Tag

, , , , , , , , , , , , , , , ,

E SE NASCERE NON TI PIACESSE?

image

Foto tratta dal Web

“Mi son sempre posta l’atroce domanda:
E se nascere non ti piacesse?
E se un giorno tu me lo rimproverassi gridando:
“Chi ti ha chiesto di mettermi al mondo, perché mi ci hai messo, perché?”.
La vita è una tale fatica, bambino.
È una guerra che si ripete ogni giorno, e i suoi momenti di gioia sono parentesi brevi che si pagano un prezzo crudele.
Come faccio a sapere che non sarebbe giusto buttarti via,
come faccio a intuire che non vuoi essere restituito al silenzio?
Non puoi mica parlarmi.
La tua goccia di vita è soltanto un nodo di cellule appena iniziate.
Forse non è nemmeno vita ma possibilità di vita.”  Oriana Fallaci

TRE OPINIONI CONTRO L’ UTERO IN AFFITTO

http://controluteroinaffittoomaternita.weebly.com

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/02/lutero-in-affitto-e-lapice-del-classismo/2509816/

http://gds.it/2016/03/03/utero-in-affitto-crepet-ignorati-i-diritti-dei-bambini-per-privilegiare-i-desideri-degli-adulti_482150/

“Essere mamma non è un mestiere.
Non è nemmeno un dovere.
È solo un diritto fra tanti diritti”.

“Sono una donna, perdio, sono una persona.
Non posso svitarmi il cervello e proibirgli di pensare.
Non posso annullare i miei sentimenti o proibirgli di manifestarsi.
Non posso ignorare una rabbia, una gioia, un dolore.
Ho le mie reazioni, io, i miei stupori, i miei scoramenti.
Anche se potessi, non vorrei disfarmene per ridurmi allo stato di un vegetale o di una macchina fisiologica che serve a procreare e basta!”

“Forse dovrei tacerti per ora le brutture e le malinconie, raccontarti un mondo di innocenze e gaiezze. Ma sarebbe come attirarti in un inganno.
Sarebbe come indurti a credere che la vita è un tappeto morbido sul quale si può camminare scalzi e non una strada di sassi, bambino.
Sassi contro cui si inciampa, si cade, ci si ferisce.
Sassi contro cui bisogna proteggerci con scarpe di ferro.
E neanche questo basta perché, mentre proteggi i piedi, c’è sempre qualcuno che raccoglie una pietra per tirartela in testa.”

Frasi dal libro “Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci

I pensieri e i sentimenti della mamma esercitano un effetto benefico o malefico sul bambino che tiene in grembo, e questa interazione sembra lasciare un’impronta sulla psiche del feto.

http://www.amando.it/mamma/gravidanza/legame-feto-mamma.html

IN MY HUMBLE OPINION…

Mi sono accorta durante gli estenuanti dibattiti televisivi sulla maternità surrogata, che si e’ parlato di tutto, ma che poco o niente si è detto sul principale protagonista: il bambino.
Già, “il frutto dell’amore”, nato da un utero in affitto, strappato da quel commerciale grembo, dove un bimbo appena nato viene riconsegnato ai “legittimi proprietari”. Sono inorridita, esterefatta e mi viene il voltastomaco, se rifletto su questo ignobile mercinomio umano. L’amore è il più delle volte RINUNCIA e SACRIFICIO, mai può essere POSSESSIONE. Le parole di Oriana, scritte in un altro contesto, molto tempo fa, sono invece tremendamente attuali e calzano a pennello su questo argomento. Il mondo è pressoché in guerra e la gente scappa, spinge alle frontiere di ogni stato per poter sopravvivere; mezzo pianeta muore di fame, non siamo riusciti a debellare malattie terribili, non c’è lavoro e futuro per i giovani. In mezzo a questo disastro planetario, una sparuta categoria di persone reclama figli, a tutti i costi e con qualsiasi mezzo. Sui diritti civili di gay, lesbiche, non ho niente da ridire, sulle adozioni di bambini da parte di gay, lesbiche ed etero, benvengano, un bambino strappato alla miseria e all’abbandono, è comunque un bambino in meno che soffre. Ma per i figli surrogati, signori miei, il mio beneplacito NON lo avrete di sicuro! Penso molto a questi innocenti, fabbricati ad hoc, cresciuti in ventri di donne che non li amano. Tutti sappiamo quanta osmosi c’è tra madre e figlio durante la gravidanza, tutti sappiamo quanto è importante interloquire con il feto, tutti sappiamo che accarezzare il ventre e sussurrare dolci parole, è donare amore, un amore necessario, che servira’ al nascituro appena entrera’ nel mondo. Ebbene, una donna che viene pagata per tenere un bambino dentro il suo utero, potrà mai donargli tutto questo? I danni psicologici che si potrebbero sviluppare nel bambino, lo sapremo solo fra molti anni, non ci sono statistiche a riguardo. Sono sicura che le problematiche non mancheranno, perche’ ogni volta che l’uomo antepone i suoi egoistici interessi alla logica della natura, la natura si vendica. L’ essere umano vuol fare sempre di testa sua, e anche in questo caso, nessuno si è posto la domanda basilare, “e se nascere non ti piacesse?”. Per ora, c’è, il silenzio tra gli innocenti, ma con il tempo tutto si può rovesciare, soprattutto quando non si conoscono i risvolti di azioni, che la natura non ha costituito nel suo codice. Quando gli innocenti crescendo, potranno aver voce, quel silenzio potrebbe diventare un urlo, come quello di Munch.

