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imageFoto tratta dal web
Gubbio, la splendida città medievale umbra, “ospita” l’albero di Natale più grande del mondo che si appoggia sulle pendici del monte Igino. Fu acceso la prima volta nel 1981, l’albero è alto 650 metri, le luci che disegnano la stella sono 200, le luci dell’albero sono 250. È stupendo, l’ho visto personalmente e di notte l’aria è tagliente a Gubbio, ma le luci scaldano…scaldano il cuore di ogni passante.

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Foto tratta dal web
Il convento delle Celle è situato nel comune di Cortona, in provincia di Arezzo. L’eremo francescano fu fondato dal santo stesso nel 1211 e vi ritorno’ nel 1226 prima di morire, come attestano le cronache. L’eremo si trova arroccato sulle pendici del monte Egidio, in mezzo al bosco e vicino ad un corso d’acqua. La natura è stupenda e il silenzio favorisce la contemplazione. A Natale la suggestione di questo luogo aumenta, le luci della foto sono in realtà ceri accesi ad ogni finestrella del convento. Il presepe allestito dai frati, con il fiume che scorre di lato e scivola anche in piccole cascate, rende questo posto incantevole. Io abito sul confine umbro-toscano e non posso fare a meno di andarci, anche perché ho bisogno di emozioni forti per sentire il Natale e qui si sente vicino, molto vicino!

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Foto tratta dal web
Le Celle di giorno, sono altrettanto belle e vengono visitate da tantissime persone provenienti da ogni parte d’ Italia, ma anche dall’estero e sia d’estate che d’ inverno. Sono aspre le discese per arrivare all’eremo e poi salite, scalinate…un po’ come la vita che non è per tutti priva di asperità, ma ne vale la pena, ve lo assicuro!

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Foto tratta dal web
-ASSISI-BASILICA PAPALE DI S. FRANCESCO- Dal 1230, conserva le spoglie mortali del santo.
Sono umbra e nel mio itinerario svolto in vari Natali, non poteva mancare una visita ad Assisi, luogo magico e patrimonio dell’umanità. A Natale è il plus ultra e voglio raccontare la notte di Natale di due anni fa. Ho deciso però di scriverla in forma presente, anziché al passato, perché il ricordo di quel momento e’ indelebile nella mia mente, per cui, è eternamente presente nel mio essere.

E’ notte e l’aria è sempre fredda ad Assisi, mi morde le guance, la strada per arrivare è in salita, l’ossigeno comincia ad essere insufficiente e respiro anche con la bocca, ma vado avanti imperterrita, anzi, trovo una forza che in natura non ho. Ogni anno viene allestito un presepe con statue a grandezza umana nel parco adiacente alla Basilica Superiore di S. Francesco. Nella zona sottostante (Basilica inferiore), viene issato un grandissimo albero con tante luci e una capanna rappresentante la natività. C’è tanta gente che va e che viene, ma io mi sento sola, avverto un silenzio che si fa strada nella mia anima, non soffro però come è di solito nella vita quotidiana: questo silenzio è pace. Sono davanti al magnifico portale gotico dell’ingresso della Basilica inferiore, mi accingo ad entrare per assistere alla messa di Natale…

