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La legge del Karma uccide “la pietas”

Come ho già scritto nei precedenti articoli, la legge del Karma non ammette obiezioni: si raccoglie il frutto di ciò che si è seminato, o si subiscono le reazioni delle proprie azioni, per cui la reincarnazione da corpo a corpo serve per “correggere” gli errori commessi in vite precedenti, almeno la pensano così i seguaci di tale dottrina. Seguendo questa logica, cosa dobbiamo pensare di fronte ad un bambino infermo? O a chiunque è affetto da gravi malformazioni? Cosa dire a riguardo di chi per un incidente o per una malattia diventa un disabile? Secondo la dottrina del Karma, essi si devono CORREGGERE da gravi colpe commesse nel passato, per cui è una PUNIZIONE che si meritano e che devono sopportare nell’indifferenza generale. Nell’Induismo ad esempio, dove ancora le persone sono suddivise in caste (anche se ufficialmente abolite), chi ha la sciagura di nascere nell’ultimo anello della casta (Shudra), avrà una vita miserabile perché quel “tipo” di persone sono ritenute impure. Ogni bambino che nasce, assume incondizionatamente lo status sociale a seconda della casta a cui appartiene. Una disuguaglianza inaccettabile per noi occidentali, questi bambini innocenti, sono destinati ad una vita da reietti e da adulti dovranno eseguire solo i lavori più umilianti, considerati con disprezzo dalla società. Per essi solo nella morte ci può essere la speranza di migliorare la propria futura esistenza, reincarnandosi in un individuo di casta superiore. La legge del Karma è spietata, non può essere messa in relazione in alcun modo con la potenza dell’Amore di Dio per gli uomini.

Il cieco nato

“Rabbi, chi ha peccato perché quest’uomo nascesse cieco, lui o i suoi genitori?”. Gesù rispose: “Né lui ha peccato né i suoi genitori… Giovanni 9,2-3

Per la concezione cristiana l’handicap non è un castigo

Nel pensiero cristiano tutto si ribalta, qualunque persona ha dei problemi fisici, ma anche chi soffre per altre cause, chi si sente solo, abbandonato, è il perno su cui si avvita tutta la visione cristiana. Non c’è nessun peccato da scontare, ripete il Signore guarendo il cieco, è questa la stravolgente novità; i veri ciechi da guarire sono tutti coloro che perseverano nelle loro idee, che non vogliono accettare questo cambiamento: “…quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti”. Luca 14, 13. Il Vangelo toglie ogni dubbio, non ci può essere nessun compromesso con la reincarnazione, Gesù stesso in questo passo del Vangelo lo ribadisce: “Riceverai la tua ricompensa alla RISURREZIONE DEI GIUSTI”. Gesù non ha mai pronunciato la parola “reincarnazione”, ed è bene ricordarlo: “Chi ha orecchi intenda!”.