SPERIAMO NON RIMANGA UN SOGNO

Nel febbraio del 2016 si è tenuto a Parigi un convegno per l’abolizione universale della surrogazione di maternità organizzato dalle associazioni femministe francesi e patrocinato dal parlamento transalpino, al quale hanno aderito ricercatrici, giuriste, medici, attiviste e attivisti per i diritti umani di tutto il mondo. A conclusione dei lavori dell’assemblea è stata formulata la richiesta formale perché la pratica della maternità surrogata venga proibita e resa illegale in tutto il mondo in quanto ritenuta “disumanizzante” e contraria alla dignità e ai diritti delle donne e dei neonati.

8 MARZO FESTA DELLE DONNE…

La festa delle donne si appresta a compiere il suo rituale di mimose e feste goderecce. Dopo questo post duro e crudo, che mai avrei voluto scrivere, le mie riflessioni sulle donne continuano, infarcite di amarezza e impotenza.
Il mio pensiero ritorna a queste donne-incubatrici, fabbriche di bambini a cottimo, povere e non.
Il mio pensiero va, alle donne che affittano il loro corpo, ma questa volta, per soddisfare i piaceri maschili, mere vagine, organi a pagamento usa e getta.
Il mio pensiero vola e va, a quelle donne che vengono derubate del proprio corpo, stuprate, da pratiche barbariche del reietto genere maschile, antico e moderno.
Il mio cuore afflitto va, alle bambine infibulate, ferite nel loro corpo e nell’anima con un marchio d’infamia, di ancestrale memoria e persistente tutt’ora.
Il mio cuore afflitto va, a tutte le donne che vengono rapite e rinchiuse in harem, o chissà dove, ad uso e consumo di chi le condidera proprietà esclusiva, e che il mondo finto cieco, non vuole trovarle e liberarle.
Il mio pensiero disorientato va, a quelle donne che volontariamente si vendono, senza che nessuno le sfrutti e senza essere nella miseria.
Il mio pensiero va, “all’ obbligo reciproco dei rapporti sessuali matrimoniali”, sancito dall’ articolo 143 del codice civile, perché il verbo “obbligare”, racchiude intrinsecamente un dovere, anziché un piacere reciproco. Una nota stonata, nel linguaggio dell’amore.
Il mio cuore afflitto va, a quelle donne vittime del femminicidio, donne che si sono illuse di essere state amate, cadute sotto i colpi dei loro mariti-compagni-aguzzini, che dell’amore non conoscono neanche lontanamente, qual’è suo intenso profumo.
Se la mimosa è il simbolo di questa festa dedicata alle donne, spero che questo fiore vada soprattutto a coloro che per miseria, per ignoranza, per abuso, per amore, hanno ceduto il proprio corpo o che non hanno potuto preservarlo con onorabilità. Auguro, che il delicato profumo della mimosa, copra tutto il fetore che evapora da questa umanità che si è smarrita e che non trova la dignità di risorgere dalle proprie ceneri.

Caro diario, l’articolo che ho scritto, è in assoluto il più amaro, pesante ed aspro che io abbia mai fatto. È un argomento tra l’altro, di cui tutti ne hanno parlato diffusamente, ma nonostante questo disincentivo non ho saputo resistere: dovevo esprimere il mio pensiero. Nel sottotitolo del mio blog, c’è una chiara indicazione: Riflessioni personali su Dio, sulla bellezza della Natura e della Creatività umana…Beh, questa volta ho dovuto soccombere alla mia naturale inclinazione e così, anziché parlare di tutto ciò che si può sintetizzare con la parola “bellezza”, ho dovuto cedere alla sua antitesi. Con dolore certo, ma anche con la conpevolezza che a volte un pugno nello stomaco, può dare quel “sano” scossone, a questa societa’ dalla dura cervice.
Un saluto a tutti e un abbraccio di ❤Giusy

Non pensavo mai che un articolo di questo genere, avrebbe potuto avere tante visualizzazioni e commenti di così alto pregio. A questo punto, ho aggiunto questo video di Benigni, tratto dai dieci comandamenti, dove viene data l’esatta interpretazione biblica della famosa “costola di Eva”, secondo il racconto della Genesi. Ho detto “esatta”, in quanto ci sono troppi fraintendimenti su questo versetto biblico: Genesi 2,18-22, secondo cui, la donna è tratta dal fianco del primo uomo. Gli ebrei furono i depositari diretti di tutto l’Antico Testamento e per questa ragione, sono la fonte più attendibile per l’esatta esegesi.
Aggiungerò questo video anche nei commenti, per ringraziare davvero tutti.
Adesso posso dire con gioia: buona festa delle donne a tutte e a tutti!!!! ❤❤❤❤❤❤💋💋💋💋💋💋💋

Annunci