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Caro Dio, posso parlarti in confidenza?

Mi chiamo Giusy, dovresti conoscermi, sono una Tua creatura! Vivo sulla terra, un pianeta sperduto in una galassia, una delle tante che brulicano nel Tuo universo. È bella la terra vista dall’alto dove Sei Tu, la dovresti riconoscere bene è azzurra, nel buio del cosmo è inconfondibile! È bella anche da quaggiù: c’è il verde degli alberi, l’azzurro dei mari e del cielo, il marrone del terreno, ci sono tanti animali, tanti fiori colorati, ci sono le stagioni che si susseguono in un ordine ancestrale, ah dimenticavo… quell’ordine che avevi imposto Tu! E poi ci siamo noi, gli umani, gli abitanti di questo minuscolo pianeta; sette miliardi all’incirca, sette miliardi di piccole formichine che non vanno d’accordo, anzi, ci odiamo proprio e ci facciamo la guerra. Si proprio così, ci spariamo addosso, ci prendiamo a pugni, a coltellate, insomma, non ci sopportiamo proprio. Come insegna la natura, le specie che sopravvivono nella catena dell’evoluzione, sono quelle che si coalizzano, che si aiutano a vicenda e che con il minor dispendio di energie, raggiungono il miglior risultato. La nostra specie non si comporta così, andremo incontro all’estinzione? No, non dirmelo, forse è quel che meritiamo. Caro Dio, tra le tante religioni che esistono sulla terra, io ho scelto di credere in Te, non è facile però, perché quaggiù ci sono tante persone che, con un certo potere, affermano di parlare in Tuo nome e questo complica non poco il mio rapporto con Te. Essi mi dicono cosa devo fare e come devo comportarmi per essere amata da Te. Perdonami, lo so che valgo meno di niente, vorrei seguitare però a parlarti in confidenza, posso in tutta umiltà porti delle domande? I capi della religione che dicono di rappresentare Te, hanno imposto tante regole, tanti paletti per far sì che io sia Degna di Te. Uno ad esempio, si chiama CONFESSIONE. In sostanza mi hanno detto che se io non vado da uno di loro e confesso tutti i miei peccati, non posso ricevere il dono meraviglioso che hai lasciato al mondo intero: “l’Eucaristia”. Vedi caro Dio, io ho provato, ma che umiliazione! Davvero Vuoi questo da me? Vuoi umiliarmi? Loro dicono che dovrei sentirmi meglio, “liberata”, io Ti dico invece, che sto peggio, sento una violenza sulla mia persona, sento che viene meno il mio LIBERO ARBITRIO, sì, proprio quello che hai voluto Tu. E a volte, vogliono che entri in un mobile tetro chiamato CONFESSIONALE e in ginocchio e senza tanti preamboli, in un batter d’occhio, devo spiattellare tutti i peccati che conosco, poi bastano tre o quattro Ave Marie e tutto torna a posto e quando li rifaccio che succede, torno di nuovo nel confessionale e ricomincio tutto daccapo? E se appena confessata, mi viene un pensiero malvagio, torno indietro e mi riconfesso? Non sarebbe più logico che io cercassi di riparare il male e chiedere perdono a chi ho fatto soffrire con il mio comportamento? Signore mio, queste cose le avevi dette proprio Tu quando eri in terra: “Se dunque presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono”. Matteo 5,23-24. Dunque, il sacrificio più grande che possiamo offrirTi è la pace fraterna, è la riparazione del danno causato al prossimo, perché Tu vuoi che ci amiamo l’un l’altro, come Tu hai amato noi. E allora non capisco, Tu non puoi cambiare idea, che cosa è successo? E poi, non sei il mio Padre celeste a cui ogni giorno io Ti chiedo scusa se sbaglio qualcosa? Non Ti basta? Vuoi “soddisfazione”? I peccati poi, non li conosco tutti, io ho una visione parziale delle cose del mondo, Tu invece, sai tutto di me, sai che a volte sbaglio per un atto di rabbia o d’invidia, sai che a volte sbaglio perché nella sofferenza non sono perfettamente lucida, ma dimmi, non Ti viene voglia di abbracciarmi anziché punirmi? Il mio papa’ terreno, quando sbagliavo, dopo un po’ di “muso lungo”, allargava le braccia ed io mi tuffavo dentro quel petto, sentendo il suo amore per me e il mio cuore pulsava di felicità. Tu di amore dovresTi intendertene parecchio, ebbene, non Percepisci