Foto tratta dal web
C’è poca luce, i soffitti sono piuttosto bassi e tutti affrescati da artisti diversi; l’armoniosita’ delle volte a crociera dipinte con i colori del cielo, come pure le decorazioni degli archi e le pareti, mi lasciano incantata. C’è già molta gente seduta sulle panche centrali e io mi sposto nella parte destra della navata; mi siedo, vedo l’altare di lato, ma in compenso ho la veduta totale del coro che è posizionato dietro l’altare. Giro lo sguardo a sinistra e vedo Francesco che mi guarda…si, proprio così, il suo ritratto più famoso è dipinto proprio su quella parete; il serafico è raffigurato piccolo, con il saio, le stigmate, con le orecchie a sventola, non bello; mi guarda e io lo guardo, ma abbasso velocemente gli occhi…troppo piccola e peccatrice per sostenere quello sguardo! La campanella suona per dare inizio alla funzione religiosa, di colpo rientro nella realtà e capisco che in quei pochi secondi, il mio essere è stato rapito da lui. Il coro innalza Adeste fideles e pare che salga a Dio, come sale sinuoso il fumo dei ceri accesi. Entrano i sacerdoti e dietro tutti in fila indiana i novizi, tanti ragazzi giovani vestiti con il saio e rasati in testa, saranno i futuri fratelli di Francesco. Di colpo mi sembra che il tempo subisca un’alterazione, mi pare di essere tornata indietro di 800 anni e assisto ad una scena del 1200. La messa prosegue il suo iter, nel momento della lettura del Vangelo, due chierichetti si posizionano da ambo le parti del leggìo con due grandi ceri accesi: la luce del Vangelo sta per essere trasmessa al popolo; altri due chierichetti, scendono sui gradini sottostanti e incensano continuamemente, tutto deve essere purificato prima che La Parola entri in contatto con l’assemblea. Il sacerdote inizia la lettura; non so, ma dentro me percepisco qualcosa, lo stomaco mi si chiude, La Parola sovrasta su tutto e pare davvero che in quel momento sia Dio a parlare. Il mio turbamento prosegue per tutta la messa, il coro conclude con Cantique de Noel e da il meglio di sé: le voci dei soprani, baritoni, tenori si mischiano ed è un’apoteosi di emozioni che mi si accavallano…ma capisco in un nano-secondo che è così anche per gli altri e parte spontaneo un applauso lungo e forte. Lo stomaco mi si riapre. Dopo questa messa non ho mai provato in nessun’altra liturgia, una tale commozione. Uscendo guardo di nuovo Francesco con meno soggezione, ma una domanda mi frulla in testa: “se non oso guardare Francesco, come potrò presentarmi al cospetto di Dio?”.

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Greccio, si trova in provincia di Rieti. Il Santuario di Greccio fu costruito nel 1288, per ricordare il primo presepe vivente fatto da Francesco d’Assisi nel 1223. La Cappelletta, chiesa eremitica di San Francesco è situata sulla vetta a 1205 m del monte Lacerone, è uno dei luoghi più suggestivi del territorio comunale che permette di avere una veduta a grandangolo dell’intera Valle Santa Reatina.

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Foto tratta dal web
Nel lontano 1223 San Francesco, dopo un viaggio in Palestina, decise di ricostruire con persone e animali del tempo le scene della Natività di Betlemme: e così il frate di Assisi e il nobile signore di Greccio Giovanni Velita realizzarono la rievocazione della nascita di Gesù, ovvero il primo presepe della storia, che nei secoli successivi è stato replicato in tutte le case del mondo.
Il cuore del Santuario è la piccola cappella del Presepe, costruita nella grotta che secondo la tradizione vide la rievocazione della Natività da parte di Francesco. Sotto la mensa dell’altare si conserva la roccia che, secondo la tradizione, ospitò il simulacro del Bambino durante la rievocazione voluta da Francesco.
Sopra l’altare un affresco quattrocentesco rievoca a destra la Natività del Signore. La Vergine è colta nell’intimo gesto di allattare il Bambino alla presenza di San Giuseppe. Sulla sinistra si stende la rievocazione della Natività voluta da Francesco a Greccio: il Santo, in vesti di diacono, è inginocchiato al centro della scena davanti al Bambino, alle sue spalle il popolo grecciano assiste al miracolo. L’affresco è attribuito all’anonimo Maestro di Narni del 1409.
Questa è la nostra storia e va custodita, il primo presepe al mondo fu fatto da S. Francesco e certe polemiche spesso strumentali che si sentono nei telegiornali, non devono sfiorare ciò che è cultura e patrimonio di un popolo. Ma voglio sottolineare anche, che tutto questo mio intervento sul Natale, è proteso verso un’arricchimento sia culturale, sia personale e ben lontano dalle luci dei centri commerciali, accese già novembre, con tanto di renne, slitte e babbi natale, per assuefare il consumismo più sfrenato; dimenticando spesso che il Natale si sta lentamente paganizzando, sotto lo sguardo assente del mondo. Mi viene in mente un passo del Vangelo: ” Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati….”Sarà bene riflettere con più attenzione su questa LUCE VERA, L’UNICA LUCE CHE ILLUMINA OGNI UOMO…

Cantique de Noel (A. Adam)

Minuit, chretiens,
C’est l’heure solennelle
Ou l’Homme Dieu descendit jusqu’a nous
Pour effacer la tache originelle
Et de Son Pere arreter le courroux.
Le monde entier tressaille d’esperance
En cette nuit qui lui donne un Sauveur.
Peuple a genoux, attends ta delivrance!
Noel! Noel! Voici le Redempteur!
Noel! Noel! Voici le Redempteur!

