8 Dicembre, festa dell’Immacolata concezione, ma che significa? 

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La Vergine delle rocce- Leonardo da Vinci-1483-1486-Museo del Louvre, Parigi

La Vergine delle rocce

La Vergine delle rocce era stata commissionata a Leonardo, dalla Confraternita dell’Immacolata. Questa, dopo che la tavola fu completata, non acconsentì a una maggior richiesta di denaro da parte di Leonardo e inoltre non concordava molto sull’iconografia. Pertanto iniziarono diatribe a non finire tra i fratelli dell’Immacolata e Leonardo …La tavola venne venduta; che bei esempi fraterni e scambi commerciali anche in quei tempi!

La Vergine delle rocce, racchiude molti simbolismi

La scena si svolge in un umido paesaggio roccioso, cui dominano fiori e piante acquatiche e da lontano s’ intravede un corso d’acqua. La predominante presenza dell’acqua e’ correlata con la presenza di Cristo sulla terra, sorgente e bevanda purificatrice dell’anima. La caverna, per alcuni esperti, sarebbe la rappresentazione dell’utero materno, il luogo della rinascita ed il passaggio nell’aldilà. Al centro Maria allunga la mano destra a proteggere il piccolo san Giovanni in preghiera, inginocchiato e rivolto verso Gesù Bambino, che si trova più in basso, a destra, in atto di benedirlo. Una benedizione non a caso, in quanto egli, divenne in seguito, il messaggero della Redenzione. Dietro Gesù, si trova un angelo, con un vaporoso mantello rosso, che guarda direttamente verso lo spettatore con un lieve sorriso, con la mano destra indica il Battista. Leonardo con questo dettaglio, rimarca conforza, l’importanza  di S. Giovanni nella storia della Salvezza. Le dita di Gesù bambino sono rivolte verso l’alto, indicano la dimensione superiore ed ultraterrena,  alla quale Gesù è predestinato.

L’ IMMACOLATA CONCEZIONE NON È  LA VERGINITÀ DI MARIA

Oggi è il giorno dell’Immacolata, anzi, diciamola tutta, è il ponte dellImmacolata, insomma, 4 o 5 giorni di vacanze…Ben poca gente oramai si domanda qual’ è il significato di questa festività cristiana, tutt’ al più si dice genericamente: “È  la festa della Madonna!”. NO, È LA FESTA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE. L’ Immacolata Concezione è bene specificarlo, non ha niente a che vedere con la verginità di Maria (anche se credo che nel comune immaginario collettivo si pensi a quello). L’immacolata concezione si riferisce invece, allassenza di peccato originale nella futura madre di Cristo.

NELLA BIBBIA ALCUNI VERSETTI INDICANO QUESTA “DIVERSITA”

Antico testamento, libro dei Proverbi:

« Tutta bella tu sei, amica mia,
in te nessuna macchia » (Cantico 4,7)

Nel Nuovo Testamento il passo principale che la tradizione cattolica ritiene importante per l’Immacolata Concezione, è il saluto rivolto dall’arcangelo Gabriele a Maria, in quanto una “grazia piena” è indice di una totale perfezione, senza alcuna macchia, in grazia totale con Dio. Era una necessità questa purezza, poiché in questa creatura umana doveva incarnarsi Colui che è  perfezione assoluta.

« Rallegrati, piena di grazia » (Luca 1,28)

Papa Pio IX nel 1854, proclamò  l’Immacolata concezione come dogma.

Caro diario, dopo molte battaglie referendarie, oggi non potevo evitare questa spiegazione che, a parer mio, è  doverosa. Mi sono accorta che di questa festivita’ in pochi ne sanno qualcosa e così, ho pensato di rinfrescare un po’ la memoria per chi ne avesse bisogno. Come ben sapete nel mio blog, lascio libertà di pensiero e ognuno tragga le conclusioni che vuole, io non sono il portavoce della Chiesa. Leggo, m’informo, scrivo.

Un abbraccio a tutti,

Giusy

Ciao bella, ciao!