il mio desiderio di sentirmi amata e perdonata da Te? Non Ti chiedo di azzerare i miei errori, abbracciami anche Tu, Padre Celeste e se ritieni che io li debba proprio espiare, farò del mio meglio in Terra e i restanti, posso scontarli quando verrò su da Te in Purgatorio? Intanto, siccome quelli che dicono di rappresentarTi, non vogliono che io riceva il Tuo Santissimo Corpo, mi asterrò, con un grande dispiacere da parte mia. Caro Dio, lo so la lettera è un po’ lunga, ma non credo che potrò parlare ancora, a tu per tu con Te un’altra volta, per cui devo chiederTi assolutamente un’altra cosa. Chi dice di rappresentarTi, davanti alla mia poca salute che Tu ben conosci, mi dicono che ognuno deve portare la sua Croce, come la portasti Tu, aggiungendo che Tu permetti il male in vista di un bene maggiore. Dunque, vorrebbe dire che Tu conosci le disgrazie di ogni persona, ma in vista di un ravvedimento, o di una conversione, permetti che i Tuoi figli muoiano delle peggiori malattie, magari urlando di dolore? No, non ci posso credere, qualche cosa non torna. Mio padre e mia madre si sono consumati vedendomi soffrire e Tu saresti uno spettatore passivo, no, se fosse così, io non posso amarti, proprio non ci riesco. Le Sacre Scritture dicono che sei buono e misericordioso e che in te c’è solo amore, per cui nessun male è in Te, allora io dopo tanti anni passati a studiare sopra i Tuoi libri, penso che Tu non voglia il male delle Tue creature, sei “Signore della vita e non della morte”, come recitano i libri Sapienzali. Il male lo combatti con tutte le Tue forze e mai e poi mai, nessuna malattia, nessuna disgrazia può essere attribuibile a Te, neanche in vista DI UN BENE MAGGIORE. Credo invece, che da UN MALE NON VOLUTO DA TE, TI INSERISCI, AFFINCHÉ DA QUEL MALE, PUOI TRARRE TUTTO IL BENE POSSIBILE. E benedetto il Signore, questa è un’altra cosa! Il male non viene da Te, perché Tu sei solo bene e come il sole dà solo luce, Tu puoi dare solo che il bene. Il bene è bene, non si può trasformare il male in una fortuna, o cambiarne il significato, il male è male, punto e basta. Cosa ne pensi, è giusto che nessun uomo addebiti a Te il male? Quando eri in terra, guarivi storpi, ciechi, muti, compivi miracoli ovunque e a chiunque, per cui, la Tua santa volontà l’hai espressa chiaramente, sbaglio? Ora, vorrebbero farmi credere il contrario, “Dio dà, Dio toglie, viva Dio”! No, non posso credere che una volta tornato in Cielo, Tu abbia cambiato idea! Se cosi’ fosse, allora io dovrei pregare Te di guarirmi da un male che Tu stesso mi hai provocato? No, non ci sto, non ci credo. Caro Dio, so’ che ognuno deve portare la sua croce, ma penso che Tu, come Padre vorresti togliermela in tutti i modi e non solo a me, ma bensì ad ogni tua creatura. Purtroppo siamo mortali in terra, e come affermasti Tu “Il mio regno non è di questo mondo”. Sono sicura invece, che Tu dal Cielo cerchi in ogni modo di salvarci e di liberarci da ogni male sia fisico che spirituale e Ti adoperi per compiere miracoli e assisterci donandoci la forza e ogni sorta di aiuto con la Tua Provvidenza, ma nella nostra dimensione il male verrà estirpato solo alla fine dei tempi, dove Tu farai ritorno. E lo toglierai questo maledetto male, NON VOLUTO DA TE, non e’ così Padre mio? Mi sono sbagliata ancora? Io Ti confesso e sai che questa parola non mi è proprio congeniale, che se non fosse in questa maniera, non riesco proprio ad Amarti. Mi affido tanto alla Tua Misericordia che sovrabbonda sopra ogni peccato. Mi affido a Te che Sei solo fonte di amore e di ogni benedizione. Chi dice di rappresentarTi, afferma che così, mi sono costruita un dio a mio uso e consumo, beh, se fosse davvero in questo modo, mi rimetto sempre e comunque alla tua clemenza e aspetterò. Aspetterò il Tuo perdono, aspetterò il Tuo abbraccio, come faceva mio padre e in quel momento saprò ogni cosa, percepirò la forza del Tuo amore, ogni dolore sara’ passato e ogni lacrima asciugata. Tutto avrà un ordine, un senso e tutto sarà come deve essere.

Tua figlia, Giusy

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