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PREMESSA

Questa è una delle lettere scritte da S.Francesco, ed è indirizzata più specificatamente, “a tutti i podestà, consoli e governanti”. Fu scritta dopo il suo ritorno dall’Oriente, nel 1220. È di straordinaria attualità visto come va il mondo, dove la corruzione è dilagante, il malaffare è stratificato in tutti i settori e le guerre si continuano a combattere nonostante siano passati otto secoli da quando fu scritta questa lettera. Guerre preventive, o non, sempre piu’ feroci dove il popolo inerme muore falcidiato da immani sofferenze. Ecco l’attualità della lettera del poverello d’Assisi, che richiama al dovere i governanti di questo mondo e invita loro a cambiare rotta e ad agire diversamente, impedendo che tutto questo accada. Francesco non esita ad ammonire chi gestisce il potere, senza tanta diplomazia e con grande forza caratteriale ricorda a chi comanda che il potere è servizio.

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San Francesco. Attribuito a Cimabue (1290 c.a), Basilica Inferiore, Assisi

Ai governatori dei popoli

A tutti coloro che sono investiti di autorità civile e militare, a coloro che amministrano la giustizia, a tutte le persone importanti a cui giungerà questa lettera, frate Francesco, vostro servitore in Dio, uomo misero, il minore, augura salute e pace. Non dimenticate che la morte è sempre vicino. Vi prego, allora, con tutto il rispetto, che, presi come siete dagli impegni e dalle preoccupazioni di questo mondo, non abbiate a dimenticare il Signore. Regolate le vostre azioni sui comandamenti del Signore, perché chiunque lo dimentichi e si allontani dalla sua legge è severamente giudicato da Dio e non può contare sul suo aiuto. E quando verrà il giorno della sua morte, tutto quello che si illudeva di avere gli sarà portato via; anzi, quanto più uno è importante ed istruito in questo mondo, tanto più sarà punito per i suoi errori. Perciò vi consiglio, miei signori, di non farvi sopraffare dalle vostre attività e dalle vostre preoccupazioni. Non trascurate di ricevere devotamente la comunione del corpo e del sangue del Signore Gesù Cristo per essere uniti in lui. E perché la vita civile del popolo a voi affidato sia sorretta dalla presenza di Dio, vi consiglio di fare in modo ogni sera, o per mezzo di un banditore o con qualche altro segno, il popolo tutto sia invitato a rendere lode e grazie al Signore Dio onnipotente. Se non farete questo, sappiate che dovete renderne conto davanti al Signore vostro Gesù Cristo, quando sarete giudicati. Coloro che terranno presso di sé questo scritto e lo osserveranno siano benedetti dal Signore Iddio.
Francesco

Caro diario, oggi e’ la festa di S. Francesco. Come umbra ho pensato di pubblicare una sua lettera, ed ho colto questa occasione per fare alcune considerazioni su di lui che scardinano i preconcetti che abbiamo intorno alla sua personalita’. Noi tutti pensiamo ad un San Francesco, come un mite fraticello amante della natura che parla con il lupo, un tipo pacato, tranquillo; certo Francesco è ANCHE questo, ma NON solo questo….S. Francesco era un piccolo uomo, ma con un carattere di ferro, anzi d’acciaio! Si può iniziare già ad intuire questo carattere energico di Francesco, leggendo attentamente questa lettera. All’inizio Francesco parte in modo molto pacato e sottomesso presentandosi alle autorità come un povero frate, un uomo misero, poi inizia gradualmente a dar consigli a tutti i governanti e ricorda loro che devono seguire le vie indicate dal Signore. Ed ancora, senza mezzi termini, aggiunge che Dio li punira’ severamente se non rispetteranno i dieci comandamenti. Esso aggiunge inoltre, con una disarmante tranquillita’ che tanto più i governanti sono istruiti, tanto più saranno puniti da Dio per i loro errori. Poi come se non bastasse, Francesco invita le autorità a cibarsi dell’Eucaristia “devotamente” cosicché uniti a Cristo, chi detiene le sorti del mondo segui una retta via. Il santo prosegue a dispensar consigli, come l’aspersorio…a pioggia! Fa richiesta a tutte le autorità di attrezzarsi affinché in ogni luogo ci sia un banditore per ricordare al popolo, che al concludersi del giorno, esso deve ringraziare e rendere grazie a Dio onnipotente. Ed infine, il mite fraticello conclude la lettera in modo a dir poco minaccioso: “Se non farete questo, sappiate che dovete renderne conto al Signore vostro Gesù Cristo”! La lettera termina con una benedizione, ma SOLO per chi conserverà quello scritto e lo metterà in pratica! Visto, che uomo d’acciaio, altro che mite fraticello!!! Trovatemi un frate al giorno d’oggi che abbia la stessa forza di parlare in questo modo ai potenti di questo mondo e vi offriro’ un caffè!!!!
Ho deciso di suddividere in due parti questo articolo su S. Francesco, perché ho molte cose ancora da dire su di lui. A breve quindi ci sarà una seconda parte.
Voglio ricordare ai lettori che un’altra volta ho scritto un articolo su S. Francesco, ero agli esordi e il blog veniva letto da pochissime persone; mi dispiace che molte cose scritte in quel momento siano andate perdute. È per questo motivo che oggi invito a chi lo desidera, di andare a leggere quel post, si trova nella categoria “Io, frate Francesco, vostro servitore in Dio…il titolo è : OMAGGIO A S. FRANCESCO; tra l’altro in questo articolo vi è inclusa un’altra lettera del Santo d’Assisi. È un invito, non è un obbligo, ma non rimarrete delusi, fidatevi di me! A voi tutti auguro una buona lettura e una buona meditazione. Un abbraccio di ♥GIUSY

La mia amica Marzia, mi ha mandato un link sul Cantico delle creature recitato da Arnoldo Foà, e’ bellissimo ed io non voglio tenermi questo dono prezioso solo per me; voglio condividerlo con voi, allora se volete vedere il filmato, è sui commenti. Ciao a tutti!!!

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