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RISULTATI REFERENDUM 17 APRILE: UNA WATERLOO

 “VULGUS VULT DECIPI, ERGO DECIPIATUR”IL VOLGO VUOL ESSERE INGANNATO, DUNQUE SIA INGANNATO.

IL POPOLO “SOVRANO” HA SCELTO QUESTO:

Foto tratta dal Web- Taranto- Piattaforma Petrolifera

http://www.corriereditaranto.it/2016/04/18/referendum-trivelle-a-taranto-ha-votato-il-4173-in-italia-il-32-niente-quorum-vince-renzi2/

ANZICHE QUESTO:

  • -Foto tratta dal Web-Mare di Taranto-

IL POPOLO “SOVRANO” HA SCELTO QUESTOto tratta dal Web- Pesci morti, nella diga Pertusillo- Basilicata-

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/677036/Pertusillo-e-la-moria-di-pesci.html

ANZICHE’ QUESTO:

-Foto tratta dal Web-Mare-Basilicata-

UN COMMENTO DI GIULIA, UNA GIOVANE STUDENTESSA IN MEDICINA, CHE  HO SCELTO, TRA I TANTI BELLISSIMI COMMENTI CHE MI AVETE INVIATO. UNA RIFLESSIONE MEDIDATA A 360°…

Ciao Giusy
credo che sia stata un’ottima idea parlare del referendum (e non solo…) sul blog!
Io di base non condivido la scelta di avere indetto un referendum su un argomento del genere. Si tratta di un’attività, quella estrattiva, che porta praticamente solo danno al nostro territorio, al nostro mare e alla salute delle persone, il tutto per un guadagno praticamente inesistente.
Quando in medicina si deve decidere se sottoporre un paziente ad una cura si deve sempre valutare il rapporto rischio/beneficio, ovvero verificare che gli eventuali danni che quella cura, quel farmaco, potrebbero arrecare al paziente, non siano peggiori dei danni che porterebbe la malattia progredendo; ecco, nel caso delle trivelle il rischio di uccidere la nostra terra è infinitamente superiore al guadagno, al beneficio economico che potremmo ottenere continuando a trivellare e a inquinare. Quindi, a mio parere, in un paese decente non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di chiederselo, un governo “al verso” avrebbe fermato lo scempio e protetto i suoi cittadini, la sua terra. Ma sappiamo in che paese viviamo, nel bene e nel male.
Nonostante tutto, però, il referendum ci sarà; avrebbero potuto accorparlo con altre occasioni di voto, ma come al solito la logica non è il forte dei nostri politici (o almeno non una logica che porti al bene comune!). Fatto sta che il referendum ci sarà e noi siamo chiamati ad adempiere a quello che è un nostro DIRITTO E DOVERE, siamo chiamati ad esprimerci. E io credo che per nulla al mondo dovremmo mancare a questa chiamata, perché votare è un diritto per niente scontato; sappiamo bene con quanta fatica sia stato conquistato, non possiamo ignorarlo.
Credo poi che sia indecente e squallido il tentativo di sabotare questo referendum: la cattiva (per non dire inesistente) informazione, i numerosi appelli a non votare…squallido. Una presa in giro alla luce del sole, incredibile come tanti possano non vedere…ma il male del giorno d’oggi è proprio questo, l’ignoranza funzionale, la pressoché totale mancanza di senso critico, sono queste le catene che ancorano molti alle pareti della caverna.
Nonostante tutto, lo sai, io sono una persona positiva: tante cose mi amareggiano, ma non voglio scoraggiarmi. C’è del buono un questo mondo, ci sono persone valide, pure, coraggiose e c’è ancora speranza di poter migliorare le cose. Quindi credendoci, facendo informazione, come stai facendo tu sul blog, possiamo farcela. Io voglio crederci.
Il 17 dico SI, come ogni giorno dico SI, alla speranza di realizzare un mondo meno ingiusto.
Un abbraccio,
Giulia.

NESSUN QUORUM…NESSUNA VITTORIA, ANZI, UNA WATERLOO…

Ebbene sì, oramai il referendum è stato invalidato, c’era d’aspettarselo, anche se in tanti abbiamo cercato di fare il nostro meglio per impedire che ciò accadesse. Adesso si comincia con il gioco delle “quasi sconfitte”, con la conta di chi è andato a votare, già, ma le battaglie si vincono o si perdono, non esistono le vittorie di Pirro. Platone, secoli fa, ci aveva già avvisato, che cercare di convincere gli uomini incatenati nelle caverne, sarebbe stato inutile e deleterio…ed aveva ragione, così è andata. Era una grande occasione per dimostrare ai signori governanti, alle potenti lobby petrolifere, che questo popolo si stava svegliando dalla lunga letargia, che lo accompagna da decenni, invece, Morfeo ha avuto la meglio. Dante, Nel canto III dell’Inferno, sente le urla e i lamenti della prima schiera dei dannati: i pusillanimi. Essi sono coloro i quali in vita non si sono schierati, non hanno preso alcun partito e sono considerati inetti, ignavi. Qui non è ancora Inferno, è il Vestibolo, ovvero l’anticamera, infatti l’Inferno vero e proprio non li accetta, perché non trarrebbe alcun giovamento da individui, che in vita non si sono mai schierati, vivendo senza infamia e senza lode. Per cui, quando vedo inneggiare alla vittoria della Puglia con il 40% di votanti, o della Basilicata distrutta dall’inquinamento petrolifero, con il quorum del 50% ; di che vittoria stiamo parlando? Minimo in queste regioni ci doveva essere il 90% di votanti per il “sì”. Adesso costoro, andranno ancora a lamentarsi dalla Gabanelli? O a far piagnistei, a destra e a manca? Sono orgogliosa di aver combattuto, non l’ho fatto per me, ho 54 anni e il mio amato mare, l’ho visto e lo vedrò ben poco. Ho combattuto per ragazze e ragazzi come Giulia, che sperano in un mondo migliore e se a 24 anni, vengono recise le ali della speranza, rimarrà loro solo questa gravosa eredità, fatta di un paese devastato sia ecologicamente che economicamente. A tutti noi perdenti che abbiamo combattuto, almeno l’onore delle armi verrà concesso… e le avremo le nostre due monete d’oro, per farci traghettare nell’Aldilà! A chi non si è schierato, a chi si è defilato, nonostante tutto, io auguro loro:
BUONA VITA!

Giusy Lorenzini

PS. Mi sono ricordata commentando con voi, che il mercoledì prima delle elezioni a Piazza pulita, alle 11 di sera è stato trasmesso questo video. Penso che se fosse andato in onda in orari diversi e più volte, probabilmente l’esito sarebbe potuto essere diverso. Il video integrale andrà in onda a Maggio-Giugno. Perché invece, non è stato trasmesso prima? L’ho mandato a due blogger, ma penso che a questo punto, sia giusto che lo vedano tutti.

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