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Un  anno fa circa, mi venne richiesto di scrivere un testo, per una serata dedicata a San Francesco, presso la biblioteca del mio paese. Oggi 4 ottobre, festa di S. Francesco, ho pensato di riproporre il testo integrale di quella lettera.

Buonasera a tutti. Prima di iniziare permettetemi di parlare un po’ di me, a cuore aperto. Quando mi hanno chiesto se avessi voluto intervenire questa sera, per esprimere il mio pensiero su S. Francesco, ho dato il mio “sì” senza pormi tante domande. Riflettendo con calma, però, il mio cuore si è turbato. Chi sono io per poter parlare di un santo di questa portata? Un nulla nell’ Universo. Dante Alighieri paragonò Francesco a un sole, mandato da Dio in soccorso alla Chiesa, già barcollante in quell’epoca. Nei dipinti di Giotto, nella Basilica Superiore di Assisi, si vede S. Francesco sostenere il peso di tutto l’edificio della Chiesa, indice della consapevolezza, già in quel tempo, dell’importanza della sua missione. Meditando su queste cose, mi sono sentita inadeguata, e per riuscire ad avere un po’ di pace interiore, ho trovato una soluzione: devo abbassarmi io, per poter innalzare lui. Se stasera sono qui, è perché anche con i miei limiti, io a Francesco ho detto “sì” e voglio rendere onore e omaggio a questa figura straordinaria. La storia della sua vita è più o meno nota a tutti e pertanto non intendo soffermarmi su questo punto. Pensando a lui, una frase affiorava nella mia mente. Dostoevskij scrisse che la bellezza salverà il mondo. S. Francesco è senza ombra di dubbio Bellezza santa, che ogni giorno, da circa 800 anni, contribuisce alla salvezza della creazione. Francesco è l’esempio perfetto dell’uomo che si svuota di sé, per riempirsi di Dio. Egli assume le qualità proprie del Divino e le restituisce all’umanità intera, con la sua energia positiva sotto forma di bene, amore per gli uomini, da lui chiamati fratelli, amore per il creato, amore per la pace, amore per gli ultimi. Francesco è l’innamorato di Dio per eccellenza, è Vangelo che si è fatto carne. Questa è la sua bellezza che salva e che egli ci trasmette continuamente ad ognuno di noi, affinché noi stessi si diventi testimoni del suo pensiero. Occorre perciò spingerci oltre, volare in alto e non accettare più la mediocrità che contraddistingue questo periodo storico. La strada S. Francesco ce l’ha indicata: una strada fatta di umiltà, armonia, semplicità e amore, ma contraddistinta da valori alti, perfetti, assoluti. Il nostro compito è di iniziare a percorrerla, anche a piccoli passi, anche con qualche breve sosta, ma con la tenacia e la forza di non arrendersi e di riprendere sempre quel lungo cammino di perfezione che ci attende. In conclusione, un saluto inaspettato a tutti voi presenti, che vi sorprenderà molto: questo saluto è racchiuso in una lettera composta nel 1221, da S. Francesco.

 “A tutti i cristiani, religiosi e laici, uomini e donne, agli uomini

di tutto il mondo, il loro fratello Francesco, umile servo,

manda il suo saluto riverente, augurando dal cielo

la pace vera e l’amore sincero del Signore.

Io ritengo che il Signore mi abbia messo al servizio di tutti

perché io faccia giungere a tutti il fragrante profumo delle sue parole.

Ma poiché sono debole e ammalato,

non posso presentarmi a tutti, come vorrei.

Così ho pensato di scrivere questa lettera,

per far giungere ovunque la parola del mio Signore,

perché essa dà la vita in quanto proviene dallo Spirito di Dio

e dal Signore nostro Gesù Cristo.”

Francesco, “Lettera a tutti i fedeli”, 1221

 Giusy Lorenzini

22/03/2013

 “La mistica francescana ed il

paesaggio del Trasimeno”

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