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Sono venuta a salutare

sua maestà, il mare.

Guardo il tuo infinito e ho paura.

Ti vedo dondolare, sei come una danzatrice

che muove il suo ventre.

La tua voce, ora è uno schiocco leggero,

che va e che viene,

ora, un suono forte e oscuro.

Usi la tua forza per schiaffeggiare le rocce,

dove però ti vai ad infrangere.

Penso a quante navi sono salpate,

alla ricerca del tuo infinito.

Penso al coraggio di quei uomini,

che hanno osato sfidarti.

A quanti hai teso la mano,

a quanti hai allargato le braccia

per stringerli a te, in un abbraccio mortale.

Tu mare, sei padre e sei madre.

Prima di ciò che sono,

ero un anfiosso cullato da te.

Ti saluto, o mare;

con quell’amore viscerale,

che si ha tra consanguinei.

Ti saluto,  con la malinconia di chi soffre per la lontananza,

perché è nell’assenza,

L’essenza di tale mestizia.

  Giusy Lorenzini

Caro diario, le vacanze stanno per terminare, ho voluto porgere un saluto al mio amato mare. A settembre riprendero’ i miei scritti su Dio, con la scommessa di Pascal……….ma questa è un’altra storia………a settembre. Giusy

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