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Il nome proprio di Dio, rivelato a Mosè è JHWH (Jahwe’h). Questo nome, appare nella Bibbia ebraica quasi 7000 volte. Il suo significato  è stato interpretato come: “Io sono colui che è”, o “Io sono”. Questa solenne affermazione vuole indicare l’eternità di Dio, (io ero, io sono, io sarò) e inoltre sottolinea l’unicità di Dio rispetto alla nullita’ degli dei. Gli ebrei scrivevano solo il sacro tetragramma JHWH per non pronunciare mai il suo nome. Questo timore era giustificato per osservare scrupolosamente il comandamento di non nominare il nome di Dio invano. Al suo posto veniva usata un’altra parola: Adonai che significa, mio Signore. Aggiungendo alle consonanti di jahwe’h le vocali di Adonai è stata creata un’altra parola, un inaccettabille ibrido, jaehowah (geova), ecco perché i testimoni di geova, hanno scelto di chiamarsi così. La Chiesa Cattolica respinge con fermezza la dottrina proclamata da essi.

Caro diario, studiare la Bibbia e saperla interpretare richiede tanto sacrificio, perché la Bibbia è sì, ispirata da Dio, ma passa attraverso secoli di storia, fatta di narrazioni prima orali e poi in seguito trascritte. I redattori di quel tempo, erano comunque influenzati dalla cultura, e dalle tradizioni locali, pertanto occorre molta cautela, molto spirito di discernimento.La parola di Dio è immutabile non andrebbe aggiunto nulla , né tolto nulla, la Bibbia va solo interpretata. Purtroppo ho scoperto che spesso non è così, ne riparlero’ in un’altra occasione. Dio, comunque aiuta gli uomini di buona volontà a comprenderne il senso, non bisogna mai dimenticarlo, ma la Bibbia non può essere presa alla lettera. Insomma, il mondo non fu fatto in sei giorni ed Eva non mangiò la mela…a proposito di Eva, proprio di questo, parlerò la prossima volta…

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