Il risveglio di madame Primavera

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Sandro Botticelli – Primavera – Galleria Uffizi-Firenze

IL RISVEGLIO DI MADAME PRIMAVERA

Madame Primavera fa il suo primo sbadiglio,

e dalla sua bocca odorosa sboccia il primo giglio.

Dal lungo Inverno a fatica si desta,

un raggio di sole le bacia la testa.

E d’ un tratto capisce ché l’ora,

di far sbocciare ogni pianta,

di aurora in aurora.

Una tavolozza di colori la Natura regala,

e ogni sfumatura, madame, attenta prepara.

L’ usignolo innalza il suo canto,

un coro d’ alati s’ unisce e nasce l’ incanto.

Il glicine pigro ode quel suono,

e allunga i suoi tralci,

come braccia d’ uomo.

Il vento pone sull’ erba una lieve carezza,

e lei s’ inchina, a quella dolce brezza.

Uno schiamazzío d’ un colpo s’ ode,

l’ Inverno è finito e ogni vita gode.

L’ aria tersa e tiepida appare,

echi di bimbi a giocherellare.

Tutto s’ anima e sboccia, la terra germoglia,

i pigolii sui nidi e l’animale ha la doglia.

Madame Primavera osserva quel che pare magia,

i suoni, i colori, la frenesìa,

quel ché invece un miracolo che si rinnova;

e così sia.

By Giusy Lorenzini

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Nessun padre all’ infuori di te…

Ti ricordi caro babbo, quando facevi il maggiordomo a Firenze? Ti ricordi quando spolveravi il soggiorno ed io piccola, piccola, ti chiedevo se mi potevi leggere una favola? “Stasera amore te la leggerò, quando i signori usciranno”. Ed io aspettavo con ansia quel momento in cui, tu mi facevi cenno ed io correvo verso te. Ricordo che prendevi un libro di favole da quella grossa libreria e poi ti sedevi stanco. Io appoggiavo la mia testolina sopra le tue ginocchia e allungavo le mie gambe sopra quel divano. Ricordo che iniziavi il racconto nel più classico dei modi: “C’era una volta…” ed io felice sgranavo i miei occhi già assonnati per l’ ora tarda, ma desiderosi di ascoltare quella favola… Ricordo, che in certi momenti mi perdevo… perché il sonno aveva il sopravvento su di me, ma appena ti fermavi io ti dicevo: “Allora, allora, babbo! “. E tu ricominciavi finché io cadevo addormentata…Cosa potrei dirti caro babbo mio, se non che, non avrei voluto nessun altro padre all’ infuori di te.

Tua figlia, Giusy ❤️

Una sinfonia ci può portare in alto…

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Che bello ascoltare qualcosa che procura gioia! La musica ha un effetto travolgente sul nostro cuore e sul nostro cervello, un tonico direi. Vedere questi musicisti tutti in tiro, che suonano contemporaneamente con forza e dolcezza, opere che il mondo ci invidia, non è fantastico? C’è urgenza di abituare le persone ad apprezzare il bello, perché il mondo è troppo infarcito di violenza e di amoralita’… Pensate alla musica demenziale di Sfera Ebbasta, c’è un evidente trascinamento dello Spirito umano verso il BASSO, all’ opposto, questa musica che è sinonimo di perfezione e armonia, innalza il nostro “IO” verso l’ ALTO. SÌ, ne sono convinta, come sono convinta che solo LA BELLEZZA PUÒ SALVARE IL MONDO…

Shoah!

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Shoah! Ieri e oggi: ancora recinzioni per impedire la fuga…

Shoah! Ieri e oggi ancora filo spinato…. in Ungheria il Premier Orban ha fatto costruire 175km di reti con filo spinato per impedire di oltrepassare il confine a decine di migliaia di migranti e profughi diretti verso lo spazio Ue: kosovari, ma soprattutto (al 70%) siriani, afghani, iracheni in fuga da guerra e violenze.

Shoah! Ieri e oggi ancora recinzioni per impedire la libertà di non morire

Shoah! Reti e ancora reti con filo spinato per impedire la fuga dalle guerre, fame e disperazione….

Shoah!Le stragi di civili in Nigeria da parte di Boko Haram, nel silenzio colpevole dei massa media…

Centri di detenzione per migranti Libici – Il governo italiano ha preso accordi con il governo libico per fermare l’emigrazione di massa. Uno stato civile può prendere accordi con carnefici di questo genere?! Ecco perché per questi disperati è meglio morire sui barconi che tornare in Libia

Centri di detenzione in Libia, tra stupri, torture e prigionia… sono questi i motivi per cui i respingimenti in mare, per ricondurre poi queste persone in Libia, fa di noi degli uomini macchiati di sangue innocente

Cade la neve cade…

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Cade la neve cade,

manna che scende per far bella la Terra,

benedizione dal Cielo,

palto’ per le nostre miserie, veto contro la guerra.