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Questa mattina mi son svegliata…

 https://youtu.be/4CI3lhyNKfo

QUESTA MATTINA, MI SON SVEGLIATA, O BELLA CIAO, BELLA CIAO, BELLA CIAO, CIAO, CIAO, CIAO…
È vai! La nostra sacra Costituzione repubblicana è salva! Spero sia un segnale di rinascita per questo paese in ginocchio ed un MONITO, per chiunque si accingera’ a governare l’Italia, che i valori inalienabili della Sacra Carta, SONO NOSTRI e che VANNO APPLICATI, perché essi garantiscono LIBERTÀ, EQUITÀ, SOLIDARIETA’, GIUSTIZIA, LAVORO, ISTRUZIONE, SALUTE. Questo è il desiderio di tutti noi.
Dedico questa vittoria in primis, A MIO PADRE, che nelle nostre chiacchierate giornaliere e nelle mie lunghe ore in ospedale, mi raccontava la storia del suo passato fatto di stenti, di fame e povertà. Lui, senza saperlo, è stato il mio più grande libro di storia. Il mio caro babbo, mi raccontava ogni minuzioso dettaglio con il preciso inconscio intento, di tramandare come nacque questa Carta Costituzionale e il prezzo che fu pagato dai nostri fratelli italiani di quel tempo, per ottenerla. Contento babbo in Cielo? Visto? Mi sono ricordata di tutto! La memoria è una fiamma che va tenuta costantemente viva e ardente, se ciò fosse stato fatto appieno, non ci sarebbe stato nessun referendum per riconfermare, ciò che i nostri padri costituenti avevano già sapientemente scritto. Le responsabilità sono numerose: il servizio pubblico televisivo, gli organi di stampa, la politica, la scuola e le famiglie. Adesso, non so cosa potrà accadere, quello che mi sento di dire è che siamo tutti stufi di gentaglia che si approria del NOSTRO PARLAMENTO per fare i cavoli propri. Vogliamo gente onesta, competente, che ami il popolo italiano, che curi i nostri interessi con onore e spirito di servizio. Ho chiesto troppo? No.

  Un saluto e un abbraccio ai tanti comitati per il “NO” che si sono attivati; in particolare modo quello di Rolando Renzi. FACEBOOK è stata la nostra “RADIO LONDRA”! Il mio impegno è finito, mentre lottavo insieme con queste persone per salvare la nostra Costituzione, altre parole, oltre a quelle di mio padre, riecheggiavano nella mia mente:

“MEDITATE CHE QUESTO È STATO:

VI COMANDO QUESTE PAROLE.

SCOLPITELE NEL VOSTRO CUORE”

PRIMO LEVI

A tutti, BUONA VITA! Giusy ❤

W la nostra Costituzione repubblicana! 


In hoc signo vinces (con questo segno vincerai)…vota NO!

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REFERENDUM COSTITUZIONALE 4 DICEMBRE 2016

ULTIMO APPELLO

-Tutte  le immagini sono tratte dal Web-

Sono tre gli originali della Costituzione italiana:
Uno è conservato presso l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica,
Uno presso presso l’Archivio storico della Camera dei deputati
Uno presso l’Archivio centrale dello Stato

 ECCO I GENI CHE VORREBBERO CAMBIARE LA NOSTRA COSTITUZIONE…

“MATTEO RENZI, NUOVO PADRE COSTITUENTE” 

Le parole contenute in questa parodia, sono di una drammaticità pazzesca, in quanto sono sovrapponibili al piano EVERSIVO della P2 di LICIO GELLI

ED ECCOLO QUA, UN ALTRO  “BEL PADRE COSTITUENTE”: DENIS VERDINI

“P3 -PM CHIEDE 4 ANNI PER IL PLURIMPUTATO DENIS VERDINI”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/11/p3-pm-chiede-4-anni-per-il-plurimputato-denis-verdini-nove-anni-e-sei-mesi-per-flavio-carboni/3185503/

DULCIS IN FUNDO…MARIA ELENA BOSCHI, NOSTRA “MADRE COSTITUENTE” FIGLIA DI PIER LUIGI BOSCHI, IL CUI PADRE È INDAGATO PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA NEL CASO BANCA ETRURIA. MARIA ELENA È STATA FOTOGRAFATA INTENTA A LEGGERE IL GIORNALE…AL CONTRARIO!!! SE LEGGE COSÌ, COME AVRÀ SCRITTO LA NUOVA COSTITUZIONE?

http://www.huffingtonpost.it/2016/03/20/banca-etruria-pierluigi-boschi-indagato_n_9509740.html

SANDRO PERTINI E PIERO CALAMANDREI FURONO DUE DEI TANTI PADRI COSTITUENTI. MA SOPRATTUTTO, SONO STATI UOMINI DEGNI DI ONORE. 

