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Creazione di Adamo

 ” Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere dal suolo e soffio’ nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente”. Genesi 2,7

Creazione di Adamo, Cappella Sistina

Creazione di Adamo (particolare), Cappella Sistina

“Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò…” Genesi 1, 27

Ecco L’affresco quasi senza dubbio, più celebre al mondo! Michelangelo rivoluziono’ l’iconografia tradizionale, trascurando di proposito il momento in cui Dio plasmo’ Adamo con polvere dal suolo e con una straordinaria intuizione scelse il secondo momento del prodigio: la scintilla vitale che Dio trasmise al corpo già formato a sua immagine e somiglianza. Michelangelo, dipinse l’essenza vera di tutta l’intera Creazione vivendo e trasmettendo ai posteri il suo momento più magico. Dio creò l’uomo a sua immagine. Nella cultura rinascimentale, la bellezza del corpo umano era vista come emanazione diretta delle facoltà spirituali e come punto più alto della creazione di Dio, per questo motivo l’esaltazione del corpo umano era rappresentata in tutte le sue forme. Oggigiorno, non è più accettabile pensare a Dio con un aspetto antropomorfico, se nei secoli passati serviva questo impatto visivo, voluto deliberatamente dalla Chiesa, sia come strumento per rafforzare la fede e la preghiera, sia per incutere timore o come dimostrazione di potere. La nostra epoca ci impone un cambio di passo e serve davvero un salto di qualita’: passare da una religiosita’ semplice, ma piena di preconcetti stabiliti e standardizzati, ad una religiosità più matura e consapevole. Le opere di Dio sono ovunque: nei Sacramenti, ma anche nella natura, nell’amore “che tutto move”, nei nostri cuori, negli occhi smarriti dell’altro, nel pianto di un bimbo, in ogni gesto di solidarietà, in una preghiera in Chiesa o in mezzo ad un campo, davanti ad un cielo stellato, nella solitudine di una stanza; non c’è alcun bisogno di avere un’immagine per mettersi in sintonia con il Creatore. Dio e’ immutabile, ineffabile e inimmaginabile, la realta’ di Dio e’ infinitamente al di sopra di tutto cio’ che noi umani, con i nostri sensi limitati, potremmo mai comprendere. Solo una certezza abbiamo: fatti sì, a “SUA IMMAGINE”, ma non nella fisicita’, ma bensì nelle qualità, ovvero: intelletto, fantasia, estro, genialità, bontà, amore..

La descrizione dell’affresco inizia partendo da destra. Dio Padre e’ raffigurato nella maniera piu’ tradizionale: un vecchio saggio e barbuto dall’aspetto vigoroso, vestito con una veste purpurea sfolgorante. È in volo e viene sorretto da numerosi angeli che lo tengono stretto e lo abbracciano a loro. Il Creatore e’ avvolto da un manto violaceo che si gonfia al vento, nella forma del manto, molti critici d’arte vi hanno visto il contorno di un cervello, simbolo di sapienza e razionalità. La conoscenza profonda di Michelangelo riguardante l’anatomia, che aveva acquisito attraverso una consolidata esperienza di dissezioni praticate su cadaveri, avvalorano questa tesi.

A sinistra, Adamo, che è bene ricordare, non è nome proprio di persona, Adam in lingua ebraica, significa genericamente “uomo” e presenta la stessa radice della parola ebraica Adamà, “terra”, per cui Adamo, assume un significato molto più profondo: ADAMO E’ L’UOMO PLASMATO CON POLVERE DAL SUOLO, E’ L’UOMO-TERRA, IL TERRESTRE, E’ L’UMANITA’ INTERA. Nell’affresco, Michelangelo ha dipinto Adamo disteso, mentre solleva il braccio sinistro attratto dalla potenza che irradia la mano destra di Dio, ma la mano di Adamo è ancora rilassata. Il suo corpo è assorbito da un torpore che lo rende ancora privo di coscienza e vitalità; gli occhi sono aperti ma atoni, i genitali di Adamo sono cascanti sulla gamba destra distesa sul suolo, privi di ogni impulso vitale. Il braccio destro si appoggia sul terreno sottostante e la mano è chiusa, il corpo appare nella sua totalita’ inerme, come se ancora non avesse ricevuto input a sufficienza per avere la spinta necessaria ad alzarsi. Ritornando al centro della composizione, la mano di Adamo e la mano di Dio non si toccano, solo le loro dita stanno per sfiorarsi, è il momento più atteso di tutta la Creazione: la scintilla che dà origine alla vita si sprigiona: Adamo, sta per prendere piena coscienza di sè, sta per diventare il fulcro di quel creato, la creatura prediletta di Dio, fatto ad immagine e somiglianza del suo Creatore. Sullo sfondo un cielo chiarissimo incornicia questo momento magico.