 Non un limite ma una risorsa

Con il Cristianesimo si supera la concezione punitiva dell’handicap, secondo l’ideologia della reincarnazione, passando a una visione egualitaria dell’individuo, anzi, con un riguardo maggiore per i meno fortunati…è un grande balzo in avanti! Certo, la vita quotidiana ci mette davanti a situazioni molto gravi e pensare a chi le vive come fosse un privilegiato è molto difficile… beh, dico la verità, agli occhi di Dio è sicuramente così, perché chi soffre in terra avrà un posto di prim’ordine accanto a Lui in Cielo, avendo portato una pesante croce in vita, ma la salute ha un valore inestimabile ed Egli non vorrebbe MAI veder soffrire le sue creature, il male purtroppo c’è, siamo mortali, ma non viene da Lui, “Egli è Signore della vita e non della morte”, il male non viene da Dio, “Egli non ha fatto la morte ne’ si rallegra per la fine dei viventi”, così recitano i Libri Sapienzali, Dio è fonte di ogni bene e di ogni benedizione. I miracoli di Gesù erano quasi tutti rivolti verso chiunque avesse un handicap, sia fisico che psichico, compiva esorcismi, fece risorgere Lazzaro, guariva ogni sorta di malattie, per cui VOLEVA GUARIRLI già in questo mondo! E senza passare per la reincarnazione! Tuttavia, ci sono persone con disabilita’ piu’ o meno gravi, con doti intellettuali, o manuali, o dotate di cuori eccezionalmente capaci di amare, da far impallidire i cosiddetti “normali”. Ecco dove Dio può inserirsi: DA UN MALE NON VOLUTO DA LUI, PUÒ TRARRE TUTTO IL BENE POSSIBILE, voglio precisarlo perché molti pensano che sia Dio a mandare le disgrazie e per me questo è inaccettabile, anche perché non avrebbero senso le guarigioni effettute dal Signore in terra, se poi dal Cielo, Dio, farebbe ammalare le sue creature! Un Dio così, non sarebbe migliore di tanti dei del passato, assetati di sangue umano e di vittime da immolare sugli altari! Penso invece, a chi attraverso un handicap (non voluto da Dio), è riuscito ad elargire doni al mondo intero: Giacomo Leopardi, Steven Hawkins, Albert Einstein, Beethoven, Claude Monet, Ray Charles, Andrea Bocelli e tante altre persone che non sono da meno, solo perché non sono celebri. Sto riflettendo su quelle persone sane che vivono in un grigiore spirituale e intellettuale, senza la capacità di elargire una briciola d’amore verso il prossimo, chiuse in un cieco e bieco egoismo parassitario; ecco, per Gesù Cristo sono soprattutto queste le categorie di persone che dovrebbero essere guarite: i veri claudicanti, i ciechi che non vedono in Lui, la LUCE DELL’AMORE E DELLA VITA ETERNA.

“Deja’vu”

“Deja’vu” è un fenomeno pschico rientrante nelle forme di alterazione dei ricordi (PARAMNESIE), esso consiste nella sensazione erronea di aver già vissuto precedentemente un avvenimento o situazione che si sta verificando”. IT.WIKIPEDIA.ORG, DEJA’VU

Per ulteriori approfondimenti, si veda l’articolo pubblicato su “Le Scienze.it” (quì sotto il link dell’articolo):

CNR: Il déjà-vu? E’ un’anomalia cerebrale a causarlo

Caro diario, sono giunta alla fine di questo percorso e dico la verità, ha impegnato notevolmente le mie risorse. Ho espresso già in precedenza che non sono immune dalla paura della morte, ciò non toglie che mai e poi mai, io voglia in qualche modo reincarnarmi in un altro corpo. Voglio il mio corpo seppur malandato, con i miei segni, il mio vissuto, lo porterò con me e il Signore me lo risanerà, non voglio dimenticare nulla della mia vita, perché è unica e speciale, come è unico il mio dna e le mie impronte digitali. Non voglio il corpo di un altro dopo la morte, VOLEVO IL MIO CORPO SANO IN QUESTA VITA e non mi è stato concesso. Non voglio che ci sia la reincarnazione, perché voglio ritrovare nell’aldilà i miei amatissimi genitori e non voglio pensare che siano finiti in altri corpi, cosicché io non possa mai più rivederli. Sono felice di essere stata concepita e cresciuta nel ventre di mia madre e non avrei voluto essere ospitata in nessun altro utero. Ricordo il sorriso di mio padre e non desidero altro che rivedere “quel” sorriso. Per quanto riguarda il nostro cammino spirituale, disse il Signore al buon ladrone: “In verita’ ti dico, oggi sarai con me nel Paradiso”. Luca 23,42. Questo sta a significare che il cammino di purificazione continua nell’altra vita e in nessun altro corpo in terra. Come diceva il curato d’Ars: “Alcuni voleranno come palle di cannone, altri si trascineranno come lumache.” Questo sta a significare che bisogna cominciare subito da questa vita in terra a comportarci bene, ad amare il prossimo, a pensare a Dio, perché in base alle nostre azioni avremo una spiritualità elevata o, al contrario, saremo così indietro “che ci trascineremo come lumache”. Se poi nell’insondabile Mistero di Dio, ci sia una reincarnazione per qualche soggetto infelice e che solo attraverso questo mezzo sia possibile salvarlo, io sinceramente NON LO SO. Saluto i miei cari lettori, ci risentiremo più avanti, devo prendermi un periodo di riposo, risponderò comunque ai commenti e alle email. Buona lettura, buona meditazione e che la pace regni in voi.

Giusy Lorenzini

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