SANDRO PERTINI, VERO PADRE COSTITUENTE. Fu una delle personalità di primo piano della Resistenza italiana e fu membro della giunta militare del Comitato di Liberazione Nazionale in rappresentanza del PSIUP. Da partigiano fu attivo soprattutto a Roma, in Toscana, Val d’Aosta e Lombardia, distinguendosi in diverse azioni che gli valsero una medaglia d’oro al valor militare. Nell’aprile 1945 partecipò agli eventi che portarono alla liberazione dal nazifascismo, organizzando l’insurrezione di Milano. Nell’Italia repubblicana fu eletto deputato all’Assemblea Costituente per i socialisti, quindi senatore nella prima legislatura e deputato in quelle successive, sempre rieletto dal 1953 al 1976. Ricoprì per due legislature consecutive, dal 1968 al 1976, la carica di Presidente della Camera dei deputati, infine fu eletto Presidente della Repubblica Italiana l’8 luglio 1978. 

PIERO CALAMANDREI, VERO PADRE COSTITUENTE 

Giurista, scrittore e uomo politico italiano (Firenze 1889 – ivi 1956). Prof. univ. dal 1915, insegnò (dal 1924) diritto processuale civile nell’univ. di Firenze; socio nazionale dei Lincei (1947). Insigne avvocato, strenuo antifascista (cfr. Uomini e città della Resistenza, 1955), fu tra i fondatori del Partito d’azione; fu membro della Consulta nazionale, poi della Costituente, dal 1948 al 1953 deputato alla Camera.

NELLA CHIAREZZA E IN SEMPLICITA’ LE RAGIONI DEL NO

L’INFORMAZIONE TELEVISIVA NON HA RISPETTATO CORRETTAMENTE I PARAMETRI D’INFORMAZIONE SUL REFERENDUM. AL FRONTE DEL ” NO”, SOLO LE BRICIOLE…

“Sette ore contro un minuto e 19 secondi contando tutti i programmi gestiti dai telegiornali Rai (Tg1, Tg2, Tg3 e Rainews) nei 47 giorni che corrono dal 20 aprile al 6 giugno scorso. Le sette ore sono quelle in cui Matteo Renzi ha parlato del referendum costituzionale di ottobre o è stata riportata la sua posizione sul tema, mentre il minuto e 19 secondi è il tempo che la tv pubblica ha dedicato per lo stesso motivo ad Alessandro Pace, uno dei più importanti costituzionalisti italiani e presidente del Comitato per il NoFiguriamoci gli spazi concessi al fronte del no, da Giugno fino al referendum!

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/referendum-renzi-in-rai-per-7-ore-al-no-le-briciole/

METTIAMO BENE IN CHIARO…

Il referendum  è stato politicizzato. Ricordiamoci invece, che questo NO è per noi innanzitutto, perché la Costituzione è nostra e ci appartiene. Sono le fondamenta di una Nazione e chiunque danneggia le fondamenta, danneggia tutto l’edificio. Non è la Costituzione il problema, ma bensì coloro che non l’hanno mai attuata in decenni di malgoverni.

UNA SANA IRONIA OGNI TANTO CI VUOLE…TRATTO DA FACEBOOK 

LA PAROLA A DUE PERSONE DI GRANDE STIMA…

Erri De Luca: “La Costituzione è un testo sacro laico, non va toccata neanche una virgola”

GRANDE ERRI!

SAGGIO, IL NOSTRO ANDREA NAZIONALE!

