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nella notte in cui fu tradito

prese il pane, lo spezzo’lo diede ai suoi discepoli e disse:

prendete e mangiatene tutti, 

questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi”.

Il Signore ci lancia un pressante invito, quello di non rinunciare al dono dell’Eucaristia, vero cibo di vita eterna.

“È il Padre che imbastisce una mensa e invita i suoi figli. Disprezzare l’invito, è grave colpa; declinare l’invito per seri motivi è causa di rammarico; prendervi parte stancamente significa privarsi dell’abbondanza dei suoi doni”.

Diceva S. Caterina da Siena:

…Se il peccatore non è disposto, si deve disporre; se è giusto non deve dire non sono degno di tanto Mistero: quando io mi sentirò degno mi comunicherò…Il corpo del Signore non deve essere lasciato né dal giusto, né dal peccatore con il pretesto di non essere degno…”

Diceva S. Francesco di Sales:

“Se ti domandano perché vai a ricevere l’Eucaristia così spesso, rispondi che due categorie di persone devono comunicarsi: i malati per essere guariti e i sani per non ammalarsi e che tu proprio perché imperfetta, debole e malata, hai bisogno di comunicare con la perfezione, la forza e il medico”.

Dice il Signore:

“Non sono i sani che hanno bisogno del medico ma i malati; io non sono venuto ha chiamare i giusti, ma i peccatori ha convertirsi”. Luca 5,31-32

Caro diario, è da un po’ di tempo che volevo trattare questo argomento”spinoso”. Nelle Sacre Scritture, Gesù Cristo invita con forza ogni essere umano a nutrirsi del cibo divino: l’Ostia. Nella realtà dei fatti, le cose non vanno esattamente così. Quando Gesù ha istituito l’Eucaristia, la malvagità e la crudeltà umana erano già presenti come oggi: ricordiamoci ad esempio che Gesù,  nell’ultima cena, era in compagnia dei dodici apostoli, tra cui Giuda, che di lì a poco lo avrebbe tradito e consegnato ai suoi carnefici. Eppure il Signore ha detto: “Prendete e mangiatene tutti,  questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi”. L’Eucaristia è un dono che Dio ha fatto all’umanità intera, affinché ogni uomo rimanga in contatto con la Sua Divinità, in modo che si crei un’armonia tale da portare ogni persona ad avvicinarsi a Lui, unica fonte di bene, amore e salvezza. La Chiesa però ha deciso diversamente e in modo inequivocabile, come è scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica, ha escluso alcune categorie di persone dall’ Eucaristia:

Le coppie sposate con rito civile, non possono ricevere l’Eucaristia

I conviventi, non possono ricevere l’Eucaristia

Gli omosessuali, non possono ricevere l’Eucaristia

Chi non si confessa, non può ricevere l’Eucaristia

(Chi è passato per la sacra rota, può prenderla…come se niente fosse).

Privare migliaia e migliaia di persone di questo dono, per me non è giusto. La misericordia di Dio è così potente che noi umani non siamo capaci di poterla immaginare, proprio perché siamo umani. S. Paolo ce lo ricorda con una frase: “Dove abbonda il peccato, sovrabbonda la grazia”. Certo, è pur vero, che non sarebbe neanche giusto avvicinarsi a questo sacramento con tanta leggerezza, un esame di coscienza bisognerà pur farlo, cercare di rimediare agli errori commessi è necessario, chiedere perdono sinceramente a Dio “è cosa buona e giusta”, ma escludere innumerevoli persone da questo dono lascia a dir poco esterefatti, anche perché, un assassino se si pente e si confessa, può prendere l’Ostia. Basta entrare in un confessionale e colui che si è macchiato del peccato mortale più grave, ne esce assolto, in grazia di Dio. E’ così facile entrare in Paradiso? Un assassino trattato meglio di un divorziato o convivente, o chiunque non si confessi. Vedo tanta ipocrisia e mi addolora. Se fosse per merito, l’Eucaristia non la prenderebbe nessuno…infatti in Chiesa ripetiamo insieme: “Signore non son degno di partecipare alla tua mensa, ma di soltanto una parola ed io sarò salvato”. All’inizio della messa, ammettiamo già di essere un’assemblea di peccatori, quando recitiamo insieme:”confesso a Dio Onnipotente di aver peccato in pensieri, parole, opere e omissioni. Per mia colpa , mia colpa, mia grandissima colpa”. Mi domando, un prete che abusa di un minore è degno?. Un prete che non è casto è degno? Quante famiglie cosidette ” per bene”, dentro le mura domestiche si insultano, si picchiano, si tradiscono, non si curano dei propri figli e poi magari vanno in Chiesa a battersi il petto in prima fila! Quante persone andranno a confessarsi, dichiarando solo i peccati più confessabili, tralasciando quelli più gravi, o all’ opposto, senza neanche sapere ciò che è bene e ciò che è male. Il peccato è ovunque, l’Ostia non è un premio per il più bravo, è un dono d’amore gratuito che Dio ha fatto al mondo: “rimanete in me ed io in voi”. Caro diario, ammetto di sentirmi molto turbata, avverto in me un grande malessere, questi vincoli, questi “paletti” che la Chiesa ha posto tra noi miseri esseri umani e la Divinità, non fanno altro che farci allontanare dall’unica fonte di amore che abbiamo. C’è oramai in corso una scristianizzazione di massa e Dio in questo periodo storico è davvero molto lontano. Non emetto giudizi, non ho poteri, non sono nessuno, ma la storia in futuro darà la sua sentenza. Mentre mi accingo a scrivere queste ultime parole, nella mia mente riecheggia una frase: “Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi…fate questo, in memoria di me”.

Giusy Lorenzini

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