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PER I PAPA’ IN CIELO CI PENSO IO…

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Foto personale -mio padre-

Caro diario, un’ altra festa del papà sta passando, il mio pensiero lo dedico ogni anno a mio padre salito in Cielo e naturalmente, anche a tutti i papà che hanno dovuto lasciare questo mondo. Spesso penso: “E se gli atei avessero ragione?”. Se rifletto bene, non ho la certezza assoluta, mio padre non mi ha mai dato un segno, o un sogno, pur sapendo quanto io ci tenessi. Sì, lui conosceva i miei pensieri, sapeva che io avevo questo desiderio, lo avevo espresso tante volte anche per mamma…eppure niente. Se nell’aldilà ci fosse il nulla, chi ha compiuto il male, chi ha ucciso, violentato, rubato, distrutto esistenze di milioni di uomini e donne, sarà sullo stesso piano di chi avrà fatto il bene e saremo solo che polvere, in entrambi i casi. Se Dio non c’è, chi ha versato lacrime per amore, chi ha sofferto per questo sentimento, fino a cadere a volte, al limite dell’autolesionismo, sarà stato tutto vano. Se siamo SOLO frutto di un’evoluzione, che senso ha provare il dolore per amore? Su un punto gli scienziati sono tutti concordi: la natura elimina ciò che non è utile per la specie, dunque la passione, il tormento, il dolore per una persona che muore, l’amore che proviamo senza tempo, senza spazio, senza convenienza, sono inutili, perché creano sofferenze che producono indebolimento e malattie, quindi, non giovano alla razza umana. Invece abbiamo un cervello la quale fa sì, che non passiamo la vita solo a nutrirsi e a riprodursi, ma bensì, possiamo pensare, scrivere, dipingere, parlare, progettare ponti, suonare strumenti, comporre opere sinfoniche, leggere libri, costruire cattedrali, odiare, uccidere, fare guerre, ma anche lottare per una giusta causa, amare senza tornaconto. È questo che ci differisce dagli altri animali, NOI PENSIAMO. Come possiamo essere solo frutto di una causalità e, come possono dunque, conciliarsi e coesistere questi sentimenti così diversi e contrastanti, addirittura deleteri per questo “ceppo” di scimmie pensanti? Come possiamo relazionarli con la selezione naturale che elimina tutto ciò che non serve per salvaguardare la specie? Ecco ad esempio, ho ragionato di fino, per scrivere questo post, chi me l’ha data questa intelligenza? Gli scimpanzé sono rimasti tali, ma ad un certo punto, un gruppo di quelle scimmie, si elevarono al rango di homo Sapiens, di colpo, in tutto il mondo e contemporaneamente diventammo uomini. Siamo o non siamo degli esseri speciali? Mi affiorano nella mente le parole di mio figlio, quando mio padre spiro’…sì, le ricordo bene, mi disse: “Mamma, osserva bene il nonno, il suo corpo è diverso, sembra un guscio vuoto, lui non è più qui”. Non so se lo disse per calmare il mio pianto, so che lo guardai e sentii dentro me, che era sconvolgemente vero.

Un abbraccio a tutti coloro che si emozionano ancora, ricordando chi hanno amato e che non dimenticano, nonostante la logica della natura vorrebbe l’esatto contrario.
Giusy Lorenzini

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