IL 4 DICEMBRE SARÀ IL D-DAY…

Il IL 4 DICEMBRE SARÀ LA MIA ULTIMA BATTAGLIA

Ebbene sì, sono giunta al termine di un lungo percorso iniziato mesi fa, questo è il quinto ed ultimo appello ed e’ la mia ultima battaglia per il popolo italiano. Ho combattuto, spesso e volentieri, perché sono un’idealista, come quando ho usato tutte le energie che possedevo per il referendum sulle trivelle. Gli italiani hanno scelto di lasciarle al loro posto inquinando e distruggendo i nostri mari, senza capire che il nostro mare è, il vero petrolio, in quanto con il turismo e la salvaguardia di un ecosistema si potrebbe centuplicare il guadagno, che va invece così, solo alle compagnie petrolifere. Ebbene cari italiani che cosa ci avete guadagnato? È  forse diminuita la disoccupazione?  È  forse diminuito il prezzo del carburante?  E’ possibile credere sempre alle frottole del governante di turno? È  per questo che non combattero’ più, d’ora in poi toccherà ai giovani e alle future generazioni. Ricordatevi però, che nel 62′ io nacqui povera, sono passati pochi decenni e l’impoverimento di massa è già di nuovo alle porte. Ecco perché questo è il momento di reagire e di riprenderci ciò che a mano a mano, ci e’ stato sottratto. Nessuno puo’ garantire un benessere senza vigilanza, senza lotte, ora tocca a voi scegliere. Stanno facendo di tutto per boicottare questo referendum, è sotto gli occhi di tutti la palese disinformazione, ecco perché tanti di noi si sono svenati anche su Facebook, per farvi comprendere che questa è l’ultima occasione. In questo dannato paese, con il clientelismo si offrono posti di lavoro, guadagni facili ed un popolo si svende, come Giuda, per trenta denari…anzi, per molto meno. Allora, tutto questo provoca una sudditanza e una commistione con il potere. Il voto di scambio è uno sputo in faccia a voi stessi e alle prossime generazioni. La legge Porcellum e l’Italicum, sono un castigo inflitto a noi da questi mangiapane a tradimento, infatti, già da molto tempo non scegliamo nessun senatore, li scelgono i partiti e questa è la spiegazione di come può sedersi su un seggio uno come Razzi, un voltagabbana, un nulla nell’universo e come lui tanti altri. Bisognerebbe rivisitare la figura dell’Imperatore Caligola, che fece senatore un cavallo per dimostrare che l’animale era più degno di chi presiedeva il senato! Orbene, solo cambiando queste leggi infami, potremo eleggere chi vogliamo, ma se vince il SI, non avremo mai più neppure la speranza poiche’ sparira’ per sempre una delle due schede elettorali. Una sottrazione palese di un diritto che la Costituzione attuale ci garantisce. E una sottrazione, da che mondo e’ mondo e’ UN MENO, MENO POTERE AL POPOLO. Il Senato se fosse presieduto da persone serie, ha un compito importantissimo, poiché in democrazia sono necessari pesi e contrappessi, una legge riveduta dal senato è una garanzia in più per i cittadini, insomma in parole povere, quattro occhi sono meglio di due, mica erano stupidi i nostri Padri costituenti!!! Inoltre, bisogna riflettere che E’ MOLTO PERICOLOSO incentrare ulteriormente il potere nelle mani di una sola persona…nessuno puo’ sapere ( anche con le future elezioni ), quali saranno i successori, vorreste un Erdogan come Presidente del Consiglio? La nostra sacra Costituzione è l’ultimo baluardo, non e’ lei il problema, ma bensì coloro che siedono sui quei seggi e che se ne strafregano di tutti noi. Votate NO e dimostrate che nelle vostre vene scorre ancora il sangue di chi è morto per garantirvi questo grandissimo bene. Ricordatevi di quelle persone degne di onore, che non si tirarono indietro da una tirannica dittatura e si unirono: contadini analfabeti, donne, uomini di ogni ceto sociale e dissero: NO. Ora tocca a voi ripetere con forza questo NO, che raccoglie tutte le nostre amarezze e il disprezzo per chi vuole modificare la perfezione. Cambiereste qualche dettaglio al David di Michelangelo? O alla Divina Commedia di Dante Alighieri?  Siate combattenti e non vili, dimostrate che non credete più alle chiacchiere di questi partiti liquefatti, non abbiate paura su che cosa succederà dopo…intanto mandiamoli a casa! Serve una nuova legge elettorale, degna di questo nome, ed elezioni!!!! Votate NO soprattutto per voi stessi e per i vostri figli. Tutti i più grandi costituzionalisti si sono battuti per fermare questo scempio, per fermare quegli artigli che da mesi tentano di strappare quella Sacra Carta. Tanti comitati di gente comune si sono formati per dire NO. Siamo persone, purtroppo invisibili, ma ci siamo, e abbiamo lottato fino allo stremo, credete a noi, perché siamo parte di voi.

-Foto personale –

 E’ LA MIA ULTIMA BATTAGLIA, FIERA DI NON ESSERMI TIRATA INDIETRO, “È UNA REGOLA CHE VALE IN TUTTO L’UNIVERSO. CHI NON LOTTA PER QUALCOSA HA COMUNQUE PERSO…”

Fiorella Mannoia- Combattente-

https://youtu.be/2eX0nTuFwRI

UN ABBRACCIO A TUTTI COLORO CHE HO CONOSCIUTO IN QUESTO LUNGO ITER,  SIA SUL BLOG, SIA SU FACEBOOCK E BUON VOTO A TUTTI!

GIUSY

DUE RAGAZZI MI HANNO MANDATO QUESTO SPLENDIDO COMMENTO-POST, EMETTE LUCE QUESTO SCRITTO E MI AUGURO, CHE VENGA LETTO DA PIÙ PERSONE POSSIBILI. GRAZIE, MANUEL E GIULIA!

