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Eri vestita di bianco, con la velettina tra i capelli neri.

Cucito a mano; ogni punto un bacio d’amore rubato, tra te e mio padre.

Semplice, come eri tu, bello come eri tu.

Io lo guardavo, per ricordare la tua figura.

Sapeva di confetti, portava il tuo odore.

Ora non c’è più, portato via, rinchiuso o venduto.

Strappato, anche l’ ultimo ricordo di te.

Portato via, l’odore dei confetti, del tuo giorno più bello.

Ovunque sia, quel vestito è mio, come mie sono le lacrime di cui è bagnato. 

Un giorno, Dio chiederà conto di quel vestito e quel giorno, 

Qualcuno farà cessare il mio pianto.

                    Giusy Lorenzini        

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