Con l’avvento del cristianesimo, avvenne una rivoluzione straordinaria nelle religioni piu’ antiche: non era mai successo che un uomo morto potesse risorgere. ” Convincere un romano ad adorare un ebreo crocifisso o un greco a credere nella risurrezione del corpo, non era certamente più facile di quanto non lo sia oggi” (Michel Hubaut, L‘Aldila’, Ed S. Paolo, Milano, 1996, pag. 50). Per queste popolazioni, dopo la morte, non esistevano che luoghi terribili e la loro vita, con una meta così angusta era condizionata tragicamente. Per gli ebrei antichi, dopo la morte, si accedeva nello Sheol o Inferi un luogo desolante fatto di polvere e tenebre. Per i greci/latini, l’Ade era il regno dei morti. Le anime non erano tali, ma “ombre”, senza una distinzione tra ombre buone o malvage, senza una pena da scontare o, all’opposto un merito per gioire. Si credeva anche in un altro luogo spaventoso il Tartaro: “Una voragine buia, talmente profonda che lasciandovi cadere un’incudine, questa avrebbe impiegato nove giorni e nove notti per toccare il fondo” (Esiodo, Teogonia). I Campi Elisi erano gli unici luoghi dove, dopo la morte, si trovava una certa pace, (ma era esclusivamente riservato agli eroi o a chi compiva gesta gloriose). In questo contesto, l’uomo non è solo sottomesso alla morte , ma anche ad un cieco destino senza alcuna possibilità di essere cambiato. Nel frattempo però, in un angolo sperduto della Galilea, un certo Gesù affermava: “…Chi crede in me, anche se muore vivrà”. Un bel cambiamento di rotta! Come non ascoltare un uomo che, con le sue parole, supplicava tutti di credere in lui e che era venuto nel mondo se non per questo: aprire l’ingresso dell’aldila’, fatto di amore, pace, felicità senza fine… Che capovolgimento rispetto alla tremenda angoscia dello Sheol o dell’Ade! Cristo apre una via e la percorre per primo, ma offre la possibilità a tutti noi di fare altrettanto; questa via porta alla vita eterna.Davanti a tale pretesa dobbiamo scegliere: quest’uomo e’un pericoloso visionario, o siamo di fronte a Qualcuno che assume su di se’la risposta definitiva,quella che ogni essere umano si pone sulla sopravvivenza dopo la morte?

Caro diario, il Cristianesimo offre una speranza meravigliosa, un’occasione da non perdere. Certo, bisogna ammettere che con il passare dei secoli, questa religione si è “appesantita”: precetti vari e una eccessiva tristezza, hanno prevalso sulla luce e sulla bellezza del messaggio di Cristo. Il consumismo ha fatto la sua parte, sono famose le pantagrueliche abbuffate pasquali. Ogni tanto, però, ripensiamo a quella frase: “Credi tu?”.

Giusy

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