A proposito di Dio, fino a Pasqua e dintorni… 3

“La religione del futuro, sarà una religione cosmica. Trascenderà il Dio personale e lascerà da parte dogmi e teologia. Abbracciando insieme il naturale e lo spirituale, dovrà essere fondata su un senso religioso che nasce dall’esperienza di tutte le cose, naturali e spirituali come facenti parte di un’unità intelligente”. Albert Einstein

ALBERT EINSTEIN AVEVA RAGIONE SUI BUCHI NERI… E ALLORA PERCHÉ NON DOVREBBE AVER RAGIONE ANCHE SU DIO?

“Nelle leggi della natura si rivela una ragione così superiore che tutta la razionalità del pensiero e degli ordinamenti umani è al confronto un riflesso assolutamente insignificante. Qual è il senso della nostra esistenza, qual è il significato dell’esistenza di tutti gli esseri viventi in generale? Il saper rispondere a una siffatta domanda significa avere sentimenti religiosi. Voi direte: ma ha dunque un senso porre questa domanda. Io vi rispondo: chiunque crede che la sua propria vita e quella dei SUOI simili sia priva di significato è non soltanto infelice, ma appena capace di vivere”.

(Albert Einstein, Religione e scienza, 1930)

È notizia di questi giovani che la teoria della relatività di Albert Einstein è confermata dalle prime fotografie dei famosi “buchi neri”.

Sarebbe bellissimo una religione che superi dogmi e ogni contrapposizione umana per abbracciare un unico Dio dispensatore di ogni bene e benedizione.

BUONA PASQUA

Giusy 🌹

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A proposito di Dio, fino a Pasqua e dintorni…2

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A PROPOSITO DI DIO…

“Che quella faccenda complicata e complessa che è una cellula sia nata spontaneamente e per caso sulla Terra ha la stessa probabilità che un tornado, passando su un deposito di rottami, ne tiri fuori un Boeing 747 perfettamente funzionante.“

— Fred Hoyle, dall’intervista Hoyle on Evolution, Nature, Vol. 294, 12 novembre 1981, p. 105; citato in Fred Hoyle l’uomo che inventò il big bang, la Repubblica, 23 agosto 2001, p. 37

Sir Fred Hoyle è stato un fisico, matematico, astronomo e scrittore britannico, noto al grande pubblico soprattutto per le sue argomentazioni non convenzionali e per svariate teorie non ortodosse entro la comunità scientifica. I suoi numerosi contributi scientifici vanno dalla spiegazione della genesi degli elementi “pesanti” a quella della frammentazione del gas in stelle, ma egli è noto soprattutto come sostenitore della teoria cosmologica dello stato stazionario e dell’ipotesi della Panspermia.

Come dargli torto? Nella foto una cellula umana del fegato… un capolavoro!!!!!

A proposito di Dio, fino a Pasqua e dintorni…1

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“Non riesco a capire come la natura avrebbe potuto crearsi da sé. Nessuno scienziato serio oserebbe affermare di avere a portata di mano una spiegazione naturalistica dell’origine della vita. Solo una forza al di fuori del tempo e dello spazio avrebbe potuto fare una cosa simile. Il Big Bang domanda a gran voce una spiegazione divina.

Francis Collins, da Il linguaggio di Dio, Sperling & Kupfer, 2007, p. 63

Francis Collins è un genetista statunitense che ha guidato il team di ricercatori che ha decifrato il genoma umano.

Il genoma umano è il set completo della sequenza di nucleotidi dell’Homo sapiens, che comprende il DNA nucleare e il DNA mitocondriale. Ha un corredo approssimativamente di 3,2 miliardi di paia di basi di DNA contenenti all’incirca 20 000 geni.

Aspettando la Pasqua????

