TRASIMENIDE

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Nelle tue sponde è passata la storia,

tra Cartagine e Roma per chi ha poca memoria.

La grande battaglia vi vide perire,

prodi guerrieri,

prima di Cristo e del mondo a venire.

O Trasimenide, Il poverello d’ Assisi ti attraversò

e sull’ isola tua vi pose piede.

Un lazzaretto lo attendeva,

nato per amore e l’ amore diede.

Un convento di frati, assorti in preghiera,

ringraziarono Dio in quella maniera.

Nella tua isola c’era un castello,

come in una fiaba tanto era bello.

Crollato anch’esso dalle fragili mura,

da chi non dà seguito alla cultura.

E ancora storia dimenticata,

ma i ricordi non muoiono, se diletta, se amata!

Gli esuli ebrei salvasti una notte,

nelle tue acque tranquille

non trovarono morte.

Ti amo Trasimenide, mi vedesti fanciulla,

ma gli anni passano come un non nulla.

Tra le tue acque hai raccolto il mio pianto e il mio riso,

tacitamente, sei diventato mio amico.

Ora giaci esamine,

stremato e avvizzito;

ti vedo trattato come fossi un nemico.

Nessuno ricorda il tuo antico splendore,

nessun soccorso per te che hai dato l’ onore.

Ti sono accanto amico mio,

e grido il dolore,

perché qualcuno ascolti la rabbia e l’ ardore.

O Trasimenide resisti ancora, fallo per me, fallo ancora,

di giorno in giorno, di aurora in aurora.

Che l’ uomo si penti di tale sciagura,

e presti l’ opera utile, la cura.

L’ empio rimembri il suo passato glorioso,

e lo salvi dal male o non trovi riposo!

By Giusy Lorenzini❤️

I cambiamenti climatici, hanno portato una devastante siccità. Il lago Trasimeno necessita di grandi investimenti di denaro per essere bonificato; investimenti che purtroppo non vengono attuati. Il lago potrebbe diventare una palude come in Serengeti.

Tutto tace

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TUTTO TACE

Sento i passi miei passi sulla nuda terra,

il respiro riecheggiare…

solo il silenzio si fa verace,

mentre tutto il mondo… tace.

L’ anima mia vuota s’ apre

a spazi immensi, all’ Immane,

mentre tutto il mondo… tace.

Madre Natura ode l’ eco dell’ homo che m’ plora,

ma la sua Legge senza posa procede ché lora,

di far sbocciare ogni pianta,

di aurora in aurora.

Tutto s’ anima, la terra germoglia,

i pigolii sui nidi e l’ animale ha la doglia.

L’ usignolo innalza il suo canto,

un coro d’ alati s’ unisce e nasce l’ incanto.

Il glicine pigro ode quel suono,

e allunga i suoi tralci,

come braccia d’ uomo.

Il vento pone sull’ erba una lieve carezza,

e lei s’ inchina a quella dolcezza.

Solo l’ homo tace…

in balia della tempesta,

solo e ramingo si desta…

Il grande trono da lui costruito,

in un istante è andato smarrito.

E l’ homo tace…

soccorso chiede,

ma al Creato rispetto non diede.

Madre Natura fa quel che all’ homo appare magia,

i suoni, i colori, la frenesìa,

quel ché invece un miracolo che si rinnova;

con o senza l’ homo che attonito invoca,

lSupremo Essere,

che il male si porti via…

E così sia.

By Giusy Lorenzini

Colgo l’occasione per fare gli auguri di Buona Pasqua a tutti coloro che transiteranno nel mio blog. Estendo gli auguri anche “all’ homo” che nella tempesta si è smarrito, pensando di essere il padrone di questo pianeta, calpestando la Creazione e il Creatore. Ma un invisibile virus, ha messo alle strette l’ homo, che si è ritrovato vulnerabile e in balia dell’ imprevedibilità degli eventi.

