Tag

, , , , , , , , , ,

image

 Il Cristo di San Juan de la Cruz, Salvador Dalí  (1951)

Il Cristo di Salvador Dalí

 L’idea per la realizzazione del dipinto, Dalì la prese dalla storia di Juan de la Cruz, un mistico spagnolo vissuto nel XVI secolo, che durante un’estasi, disegnò la crocifissione di Cristo utilizzando un punto di vista alquanto insolito. Perche’ Dali’ ha rappresentato il Crocifisso così? Perche’ non voleva presentare i segni del dolore della crocifissione, ma bensì, la potenza della morte di Cristo, come sorgente di un’ illimitata energia di vita per l’universo. La crocifissione di Dalì, scompagina ogni tradizione pittorica, Cristo, non è visto di fronte come è sempre stato raffigurato nel corso dei secoli. Dalì, pone il punto di vista dall’alto, da sopra la croce, quindi la figura di Cristo la vediamo di scorcio dall’alto verso il basso, da questa prospettiva, pare che IL PADRE dal Cielo, osservi IL FIGLIO, una visione ottica in cui si esprime tutta la genialità dell’artista. Nella crocifissione di Dalì, il Cristo viene raffigurato senza chiodi e senza la corona di spine, un gesto volontario dell’artista, che va oltre le rappresentazioni tradizionali: un sogno cosmico e metafisico, che supera ogni dimensione strettamente religiosa e di fede. Sulla parte superiore del dipinto si vede la nuca e le spalle di Gesù, leggermente inclinato verso il basso, come se guardasse quel mondo che non l’ha accolto. Il corpo è rilassato e non ci sono i segni cruenti della Passione, non c’è sangue, né ferite, Cristo viene gia’ rappresentato nella sua immortalità e appare distaccato dalle cose terrene, superando la caducità della vita. L’ amore che si sprigiona da questi simbolismi, sono una potente forza che supera ogni bassezza umana, sembra  questo il momento in cui, Gesu’, rivolgendosi al Padre disse: “Perdona coloro che non sanno quello che fanno”. La verticalità della croce, la luce che illumina la Divinita’ nella profondità nera dello spazio, dà origine ad una vertigine, ed enfatizza ancor di più la figura monumentale di Cristo. La parte inferiore è dedicata al paesaggio: si vede la cala di Port Lligat (Cadaqués), dove presumibilmente, Dalì, prese l’ispirazione per realizzare il dipinto. Nel paesaggio la superficie dell’ acqua è immobile, ci sono due barche e due pescatori, ed un altro uomo che cammina sulla strada adiacente; tutto è tranquillo e armonico, i dolci colli incorniciano il paesaggio. Sull’orrizzonte, la luce dell’alba illumina tutto il panorama e le nuvole sovrastanti, emettono bagliori intensi, paragonabili alle aurore boreali. Tutto il paesaggio è statico e surreale e sovrasta un senso di pace. Nel cielo invece, una luminosità prende forma, i colori e i bagliori si intensificano: e’ la Luce della Divinità, è il Trascendente che irrompe nello spazio nero e si rivela all’umanità intera, con toni mistici e misteriosi.

Ragazzo d’oriente

Ragazzo d’oriente
venuto a insegnare
il diritto di avere
il dovere di dare.

Ragazzo d’oriente
tu sapevi sperare
che quel mondo di pazzi
si potesse cambiare.

Ti credevano tutti
uno sporco imbroglione
perché eri diverso
da quelle persone,
perché avevi negli occhi
il sorriso incantato
di chi stava guardando
un giardino sognato.

Ma tu avevi fiducia
nel mondo e nell’uomo
e per questo insegnasti
l’amore e il perdono.

La tua anima forte
riuscì a sopportare
gli insulti di quanti
non volevano amare.

Andavi per strada
a narrare alle genti
le tue favole antiche
fresche come sorgenti.

La tua dolce incoscienza
non ti fece pensare
che quel mondo di pazzi
non poteva cambiare.

Ragazzo d’oriente
venuto a spezzare
la catena di un mondo
che volevi salvare.

Ragazzo d’oriente
col tuo grande amore
hai creato la gioia
attraverso il dolore.

Poi ti misero in croce
a morire da uomo
ed anche morendo
insegnavi il perdono
e su quelle croci
che avevi ai tuoi fianchi
son morti due ladri
e non erano santi.

Quanto tempo sul mondo
da quel giorno è passato
però sulla terra
quasi niente è cambiato.

Qua la gente si scanna
per un pezzo di pane
e chi grida più forte
sempre a galla rimane.