Le Redempteur
A brise toute entrave:
La terre est libre et le ciel est ouvert.
Il voit un Frere ou n’etait qu’un esclave;
L’amour unit ceux qu’enchainait le fer.
Qui Lui dira notre reconnaissance?
C’est pour nous tous qu’Il nait,
Qu’Il souffre et meurt.
Peuple debout, chante ta delivrance!
Noel! Noel! Chantons le Redempteur!
Noel! Noel! Chantons le Redempteur!

Caro diario, è vero io il Natale non lo sento più, ed è per questo motivo che ho bisogno di luoghi e di musica che mi facciano provare emozioni, che mi riscaldino il cuore. Non avendo più i genitori da tanto tempo, i pranzi in cui ci riunivamo sono anch’essi terminati. Quando mamma era in salute, cucinava anche per 20 persone a Natale e ripensandoci ora mi si stringe il cuore, ricordando quanta fatica erano per lei quelle feste. Poi, con la sua dipartita, non si è fatto più vivo nessuno… coloro che prima si rimpinzavano, non hanno mai contraccambiato…e così io a Natale vado al ristorante. Non provo invidia per chi si gode una bella famiglia, anzi, ne sono felice, ma credo fermamente che il mio non sia un caso unico, c’è tanto opportunismo in questa società grigia, malata e cieca. Per questo motivo, il mio pensiero d’amore va agli ultimi…vola e va, a tutte le persone di questo pianeta che non hanno di che mangiare …e allora mi sento fortunata. Penso alle guerre fratricide che offendono ogni credo o non credo religioso e a tutte le vittime che ne conseguono…e allora mi sento fortunata. Sono vicina a chi ha perduto un loro caro e a tutte le persone malate, facendo parte anch’io di questa categoria… e allora…m’ identifico con loro, anzi, li stringo forte uno ad uno: “chiudete gli occhi, lo sentite il calore del mio abbraccio? ve lo sto inviando, e’ su Internet, viaggia nell’etere e sarà lì, eternamente presente!”. Ma aspetto anch’ io il vostro, poiché, come c’è l’onda, c’è anche la risacca e questa osmosi si crea, se ci si crede, ed io ci voglio credere! È “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, diceva Dante…Tutto ruota intorno all’amore, il resto, per me, non conta niente. Ne’ pranzi pantagruelici, né gioielli, né ricchezze, né beni effimeri, “panta rei”, solo l’amore resta, perché immortale e universale. Tutta la mia vita l’ho impostata così, ho sempre messo da parte me stessa, privandomi di tante risorse vitali, di cui avevo diritto, per aiutare invece chi ha avuto bisogno di me. Mai un “no” e tante volte sopra le mie forze, per un ideale così alto com’ è il bene, che frequentemente è rinuncia, sacrificio e spesso mal ripagato. Capisco ora, perché ce né così poco nel mondo! Il mio blog e’ anche un diario e a volte emerge il mio stato d’animo, si puo’ mentire a se stessi, ma no alla scrittura, perché è l’anima che detta legge, è lei che decide cosa dire. Oramai mi è tutto chiaro, il perno dove si avvita tutto il senso del Natale, riflettendo in modo approfondito per scrivere questo articolo, è racchiuso in questa unica e magica parola: AMORE, AMORE, AMORE.

ED ORA UN AUGURIO SPECIALE AI MIEI LETTORI…

Si lo so, i miei post sono impegnativi ed è giusto che io vi faccia degli auguri speciali per Natale e per tutte le feste, per sdrammatizzare un po’…miei cari lettori, lontani e vicini!!!
Vi auguro il bene, l’amore, l’allegria, la gioia di vivere, delle sane risate e tutto ciò che più desiderate nei vostri cuori ♥…e un mio grandissimo abbraccio a tutti a tutti voi!!!!!! Giusy

Foto personale- un po’ di relax fuori dal ristorante, credo di meritarmelo!

-Foto personale-io con il cappello “rubato “a Babbo Natale ” e la mia 500 d’epoca, visto che bolide?

Foto personale
Dall’eremo Le Celle (Cortona), ore 18…Natale 2015 è quasi terminato…che la LUCE di oggi, non termini domani…nè mai.
Baci a tutti, Giusy♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥

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