Cristalli di ghiaccio la Natura regala

con trine preziose il suo manto prepara.

Cade la neve cade di bianco vestita,

come una sposa candida che infatua e attrae,

per la purezza che emana è cosa speciale.

Cade la neve cade, sul bene e sul male,

sui corpi inermi, sui tuoi passi assenti,

sul silenzio del mare.

Cade la neve cade, sugli amori sbocciati

e su quelli che mai giungeranno a compimento;

cade la neve cade, sui gridolii dei bimbi e su ogni lamento.

Ora tutto s’ arresta e tace, la quiete nei cuori cala,

illusorio sogno o realtà verace?

solo i vate sanno,

ma ai più rimane ignara.

Giusy Lorenzini❤️

Il Natale è nelle piccole cose

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C’ ERA UNA VOLTA…

Ginepro-l’ albero di Natale di quando ero io bambina

Torciglioni- dolci tipici del mio paese

Foto personale- io da bambina

C’ERA UNA VOLTA…

Il mio Natale di bimba era molto lontano dalle luci sfavillanti di oggi; era semplice il mio Natale, soldi non ce n’erano e perciò si comperava solo il necessario. La parola “superfluo” era bandita e non esisteva nel vocabolario di casa, cosicché, i regali erano molto prevedibili: scarpine nuove, calzettoni, un vestitino cucito da mamma; di giocattoli ne ho avuti ben pochi, perché cadevano sotto la voce “superfluo”. Non ho memoria se provavo dispiacere; credo che le cose manchino molto di più se le vedi agli altri, ma in quel periodo storico eravamo in molti a possedere solo lo stretto necessario e allora, non eravamo invidiosi. Pensandoci bene però, non gioivo per gli oggetti che trovavo sotto l’ albero, ma la scusa era efficace: Gesù bambino era nato in una stalla e perciò era POVERO, per cui i regali costosi non se li poteva permettere. Ai miei tempi si credeva che fosse Gesù bambino a portare i doni, Babbo Natale subentro’ in seguito, quando il benessere cominciò ad affacciarsi nelle case degli italiani; infatti è una tradizione dei paesi nordici di cui noi figli del dopoguerra, non avevano neppure la più minima conoscenza. Le strade sotto il periodo natalizio non avevano addobbi, ma anche in questo caso, senza non averli mai visti, non avvertivo la mancanza. Le vie invece erano piene di bambini che giocavano e di gente che camminava a piedi, poche macchine; niente centri commerciali, zero corse per gli acquisti. Mio padre in prossimità del Natale andava nel bosco a tagliare un alberello da addobbare: un ginepro (ora specie protetta), l’ abete non era usuale negli anni 60-70. L’ addobbo era un’ operazione esclusiva di mamma per una semplice ragione: le palline erano tutte di vetro colorato e mamma le maneggiava come fosse stato il Santo Graal, tanto era la paura di romperle e soprattutto, di doverle ricomprare! I preparativi per il pranzo erano semplici e sobri; non come ora che in certe case s’ incomincia a cucinare a Novembre congelando il cibo “per avvantaggiarsi”, tanto deve essere pantagruelico. Un dolce però in casa nostra a Natale non poteva mancare: il Torciglione. Questo dolce è una specialità del mio paese, si tratta di un serpente fatto di mandorle e zucchero con delle decorazioni sopra: una prelibatezza! In casa nostra questo dolce era fatto a “km 0”, in quanto (sempre per la solita scarsità di denaro), mio padre andava in cerca di mandorli e pini d’ estate, per raccogliere i desiderati frutti: la materia prima insomma! Poi con un martello iniziava schiacciarli, uno ad uno! Ogni tanto dava una martellata su un dito e allora imprecava per le tribolazioni, ma alla fine la base per il dolce era pronta! Con le mandorle e i pinoli ottenuti da Madre Natura (e da mio padre), si procedeva alla preparazione del serpentone. Mi ricordo che mamma impastava a mano le mandorle macinate con lo zucchero e gli albumi montati a neve, ed io rubacchiavo qualche pezzettino di quel delizioso impasto, mio padre invece, si adoperava nel confezionamento del dolce decorandolo con i pinoli e le praline; mi fa ancora sorridere questa immagine che ho di lui in quella veste di sottocuoco! Il giorno di Natale andavamo a messa, mamma mi faceva indossare in testa un fazzolettino a fiorellini, perché le donne dovevano avere il capo coperto come la Madonna! In chiesa mi teneva stretta vicino a sé, perché in quei anni i bambini dovevano stare buoni e zitti e non come ora che fanno un casino senza un minimo di rimprovero da parte dei genitori. Mi ricordo che anche io mi annoiavo, ma un’ occhiataccia di mia madre bastava per bloccarmi; neanche indietro potevo girarmi, perché mamma mi diceva che era maleducazione e non si potevano girare le spalle al Signore. Con il passare degli anni cominciarono a migliorare le condizioni economiche e anche gli inviti per il pranzo di Natale iniziarono ad espandersi. Iniziò così l’era consumistica con tanto di banchetti sempre più abbondanti, non bastavano più i cibi semplici di prima, ora occorrevano antipasti di vario genere, due primi, due secondi, neanche il torciglione soddisfaceva più, bisognava aggiungere altri dolci. Mi ricordo che mamma non era più contenta come prima quando si avvicinavano le feste; quella mole di lavoro era troppo per lei, ritrovarsi con una quindicina di persone a tavola, significava ore ed ore da passare in cucina. Fu così che mamma iniziò a saltare la messa di Natale, per far trovare tutto pronto per quando arrivavano gli invitati e come se non bastasse, il pomeriggio lo passava a lavare i piatti e a riordinare la casa. Perse il sorriso mia madre e s’ insinuo’ in lei il disamore per questa ricorrenza, ridotta solo ad una grande abbuffata. Il benessere e il consumismo avevano fatto così la sua prima vittima. Mamma se n’è andata da questo mondo venti anni fa e anche io come lei, non amo più questa festa da molto tempo. Le corse per gli acquisti, le mangiate, aggiungono solo che stanchezza, perché sono beni materiali fugaci, che non riempono il vuoto d’ amore che spesso e volentieri si trova nei nostri cuori. Prima mamma e poi io, con il tempo siamo arrivate alla stessa conclusione: il VERO Natale, sta nelle piccole cose.