E nell’anno duemila
quel ragazzo d’oriente
si vede ogni giorno
condannare innocente.

Ma la gente che guarda
quel volto sbiancato
se ne lava le mani
come fece Pilato.

Marcella Riboni

Caro diario, un’altra Pasqua è arrivata e per non cadere nella retorica, bisogna che io spenda sempre parole che tengano alta l’attenzione del lettore, mi accorgo però, che non è cosa facile. Ho scelto il dipinto di Dalì e la poesia di Marcella, proprio per questo motivo. il Cristo di Juan de la cruz, è un quadro che amo tantissimo, proprio per la potenza che esso sprigiona, nonostante Dalì, lo abbia dipinto da non credente e perciò, libero da ogni vincolo religioso. Si dichiarava “un ateo per grazia di Dio”, l’eclettico Dalì, era tutto, il contrario di tutto. Il mio pensiero di oggi, come giorno di Pasqua, vola verso tutte le vittime assurde di questo mondo, dagli episodi di Bruxelles, Parigi, Turchia,Tunisia, alle guerre dimenticate o ignorate. “In questo mondo di pazzi”, Io mi sento di dire, sia a chi crede, sia a chi non crede, sia a chi professa altre confessioni religiose, di raccogliere il messaggio d’amore universale di questo “ragazzo d’Oriente”. Continuare a “scannarsi per un pezzo di pane”, o per un’ ideologia, o per un qualsivoglia bieco interesse umano, è “lavarsi le mani come fece Pilato”. Questo implica il fatto, di non alzare lo sguardo verso quella Luce, che ogni giorno come un faro illumina quale strada da seguire. Escludere dalla propria vita gli insegnamenti di quel ragazzo d’Oriente, rifiutare quella Luce che Egli stesso emana per tutta l’umanità, e’ un grande errore e il dipinto di Dalì, ci riporta drammaticamente alla realtà: al di fuori di quel violento bagliore che squarcia e irrompe nel grigiore del nostro vivere, c’è solo buio e tenebre.

Marcella Riboni e il Ragazzo d’Oriente

Tempo addietro, avevo già divulgato questa poesia di Marcella, ma oggi ho deciso di ripubblicarla, anche se in un altro contesto, perché Marcella lo merita. Questo è il link, dove viene riassunta la sua storia:
https://diolontanoevicino.wordpress.com/2015/05/24/
Purtroppo la vicenda di Marcella non ha avuto un lieto fine, le sue poesie, non hanno trovato una casa editrice che potesse riunire in un solo volume i suoi componimenti. Adele (la sorella di Marcella), circa un anno fa, mi inviò cinque libricini con le suddette liriche e notai con stupore, le firme sulle prefazioni: Prof. Renato Arcioni; Aldo Pasetti, giornalista, corrispondente di guerra e scrittore; Luigi Santucci, scrittore, romanziere, poeta e commediografo; Riccardo Bonacina, giornalista e conduttore televisivo; Luciano Visintin, storica firma del Corriere della Sera; Romano Battaglia, giornalista e scrittore. Al no, delle case editrici, ho deciso di contrapporre il mio sì e ogni tanto, pubblicherò qualche verso di Marcella. A parte le poesie e gli scritti, era la sua vita che valeva la pena raccontare. Pochi sanno, che le venivano attaccati dei sacchetti di sabbia nelle mani e sui piedi, altrimenti i suoi nervi e i suoi muscoli si contraevano; non era forse anche lei, un Cristo in croce? Pochi sanno, delle sue ore interminabili passate a guardare il soffitto, sognando primavere o il bacio di un ragazzo, che mai sarebbe entrato da quella porta…e tanti altri particolari di questa persona straordinaria, che segnò Milano profondamente, intorno agli anni 70-80. Già, ma le logiche del mercato, seguono altri fini e non guardano gli ultimi… io invece, oggi, come giorno di Pasqua, ho voluto ricordare Marcella e presentarla con onore a tutti voi che leggerete. Auguro una Buona Pasqua ad Adele, l’angelo custode di Marcella, auguro una Buona Pasqua a Giuseppina d’Amato, del blog MEMORIA NARRANTE, per come si è prodigata personalmente, per cercare di realizzare questo sogno di Adele e Marcella, auguro Buona Pasqua a Gianfranca, amica personale delle due sorelle.
Ed infine, non possono mancare di certo, i miei migliori auguri pasquali a tutti voi cari amici!!! Pasqua significa “passaggio”, per cui, auguro a tutti un passaggio, dall’incertezza alla certezza; auguro un passaggio, da un momento difficile ad uno pieno di felicità; auguro un passaggio, da una malattia ad una guarigione; auguro un passaggio, dalla solitudine, ad una vita piena d’amore; auguro un passaggio, dalle tenebre alla Luce.
Vi abbraccio tutti e vi mando un bacio 💋 Giusy

