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Lascia che sia fiorito, Signore il suo sentiero, quando a te la sua anima e al mondo la sua pelle dovrà riconsegnare, quando verrà al tuo cielo, là dove in pieno giorno, risplendono le stelle.

Quando attraverserà l’ultimo vecchio ponte,
ai suicidi dirà, baciandoli alla fronte:
“venite in Paradiso
là dove vado anch’io, perché non c’è l’’Inferno
nel mondo del buon Dio”.

Fate che giunga a voi con le sue ossa stanche, seguito da migliaia di quelle facce bianche; fate che a voi ritorni, fra i morti per oltraggio, che al cielo ed alla terra, mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti, spero non vi dispiaccia se in cielo, in mezzo ai Santi, Dio fra le sue braccia, soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte, che all’odio e all’ignoranza preferirono la morte.

Dio di misericordia il tuo bel Paradiso, lo hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso. Per quelli che han vissuto con la coscienza pura, l’Inferno esiste solo per chi ne ha paura.

Meglio di Lui nessuno mai ti potrà indicare, gli errori di noi tutti che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce che ormai canta nel vento, Dio di misericordia vedrai, sarai contento.

Dio di misericordia vedrai, sarai contento.

Fabrizio de Andrè

Caro Diario, è da un po’ di tempo che pensavo a questa canzone, ed essendo Gennaio, ho colto l’occasione per pubblicarla. La dedico a tutti coloro che non hanno avuto il “coraggio” di vivere. La dedico a tutti coloro che sono stati sopraffatti dalle difficoltà della vita e a tutti coloro che non hanno visto nessun’altra via d’uscita, all’infuori di questo rifiuto radicale della propria esistenza. Un rifiuto, già, di questo si tratta, un tempo la Chiesa negava persino le esequie a queste povere salme, generando essa stessa un altro rifiuto. Mi domando a proposito dei suicidi, quanti avranno scelto di compiere questo gesto perché non si sono sentiti amati, quanti avranno gettato via la propria vita per un’ideologia o peggio ancora, quanti saranno stati indotti con sottili, ma quantomai efficaci pressioni psicologiche, quanto basta da far gettare un essere umano nella più cupa diperazione. La frase che più mi ha colpito e che illumina tutto il testo della canzone, è l’ultima: “Dio di misericordia vedrai, sarai contento”. De Andrè ha veramente compreso ogni cosa: la misericordia di Dio supera qualunque gesto umano; con il libero arbitrio l’uomo può decidere anche di compiere questo atto, ma con gli esempi che ho citato sopra, quante persone avranno scelto veramente in modo libero e autonomo? Quante mani invisibili avranno armato”quella”mano e quante mani invisibili avranno contribuito a dare “quella” spinta fatale, ogni suicidio è un fallimento per l’intera razza umana. Ecco perché la misericordia di Dio sovrasta ogni cosa, non può essere punito solo l’esecutore materiale dell’insano gesto, ed è qui che subentra l’amore di Dio per le sue creature; come diceva S. Paolo:”dove abbonda il peccato, sovrabbonda la grazia”. Ci saranno dei percorsi insondabili da affrontare per queste anime, ma alla fine il ricongiugimento con Dio, che è amore allo stato puro, dovrà avvenire. A tutte voi, anime che la vita vi donò solo che tormento, vi auguro la pace.

Giusy Lorenzini

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