Ciao Giusy!
Innanzi tutto complimenti per l’impegno, mirabile come al solito!
Aggiungere qualcosa a questi tuoi lavori è davvero difficile in quanto hai trattato il tema in modo davvero esauriente e puntuale.
Il fronte del SI parla per slogan, superficiali e ripetuti all’infinito da Renzi e suoi discepoli come fossero dischi rotti, i quali nascondono l’abietto tentativo di sottrarre al popolo la sua sovranità e di annullare con un colpo di spugna i diritti pagati a caro prezzo dai nostri avi.
Peraltro, stanno cercando non solo di allettare la gente con false promesse di risparmio, libertà, miglioramento dell’iter legislativo, ma anche di impaurire le persone facendo loro credere che se questa “riforma” non passerà ci saranno conseguenze nefaste, quali l’immobilismo e la condanna al ruolo di eterni retrogradi nonchè reietti, aggrappati a qualcosa di vecchio che è ormai “da rottamare”.
Ma non è finita qui. Renzi & Co. si sono anche permessi di offendere noi Italiani che ci siamo schierati a favore della Costituzione, dandoci dell’ “accozzaglia”, della gente che vota “senza usare il cervello”, dei “parrucconi”, insomma incolpandoci di essere noi la causa della rovina inevitabile che colpirà il paese se il SI non trionferà.
Ora diteci voi, che metodi sono questi? Quale premier serio si azzarderebbe mai ad usare degli stratagemmi così infimi, dei raggiri così palesi? Chi sarebbe in grado di ridurre una questione così importante ad una mera questione di tifoserie?
Un premier che peraltro sta lì senza alcun diritto, non scelto dal popolo, praticamente un abusivo (cosa che in Italia va tanto di moda…forse l’hanno condonato… chissà).
D’altra parte questa è l’eredità dei 20 anni di Berlusconismo.. e di annientamento delle menti, di persone che vanno a scuola e che non sono ignoranti sulla carta, ma hanno un vuoto interiore che fa spavento e che costituisce terreno fertile per questa gramigna.
La vittoria del NO NON significa immobilismo, chiariamolo una volta per tutte. Significa dire a questi signori: “trovate un altro modo per cambiare l’Italia”, perché con la volontà e il buonsenso hai voglia a trovarne di soluzioni.

Il problema non è la Costituzione che impedisce di fare bene le leggi, ma i cervelli di chi detiene il potere, nonché la loro sporca coscienza, che hanno portato a questo schifo di situazione.
Vogliamo, come dice Renzi, “parlare nel merito”? Allora parliamo di persone disoccupate, senza garanzie, senza tutele, impossibilitate a costruirsi una vita normale, a formare famiglie, fare figli, vivere in modo dignitoso (con tanto di Ministro della (in)sanità che prende in giro la gente con il suo “fertility Day”).
Ci hanno già tolto molto e se passerà questa scellerata riforma non potrà che venire peggio per noi comuni mortali, che ci troveremo inermi a subire tutto quello che passerà per la mente di questi “illuminati” signori (e dei loro successori).
Di fronte a tanto squallore, alla superficialità e alle insidie malcelate che porta avanti il fronte del SI, ci sono le chiare, lineari e logiche ragioni del NO. Non c’è bisogno di inventare chissà che, basta riflettere: chiunque dotato di un minimo senso critico capirebbe che la cosa più naturale e sensata è difendere noi stessi e il nostro baluardo, la Costituzione. Noi dobbiamo difenderci da questa politica malata e non aiutarla a divenire inattaccabile. Non è forse lapalissiano?
Evidentemente no. Perché il senso critico è stato divorato, la dignità calpestata e la ragione anestetizzata. Forse saremo retorici… queste cose le abbiamo dette e ridette, ma il nocciolo della questione è sempre lo stesso: se non si sa esercitare un senso critico, la libertà è solo apparente.
Cosa studieranno fra 10, 15 anni, i bambini nati adesso? la Costituzione dei Padri Costituenti o quella Made in Renzi/Boschi? Si troveranno tra le mani un testo scritto da persone illuminate e provate dall’esperienza terribile della guerra (che sapevano cosa volesse dire essere privati della libertà, della vita) oppure una “cosa” pasticciata, su cui hanno messo le mani personaggi senza alcuna qualifica?
Quando Renzi dice che questa riforma va votata “per il futuro dei nostri figli” (altro slogan trito e ritrito) vorremmo proprio sapere a quali figli si riferisca.. Se le cose sono già difficili per noi che siamo giovani adulti, i nostri figli (se mai potremo permetterci di averne) saranno dei poveri disgraziati…o forse semplicemente saranno cittadini di un altro Stato, nati da genitori emigrati da uno dei posti più belli del mondo, caduto in rovina per mano di emeriti ciarlatani.
Un bacio, Manuel e Giulia

