L’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi hanno incontrato le guardie che fanno la ronda:
«Avete visto l’amato del mio cuore?».
Da poco le avevo oltrepassate,
quando trovai l’amato del mio cuore.
Lo strinsi fortemente e non lo lascerò
finché non l’abbia condotto in casa di mia madre,
nella stanza della mia genitrice.

Cantico dei Cantici – Capitolo 8

Oh se tu fossi un mio fratello,
allattato al seno di mia madre!
Trovandoti fuori ti potrei baciare
e nessuno potrebbe disprezzarmi.
Ti condurrei, ti introdurrei nella casa di mia madre;
m’insegneresti l’arte dell’amore.
Ti farei bere vino aromatico,
del succo del mio melograno.
La sua sinistra è sotto il mio capo
e la sua destra mi abbraccia.

Cantico dei cantici – Cap 8

Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l’amore,
tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco,
una fiamma del Signore!
Le grandi acque non possono spegnere l’amore
né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa
in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio.

Il Cantico dei Cantici è uno dei libri che compongono la Bibbia, visto quanto eros? Il Cantico dei Cantici dimostra che l’amore tra uomo e donna è un dono di Dio. Lascio la parola a Vito Mancuso nel link sottostante. Mancuso per me è un faro, mi piace il suo pensiero, la sua forza innovatrice, il suo guardare “oltre”. Spesso in contrasto con la Chiesa Cattolica, il Teologo, non si tira indietro e porta avanti le sue idee, chiare e alla portata di tutti, per un rinnovamento indispensabile e auspicapile. Invito chi è nel dubbio a leggere i suoi scritti, sono una sua fan…penso che si sia capito!
“…il messaggio del Cantico. Basta considerare quanto sia presente il corpo, soprattutto nelle parti che sono oggetto delle attenzioni amorose: bocca, seni, curve dei fianchi, ventre, gambe. E poi un diluvio di carezze, baci, persino facendo uso di vino aromatico (8, 2) e afrodisiaci (riferimento alla mandragola in 7, 14). Insomma in scena è la passione, compresi i giochi e gli espedienti che gli esseri umani conoscono per renderla più viva. La protagonista assoluta di questo piccolo libro biblico è l’arte dell’amore fisico (8, 2). Il Cantico è una celebrazione di questa realtà primordiale, senza la quale noi non saremmo qui e neppure i nostri figli sarebbero mai nati, perché la vita va avanti grazie a questa forza che ci abita e che al suo primo apparire in noi si chiama eros…”

https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/09/15/vito-mancuso-sul-cantico-dei-cantici/

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-Amore e Psiche e Il loro eterno abbraccio –

…IO…L’EROS… AMORE E PSICHE

IO…ebbene sì, sono rapita da questa scultura, essa m’ incanta, con il potere dell’amore, soprattutto per l’intensità del desiderio che riesce a sprigionare, fermando la scena all’istante prima che il bacio avvenga e il desiderio si consumi, mostrando così la dolcezza e la delicatezza di quest’attimo.
E’ eros (attrazione e spinta verso un altro individuo), è philia (amore di amicizia, piacere di stare insieme, di condividere) ed è agape, termine coniato dai primi cristiani per descrivere l’amore divino: gratuito, rivolto a tutti, ma a ciascuno in modo personale, eterno, volto solo alla ricerca del bene dell’altro.
l’eros è estremamente esigente e per questo motivo spesso viene oscurato, esso richiede un impegno personale molto intenso, una donazione totale o tendente alla totalità, una responsabilità nei confronti dell’altro che mobilita in maniera unica, la concentrazione fisica e mentale dei soggetti coinvolti.
Niente a che vedere con la pornografia e la depravazione che sono volgarità, bassezze e disprezzo, per se stessi e per gli altri, dalle quali bisognerebbe distaccarsi definitivamente e dare il giusto spazio, alla nostra vocazione di umani, chiamati a spingerci verso quella bellezza che scaturisce direttamente dal cuore, dallo spirito, dal cervello per esplodere poi, nel corpo, dando origine all’eccitazione, al desiderio, al piacere e al benessere.
l’erotismo, e’ raffinatezza, è abbandonarsi all’istinto, è fascino, è sensualità; non c’è nulla di peccaminoso in un amore puro e assoluto, come l’ha raffigurato il Canova e come viene descritto nel Cantico dei Cantici.
IO…una donna d’altri tempi, romantica, fin da piccola affascinata dalla favola di Cenerentola e del principe azzurro e da adulta, dalla favola di Apuleio. Sogni che resistono al tempo inclemente che passa…ed è così, che in quest’ epoca, io non ritrovo il mio spazio, non mi sento a mio agio. I principi con tanto di cavallo, non se ne vedono molti in giro, anche se il vero principe, è colui che è gentleman dentro, più che fuori. Anche di dame se ne vedono poche, poiche’ e’ cambiato lo status di riferimento, ora l’impegno piu’ grosso e’ impedire la caducita’ della carne, soffocando (come gli uomini), la bellezza e la signorilita’ interiore. Non è una colpa cercare di mantenere un aspetto decoroso, ma non puo’ diventare un’ossessione, una ricerca continua di perfezione estetica e soprattutto, non può essere ostentata a tutti i costi, poiche’ “la bellezza esiste soltanto nella mente che la contempla” (Hume).
IO…desueta, tanto da non comprendere questo tipo di modernita’, che esalta il mercinomio di carne umana, Lupanare a cielo aperto, enfatizzandole come processi di emancipazione a discapito dell’amore vero, fatto non solo di corpo, ma anche di anima.
IO… incredula e amareggiata, nel vedere rapporti di coppia, dove impera il lassismo, l’egoismo, la quotidianità, i silenzi, la disaffezione, l’ipocrisia e prendo atto, che in questi frangenti, l’eros come forza dirompente che tutto supera e tutto ricompone, viene spazzata via e annullata.

NEL SOGNO IL MIO RIFUGIO

IO…mi specchio nello sguardo di Amore e Psiche, nel suo dolcissimo mito, lì, si celano simbologie che parlano alla mia essenza più intima, lì, ogni disagio scompare e sento i miei sensi che si allineano “ai loro sensi”. Ogni donna pero’, può riconoscersi e ritrovarsi in Psiche, poiché ella incarna la femminilità nelle sue vari fasi: fanciulla, amante, madre.
Io…prigioniera felice di questo sogno, consapevole, che rimarrà tale per sempre, sicura, che non è un limite ma una risorsa, poiché al di fuori di questa proiezione, nel sentire più  profondo della mia anima libera da ogni condizionamento, io desidero solo che questo: immortalare e assorbire l’energia che si sprigiona da Amore e Psiche, catturare nel loro abbraccio quell’ istante che lo precede e farlo mio, contemplare senza fine quegli sguardi persi ognuno negli occhi dell’altro, trattenere quella tensione sensuale amorosa, raccogliere quell’abbandono e recluderlo nella mia anima, nell’attesa di quel bacio unico ed eterno…

La favola attraverso la musica di Tracy  Chapman

Dedicato a tutti coloro che sognano come me…

A presto, Giusy

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