Giusy Lorenzini

BUON NATALE

❤️

L’ Autunno in un arcobaleno

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E Dio raccolse le corde colorate di un arcobaleno

e le fece fluttuare nell’ empireo più terso e sereno.

Scendevano giocherellando col vento,

e qualcuno le prese con quell’ intento.

I giganti verdi dalla grande chioma per primi

si presero ogni colore,

lieti di essere fautori del grande Pittore.

Ora sfoggiano quell’ ocra, giallo, arancione,

e l’uomo s’ incanta a così tanto splendore.

Quei caldi colori scaldano l’ anima mia

infreddolita e smorta,

tra madre Natura che mi abbraccia e

lenisce ogni dolore di sorta.

Cadendo le foglie si avvizziscono,

come da vita a morte,

gioia e dolore si mischiano, come vuole la sorte.

Altre vengono spazzate via dal vento

come i giorni nostri, come un fiume lento.

E di sera si fan rosse,

per un attimo la magia ritorna,

il mio cuore ha un sussulto di gioia.

E quell’ Artista dal Cielo osserva

chi è capace di vedere oltre un colore,

là si cela un’ anima bella, letizia infinita, brilla come una stella.

Spirito errante tra le genti rimane,

i ciechi non colgono quell’ anima singolare.

Essi ignorano senza pena alcuna,

chi non appartiene alla Terra

e nel Cielo s’ aduna.

BY GIUSY LORENZINI

L’ amore in uno scrigno

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Foto tratta dal web – “Tendo la mia mano come quel tempo lontano per cercare le vostre; per accarezzarle piano” .

SENZA MADRE E SENZA PADRE, CI SI SENTE FIGLIO DI NESSUNO.

UNA POESIA CI PUÒ AIUTARE IN QUESTI MOMENTI DURI…

L’ AMORE IN UNO SCRIGNO

Piccole gioie racchiuse nello scrigno del mio cuore,

nel segreto apro le vie dei ricordi

e voi mi attendete nella strada dell’amore.

Oh! Gli occhi miei, mai videro così tanto ardore!

Pietre preziose voi foste in vita,

gioia infinita tra le mie dita.

Ogni giorno apro lo scrigno per ricercare quei sogni di voi,

di quando in vita gridavate quell’ impulso al mondo intero,

ignara io non capivo, che di quel bene supremo,

non se ne può fare a meno.

richiudo lo scrigno e nel silenzio,

il ricordo di voi mi avvolge teneramente e un lieve sorriso,

s’ adombra sul mio viso.

E il tempo rimembra i vostri passi

che si avvicinano a me, come per incontrarci.

Tendo la mia mano come quel tempo lontano

per cercare le vostre; per accarezzarle piano.

Mi volto indietro colma di speranza,

vana, tanto resta di voi la mancanza.

Lo scrigno è chiuso, colmo di rimpianto,

aspetto l’ora in cui voi miei Amati,

asciugherete quel mio rivolo di pianto,

e quel cuore da tempo contrito, farà posto

d’ un colpo a quel lasso da me creduto smarrito.