Una giornata particolare…

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Foto personale – presentazione di un libro, PARLAMI DI TUORO, scritto dagli abitanti del mio paese, tra cui anche io…

SCRIVERE PERCHÉ… 

Un paese si è unito e ha scritto le sue memorie, ha voluto raccontarsi, è successo sabato 5 Novembre a Tuoro, dove c’è stata la presentazione ufficiale di tutto il lavoro svolto da circa trenta scrittori improvvisati. Nel libro ci sono i racconti di come si viveva in questo piccolo paese, dal periodo fascista ai giorni d’oggi, una vasta gamma di argomenti che spaziano dal vivere quotidiano, alla bellezza del territorio, alla poesia, all’amore vissuto in quell’epoca, alla musica retro’. Quello che emerge a colpo d’occhio nel libro è la nostalgia, eppure c’era tanta povertà, come spiegare questo sentimento forte che negli autori, affiora in modo evidente? La nostalgia che ho menzionato non è di sicuro per le difficoltà di quel tipo di vita, credo invece, sia per la coesione sociale che in quei anni era viva e feconda. Tra vicini era naturale imprestarsi il pane, il sale e bastava bussare o si entrava direttamente nelle case altrui, perché le chiavi erano sempre nella porta ( tanto non c’era nulla da rubare!). Era un tempo in cui lo spirito di fratellanza era radicato fortemente, si rideva di più, si socializzava facilmente, l’esatto contrario di oggi, dove l’individualismo ci ha chiusi in spazi sempre più ristretti, sempre attaccati ai nostri cellulari -come le vecchie copertine di Linus- l’immagine più deludente? Ho visto gente a cena al ristorante che invece di chiacchierare e divertisi, guardava lo schermo del telefono, quasi come ipnotizzati da questo diabolico strumento, diventato oramai un mezzo non di comunicazione, ma bensì, di distrazione di massa.

RICORDARE IL PASSATO SERVE PER PROIETTARSI NEL FUTURO.

C’è una forte crisi nel settore editoriale, le persone non amano più leggere e purtroppo se prevale l’ignoranza a discapito del sapere, la retrocessione di un popolo è inevitabile. Mi domando ad esempio, cosa scriverebbero tra trent’anni gli abitanti del mio paese, cosa racconterebbero, o , addirittura, se ci sarà ancora qualcosa da raccontare…Questo libro è stato scritto da tante mani gratuitamente, per sostenere la pro loco del paese…Ci saranno nel futuro altre mani che non guarderanno al lucro?

ALCUNI RACCONTI…

Visto che ho partecipato anch’io in questo progetto vi lascio i link del mio blog per trovare alcuni brani inseriti nel libro:

https://diolontanoevicino.wordpress.com/2015/07/05/mio-padre-mi-raccontava-iv-parte/

https://diolontanoevicino.wordpress.com/2016/01/30/il-lago-e-il-mio-centro-di-gravita-permanente/

PER CONCLUDERE UNA DICHIARAZIONE D’AMORE DEL 1900, TRATTA DAL LIBRO “PARLAMI DI TUORO”

UNA SCINTILLA DAMORE FIAMMEGGIAVA DA TEMPO

NEL MIO PETTO,

MA NON AVENDO AVUTO FRANCHE PAROLE

HO DOVUTO DICHIARARTELO PER ISCRITTO:

ASSUNTA MIA, IO TI CHIEDO AMORE!

NESSUNA GIOVANE PUÒ INVAGHIRMI

PIÙ DI QUANTO IO SONO INVAGHITO DI TE!

AMAMI, ASSUNTA, ED IO TI RENDERÒ FELICE.

IL TUO TULIO

Si sposarono il 18 Aprile 1901

Tratto dal libro” Parlami di Tuoro”a cura di Emilia Minciaroni, Lombardi Editori srl Agosto 2016

Visto che dichiarazione? Questa sì, che è “la grande bellezza”!

Un saluto a tutti e un 💋

-Foto personale –

Prossimamente l’ultimo appello per il no…la battaglia è alle porte…

Giusy

L’essenza, è l’assenza…

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2 NOVEMBRE 2016 COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

Marc Chagall –Il Figlio prodigo-

olio su tela, 162×122 cm
Collezione Privata, St. Paul de Vence

Un  giorno, io lo so, mi accoglierai

e della morte svanirà il ricordo ma non l’amore,

e della vita svanirà il mistero ma non l’incanto”.