Nel corso degli anni l’ interesse per il sacro è andato via via scemando, fino a diventare una cosa appartenente al passato. La Pasqua è una maniera per allungare il weekend e per fare delle belle gite e mangiate. Certamente non per tutti sarà così, ma insomma, bisogna proprio essere ciechi per non vedere il disinteresse che impera verso il risorto. La Chiesa con i suoi scandali ha dato il colpo di grazia e il popolo non perdona più come in passato e rigetta in toto tutto quanto. Un’ altra cosa che mi viene in mente è che con il benessere, viene meno il bisogno di Dio; poiché i beni materiali, soddisfano l’ uomo a tal punto, da non desiderare altro. Ho pensato di pubblicare brevi post che richiamino il lettore a pensare al Grande Dimenticato in una maniera consona ad un’ umanità entrata nel terzo millennio; il catechismo come viene propinato dalla Chiesa, appare vecchio e obsoleto, accanto ad una società che viaggia velocemente tra la tecnologia e con lo sguardo rivolto verso il futuro. Ho pubblicato queste cose anche su Facebook e ho visto il totale disinteresse, perciò tra le mie esperienze personali e tra la ciò che ho visto su Facebook, credo che dopo la mia generazione, che già è molto fiaccata, ci sarà un tonfo sonoro per la Chiesa e questo non mi dispiacerebbe affatto. Quello invece che mi addolora, è questa assenza di Dio nel cuore degli uomini; ma forse deve essere così, chi lo sa! Forse da quel “tonfo” ineluttabile (a mio avviso), può rinascere il credo nel vero e unico Dio, in una maniera universale, pura e uguale per tutti gli uomini di questa Terra, in fondo le Scritture rivelano questo.

Il risveglio di madame Primavera

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Sandro Botticelli – Primavera – Galleria Uffizi-Firenze

IL RISVEGLIO DI MADAME PRIMAVERA

Madame Primavera fa il suo primo sbadiglio,

e dalla sua bocca odorosa sboccia il primo giglio.

Dal lungo Inverno a fatica si desta,

un raggio di sole le bacia la testa.

E d’ un tratto capisce ché l’ora,

di far sbocciare ogni pianta,

di aurora in aurora.

Una tavolozza di colori la Natura regala,

e ogni sfumatura, madame, attenta prepara.

L’ usignolo innalza il suo canto,

un coro d’ alati s’ unisce e nasce l’ incanto.

Il glicine pigro ode quel suono,

e allunga i suoi tralci,

come braccia d’ uomo.

Il vento pone sull’ erba una lieve carezza,

e lei s’ inchina, a quella dolce brezza.

Uno schiamazzío d’ un colpo s’ ode,

l’ Inverno è finito e ogni vita gode.

L’ aria tersa e tiepida appare,

echi di bimbi a giocherellare.

Tutto s’ anima e sboccia, la terra germoglia,

i pigolii sui nidi e l’animale ha la doglia.

Madame Primavera osserva quel che pare magia,

i suoni, i colori, la frenesìa,

quel ché invece un miracolo che si rinnova;

e così sia.

By Giusy Lorenzini

Nessun padre all’ infuori di te…

Ti ricordi caro babbo, quando facevi il maggiordomo a Firenze? Ti ricordi quando spolveravi il soggiorno ed io piccola, piccola, ti chiedevo se mi potevi leggere una favola? “Stasera amore te la leggerò, quando i signori usciranno”. Ed io aspettavo con ansia quel momento in cui, tu mi facevi cenno ed io correvo verso te. Ricordo che prendevi un libro di favole da quella grossa libreria e poi ti sedevi stanco. Io appoggiavo la mia testolina sopra le tue ginocchia e allungavo le mie gambe sopra quel divano. Ricordo che iniziavi il racconto nel più classico dei modi: “C’era una volta…” ed io felice sgranavo i miei occhi già assonnati per l’ ora tarda, ma desiderosi di ascoltare quella favola… Ricordo, che in certi momenti mi perdevo… perché il sonno aveva il sopravvento su di me, ma appena ti fermavi io ti dicevo: “Allora, allora, babbo! “. E tu ricominciavi finché io cadevo addormentata…Cosa potrei dirti caro babbo mio, se non che, non avrei voluto nessun altro padre all’ infuori di te.

Tua figlia, Giusy ❤️

Una sinfonia ci può portare in alto…

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Che bello ascoltare qualcosa che procura gioia! La musica ha un effetto travolgente sul nostro cuore e sul nostro cervello, un tonico direi. Vedere questi musicisti tutti in tiro, che suonano contemporaneamente con forza e dolcezza, opere che il mondo ci invidia, non è fantastico? C’è urgenza di abituare le persone ad apprezzare il bello, perché il mondo è troppo infarcito di violenza e di amoralita’… Pensate alla musica demenziale di Sfera Ebbasta, c’è un evidente trascinamento dello Spirito umano verso il BASSO, all’ opposto, questa musica che è sinonimo di perfezione e armonia, innalza il nostro “IO” verso l’ ALTO. SÌ, ne sono convinta, come sono convinta che solo LA BELLEZZA PUÒ SALVARE IL MONDO…

Shoah!