By Giusy Lorenzini

DEDICATA ai miei genitori

e a tutte le mamme e i papà saliti in Cielo.

❤️

Ode ai fazzoletti bianchi

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Madri e nonne in Plaza de Mayo a reclamare i loro figli desaparecidos

Foto tratta dal web-madri- nonne che cercano i loro figli e nipoti a Plaza De Mayo. I desaparecidos furono all’incirca 30.000

Foto tratta dal web – Una manifestazione per non dimenticare i 30.000 desaparecidos

Foto to tratta dal web- Il sanguinario dittatore Jorge Rafael Videla

IN ARGENTINA SI INSTAURA UNA FEROCE DITTATURA

“Il controllo del Paese fu assunto da una triade di comandanti: il tenente generale Jorge Rafael Videla, l’ammiraglio Emilio Eduardo Massera e il generale di brigata Orlando Agosti. 
Un controllo che significava, tra le altre cose, lo smembramento dei partiti politici e del Parlamento, l’annullamento di tutte le attività politiche e sindacali, la presa in carica della Corte di Giustizia, la censura, l’abolizione della libertà di stampa e di espressione. 
La dittatura militare avviò il cosiddetto «Proceso de reorganización nacional» che prevedeva l’installazione di un sistema economico neoliberista e l’allontanamento della «minaccia comunista» con la tortura e la sparizione di tutti gli oppositori politici.
 Fu il maggior genocidio nella storia del Paese: 30 mila desaparecidos e 500 bambini rubati, secondo le madri di Plaza de Mayo, 7/8 mila morti ammazzati secondo lo stesso Videla, che già nel 1977 aveva dichiarato: «In ogni guerra ci sono persone che sopravvivono, altre che rimangono invalide, altre che muoiono e altre che spariscono. L’Argentina è in guerra e la sparizione di alcune persone è una conseguenza non desiderata di questa guerra». Il terrorismo di stato occupava già gli scranni e il piano di sterminio era cominciato. Fin dal giorno dopo. L’Argentina non sarebbe stata più la stessa.” Articolo tratto da questo link:

https://www.linkiesta.it/it/article/2013/03/17/cose-stata-davvero-la-dittatura-argentina-di-videla/12287

 

Foto tratta dal web- I voli della morte

I detenuti che venivano trasladados (“trasferiti”, termine usato dagli aguzzini per indicarne l’eliminazione definitiva), di norma erano raggruppati nel sottosuolo di un Centro di Detenzione Clandestino. Qui gli ufficiali comunicavano loro che sarebbero stati trasferiti ad un centro di detenzione situato nel Sud del paese, e che quindi sarebbero stati sottoposti ad una vaccinazione per evitare il diffondersi delle malattie durante il volo. In realtà, quest’ultima consisteva in un’iniezione di tiopental sodico, che aveva lo scopo di addormentare le vittime (ma non di ucciderle).

A questo punto i detenuti, vivi ma incoscienti, venivano spogliati, caricati su camion, trasportati al più vicino aeroporto militare e imbarcati sugli aerei. La maggior parte dei detenuti veniva lanciata ancora in stato di incoscienza, ma vi sono alcuni casi in cui qualche vittima si sia risvegliata e sia stata buttata a mare in stato cosciente. Come venne testimoniato da Scilingo nella citata intervista[4], tutti gli ufficiali, a turno, prendevano parte all’operazione, che durava all’incirca un’ora e MEZZA. Fonte Wikipedia

NESSUNA PIETÀ NEMMENO PER LE DONNE INCINTE: VENIVANO UCCISE E I LORO FIGLI  ADOTTATI DAI LORO ASSASSINI

Un altro fenomeno fu quello delle donne arrestate mentre si trovavano in stato interessante oppure rimaste incinte a seguito delle violenze subite nei centri di detenzione: molte donne partorirono mentre erano detenute, molte di esse furono uccise, e i loro figli illegalmente affidati in adozione a famiglie di militari o poliziotti. Dalla restaurazione della democrazia nel 1983, le istituzioni argentine si sono in parte adoperate per ritrovare questi bambini e restituirli alle loro famiglie. Le indagini fatte in questo senso sono state fondamentali per scoprire molte delle atrocità commesse dal regime militare. Inoltre, tali indagini consentirono la condanna di ex funzionari del regime che, per i reati strettamente politici, erano stati prosciolti o amnistiati sulla base del loro obbligo di obbedire agli ordini all’epoca dei fatti attraverso la cosiddetta legge della “obbedienza dovuta”. Fonte Wikipedia

 

Foto tratta dal web-Estela Carlotto-una delle nonne de Plaza de Mayo che ha ritrovato suo nipote dopo 36 anni

