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La Provence e’ molto carina

Foto personali

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La lavanda è spettacolare! Mi sono sono tuffata in quei campi, che come il mare producono onde, onde di fiori mosse da un leggero vento. Mi sono lasciata accarezzare da quei fiori che emanavano un profumo intenso, la natura mi fasciava e mi stringeva sicura, di essere da me ricambiata, in quel tenero e caldo abbraccio d’amore.

Roussillon, la valle dell’ocra, nel viale dei Giganti

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Guardavo rapita questo paesaggio e mi domandavo se di colpo fossi stata traportata in un altro pianeta, così, in un batter d’occhio! Invece no, era la natura che mi faceva dono dei suoi migliori colori! Il pensiero allora correva senza sosta a Gauguin, a Van Gogh, chissa’ se avranno ammirato, toccato, scavato, queste terre per comporre tonalita’ da trasferire nelle loro impareggiabili tele impressionistiche!

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 Nel sentiero scavato nel viale dei Giganti, i giacimenti d’ocra assumono colori diversi in base all’ora del giorno, una tavolozza di colori vivente, che vanno dal giallo, all’arancione, al rosso scuro.

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Dune, sembrava d’essere in Africa, in mezzo al deserto…poi riflettevo… no, queste erano più belle, gialle, d’un giallo intenso, pareva già un dipinto con il cielo
turchese come contrasto; sarebbe bastata una cornice intorno e la natura aveva creato da sé un quadro, senza bisogno di mano d’uomo e il più bello di tutti!

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Gole del Verdon

Le gole del Verdon, sono state formate dall’omonimo fiume, nel periodo del Giurassico. Scavando la roccia, l’acqua ha formato dei canyon di impareggiabile bellezza.

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Casa di Francesco Petrarca

Francesco Petrarca, nacque ad Arezzo nel 1304 e morì nel 1374 ad Arquà.

Francesco Petrarca fece costruire questa casetta, in Vaucluse, sulle rive del fiume Sorgue e vi soggiorno’ tra il 1337- 1353.

In questo incantevole posto, dove l’acqua sgorga tutt’ora in mille rivoli, fontane, sorgenti, il poeta compose ” il Canzoniere”, l’opera più importante del Petrarca, di cui il tema principale del libro è l’amore per Laura. Le 366 poesie del ” Canzoniere”, possono essere lette come un diario, un’autobiografia del poeta che ripercorre le varie fasi dell’innamoramento, soffermandosi sulle vicende di un amore infelice: né il poeta sa dichiararlo adeguatamente all’amata, né questa si dimostra disposta ad accoglierlo e ricambiarlo. Laura era comunque una donna sposata e questo non facilito’ sicuramente le cose, bisogna tener presente anche il contesto del vissuto, fu in un’epoca (1300), dove certe relazioni venivano considerate molto riprovevoli dalla società e a volte potevano sfociare in azioni cruente. (Un po’ come oggi).

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“Chiare, fresche et dolci acque, ove le belle membra pose colei che solo a me par donna”…

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” (con sospir mi rimembra) a lei di fare al bel fianco colonna”…Laura e ancora Laura… Francesco Petrarca compose qui, tra queste acque pure e sorgive, contornate da una natura e un paesaggio magico, i migliori versi per la sua amata Laura.

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Paesaggio provenzale, identico alla mia Umbria e alle valli toscane di Cortona

Spesso in Provenza, mi è capitato che mentre ammiravo i vari panorami che si sussueguivano, ho esclamato più volte: “ma quelle sono le colline verdi della mia Umbria!”. Ho altre volte:”quella pianura è identica al paesaggio Toscano di Cortona!”. I neuroni specchio hanno fatto il loro dovere! Provenza, Umbria, Toscana intrecciate tra loro. Non ho menzionato finora i paesi in cui sono stata, perché in Provenza vince la natura. Il più carino (secondo me), è Roussillon, situato vicino ai giacimenti d’ocra, ho visitato Aix en Provence, la città natale di Paul Cezanne, Gordes, arroccato su uno sperone di roccia, l’Abbazia di Senanque, con davanti la lavanda, Isle de la Sorgue, che pare un po’ Amsterdam con ponti e canali dappertutto, Aups, Moustiers- Sainte-Marie. Voglio essere sincera fino in fondo, questi paesi sono tutti molto graziosi ma….io sono umbra e vivo in una zona che confina anche con la Toscana, per cui qualche confronto non ho potuto evitarlo! Insomma, in Umbria c’è Perugia, Trevi, Spello, Assisi, Gubbio…e poi nella vicina Toscana, c’è Cortona, Siena, la Val d’Orcia, Montepulciano e qui la mente torna in Provenza e ai suoi decantati vigneti…belli, curati, verdeggianti…ma porca miseria…a Montepulciano c’è il vino Nobile di Montepulciano! Non abbiamo nulla da invidiar loro! No, non c’è gioco, l’Italia ha una storia e cultura senza paragoni! L’Italia è il paese più bello del mondo, ma i lunghi decenni di mal governo hanno prodotto nefaste conseguenze nel nostro paese, non solo economiche, ma anche paesaggistiche e culturali, creando in noi un certo disamore per le cose ineguagliabili che possediamo.

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Io, tra la “mia” lavanda.

Questo strano intreccio, tra Provenza, Umbria, Toscana, generato dalle mie elucubrazioni mentali, mi portano a depositare sul blog, ancora alcuni versi di Francesco Petrarca, dedicati alla sua amata Laura conosciuta in Provenza. Questo amore così alto ed eccelso, verso questa donna, è un amore al di fuori del tempo e dello spazio e supera ogni forma di amore carnale. Certo, l’amore di Francesco per Laura, era fatto anche di desiderio e di passione umana e in determinati momenti di estremo dolore del poeta, dovuto da quel desiderio inappagato, diventava persino rancore, tanto da chiamare la sua amata “nemica”. Ma lui l’amo’ al di là di tutto e di tutti e l’amo’ anche dopo la sua morte. Francesco ha usato per Laura, la massima espressione d’amore che un uomo può offrire ad una donna: la sublimazione.

