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“Io non sono povero, voi siete i miei gioielli”.

Ho paura di raccontare quanto t’amo (Nikolai Minskij)

Ho paura di raccontare quanto t’amo.
Ho paura che, ascoltato il mio racconto,
il leggero vento nei cespugli a un tratto ebbro d’allegrezza
voli sulla terra come un uragano…
Ho paura di raccontare quanto t’amo.
Ho paura che, ascoltato il mio racconto,
le stelle restino immobili in mezzo all’oscura volta
e sovrasterà una notte senza fine…
Ho paura di raccontare quanto t’amo.
Ho paura che, ascoltato il mio racconto,
il mio cuore si spaventi della follia dell’amore
e si spezzi per la felicità e il tormento.

Caro babbo, oggi è la ricorrenza della tua dipartita da questo mondo. Ho scelto questa poesia forte nel contenuto, come è forte il sentimento che provo per te: amore e tormento. Ti chiedo perdono, per le nostre animate discussioni, per una frase che non avrei mai dovuto pensare e per tutto quello che avrei potuto fare per te e non ho fatto. Sai non sono state facili le nostre vite, un atto di 0rabbia, una frase o un pensiero infelice, può capitare nel corso di un’esistenza travagliata: perdonami padre mio adorato! Ti ringrazio con tutto il cuore, per l’amore che hai dato a tutta la famiglia. Non ho dimenticato i tuoi racconti sulla povertà che hai vissuto. Ricordo i tuoi mille mestieri per darci da mangiare. Sei stato contadino, emigrante, boscaiolo, domestico, muratore. L’onestà è il perno in cui si è avvitata tutta la tua esistenza. Ricordo quando ci guardavi e dicevi: “io non sono povero, voi siete i miei gioielli”. Grazie, caro babbo straordinario! Ti ringrazio anche per tutte le volte che mi hai accompagnato a Firenze, per cercare una cura e anche per quelle lunghe attese, mentre facevo le terapie in ematologia a Perugia. Grazie per la tua saggezza, per le passeggiate, per il tuo sostegno e per quei ultimi tre sorrisi che ci hai voluto donare. Questo amore per te è una forza che sconfigge, coloro che non ti hanno saputo amare. Quelle parole di disprezzo che alcuni ti hanno rivolto quando non eri più in vita, non avranno perdono, perché hanno rivelato la malvagità dei loro cuori. Tu invece, sei tra le braccia del Signore e non hai più nulla da temere. Caro babbo, oggi pubblicamente io ti rendo onore, oggi e per sempre. La pace sia con te, prega per noi e salutami la mamma. Un abbraccio forte, come quelli che eravamo soliti scambiarci.  A MIO PADRE

Caro diario, non m’ importa se qualcuno leggera’ questa pagina, o no.

“Anche se il vento volasse in terra come un uragano, o, ascoltato il mio racconto,  le stelle restassero immobili in una notte senza fine”…questo giorno io ho reso onore a mio padre, tutto il resto non ha importanza.  Giusy Lorenzini

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