Caro diario, la descrizione della Creazione di Adamo è terminata. Nella testa mi rimbalza una frase ben precisa: “ALLORA IL SIGNORE IDDIO PLASMO’ L’UOMO CON POLVERE DAL SUOLO E SOFFIO’ NELLE SUE NARICI UN ALITO DI VITA E L’UOMO DIVENNE UN ESSERE VIVENTE”. Anni fa prendevo lezioni da un Teologo, mentre spiegava questo versetto tratto dal Genesi, io annotavo tutto e mi stupivo di come il biblista, interpretava la Bibbia e come sapeva renderla affascinante e al passo con i tempi. Mi fece notare, ad esempio, che anzitutto il Signore che plasma un uomo come fosse un vasaio, era un’ immagine allegorica, di epoche antichissime, dove perlappunto si doveva creare l’idea di un Dio antropomorfo, perché a delle tribù fatte di pastori analfabeti non esisteva altro modo per potersi esprimere, se non con questo linguaggio semplice e immaginoso. Ciò che serviva veramente, era far capire e far passare l’idea dell’esistenza di un solo Dio creatore, cosa veramente difficilissima in quel contesto storico, dove in ogni parte del mondo esistevano solo culture politeistiche. Un altro punto in cui mi sento di soffermarmi è sulla frase DELL’UOMO-ADAMO, tratto dal suolo; orbene, non abbiamo nel nostro corpo tutti gli elementi che si trovano nella terra quali: ferro, sodio, potassio, fosforo, zinco, calcio, magnesio…come il suolo, anzi, come le stelle comete, che furono le prime portatrici di componenti essenziali “seminando” gli elementi necessari per far sviluppare sulla nostra terra, il famoso ” brodo primordiale”, da cui si svilupparono in seguito, le prime forme di vita? “E soffio’ nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente. Non è forse logico al giorno d’oggi, pensare a questa frase e reinterpretarla semplicemente che la vita è un dono di Dio? O come afferma il Teologo Vito Mancuso:”Con questo sono lontanissimo dal creazionismo e dal ritenere che la vita sia dovuta a un intervento diretto da parte di Dio. Anzi, io penso che in teologia occorre cambiare prospettiva rispetto al racconto biblico di Genesi 2,7, secondo cui Dio prese polvere dal suolo, plasmò l’uomo e poi vi infuse il suo soffio vitale. No, Dio infuse PRIMA, direttamente nella polvere, nella materia, la quale poi autonomamente, ha dato origine alla vita in tutte le sue forme, compresa quella dell’uomo”. (Corrado Augias-Vito Mancuso, Disputa su Dio e dintorni, Ed Mondadori, Milano 2009). Bravo Vito Mancuso, magari la Chiesa, apprezzasse di più queste persone aperte ad un rinnovamento! Le Sacre Scritture non possono essere prese alla lettera, il mondo non fu creato in sei giorni e Adamo ed Eva non nacquero con un colpo di bacchetta magica, ma da un lungo processo evolutivo. Il racconto del Genesi veniva narrato prima oralmente a quei pastori che nelle notti buie, accendevano un fuoco fuori dalle loro tende e guardando le stelle, ascoltavano la storia della creazione del mondo. Passarono molti secoli prima che il racconto si tramutasse in forma scritta. Non possiamo pretendere che gli antichi diventino moderni, ma con le conoscenze acquisite nel tempo, anche noi abbiamo il diritto di evolverci e di riconsiderare eventi che oramai sotto le prove inconfutabili della scienza, non è più possibile ignorare. Invece con l’Enciclica emanata da Pio XII “Humani generis”, la Chiesa rigetta ogni possibilità di accettare la tesi evoluzionistica. Io mi fermo qua, il mio pensiero è differente, ma lascio ad ognuno la libertà di fare le proprie considerazioni. Percepisco in me un peso che non vorrei sentire, sì, la Chiesa è una montagna ed io una formichina, posso essere schiacciata in un batter d’occhio ! Il “suo peso” si fa sentire a livello psicologico, anche se la “santa” inquisizione e i roghi non esistono piu’ quel peso si percepisce ancora, ricordando chi osò andare controcorrente, chi osò anche solo a dissentire e nonostante siano passati tanti secoli, nel nostro sub-conscio nulla va perduto. Ecco, Dio è LONTANO e chi me lo fa sentire così?

Dopo tutto quello che ho scritto, mi pare d’essere la Sibilla Delfica, pensosa e attenta, quasi distratta da una voce profetica che la chiama e lei è pronta a ripetere il rivelato vaticinio…Scherzo naturalmente…mah, chissà, è storia che Dio si serva degli ultimi! Buona lettura e buona meditazione, un abbraccio a tutti
Giusy Lorenzini♥