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Shoah! Ieri e oggi: ancora recinzioni per impedire la fuga…

Shoah! Ieri e oggi ancora filo spinato…. in Ungheria il Premier Orban ha fatto costruire 175km di reti con filo spinato per impedire di oltrepassare il confine a decine di migliaia di migranti e profughi diretti verso lo spazio Ue: kosovari, ma soprattutto (al 70%) siriani, afghani, iracheni in fuga da guerra e violenze.

Shoah! Ieri e oggi ancora recinzioni per impedire la libertà di non morire

Shoah! Reti e ancora reti con filo spinato per impedire la fuga dalle guerre, fame e disperazione….

Shoah!Le stragi di civili in Nigeria da parte di Boko Haram, nel silenzio colpevole dei massa media…

Centri di detenzione per migranti Libici – Il governo italiano ha preso accordi con il governo libico per fermare l’emigrazione di massa. Uno stato civile può prendere accordi con carnefici di questo genere?! Ecco perché per questi disperati è meglio morire sui barconi che tornare in Libia

Centri di detenzione in Libia, tra stupri, torture e prigionia… sono questi i motivi per cui i respingimenti in mare, per ricondurre poi queste persone in Libia, fa di noi degli uomini macchiati di sangue innocente

Cade la neve cade…

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Cade la neve cade,

manna che scende per far bella la Terra,

benedizione dal Cielo,

palto’ per le nostre miserie, veto contro la guerra.

Cristalli di ghiaccio la Natura regala

con trine preziose il suo manto prepara.

Cade la neve cade di bianco vestita,

come una sposa candida che infatua e attrae,

per la purezza che emana è cosa speciale.

Cade la neve cade, sul bene e sul male,

sui corpi inermi, sui tuoi passi assenti,

sul silenzio del mare.

Cade la neve cade, sugli amori sbocciati

e su quelli che mai giungeranno a compimento;

cade la neve cade, sui gridolii dei bimbi e su ogni lamento.

Ora tutto s’ arresta e tace, la quiete nei cuori cala,

illusorio sogno o realtà verace?

solo i vate sanno,

ma ai più rimane ignara.