NON CAPIRÒ MAI IL PERCHÈ DEL MALE

Argentina, una terra meravigliosa, immensa… Pampas, Ande, Terra del fuoco, tango e cibo fantastico e..tanti, tanti italiani.Tenendo conto degli argentini di origine italiana, questi rappresentano il primo gruppo etnico del paese sudamericano con 20/25 milioni di persone; più del 50% della popolazione argentina riconosce una qualche discendenza da avi italiani. Una terra da sogno dunque per moltissime ragioni… un sogno infranto invece per tantissime persone, sia per via delle devastanti crisi economiche, sia per la feroce dittatura che si instauro’ tra il 1976 e il 1983. Leggendo la storia dei desaparecidos ho provato, e provo, tanto dolore, e non è solo per il fatto che ci possiamo considerare consanguinei… ma per la violenza a cui furono sottoposte migliaia di persone colpevoli solo di pensarla diversamente. Ero una adolescente quando avvenne il colpo di stato dei colonnelli in Argentina e non ricordo quasi nulla; è incredibile che il mondo chiuda gli occhi di fronte a queste vicende che si susseguono sistematicamente ora in una zona del nostro pianeta, ora in un’ altra; ora in un’ epoca, ora in un’ altra e quanto poco se ne parli. Il male, Il Grande Male continua perciò imperterrito a falciare vite umane; certamente c’è sempre stato, ma come stirpe umana abbiamo anche il compito-dovere di migliorarci! E invece no e non trovo una spiegazione logica a questa orribile cosa, ossia, non mi capacito del Male, quello feroce, gratuito, costruito a tavolino, programmato, senza rimpianti, con premeditazione. Non capisco i potenti di questo pianeta che si divertono ad infliggere tanto dolore alle proprie popolazioni; non comprendo il perché????? “Processo di riorganizzazione nazionale”, così si definì quel governo di dittatori argentini e questo mi fa pensare a qualcosa di orrendo come la pulizia etnica o ideologica. Ogni dittatura vuole la sua mattanza, vuole i suoi olocausti da offrire a qualche dio di morte. Penso che dietro a questi demoni, ci siano degli interessi di cui io non ho la piena facoltà di capire, forse strategie militari, forse sudditanze verso altri stati canaglia, altrimenti non si spiega neppure perché tutto il Sud America soffra e non riesca a svilupparsi. Il mondo è sporco, per colpa di esseri immondi che agiscono contronatura, contro ogni regola, contro ogni buon senso. Uccidere barbaramente esseri umani per governarli praticando genocidi di questo genere, anziché provvedere ai loro bisogni, rendendoli  felici e fecondi, è INNATURALE. Come vivono queste “persone” che adorano il Grande Male? Non sanno che moriranno anche loro? Non temono un giudizio di Dio, o da miscredenti, non temono il giudizio della storia?

DEDICATA A TUTTE LE DONNE DAI FAZZOLETTI BIANCHI.

DEDICATA A TUTTI I LORO FIGLI E NIPOTI, RITROVATI E NON…

E quei bianchi fazzoletti ondeggiando,

sussurravano la vostra storia;

non come resa, ma come vittoria.

E i vostri fiori gettati al vento

il suo alito ha raccolto ogni lamento,

per presentarli a quel Dio infinito

dove nulla rimane smarrito.

E quei virgulti nati e strappati

da chi della morte si faceva scudo,

ignari che il sangue è realtà che chiama

e chi lo ascolta la vita reclama.

Ode a voi fiere madri coraggio,

che con quella forza non ha vinto l’ oltraggio.

Gli amati congiunti vi ha tolto il Male,

ma l’ abiezione non ha vinto sullo sperare.

l’ amore vi ha reso i lieti infanti

e lo stesso sangue che scorre tra voi e loro,

è un dono immenso che vale più d’ ogni tesoro.

Che il tempo mai, abbia un pensiero ardito

tale da dimenticare quei desaparecidos.

By Giusy Lorenzini

UN ABBRACCIO FORTE, FORTE❤️

PS. Ho molte visualizzazioni dall’ Argentina, sarebbe un mio grande desiderio far giungere alle nonne de Plaza De Mayo questa mia poesia. A chiunque ne avesse facoltà, va tutta la mia gratitudine.

“non ti farai ne’ idoli né immagine alcuna”… II parte

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L’ IDOLATRIA, OLTRE AD ESSERE UN SEGNO UNIVERSALE DI IGNORANZA E SUPERSTIZIONE È IL PECCATO IN ASSOLUTO PIÙ GRAVE SECONDO LA BIBBIA

foto tratta dal Web- TEOFANIA DI YHAWEH: “IL ROVETO ARDEVA NEL FUOCO, MA QUEL ROVETO NON SI CONSUMAVA…”

Esodo 3,1-6

1 Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. 2 L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. 3 Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». 4 Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». 5 Riprese: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». 6 E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio

Foto tratta dal web- Teofania di Yhaweh:«Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube…” “

Esodo 19,9

Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube, perché il popolo senta quando io parlerò con te e credano sempre anche a te».
Mosè riferì al Signore le parole del popolo.

