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“…secondo FRED HOYLE (noto anticlericale, peraltro) “le probabilità che un processo spontaneo metta insieme un essere vivente sono analoghe a quelle che una tromba d’aria, spazzando un deposito di robivecchi, produca un Boeing 747 perfettamente funzionante”.*1

Lo scimpanzé ha il 98,5 per cento di DNA uguale al nostro

“…Se, per la vita biologica siamo quasi identici allo scimpanzé, per la vita spirituale, […] non abbiamo nessuna analogia, con lo scimpanzé e con il resto del mondo animale.”*2

“…al cervello umano generatore della mente, la quale fa si che un animale biologicamente determinato possa infrangere i limiti della propria biologia trascorrendo la vita non solo a cercare di nutrirsi e di riprodursi, ma anche a scrivere e pensare, leggere libri e guardare film, dipingere, suonare, e poi lottare per la giustizia persino al di là del proprio personale tornaconto, e talora anche ad amare gratuitamente, perché pure questo gli esseri umani, se vogliono, sono capaci. Naturalmente, convengo che ciò non avviene sempre, ma tuttavia avviene.”*3

Corrado Augias-Vito Mancuso, Disputa su Dio e dintorni, Arnoldo Mondadori Editore, S.P.A, Milano, 2009, *1-*2-*3 pp25-28-15

“Più la biologia progredisce nella scoperta dei meccanismi che spiegano l’organizzazione, il funzionamento e l’evoluzione degli esseri viventi, più il filosofo credente è indotto ad affermare che tali meccanismi sono talmente ben congegnati da dover essere pensati da Qualcuno. Non sappiamo ancora come si formano gli occhi di un embrione nelle prime settimane della sua esistenza. Sappiamo solo che la cornea e il cristallino sono una specializzazione di tessuti prima indifferenziati dell’ectoderma e del mesoderma. Ma il giorno in cui gli scienziati scopriranno i meccanismi attraverso i quali si opera questa meravigliosa,”specializzazione”, avremo un motivo in più per credere all’esistenza di un’intelligenza che ha previsto tutto perché gli occhi si formino “da soli”

Pierre Descouvemont, le risposte della fede Piccola enciclopedia apologetica, Edizioni Paoline s.r.l. ,1992 pp92

Caro diario, oggi ho terminato la II parte di questo articolo, sicuramente chi non crede in Dio avrà altrettanti scienziati o scrittori che avranno tesi assolutamente diverse da quelle che ho elencato io, ma non m’ importa se qualcuno ha pareri contrari, anche perché molte obiezioni già le conosco. Io non ho ricevuto il dono immenso della fede e nella mia spasmodica ricerca di Dio, devo per forza di cose usare la RAGIONE per proseguire questo percorso. “Se Dio non c’è tutto è permesso” diceva Dostoevskij, è questo il rammarico più grande per me, dentro il mio cuore desidero ardentemente che Dio esista. Se nell’aldilà ci fosse il nulla, chi ha compiuto il male, chi ha ucciso, violentato, rubato, distrutto esistenze di milioni di uomini e donne, sarà come chi avrà fatto l’esatto contrario e saremo solo che polvere in entrambi i casi. Se Dio non c’è, chi ha versato lacrime per amore, chi ha sofferto per questo sentimento, fino a cadere a volte, al limite dell’autolesionismo, sarà stato tutto vano. Su questo articolo ho parlato di evoluzione, se siamo SOLO frutto di un’evoluzione, che senso ha provare il dolore per amore? Su un punto gli scienziati sono tutti concordi: la natura elimina ciò che non è utile per la specie, dunque la passione, il tormento, il dolore per una persona che muore, l’amore che proviamo senza tempo, senza spazio, senza convenienza, sono inutili perché creano sofferenze che producono malattie e non giovano alla razza umana. Come possono conciliarsi questi sentimenti, con la selezione naturale che elimina tutto ciò che non serve per salvaguardare la specie?

Giusy Lorenzini

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