Giusy Lorenzini❤️

Il Natale è nelle piccole cose

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C’ ERA UNA VOLTA…

Ginepro-l’ albero di Natale di quando ero io bambina

Torciglioni- dolci tipici del mio paese

Foto personale- io da bambina

C’ERA UNA VOLTA…

Il mio Natale di bimba era molto lontano dalle luci sfavillanti di oggi; era semplice il mio Natale, soldi non ce n’erano e perciò si comperava solo il necessario. La parola “superfluo” era bandita e non esisteva nel vocabolario di casa, cosicché, i regali erano molto prevedibili: scarpine nuove, calzettoni, un vestitino cucito da mamma; di giocattoli ne ho avuti ben pochi, perché cadevano sotto la voce “superfluo”. Non ho memoria se provavo dispiacere; credo che le cose manchino molto di più se le vedi agli altri, ma in quel periodo storico eravamo in molti a possedere solo lo stretto necessario e allora, non eravamo invidiosi. Pensandoci bene però, non gioivo per gli oggetti che trovavo sotto l’ albero, ma la scusa era efficace: Gesù bambino era nato in una stalla e perciò era POVERO, per cui i regali costosi non se li poteva permettere. Ai miei tempi si credeva che fosse Gesù bambino a portare i doni, Babbo Natale subentro’ in seguito, quando il benessere cominciò ad affacciarsi nelle case degli italiani; infatti è una tradizione dei paesi nordici di cui noi figli del dopoguerra, non avevano neppure la più minima conoscenza. Le strade sotto il periodo natalizio non avevano addobbi, ma anche in questo caso, senza non averli mai visti, non avvertivo la mancanza. Le vie invece erano piene di bambini che giocavano e di gente che camminava a piedi, poche macchine; niente centri commerciali, zero corse per gli acquisti. Mio padre in prossimità del Natale andava nel bosco a tagliare un alberello da addobbare: un ginepro (ora specie protetta), l’ abete non era usuale negli anni 60-70. L’ addobbo era un’ operazione esclusiva di mamma per una semplice ragione: le palline erano tutte di vetro colorato e mamma le maneggiava come fosse stato il Santo Graal, tanto era la paura di romperle e soprattutto, di doverle ricomprare! I preparativi per il pranzo erano semplici e sobri; non come ora che in certe case s’ incomincia a cucinare a Novembre congelando il cibo “per avvantaggiarsi”, tanto deve essere pantagruelico. Un dolce però in casa nostra a Natale non poteva mancare: il Torciglione. Questo dolce è una specialità del mio paese, si tratta di un serpente fatto di mandorle e zucchero con delle decorazioni sopra: una prelibatezza! In casa nostra questo dolce era fatto a “km 0”, in quanto (sempre per la solita scarsità di denaro), mio padre andava in cerca di mandorli e pini d’ estate, per raccogliere i desiderati frutti: la materia prima insomma! Poi con un martello iniziava schiacciarli, uno ad uno! Ogni tanto dava una martellata su un dito e allora imprecava per le tribolazioni, ma alla fine la base per il dolce era pronta! Con le mandorle e i pinoli ottenuti da Madre Natura (e da mio padre), si procedeva alla preparazione del serpentone. Mi ricordo che mamma impastava a mano le mandorle macinate con lo zucchero e gli albumi montati a neve, ed io rubacchiavo qualche pezzettino di quel delizioso impasto, mio padre invece, si adoperava nel confezionamento del dolce decorandolo con i pinoli e le praline; mi fa ancora sorridere questa immagine che ho di lui in quella veste di sottocuoco! Il giorno di Natale andavamo a messa, mamma mi faceva indossare in testa un fazzolettino a fiorellini, perché le donne dovevano avere il capo coperto come la Madonna! In chiesa mi teneva stretta vicino a sé, perché in quei anni i bambini dovevano stare buoni e zitti e non come ora che fanno un casino senza un minimo di rimprovero da parte dei genitori. Mi ricordo che anche io mi annoiavo, ma un’ occhiataccia di mia madre bastava per bloccarmi; neanche indietro potevo girarmi, perché mamma mi diceva che era maleducazione e non si potevano girare le spalle al Signore. Con il passare degli anni cominciarono a migliorare le condizioni economiche e anche gli inviti per il pranzo di Natale iniziarono ad espandersi. Iniziò così l’era consumistica con tanto di banchetti sempre più abbondanti, non bastavano più i cibi semplici di prima, ora occorrevano antipasti di vario genere, due primi, due secondi, neanche il torciglione soddisfaceva più, bisognava aggiungere altri dolci. Mi ricordo che mamma non era più contenta come prima quando si avvicinavano le feste; quella mole di lavoro era troppo per lei, ritrovarsi con una quindicina di persone a tavola, significava ore ed ore da passare in cucina. Fu così che mamma iniziò a saltare la messa di Natale, per far trovare tutto pronto per quando arrivavano gli invitati e come se non bastasse, il pomeriggio lo passava a lavare i piatti e a riordinare la casa. Perse il sorriso mia madre e s’ insinuo’ in lei il disamore per questa ricorrenza, ridotta solo ad una grande abbuffata. Il benessere e il consumismo avevano fatto così la sua prima vittima. Mamma se n’è andata da questo mondo venti anni fa e anche io come lei, non amo più questa festa da molto tempo. Le corse per gli acquisti, le mangiate, aggiungono solo che stanchezza, perché sono beni materiali fugaci, che non riempono il vuoto d’ amore che spesso e volentieri si trova nei nostri cuori. Prima mamma e poi io, con il tempo siamo arrivate alla stessa conclusione: il VERO Natale, sta nelle piccole cose.

Giusy Lorenzini

BUON NATALE

❤️

L’ Autunno in un arcobaleno

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E Dio raccolse le corde colorate di un arcobaleno

e le fece fluttuare nell’ empireo più terso e sereno.

Scendevano giocherellando col vento,

e qualcuno le prese con quell’ intento.

I giganti verdi dalla grande chioma per primi

si presero ogni colore,

lieti di essere fautori del grande Pittore.

Ora sfoggiano quell’ ocra, giallo, arancione,

e l’uomo s’ incanta a così tanto splendore.

Quei caldi colori scaldano l’ anima mia

infreddolita e smorta,

tra madre Natura che mi abbraccia e

lenisce ogni dolore di sorta.

Cadendo le foglie si avvizziscono,

come da vita a morte,

gioia e dolore si mischiano, come vuole la sorte.

Altre vengono spazzate via dal vento

come i giorni nostri, come un fiume lento.

E di sera si fan rosse,

per un attimo la magia ritorna,

il mio cuore ha un sussulto di gioia.

E quell’ Artista dal Cielo osserva

chi è capace di vedere oltre un colore,

là si cela un’ anima bella, letizia infinita, brilla come una stella.

Spirito errante tra le genti rimane,

i ciechi non colgono quell’ anima singolare.

Essi ignorano senza pena alcuna,

chi non appartiene alla Terra

e nel Cielo s’ aduna.

BY GIUSY LORENZINI