Foto tratta dal web TEOFANIA DI YHAWEH: “NON POTRAI VEDERE IL MIO VOLTO, PERCHÉ NESSUN UOMO PUÒ VEDERMI E RESTARE VIVO”.

MOSÈ DISSE A DIO: “MOSTRAMI LA TUA GLORIA!”

19 Rispose: «Farò passare davanti a te tutto il mio splendore e proclamerò il mio nome: Signore, davanti a te. Farò grazia a chi vorrò far grazia e avrò misericordia di chi vorrò aver misericordia». 20 Soggiunse: «Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo». 21 Aggiunse il Signore: «Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: 22 quando passerà la mia Gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano finché sarò passato. 23 Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non lo si può vedere».

E DISSE:

“IO SONO IL DIO DI TUO PADRE, IL DIO DI ABRAMO, IL DIO DI ISACCO, IL DIO DI GIACOBBE…”

YHAWEH SI MANIFESTA AL POPOLO D’ ISRAELE, PER DIFFONDERE NEL MONDO LA PRESENZA DI UN DIO UNICO E SIGNORE DELL’ UNIVERSO.

Rivelandosi nella storia il primo gesto di Dio è stata una scelta, una elezione, un invito rivolto a una determinata persona e gradatamente a tutto un popolo. È questo il primo gesto di Dio e la prima grazia fatta all’ uomo. Alla nostra sensibilità moderna può suonare male questa elezione di un uomo (Abramo) e di un popolo (gli ebrei) a preferenza di tutti gli altri, ma è un’ impressione sbagliata: la scelta non è di MERITO, ma bensì di un PROGETTO. La stessa Bibbia ha cura di correggere e di spiegare meglio attraverso secoli di storia, il disegno di Dio. Egli infatti entrando nel tempo svolge un ruolo da pedagogo educando piano piano Israele e, le teofanie, le leggi e le prescrizioni, servono proprio a far maturare un popolo ad un culto divino esclusivo, isolandolo dalle altre tribù politeiste in modo che gli israeliti non potevano più “contaminarsi” da culti idolatri. Così man mano che si procedeva nel tempo, Israele prendeva coscienza che il suo Dio era anche il Signore dell’universo e che tutto dipendeva da lui, che egli era l’ origine di tutto e che gli altri dei erano inutili statue, opera della mano dell’ uomo: solo Jhwh era il Dio vivente. Israele come “popolo di Dio” o “popolo dell’ alleanza” dovrà pertanto testimoniare in modo peculiare l’unicità e la sovranità di YHWH al mondo intero. In un mondo completamente politeista, Israele ha una vera e propria investitura e responsabilità; Dio attraverso questa alleanza ha voluto seguire la via della testimonianza: Israele, infatti, ha il compito di essere luce per gli altri popoli.

Nel libro del profeta Isaia leggiamo, ad esempio, che questa è la missione di Israele: “Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra” (49,6).

A PROPOSITO DELL’ IMPOSSIBILITÀ DI RAFFIGURARE YAHWEH…

MENS SUPER OMNIA

TRASCRIVO ALCUNE PARTI DI QUESTO ARTICOLO TRATTO DAL BLOG DI LUCA FONTANA CONDIVIDENDO OGNI SINGOLA PAROLA, ECCO IL LINK :https://wp.me/p2T7h8-P

“Le qualità divine sono l’onniscenza (conoscere tutto), l’onnipotenza (potere tutto), l’onnipresenza (essere contemporaneamente ovunque), l’infallibilità (non sbagliare mai, non commettere o contenere errori).

Secondo la stessa Bibbia:

Dio è Spirito ed è ovunque nell’Universo, anche dentro di noi.

– Non lo si può rappresentare o raffigurare in alcuna maniera.

– Inoltre non si possono attribuire le qualità divine a nessun altro.

Dio è l’unico essere onnisciente, onnipresente ed onnipotente: Dio e nessun altro all’infuori di Lui.”

“Le qualità divine sono l’onniscenza (conoscere tutto), l’onnipotenza (potere tutto), l’onnipresenza (essere contemporaneamente ovunque), l’infallibilità (non sbagliare mai, non commettere o contenere errori).