PS: Un commento del mio amico Piero, mi ha fatto passare la notte a riflettere e questa mattina ho deciso di aggiungere questo scritto che mi lasciò un ingegnere conosciuto un ventennio fa, con la passione della Teologia. Non posso scrivere le sue generalità complete perche’ ci siamo persi di vista, ma questa notte le sue parole si sono impossessate della mia mente e così è come se l’avessi ritrovato. Offro a tutti voi, cari lettori, questa ulteriore meditazione, che io sposo in tutto e per tutto, specificando che NON è dottrina cattolica, ma anzi, un ragionamento simile verrebbe subito bocciato dalla Chiesa. Io invece, insisto nel dire che se la lettura biblica, non viene da OGGI e in FUTURO spiegata in questi termini moderni ed al passo con i tempi, in una società come questa attuale che avanza con tecnologie e idee alla velocità della luce; la Chiesa senza un rinnovamento, seguitera’ ad avere emorragie inarrestabili di credenti. Chi resta ancorato al passato, formerà solo un esercito di atei o di nuove religioni pronte ad adorare nuovi idoli, come il dio denaro gia’ fortemente insidiato tra noi…E non posso non citare la temuta APOSTASIA più volte menzionata nella Bibbia, cioè l’abbandono totale del culto a Dio, come sta avvenendo sotto gli occhi di tutti, senza una presa di coscienza e sotto una totale indifferenza. Le conseguenze? Vogliamo tornare al culto dei Maya o degli Aztechi? Se muore il credo in questo Dio, un altro dio prenderà il suo posto, perché l’uomo in ogni epoca e in ogni parte del mondo, ha sempre adorato un dio e sempre lo farà. La storia della Salvezza nacque per impedire tutto questo e la Bibbia è il libretto “pronto soccorso” per bloccare un ritorno al passato. Tutta la Bibbia è ispirata da Dio, è Lui l’Autore che narra la storia e noi i personaggi che spesso e volentieri agiscono in modo contrario al Suo volere, che voglio ricordare non è un volere di un despota o di un Dio sanguinario, ma bensì, di un Creatore che ama le sue creature, come un padre ama i suoi figli. Bisogna meditare che l’uomo senza Dio è come un cane senza padrone e l’apostasia avrebbe conseguenze negative inimmaginabili.

COGITO ERGO SUM

“Il progetto evolutivo del SUPREMO PROGETTISTA ha portato, lungo la scala evolutiva, l’atomo di idrogeno primordiale alla cellula, all’anfiosso, ai vertebrati, ai rettili e ai mammiferi, fino all’ominide, al pitecantropo di Pechino o di Giava o a chissà quale altro reperto ci porterà la futura paleontologia. Poi all’improvviso, circa 8.000 anni fa, il figlio dei pitecantropi viene di colpo elevato al rango di uomo pensante, al rango di novello Adamo[…]. Poi ottomila anni fa, qualcosa cominciò ad accendersi nella mente degli ominidi, la complessità della rete neuronica giunse a un punto tale che gli impulsi provenienti dall’esterno, non davano più comportamenti obbligati e causali ma cominciavano ad essere selezionati, analizzati e “scelti” dal novello Adamo… La liberta’, in questa interpretazione, potrebbe essere quindi qualcosa di intrinseco di una rete neuronica quando questa diventa estremamente complessa ed articolata: è cioè come un interruttore che si accende all’ improvviso quando la complessità della rete raggiunge un dato sviluppo. Poco importa, allora, che sia stato “l’alito divino”, come dice la Scrittura, o un gradino IMPROVVISO e successivo della scala evolutiva come dice la scienza; cambia di poco la forma, ma la sostanza è assolutamente identica. Questo ci potrebbe spiegare perché all’improvviso il “SOFFIO DIVINO” accese la mente del pitecantropo e lo trasformo’ in homo sapiens e perché questa accensione sia avvenuta, come dice l’archeologia, quasi contemporaneamente in varie parti del mondo. È infatti abbastanza naturale che non appena negli ominidi cominciò ad accendersi l’interruttore della LIBERA SCELTA tale caratteristica nuova, fu come un lunghissimo balzo in avanti rispetto agli altri ominidi: i “novelli Adamo” presero immediatamente il sopravvento sui loro ex fratelli e il divino meccanismo della selezione portò a un rapidissimo sviluppo e a una rapida diffusione dell’ homo sapiens. Porto’, in altre parole, al rapido sviluppo e alla nascita di quel nuovo stile di vita in comune che gli archeologici chiamano oggi “nascita della civiltà”…il messaggio nascosto che il Creatore ci vuole trasmettere nella Genesi diventerebbe così molto più chiaro per il lato razionale del nostro essere e potrebbe essere riassunto in un discorso semplice e in definitiva, anche abbastanza ovvio:
Attenzione, o ominide, IO, Signore del Cielo e della Terra nel momento in cui lo sviluppo della tua rete neuronale da Me progettata prima della nascita del tempo ti ha fatto passare da un comportamento meccanistico e obbligato a un comportamento libero e cosciente, nel momento in cui IO ti ho evoluto fino al grado di poter gioire di gioie immense, gioie nemmeno pensabili nel tuo stato precedente, contemporaneamente ti ho dovuto anche dare la possibilità di accettare o di non accettare quello che IO faccio nell’universo. Da questo momento, quindi, la tua gioia o il tuo dolore dipendono SOLAMENTE da te che accetti o rifiuti di adeguarti al mio disegno creativo, e non più da ME”.

Ecco come nacque Adamo-uomo ed Eva-madre dei viventi….secondo questo splendido ragionamento, che ricordo è contrario allla dottrina cattolica.

DEDICO QUESTO POST A MAURO, OVUNQUE ESSO SI TROVI. CON STIMA,
Giusy

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