PS. Il post, resterà in Home Page per un po’ di tempo, mi è costato molto impegno per scriverlo, ed è giusto, che per un po,’ anche io mi riposi. Risponderò alle email e mi dedicherò a leggere con calma, i vostri articoli. Ciao a tutti!!!!! ❤❤❤

Apprendo dagli organi di stampa, che oggi, giorno di Pasqua, in Pakistan c’è stata una nuova strage, un Kamikaze si è fatto esplodere in un parco: tanti morti, tra cui molti bambini, tanti feriti.
Sono svilita e mi domando a cosa serve scrivere, ragionare, discutere, quando l’odio, l’irragionevolezza, la follia omicida, la mancanza totale della coscienza, che dovrebbe essere presente in ogni essere umano, ed è quella che ci diversifica da ogni specie vivente, è palesemente annientata. Neppure gli animali uccidono per puro spirito di sopraffazione e quando lo fanno, rientra solo nella logica della sopravvivenza.
“Escludere dalla propria vita gli insegnamenti di quel ragazzo d’Oriente, rifiutare quella Luce che Egli stesso emana per tutta l’umanità, e’ un grande errore e il dipinto di Dalì, ci riporta drammaticamente alla realtà: al di fuori di quel violento bagliore che squarcia e irrompe nel grigiore del nostro vivere, c’è solo buio e tenebre.”

image

image
Foto tratte dal web
QUESTI SONO I RISULTATI…

E ANDO’ A MORIRE UN RAGAZZO ITALIANO, COME LUI, IN ORIENTE…

imageFoto tratta dal Web

Giulio Regeni, torturato e ucciso in Egitto

Caro diario, si vede che io non debba riposarmi…non voglio scrivere un altro post, ma le notizie che si rincorrono in TV su Giulio, sono proprio tremende. Che grande mamma! L’ho vista nei telegiornali, si batte come una leonessa, per conoscere la verità sulla morte di suo figlio. Ho deciso di metter giù due righe su una riflessione che ho fatto sul BUONISMO, che tanto impera, quando si parla di religione, con un blogger che troverete nei commenti di questo post, ecco uno stralcio:
“Il buonismo no, non porta a niente e le foto che ho messo delle stragi, non sono lì per caso. Non credere che Cristo tollerava tutto, nel Vangelo ci sono continui riferimenti alla dannazione eterna, chiamata con nomi poco invitanti: lo stagno di fuoco, la fornace ardente, la Geenna. Il perdono, implica prima un’ indispensabile pentimento e cambiamento di rotta, certo, non possiamo stabilire quanto è grande la misericordia di Dio, ma i paletti li ha messi e sono ben chiari, due per tutti: NON UCCIDERE e AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO. La legge deve fare il suo corso…”. Anche dal Cielo, c’e’ una legge che deve fare il suo corso…È sì, cari miei, il male gratuito, assoluto, l’accanimento su una persona inerme, fino a provare piacere nel togliergli la vita a fuoco lento, non sfugge al Padre che che è nei Cieli, non una vendetta di odio, ma di giustizia. Potrei fare una miriade di esempi, tratti dalla Bibbia e poco ricordati, da chi parla in nome di Dio. Vi posso assicurare che all’ALTISSIMO NULLA SFUGGE, SIA IL BENE, CHE IL MALE e ne chiedera’ conto, statene certi. Troppo facile appoggiarsi sempre alla bontà e al perdono di Dio, troppo facile pensare di cavarsela, con questo buonismo inutile e deleterio.
Quel ragazzo d’Oriente di Dalì, guarda in basso e osserva l’umanità che non l’ha accolto, anche se appare distaccato oramai dalle cose terrene, sembra sia questo il momento in cui, rivolgendosi al Padre disse: “Perdona coloro che NON SANNO quello che fanno”. Ma non pronunciò invece: “Perdona coloro che SANNO quello che fanno”. Questa è la sostanziale differenza. UNA VENDETTA NON DI ODIO, MA DI GIUSTIZIA, ci sarà, è sancito nelle Sacre Scritture, altrimenti sarebbe un’incredibile ingiustizia verso chi ha sofferto e per chi ha operato il bene.

Ciao, dolce ragazzo italiano, che sei andato a morire, tu, come Lui, in Oriente. IO TI VOGLIO BENE, NOI TI VOGLIAMO BENE ❤

Annunci