Quando si moriva di Spagnola

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QUANDO SI MORIVA DI SPAGNOLA…

QUESTO È MIO NONNO: PAOLO LORENZINI

Mio padre mi raccontava che il nonno Paolo fu mandato nella guerra di Libia (1913-1921), dove ci stette per ben sei 6⃣ anni. In quel periodo scoppiò una pandemia: LA SPAGNOLA (1918-19). Mio nonno, tra i feriti di guerra e i malati di Spagnola, si rese conto che la sua fine sarebbe stata prossima. Una sera preso dallo sconforto, decise di ubriacarsi a più non posso e bevve un liquore che davano alle truppe per tirarsi su. Mio padre diceva che era un “anicino”, una specie di grappa con molti gradi. Bevve molto il nonno Paolo, così tanto, che si addormentò ubriaco fradicio. Quando il giorno seguente si svegliò dalla sbornia, attorno a sé c’ erano i suoi compagni di sventura tutti morti, ma lui no, Il nonno era vivo e vegeto! Riuscì a tornare in Italia. Non so se fu il caso o la sbornia, ma tornò.
By Giusy Lorenzini,
scrittrice per passione ❤️

PS. Sto riflettendo che appena cento anni fa, questi poveri contadini analfabeti venivano spediti in Africa, a combattere senza sapere né dove erano, né il perché. 6⃣ anni, un tempo lunghissimo e terribile, in mezzo alla guerra, la morte, la pandemia… E noi che ci lamentiamo del fatto che bisogna stare nelle nostre comode case e con la pancia piena, sul divano per il coronavirus! Non credo che la gioventù di oggi sopravviverebbe come mio nonno, sei anni in Libia. Sarà per questo che quando vedo questa gioventù viziata e rammollita, non provo pietà. Quelli come mio nonno erano veri uomini, forgiati dalla guerra, dalla fame, dalla fatica, eppure, non si lagnavano e di sicuro, non pensavano all’ apericena.

Basta un battito d’ ali per…

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“UN BATTITO D’ ALI DI UNA FARFALLA DEL MADAGASCAR, PUÒ SCATENARE UN URAGANO DALL’ ALTRA PARTE DEL MONDO”. NON CI CREDETE? PENSATE AL CORONA VIRUS!

BASTA UN BATTITO D’ ALI…

Siamo un tutt’ uno, bisogna tenerlo a mente, l’ essere umano è unico, ma anche interconnesso, ogni singola azione giusta o sbagliata ricade inevitabilmente sulla molteplicità. Credo che non ci sia momento più appropriato per spiegare IL PECCATO ORIGINALE, non so qualcuno lo ricorda? Un barlume di catechismo… Oh so bene, quanto sia astruso come argomento!
Beh, non la voglio fare troppo lunga, ma sta di fatto che la mitica storia di Adamo ed Eva, riproposta in chiave moderna e sintetica sarebbe che: per colpa di uno, il male ricade su tutti. La sintesi del peccato originale è questa, ma non è un fatto singolo, nella Bibbia, Dio insegna che ogni essere umano può diventare ADAMO ed Eva, ovvero, in ogni circostanza possiamo essere come loro, poiché ogni azione può avere ripercussioni infinite, sia nel bene che nel male. Questo ci dice DIO, L’ esempio della farfalla del Madagascar e del coronavirus, sono facilissimi per comprendere nel profondo il significato del peccato originale.
Il novello Adamo cinese che si è infettato con il pipistrello, compiendo un’ azione negativa ( non si può mangiare un animale preso dalla foresta), ha fatto sì, che un virus sconosciuto ha compiuto il passaggio da animale a uomo, danneggiando così l’ intera umanità.
“PER COLPA DI UNO, CONOSCERETE IL DOLORE E LA MORTE”. Questo dice Dio all’ uomo, non è una puerile vendetta per la manducazione di un frutto proibito, ma bensì un grande avvertimento, come un buon Padre darebbe ai suoi figli in ogni circostanza. Ci siamo troppo allontanati da Dio e i risultati si vedono.

Gli amori incompiuti

14 FEBBRAIO 2020 S. VALENTINO 

GLI AMORI INCOMPIUTI

Treni passati e mai presi in tempo,

amori perduti e mai giunti a compimento.

Spesso dettati dalla ragione,

ma non è uguale la legge del cuore.

Quel dolce rimpianto non trova riposo,

come spina punge; e il ricordo va ritroso.

Evanescente va e viene nella mente,

ma si fissa nel firmamento,

non muta,

è lì,

dove non muore il tempo.

Questo rimane di quei amori incompiuti,

muti e reclusi, mai festeggiati,

silenti e racchiusi, boccioli mai schiusi.

Gli amori mai giunti a compimento,

come fiammella ardono dentro,

e accarezzano l’anima, nel cedimento.