DIO È SPIRITO È OVUNQUE NELL’ UNIVERSO, ANCHE DENTRO DI NOI. NON LO SI PUÒ RAPPRESENTARE O RAFFIGURARE IN NESSUNA MANIERA

IN MY HUMBLE OPINION

GRANDE, GRANDE BENIGNI, IN QUESTO VIDEO ROBERTO ESPRIME IN UNA MANIERA ALTISSIMA TUTTO CIÒ CHE SI PUÒ DIRE DI DIO, PUR USANDO PAROLE UMANE. BENIGNI CI FA COMPRENDERE INOLTRE, L’ ASSURDITÀ E LA RIDUTTIVITA’ DI IMBRIGLIARE DIO ATTRAVERSO GLI STRETTI ALVEOLI DELLA NOSTRA MENTE E, ANCOR PIÙ, DI PENSARE DI RAFFIGURARE UN DIO A NOSTRA IMMAGINE, RIDUCENDONE LA SUA IMMENSA PORTATA E INEFFABILITA‘.

PAROLA DI DIO

« Poiché non vedeste alcuna figura, quando il Signore vi parlò sull’Oreb dal fuoco, state bene in guardia per la vostra vita, perché non vi corrompiate e non vi facciate l’immagine scolpita di qualche idolo » (Dt 4,15-16). È il Dio assolutamente trascendente che si è rivelato a Israele.

DOVE SCOMPARE DIO, L’ UOMO CADE NELLA SCHIAVITÙ DELL’ IDOLATRIA, È QUESTA LA RAGIONE PER CUI YHAWEH NELLA BIBBIA EBRAICA SI SCAGLIA CENTINAIA DI VOLTE CONTRO GLI IDOLI.

MORTO UN IDOLO, L’ UOMO STOLTO SE NE FA SEMPRE UN ALTRO

L’ IDOLO SI TRASFORMA CON IL TEMPO E PUÒ ASSUMERE QUALSIASI FORMA

Foto tratta dal web-nuovi idoli…

Foto tratta dal web-nuovi idoli

Nuovi dei da adorare…

Foto tratta dal web-un idolo potentissimo…

Foto tratta dal web- l’ idolo più pericoloso: credersi un dio

PAROLA DI DIO

« Poiché non vedeste alcuna figura, quando il Signore vi parlò sull’ Oreb dal fuoco, state bene in guardia per la vostra vita, perché non vi corrompiate e non vi facciate l’immagine scolpita di qualche idolo » (Dt 4,1

Non hanno intelligenza coloro che portano un loro legno scolpito e pregano un dio che non può salvare. ISAIA, 40, 20

Essi sono solo opera di uomini, non vedono, non odono, non parlano, non camminano. Chi li fabbrica e chi in essi confida diventa come loro, si disumanizza completamente.

PERCHÉ MI CHIAMATE SIGNORE, SIGNORE, È POI NON FATE CIÒ CHE DICO?

CACCIATE I MERCANTI DAL TEMPIO!

Marco 11,15-1 15 Andarono intanto a Gerusalemme. Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe 16 e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio. 17 Ed insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:

La mia casa sarà chiamata

casa di preghiera per tutte le genti?

Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!»

EFFETTI COLLATERALI: IL MERCIOMINO

foto tratta dal web- merciomino

foto tratta dal web-mercinomio di crocefissi… Aveva ragione Dio a vietare ogni uso di immagini…se i risultati sono questi!

Foto tratta dal web- crocefisso portachiavi–Quando un simbolo di redenzione diventa superstizione. Yhaweh nella Sua onniscenza ha vietato ogni forma di di idolatria.

Foto tratta dal web-statue di Madonne in vendita

Foto tratta dal web-taniche da asporto per acqua santa di Lourdes

Foto tratta d sa web-rosario elettronico, comodo oggetto per pregare senza sforzi e senza andare in chiesa

Foto tratta dal web-lecca – lecca papali con preghiera inclusa

Foto tratta dal web-padre pii di diverse misure e prezzi

Foto tratta dal web-“misericordina” medicina papale consistente in un rosario, ovviamente ad intero carico dell’assistito

Foto tratta dal web-vendita on – line di ostie deliziosamente confezionate e made in Italy…

Foto tratta dal web-tazza da caffelatte per una santa colazione…

Foto tratta dal web-statue s. Francesco–lui che chiamo’ “SIGNORA” la povertà, ha fatto arricchire tutta Assisi…

ED INFINE LE ULTIME “DUE PERLE” PER CHIUDERE IL COROLLARIO SUL VILIPENDIO A DIO…

Foto tratta dal web-vendesi fede a prezzo modico…

Foto tratta dal web- Pupazzo di Gesù con tanto di kit per la moltiplicazione dei pani e dei pesci

Foto tratta da web-creazione di Adamo, Michelangelo… “Non ti farai idoli né immagine alcuna” …

IO, L’ ARTE E DIO

AMO MOLTO L’ ARTE, E L’ ARTE È ARTE, C’È POCO DA DIRE!