Marc Chagall


L’ABBRACCIO 

Mi rendo conto che non si piange nello stesso modo per tutte le persone. Ci sono mille rivoli e altrettante vie sconosciute che inducono a provare più commozione per un essere umano, piuttosto che per un altro. L’amore è senz’altro il metro di misura più attendibile, per misurare questo status. La persona che ha varcato la soglia del Mistero, ci mancherà nella stessa misura in cui egli ci ha amato e noi l’abbiamo saputo amare. Io ho amato molto i miei genitori e loro altrettanto, il tempo non cancella questa osmosi. Se dovessi un giorno incontrarli, il primo gesto che farei sarebbe abbracciarli. Nell’abbraccio, i sentimenti si ricongiungono, si fondono, l’amore riesplode, perché è l’emozione più pura vissuta, è la più intima connessione fisica e spirituale tra due esseri. 

L’ ASSENZA

Ci sono giorni in cui L’ ASSENZA è veramente pesante, e’ un macigno che ci schiaccia a suo piacimento. L’ ASSENZA è un vuoto che non si può colmare in nessuna maniera, anche se ci sono leggi di compensazione per sopportare questo NULLA che svuota l’anima nel suo profondo, altrimenti l’essere umano che cade tra i suoi artigli, non potrebbe sopravvivere… 

IO E L’ ASSENZA 

L’ ASSENZA e’ la mia acerrima nemica, tra me e LEI, c’è un odio viscerale. Ad esempio, nel momento in cui si affaccia nella mia vita un qualsiasi malanno, io cerco i miei genitori…ed ecco L’ ASSENZA, pronta a stringermi la gola per impedirmi di pronunciare  che quei nomi. Se mi sento sola e mi capita di aver desiderio di scambiare due chiacchiere con i miei cari… L’ ASSENZA impietosa, si ripresenta inesorabile con quel sorrisetto sadico a ricordarmi di essere una povera illusa. Le giornate di festa come il mio compleanno, oppure le festivita’ come Pasqua e Natale, L ‘ASSENZA non si dimentica di me e torna implacabile a rammentarmi che quegli auguri, non arriveranno mai più e che quelle sedie della sala da pranzo, rimarranno vuote. L’ ASSENZA, mi fa ricordare quanto mi mancano i baci che mio padre mi dava e, mi nega, persino il suo sorriso. L’ ASSENZA con la sua malvagità, non esita a farmi notare che sono vent’ anni che non pronuncio la parola MAMMA. L’ ASSENZA ogni domenica, spietata come sempre, si ripresenta a sbeffeggiarmi, perché sa che non ci sarà mai più un telefonata dei miei cari, per invito a pranzo. Però nonostante la presenza di questa mia acerremima nemica, ricordo ancora gli odori dei cibi cucinati da mamma, sì, li ricordo, come ricordo i suoi riccioli neri, che incorniciavano il suo bellissimo viso e suoi occhi particolari che emettevano uno strano luccìchio, quando mi guardava, ecco, qui L’ ASSENZA HA PERDUTO, perché questi ricordi non è riuscita a cancellarmeli. Ed è così anche con mio padre, ESSA è sempre pronta per sferrarmi un colpo mortale, ma certe volte riesco a evitarlo, perché non potrà mai cancellare dalla mia mente, quella volta in cui io mi appoggiai piangendo sul petto di mio padre, oramai giunto alla fine della sua vita e la sua mano che dolcemente si posò sul mio capo, accarezzandomi i capelli, consci entrambi, che sarebbe stata l’ultima volta. 

L’ ESSENZA È L’ ASSENZA

“LA VERGINE DEGLI ANGELI CI COPRA DEL SUO MANTO…”, Così, recita questa splendida canzone di Verdi, tratta DALLA FORZA DEL DESTINO… E’ una frase che mi ha catturato, poiché in questo verso, è racchiuso un sentimento tra i piu’ grandi: la pietas. Pietas, per noi poveri peccatori, che bivacchiamo in questa terra smarriti e senza pace. Pietas, per chi non è più in questo mondo ed è nell’Oltre…

Dedico La Vergine degli Angeli ai nostri cari in Cielo e in particolar modo, alle madri che hanno perduto i loro figli.

Il mio pensiero va inoltre, a chi in questo momento drammatico, patisce sotto questa terra che trema.