Chiare, fresche et dolci acque

Chiare, fresche et dolci acque, ove le belle membra pose colei che solo a me par donna;
gentil ramo ove piacque (con sospir’ mi rimembra) a lei al bel fianco colonna;
herba et fior che la gonna leggiadra ricoverse co l’angelico seno; aere sacro, sereno,
ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse:
date udienzia insieme a le dolenti mie parole extreme…

Francesco Petrarca

“S’amor non è, che dunque è quel ch’io sento?”

S’amor non è, che dunque è quel ch’io sento? Ma s’egli è amor, per Dio, che cosa e quale?
Se bona, ond’e’ l’effetto aspro mortale? Se ria, ond’e’ sì dolce tormento?
S’a mia voglia ardo, ond’ è ‘l pianto e lamento? S’ a mal mio grado, il lamentar che vale?
O viva morte, o dilettoso male, come puoi tanto in me, s’io nol consento?
E s’ io ‘l consento,a gran torto mi doglio. Fra sì contrali venti in frale barca mi trovo in alto mar senza governo:
sì lieve di saver, d’error sì carca, ch’i’ medesmo non so quel ch’ io mi voglio, e tremo a mezza state, ardendo il verno.

Francesco Petrarca

In Umbria ci fu un’altro Francesco che s’innamoro’ perdutamente, ma questa volta non fu amore umano, il suo amore fu Divino, sto parlando di S. Francesco d’Assisi, l’innamorato di Dio per eccellenza. Francesco, nella natura vi vedeva l’agire di Dio e il Suo riflesso nelle bellezze della creazione. Scrisse il Cantico delle Creature, ed io non posso far altro che rendere come ultimo omaggio alla Provenza, alla Toscana, all’Umbria e a tutti coloro che amano la natura, il suo elogio al Creatore, alla creazione, alle creature.

Cantico delle Creature

Altissimo, onnipotente, bon Signore, tue son le laude, la gloria e onne benedizione.
A te solo , Altissimo, se confano e nullo omo e digno te mentovare.
Laudato si, mi Signore, cun tutte le tue creature, spezialmente messer lo frate Sole,lo quale è iorno, e allumini noi per lui.
Ed ello è bello e radiante cun grande splendore: de te Altissimo, porta significazione.
Laudato si , mi Signore, per sora Luna e le Stelle: in cielo l’hai formate clarite e preziose e belle.
Laudato si, mi Signore, per frate vento, e per Aere et Nubilo e Sereno e onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento.
Laudato si, mi Signore, per Sora Acqua, la quale è molto utile e umile e preziosa e casta.
Laudato si, mi Signore, per frate Foco, per lo quale enn’ allumini la nocte: ed è bello e iocondo e robusto e forte.
Laudato si, mi Signore, per sora nostra madre Terra, la quale ne sostenta e governa, e produce diversi fructi con coloriti fiori e erba.
Laudato si, mi Signore, per nostra madre Terra, la quale produce diversi fructi con coloriti fiori e erba.
Laudato si, mi Signore, per quelli che perdonano per lo tuo amore e sostegono infirmitate e tribolazione.
Beati quelli che ‘l sosterranno in pace,ca de te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si, mi Signore, per sora nostra Morte corporale, da la quale nullo omo vivente po’ scampare.
Guai a quelli che morranno ne le peccata mortali!
Beati a quelli che troverà ne le tue sanctissime voluntati, che la morte seconda no li farra’ male.
Laudate e benedicite mi Signore, e rengraziate e serviteli cun grande umilitate.

Francesco d’ Assisi

Caro diario, sono giunta al termine del racconto del mio piccolo viaggio. Si, lo so scrivo troppo, ma sono fatta così, devo esternare tutte le mie emozioni sia in positivo che in negativo; il mio animo sensibile, non mi lascia alternative. I viaggi organizzati fanno vedere molte cose in pochi giorni, e’ il turismo di massa e va consumato in fretta. Praticamente e’ l’antisesi del vero viaggiatore, dove ogni cosa deve essere assaporata con i suoi tempi, con le sue emozioni, ma per far questo occorre una buona cultura e una buona conoscenza dei luoghi, oltre ad un bel portafoglio…Per cui sono felice di esserci andata ma…un po’ d’amarezza resta. Come quando, sulle gole del Verdon vedevo i motociclisti fermarsi nei posti più affascinanti ed io mi sono dovuta accontentare di un’unica sosta di mezz’ora, sull’unico punto autorizzato per i bus…O come davanti alla casa del Petrarca, dove ho scattato una foto e poi via! Era tardi, faceva un caldo torrido…ma io volevo entrare in quella casa, forse non c’era nulla, ma là dentro Francesco componeva i versi per la sua Laura e per me questa era la cosa più importante! Arles, desideravo tanto andarci e invece il tour (secondo me di proposito), ha optato per un paese vicino, privo di ogni interesse sia culturale che paesaggistico, certo, così se hai voglia divedere Arles, vai in un altro tour!… Desideravo molto vedere le zone dove Van Gogh dipingeva i suoi quadri, volevo respirare quell’aria, volevo alzare gli occhi al cielo e vedere lo stesso cielo che dipinse lui…

Voglio salutare tutte le care persone che ho conosciuto in questo viaggio, in particolare Giulia, Gloria e la loro straordinaria nonna, un abbraccio a Paola.

Provenza, Luglio 2015 Giusy Lorenzini

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