Per quanto riguarda l’ arte SACRA invece, conosco perfettamente d’ infrangere un comando di Dio, perciò cerco di osservare le opere con un approccio diverso, ovvero, mi soffermo a pensare a ciò che l’ artista vuole trasmettermi attraverso quella creazione, non mi metto a pregare o a chiedere chissache’ ; piuttosto rimango incantata nel pensare alla genialità di quella persona che, con una tela e alcuni colori, si è fatto creatore di qualche cosa di bello e in questo senso sì, che ha imitato Dio! …Ma nelle qualità: genio, fantasia, estro, creatività…Nell’ arte io non vedo una sovraesposizione dell’ uomo su Dio, certamente però è una maturazione religiosa che può avvenire soltanto attraverso molte vie, tra cui il sapere e la consapevolezza. Vedere immagini di Dio in modo antropomorfo, ritengo sia stato invece deleterio per aiutare la fede, insomma, quel Dio vecchio e barbuto ha fatto più danni che altro; poiché ha precluso all’ uomo l’ apertura necessaria alla trascendenza, all’ invisibile, all’ onnipotenza, all’ onnipresenza. Quando vado in chiesa mi concentro molto sull’ altare verso il Tabernacolo, ossia, verso il punto focale dove il Dio invisibile si rende presente. Naturalmente non vado a porgere inchini, né a pregare davanti a nessuna statua, né in processione con quegli idoli traballanti, anzi, se fosse per me ne farei un bel falò di baldacchini, statue e quant’ altro. A casa ( come tutti), ho dei monili raffiguranti immagini sacre; ricordi di comunioni e di affetti familiari e qualche quadro appeso di riproduzioni di splendide madonne Botticelliane e crocifissi. Ovviamente non li considero oggetti di culto, però sta di fatto che non riesco a liberarmene e questa è una colpa che mi devo assumere. Nella Divina Commedia, Dante racconta la vita di due suore: Piccarda e Costanza che non riuscirono ad adempiere al loro voto di suore per colpa di altri. Nel racconto Dante ci fa capire che esistono due volontà nel nostro libero arbitrio: una volontà relativa e una assoluta. Nella volontà relativa, una minima colpa rientra anche nel soggetto che apparentemente pare innocente; nella volontà assoluta invece, il soggetto in questione fa di tutto per raggiungere la sua meta, anche a costo di sacrificare la propria vita. Ecco perché anche io ritengo di essere in colpa, seppur apparentemente sono nata in questo contesto storico e quindi innocente. Non ho messo in atto però, la mia volontà assoluta, gettando via tutti gli oggetti e i monili raffiguranti il sacro, come comanda Dio. Scrivendo di queste cose ho avvertito in me una nuova maturità e pur sentendomi profondamente cristiana, sento un grande distacco dalla chiesa Cattolica e un avvicinamento ad esempio, alla chiesa Valdese. Seppur non ci sono sedi dalle mie parti, mi sono informata ed ho scoperto che è una piccola comunità, lontana dagli sfarzi della chiesa Cattolica, dove la purezza del Vangelo è ancora viva e attuale. D’ altronde Cristo stesso disse a Pietro di fondare un chiesa… solo che “chiesa” tradotta dal greco significa “assemblea”, appunto, un’ assemblea di persone che dovevano riunirsi per pregare e diffondere la Sua Parola, non di certo un EDIFICIO TEMPORALE E STRUTTURALE, come è diventata la chiesa Cattolica, con tanto di banca e mercimonio.

LONTANO DA DIO C’È SOLO LA PERDIZIONE

Ieri sera c’è stata una puntata di Ulisse in cui ho rivissuto lo strazio della Shoah, concludo questo lungo articolo attraverso le immagini e il racconto racchiuso in questo video. Non credo che ci sia modo migliore, visto che YHAWEH si è mostrato al mondo per liberarci dal male e dalla morte e, lontano dalle Sue vie e dai Suoi comandi, L’ UOMO è capace di partorire shoah ogni giorno. LA RAGIONE UMANA DA SOLA PUÒ GENERARE MOSTRI, SOPRATTUTTO QUANDO SI ASSOPISCE (GOYA). Papa Woityla ad Auschwitz chiese a Dio il perché del suo silenzio. Credo in tutta franchezza invece, che si doveva domandare: “PERCHÉ NOI ABBIAMO TACIUTO?”

IL NAZISMO SI PROSTRO’ AD UN IDOLO DI MORTE

Ezechiele 23, 49 La vostra scelleratezza vi sarà fatta ricadere addosso, voi porterete la pena della vostra idolatria, e conoscerete che io sono DIO, il Signore >>.

BUONA MEDITAZIONE

CHE DIO CI PERDONI