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Eduard Munch-Golgota-1900, Oslo, Munch Museet-

Verso il Golgota con Munch

Nel novecento molti grandi artisti hanno subito il fascino universale della croce, tra questi c’e Eduard Munch. Il monte Calvario detto Golgota (collina del cranio), appare tenebroso e senza alito di vita; è infatti il luogo del supplizio, simbolo dell’abisso del male e simbolo di tutte le tragedie e le ingiustizie che l’umanità subisce. Il crocifisso è al centro della scena, innalzato nella totale solitudine, non ci sono le altre due croci dei ladroni descritte nei vangeli e tra l’altro, l’artista si identifica con il Cristo da lui dipinto. Egli pone la croce nella parte centrale del quadro, come punto di luce più alto del dolore umano, ma anche della speranza. Il colore del corpo di Gesù e la postura, lo fanno apparire ancora vivo, seppur larvatico e spettrale; rimane comunque proteso e in un dialogo immortale con l’umanità. Il colore del cielo è plumbeo, immagine della notte che avanza: essa rappresenta l’oscurità dell’uomo che non abbraccia il suo credo fatto di amore universale. Nel cielo oscuro, c’è un fascio di luce rossa che lo attraversa: il dramma è in corso, Cristo versa il suo sangue, il sacrificio che si sta compiendo, ma in questo dipinto si percepisce un oscuro presentimento: tutto pare sia vano. Munch, in questa scena cruda del quadro, non pone ai piedi della croce la madre e Giovanni, segno di amore e calore umano; ma se stesso, con i suoi turbamenti e le sue angosce. Una moltitudine di persone viene raffigurata sia sullo sfondo del quadro, sia in primo piano: è l’umanità intera con le sue inquietudini, essa si protende verso quest’uomo crocifisso, ma è sospettosa e angosciata, i loro volti sono maschere di cinismo, alcuni abbozzano un ghigno di derisione, altri vengono ritratti disperati e attoniti. Munch si ritrae in questo quadro tra la folla, ed è ben visibile: si è dipinto di profilo, con alle spalle una figura orripilante che gli mette una mano sulla spalla. C’è un uomo in primo piano, con barba e baffi, che pare isolarsi tra la folla e attonito, sembra interrogarsi sul senso della vita. Quest’uomo ignoto in realtà da spessore a tutta l’opera: potrei essere io, o chiunque non si arrende alla forza annientatrice del male e alla sconfitta che ne consegue. Quest’uomo sconosciuto, ma presente in ognuno di noi, riflette sulla solitudine, sulla potenza dell’amore che si sprigiona da quella croce e alla sua possibile rinuncia e negazione da parte dell’umanità.

Caro diario, il dipinto di Munch rappresenta in un modo sconcertante il mio stato d’animo odierno. L’incredibile attualità dell’anielazione umana espressa da questo artista, si sovrappone agli eventi drammatici accaduti a Parigi. Come si reagisce a questi episodi di violenza e crudeltà? Dapprima con orrore e indignazione. Per istinto, piangiamo le vittime e ci identifichiamo con loro; le loro vite appaiono sui mezzi d’informazione e sui social network, ci raccontano che persone speciali esse erano e lo spreco di vita di fronte a queste morti inaudite. E poi? Io ammetto la mia sensibilità, che è in un certo modo è debolezza e forza. Sì, perché il mondo elabora in fretta i lutti, bisogna rimuovere velocemente il dolore e passare oltre, guardare avanti, perdonare, tornare al quotidiano, non dargliela vinta, ostentare sicurezza e dominio di sé. No, io non sono così, io voglio capire…soprattutto per i nostri figli e per le generazioni che verranno. Quali sono le radici di questo odio, come si e’ sviluppato questo orrido mostro? Siamo in guerra, diversa da quelle di un tempo, ma il risultato è sempre quello: si muore. Il papa ha detto che “uccidere in nome di Dio è una bestemmia”, un bel passo in avanti, visto che con le Crociate, la Chiesa la guerra santa l’ha ben praticata! La parola Islam, significa sottomissione a Dio, ma qual’è il volere di Dio allora? Per i musulmani, Allah è “il misericordioso”, orbene, l’aggettivo misericordioso dice tutto: è misericordioso colui che naturalmente è incline ad alleviare le sofferenze e i bisogni del prossimo o a perdonare le sue mancanze”. l’Islam, puro e moderato a questo punto, bisogna cercare di metterlo da parte. Qui siamo di fronte ad un TERRORISMO INTERNAZIONALE che conosce solo l’odio più nero e bieco. Non sono un’esperta di politica, né di strategie militari, ascolto comunque ciò che viene detto in televisione (con le dovute distanze), perche’ come dice il mio amato Battiato in una sua canzone: “quante stupide galline che si azzuffano per niente”…Tante informazioni non vengono date con il giusto rilievo, in questi “pollai televisivi”, chi sa con precisione ad esempio, chi è Bashar al Assad e cosa ha fatto? E la primavera araba? Eppure tutto si lega con il terrorismo, ve lo assicuro. Boko Haram e’ presente nella nostra mente? Ebbene, che fine hanno fatto quelle 300 bambine rapite? Quel terrorismo miete più vittime dell’ Isis, eppure nessuno ne parla. Io Leggo abitualmente alcuni giornali come il fatto quotidiano, perché non e’ sovvenzionato da denaro pubblico e l’Internazionale, perche’ e’ un giornale in cui ci sono le firme e i reportage di giornalisti delle più grandi testate mondiali. Cerco insomma, un’ informazione la piu’ libera possibile, in quanto non mi sento di appartenere a nessun partito attuale, ed e’ da un bel po’ di tempo che non vado a votare. Credo che una risposta definitiva per ora non ci sia e questo è veramente il dramma. L’occidente era cosciente che altri attentati si sarebbero attuati, l’intelligence ha fatto acqua da tutte le parti e inoltre bisogna anche accettare l’idea, che l’occidente ha fatto i suoi errori, per ultimo, la guerra “preventiva” in Iraq, che ha contribuito non poco, a generare in parte “il mostro tentacolare” da cui oggi dobbiamo difenderci.

Dopo questo post plumbeo come il cielo di Munch, ho intenzione di aprire una nuova categoria dedicata a persone eccezionali, che hanno dato lustro all’ umanita’, eroi spesso dimenticati, che invece con le loro gesta hanno contribuito a dare una luce, a farci da guida nei meandri oscuri in cui spesso ci muoviamo. Capisco che raccontare eventi allegri e spensierati fanno più odience… ma questo blog e’ nato per trattare argomenti inconsueti, a volte complessi, per riflettere sul senso della vita, della morte e sul trascendente; ragionamenti poco inclini allo svago… Non pensate a me solo così, ci tengo a precisarlo, sono una persona qualsiasi a cui piace anche scherzare, ma il mio vissuto e la mia sensibilità si esprimono in questa maniera. Buona lettura e prendetevi il mio abbraccio di ♥
Giusy Lorenzini
P.S. Ieri nel Mali, sono state uccise altre 37 persone in un attentato, nessuno ha acceso una candelina per loro, come mi ha fatto notare un mio amico e gli organi d’informazione non hanno dato il dovuto rilievo a questa notizia. Le morti, a quanto pare, non sono tutte uguali e io francamente non mi sento di aderire a questo modo di pensare.

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