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nonna

Ricordo una piccola donna
piegata dagli anni e dalla fatica.
Ricordo lo sforzo che hai fatto
per far crescere da sola,
quella figlia meravigliosa che hai avuto,
strappata da te, da noi, da un’infame sorte.
Ricordo il tuo carattere forte e deciso.
Ricordo i tuoi racconti di guerra,
di fame e di superstizioni.
Ricordo quella dolorosa separazione,
la gioia di averti ritrovata,
il rammarico per averti riperduta.
Questa è la tua e la nostra vita,
legata da un filo sottile, ma indissolubile.
Il bene per te si racchiude
nelle tue stesse parole, quelle che mi hai
pronunciato l’ultimo giorno che ti ho vista:
“Il Signore ti benedica e ti dia tanta forza”.
Ecco nonna, adesso che inizi
un nuovo cammino nella terra del Signore,
questa benedizione la offriamo a te.
Da parte mia, da parte nostra.
Da tua nipote, dai tuoi nipoti.

Caro diario, oggi e’ la ricorrenza della dipartita da questo mondo di mia nonna. Non e’ facile parlare dei propri dispiaceri personali in pubblico, ma questo e’ il mio diario e a un diario questa giornata non poteva sfuggire. Posso dire che la nonna non e’ morta serenamente e questo e’ motivo per me di dolore. La nonna, non ha saputo distinguere, neanche nella vecchiaia e neanche dopo una lunga vita ricca di esperienze, ciò che era bene e ciò che era male per lei. Ricordo le sagge parole di un blogger con il quale ci scambiamo dei pensieri: “Il male regna sovrano, […] non e’ facile, oggi, scegliere la via del bene: essa e’ ben nascosta dal male. E Dio sembra così lontano”. Caro Rodrigo hai proprio ragione tu…

Giusy Lorenzini

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