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Ammetto che è difficile parlare delle proprie disgrazie, però se voglio spiegare meglio il mio pensiero, ritengo doveroso agire in prima persona. Quando avevo diciotto anni, mi fu diagnosticata una malattia rara e da quel giorno inizio’ il mio calvario. Non ci sono cure per certe tipologie di malattie, dove la ricerca non va avanti perché scarseggiano le risorse, o perché non c’è un grande interesse economico da parte delle industrie farmaceutiche (il dio denaro è molto potente). Pertanto ci sono terapie “tampone”, sperimentali, e tanta, tanta sofferenza, perché il male con il tempo avanza. Poi, per non farsi mancare nulla, ho perduto i miei amatissimi genitori, entrambi malati di cancro. In seguito, alcune persone mi hanno fatto così tanto del male, da creare in me ulteriori danni al mio stato psicologico e fisico. Che bel corollario! Nella Bibbia c’è un capitolo che è un grido di dolore: è il grido di Giobbe ed è anche il mio e di tutti quelli che si trovano in situazioni simili. In quel grido ci sono le domande che ogni uomo di ogni epoca si è posto di fronte a Dio: che cosa ti ho fatto? In che cosa ho mancato per meritarmi questo? Perché ho queste sofferenze mentre tanti malvagi se la passano bene, felici e soddisfatti, invecchiando anche belli e arzilli? Dio rispose a Giobbe dicendogli dove egli fosse stato mentre Lui creava il mondo e come potesse lui giudicare il suo Creatore. Questa è una delle zone d’ombra di cui ho parlato nel precedente testo. Il mistero del male non è del tutto svelato. Bisogna tener conto però, che questo capitolo è contenuto nell’Antico Testamento, scritto chissà quanti secoli fa, con la mentalità di quell’epoca e di quel momento storico, dove Dio appariva invincibile, un guerriero, il Dio degli eserciti, il Dio che fece uscire il popolo d’Israele dalla schiavitù, ecc… Insomma la Bibbia tende in ogni maniera ad esaltare la potenza di Dio e la perfezione della sua creazione, mentre attribuisce l’origine di ogni male al peccato dell’uomo. E’ ben evidente che il “Giobbe” che è in noi, in questo contesto, non può confrontarsi e deve accettare qualunque cosa in totale obbedienza. Con il Vangelo, tutto si scompagina. Cristo supera ogni legge o credenza dell’Antico Testamento; il Dio invincibile e sovrano si fa uomo, annuncia al mondo che Egli è amore, nel senso più assoluto: l’Agàpe (dal greco) nella teologia cristiana. Nella luce del Vangelo, Dio è vicino a chi soffre, è il Dio degli ultimi. Non è più il sovrano temuto da tutti: arriva a Gerusalemme cavalcando un asino e di lì a poco verrà crocifisso dall’insipienza e crudeltà degli uomini, che non riconobbero in Lui il Dio che annunciava al mondo l’amore e che egli stesso era amore. Quando ci poniamo tante domande sul male, ricordiamoci che il Vangelo è la risposta maggiore che Dio ci offre. Egli stesso in questo mondo è crocifisso e dice “il mio regno non è di questo mondo”. La Sua manifestazione sulla Terra è attiva ed efficace, ma limitata da forze che lo contrastano in tutti i modi. Dopo ciò che ho appena scritto, si può ancora dubitare che Dio sia la causa dei nostri mali?

Caro diario, devo scrivere ancora, che il mio pensiero sul male non coincide del tutto con il pensiero della Chiesa Cattolica, devo scriverlo sempre, perché nella Chiesa non sono ammesse  opinioni diverse. La Chiesa asserisce, in sostanza, che solo Dio puo’ conoscere cio’ che e’ bene per noi e di conseguenza bisogna accettare sia il bene che il male, perche’ attraverso il male, per l’ uomo, puo’ essere un’ opportunità per  riflettere sulla vita e convertirsi. Quindi, fare la volontà di Dio, significa accettare ogni cosa. Di conseguenza la vita, anche la più atroce, o una morte prematura, è sempre considerata un dono di Dio. Il mistero del male dice la Chiesa, noi non possiamo comprenderlo e per questa  ragione, come Lui non tolse la croce a suo Figlio, noi dobbiamo accettare la nostra. Io invece ribadisco che il male non viene da Dio, Dio è solo fonte di ogni bene e ogni benedizione, per cui il male non è attribuibile a Lui, neanche in vista di un bene maggiore. Io non accettero’ mai che Dio Padre voglia il male dei suoi figli, voglio un Dio da amare e non da bestemmiare! Credo fermamente che Egli da UN MALE NON VOLUTO DA LUI, PUÒ INSERIRSI E TRARRE TUTTO IL BENE POSSIBILE.  E benedetto il Signore questa e’ un’altra cosa! Non aggiungo altro, la mia posizione è irremovibile. Se avete dubbi in proposito chiedete ai vostri sacerdoti, io sono solo una persona che scrive liberamente, con convinzione, questo sì, ma lungi da me l’idea di indottrinare qualcuno.

Prossimamente parlerò di Satana “principe di questo mondo” e tante altre cose…

Caro diario, oggi è il I Luglio 2015. A distanza di un anno circa da quando scrissi questo testo, ho deciso di aggiungere il tipo di malattia: Polineuropatia infiammatoria cronica demielinizzante autoimmune, ai quattro arti. Ho trovato il coraggio di scriverlo perché nonostante i pochi commenti, molte persone cliccano su questo post. Ho pensato che se qualcuno ha problemi di salute di questo tipo, sappia che io sono disposta a scambiare delle informazioni riguardanti cure e centri specializzati per questa malattia.  Per contattarmi basta cliccare su info contatti e troverete la mia email. Dal 2010, ho iniziato una nuova terapia sperimentale e da allora non ho avuto più recidive. INCROCIAMO LE DITA! E pregate per me! Spero che la mia testimonianza sia utile a chi soffre, un abbraccio Giusy.

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