Quei sogni infranti che il fato ha negato,

non sbiadiscono con il tempo passato.

Prigionieri nei cuori sono immortali,

gl’ impulsi alle regole sfuggono… e rimangono tali.

BY Giusy Lorenzini,

scrittrice per passione ❤️

14 FEBBRAIO 2020 S. VALENTINO 

Oggi è la festa degli innamorati, ma con questa poesia ho voluto ricordare quei amori che in ogni dove, non si sono consumati. Questi amori perduti, sono a mio avviso, i più belli, poiché il tempo non logora attraverso la quotidianità, la bellezza di questo sentimento così nobile. Una poesia dunque, per quei momenti sbagliati, per quelle esitazioni, per colpa delle disgrazie, per le troppe timidezze, per dei malintesi, per vigliaccheria e per gli imprevisti che la vita ci pone davanti e di cui, non possiamo cambiarne il corso.

Un caro saluto a tutti, Giusy ❤️

PS: I commenti sono disabilitati e non capisco il motivo, qualcuno può aiutarmi? Grazie 

Non una, ma mille shoah….

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IL GIORNO DELLA MEMORIA E I GENOCIDI DIMENTICATI

È ASSOLUTAMENTE NECESSARIO, UN ALTRO GIORNO DA DEDICARE ALLE VITTIME DI TUTTE LE SHOAH DIMENTICATE NEL MONDO
Non siamo consapevoli fino in fondo di quante shoah si è macchiato l’uomo-Caino. È estremamente importante prendere coscienza di tutto ciò, sia per rendere un doveroso omaggio a queste vittime sconosciute ai più, sia per migliorarci come esseri umani. Nasciamo e moriamo sotto lo stesso cielo e c’è un grande bisogno di riscoprire l’ importanza di questa cosa. Se solo ci fermassimo a pensare che noi siamo il risultato di un infinito incrocio di peculiarità, di lingue, di pensieri, di emozioni, noi siamo il genere umano, una unica razza fatta di mille colori, nessuno è uguale perche nessuno è diverso. Questa unicità rende ancora più abominevole, questi obbrobri che si consumano, nonostante moltissime persone sentano come me, il dolore e il disprezzo per chi compie azioni così tanto meschine. Siamo la specie vivente con più neuroni su questo pianeta, non dobbiamo, non vogliamo, non possiamo, accettare più queste violenze.

A tutte le vittime della bestialità umana

che possiate avere la pace e l’ amore che vi sono state negate su questa terra, nell’ aldilà con il nostro – vostro Dio

By Giusy Lorenzini scrittrice per passione ❤️

Primo Levi racconta….

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IL MIO TRIBUTO PER IL GIORNO DELLA MEMORIA

Quest’ anno non ho voluto postare immagini forti, ma libri. Primo Levi è stato un sopravvissuto ai campi di sterminio e i suoi libri, sono il suo testamento spirituale che ogni essere umano dovrebbe leggere. “È accaduto e può accadere ancora”, diceva Primo Levi, pertanto un libro è una testimonianza concreta da tenere in casa bene in vista, in modo che rimanga sempre viva e presente. Primo Levi non riuscì a vincere i fantasmi di quell’ orribile passato e tornato a casa, dopo alcuni anni si suicidò. Il dono più grande per rendere omaggio alle vittime di questo genocidio, è mettere in atto contro forze che contrastino quel male assoluto e, la conoscenza dei fatti, è l’ arma più potente che abbiamo.

By Giusy Lorenzini, scrittrice per passione ❤

Natale non è niente

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NATALE TUTTO SBAGLIATO

Quest’anno mi voglio fare
un albero di Natale
di tipo speciale,
ma bello veramente
Non lo farò in tinello,
lo farò nella mente,
con cento mila rami
e un miliardo di lampadine, e tutti i doni
che non stanno nelle vetrine.
Un raggio di sole per il passero che trema,
un ciuffo di viole per il prato gelato,
un aumento di pensione per il vecchio pensionato.
E poi giochi,
giocattoli,
balocchi
quanti ne puoi contare a spalancare gli occhi
un milione, centomila di bellissimi doni
per quei bambini che non ebbero mai un regalo di Natale
e per loro ogni giorno
all’altro è uguale
e non è mai festa.
Perché se un bimbo resta senza niente,
anche uno solo, piccolo, che piangere non si sente,
Natale è tutto sbagliato”

Gianni Rodari

Un Natale sbagliato, se non si può fare uscire i bambini dalla miseria

Un Natale sbagliato se i bambini sono vittime della guerra

Un Natale sbagliato, dove ci sono disuguaglianze abissali tra gli umani

Un Natale sbagliato, se ci sono bambini che non hanno di che mangiare

“per quei bambini che non ebbero mai un regalo di Natale,

e per loro ogni giorno all’altro è uguale”

Il NATALE SBAGLIATO

Nacque in una stalla e fu deposto in una mangiatoia quel bimbo che festeggiamo oggi con tanta enfasi! Dunque il Salvatore se non erro nacque povero, cosa è rimasto del senso del Natale oggi? Siamo vicini agli ultimi? Facciamo pressioni affinché questo mondo sbagliato migliori? Cosa facciamo di concreto ciascuno di noi? Sono queste le domande che dobbiamo porci di fronte a questa festa. Ovviamente ciascuno di noi può fare poco da solo, ma collettivamente abbiamo tutti delle responsabilità di fronte a questo bambino. Il piccolo Gesù oggi e da sempre, ci mostra da che parte stare, venendo alla luce in una stalla, in mezzo ai pastori e alla povera gente, lontano dagli agi e le ricchezze. Il Natale è sbagliato, perché in duemila anni non abbiamo saputo, come razza umana, colmare questo abisso, questo yato di disuguaglianze.

“per quei bambini che non ebbero mai un regalo di Natale,

e per loro ogni giorno all’altro è uguale”

In questa frase c’è tutto

By Giusy Lorenzini,

scrittrice per passione ❤️

PS: mi scuso per i commenti disabilitati, non capisco la ragione e non so se c’è un modo per renderli di nuovo attivi. Chi sa come fare, mi faccia sapere, grazie

Qualcosa di me, resterà in voi… storia di Cody

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ASPETTANDO IL NATALE…UNA GRANDE STORIA D’ AMORE

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2825034707518185&id=169992733022409&sfnsn=scwspmo&extid=OneJoju2OPo59yHa&d=n&vh=e

E SONO PAGINE DI VANGELO

Sono rimasta molto colpita dalla storia di Cody. Non conosco la sua fede religiosa, sta di fatto però, che chiunque doni se stesso attua il Vangelo in toto. Non c’è amore più grande: “ama il prossimo tuo come te stesso”, è l’ apice dell’ amore cristiano chiamato Agape, ossia, l’ amore gratuito senza tornaconto. La storia di Cody mi ha commossa, ed è per questo che ho deciso di pubblicare il suo racconto, poiché tutti noi abbiamo bisogno di avvicinarci al bene supremo che è ben lontano oggigiorno, dove stravince invece l’ egoismo più bieco e subdolo. Sono gli uomini come Cody che ci fanno strada, il suo gesto d’ amore illumina anche il buio più pesto, come un faro ci guida, ed è un richiamo per tutti gli uomini di buona volontà.

TI SALUTO CODY COME UN EROE,

DALL’ ALTO DEI CIELI

PREGA PER NOI

By Giusy Lorenzini,

scrittrice per passione ❤️

Come in Cielo, così in Terra…

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COME IN CIELO… COSÌ IN TERRA

Bello questo richiamo al “Padre nostro”, sublimato da questo scatto di Antonio Sabino, un amico che ho nella mia pagina Facebook. C’è una luce che irradia questa foto e la rende a mio avviso, “metafisica”. Questo bagliore dall’ alto si riflette nelle acque immobili del lago Trasimeno, creando così un’ unione tra cielo e terra… Una preghiera in una foto insomma, un’ ispirazione che ha centrato in pieno il bersaglio, tanto sul fotografo che in me. La Natura, in chi possiede la capacità di guardare oltre, può essere un canale per arrivare a quel Dio infinito che si manifesta in ogni cosa “bella, pura e buona”. Anche S. Agostino affermava questo concetto: “le piccole bellezze” del mondo sono segni della “grande bellezza” di Dio. Ben lontano dal pensiero di Spinoza che sosteneva invece, “Dio è la Natura”. E allora, venga il Tuo regno e sia fatta la Tua volontà, COME IN CIELO E COSÌ IN TERRA…visto il male che c’è tra gli uomini, è un’ invocazione che merita attenzione da parte noi terrestri!

By Giusy Lorenzini

scrittrice per passione ❤️