Un abbraccio a tutti

Giusy

C’è chi dice no…

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REFERENDUM COSTITUZIONALE  

4° Appello IO VOTO NO

PREMESSA

Questa volta, faccio un passo indietro io e lascio la parola a chi ne sa più di me. Ho cercato e letto molto sui vari siti, per avere più chiarezza possibile, ho scelto questo articolo:

L’appello di Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Tomaso Montanari, Nadia Urbinati, Gustavo Zagrebelsky

Tra cinquanta giorni, il prossimo 4 dicembre, il Governo Renzi chiederà agli italiani: «volete contare di meno, volete meno democrazia, volete darci mano libera?».
Noi risponderemo di No. Perché non vogliamo contare di meno, non vogliamo meno democrazia, non vogliamo dare mano libera a questo, come a qualunque altro governo.
Una classe politica incapace e spesso corrotta prova a convincerci che la colpa è della Costituzione: ma non è così. A chi ci dice che per far funzionare l’Italia bisogna cambiare le regole, rispondiamo: noi, invece, vogliamo cambiare i giocatori.

Questa riforma non abbatte i costi della politica: fa risparmiare 50 milioni l’anno (non 500 come dice il Presidente del Consiglio, mentendo), che è quanto gettiamo ogni giorno in spesa militare. Come possiamo credere alla buona fede di un governo che sottrae somme enormi al bilancio pubblico permettendo alla Fiat (ma anche all’Eni, controllata dallo Stato) di pagare le tasse in altri paesi, e poi viene a chiederci di fare a brandelli le garanzie costituzionali per risparmiare un pugno di soldi?

Questa riforma non abolisce il Senato: che continuerà a fare le leggi seguendo numerosi e tortuosi percorsi. Quella che viene abolita è la sua elezione democratica diretta: il Senato farà la fine delle attuali provincie, che esistono ancora, spendono denaro pubblico, ma sono in mano ad un personale nominato dalla politica, e non eletto dal popolo.

Questa riforma consentirà a una maggioranza gonfiata in modo truffaldino dalla legge elettorale su cui il governo Renzi ha chiesto per ben tre volte la fiducia di scegliersi il Presidente della Repubblica e di condizionare la composizione della Corte Costituzionale e del CSM.

Questa riforma attua in modo servile le indicazioni esplicite della più importante banca d’affari americana, la JP Morgan, che in un documento del 2013 ha scritto che l’Italia avrebbe dovuto liberarsi di alcuni ‘problemi’ dovuti al fatto che la sua Costituzione è troppo «socialista». Quei ‘problemi’ sono – nelle parole di JP Morgan –: «governi deboli; stati centrali deboli rispetto alle regioni; tutela costituzionale dei diritti dei lavoratori; il diritto di protestare se cambiamenti sgraditi arrivano a turbare lo status quo». Matteo Renzi dice che il suo modello politico è Tony Blair, il quale oggi percepisce due milioni e mezzo di sterline all’anno come consulente di JP Morgan. E la domanda è: a chi giova questa riforma costituzionale, ai cittadini italiani o agli speculatori internazionali?

Ma negli ultimi giorni anche osservatori legati alla finanza internazionale stanno iniziando a farsi qualche domanda. Il «Financial Times» ha definito la riforma Napolitano-Renzi-Boschi «un ponte che non porta da nessuna parte». La metafora è particolarmente felice, visto che la campagna referendaria di Renzi è partita con la resurrezione del Ponte sullo Stretto, di berlusconiana memoria.

E in effetti c’è un forte nesso tra la riforma e le Grandi Opere inutili e devastanti: il nuovo Titolo V della Carta è scritto per eliminare ogni competenza delle Regioni in fatto di porti, aeroporti, autostrade e infrastrutture per l’energia di interesse nazionale: e spetta ai governi stabilire quali lo siano.

Così il disegno si chiarisce perfettamente: lo scopo ultimo della riforma è umiliare e depotenziare la partecipazione democratica. Sarà il Presidente del Consiglio e il suo Governo, quali che essi siano oggi e domani, a decidere dove fare un inceneritore o un aeroporto: senza possibilità di appello. È la filosofia brutale dello Sblocca Italia: mani libere per il cemento e bavaglio alle comunità locali. Il motto dello Sblocca Italia è lo stesso della Legge Obiettivo di Berlusconi: «Padroni in casa propria». Un motto dalla genealogia dirigistica che ben riassumeva l’idea di poter disporre del territorio come padroni.

Ebbene, nel Mulino del Po di Riccardo Bacchelli un personaggio dice che la sua idea di buongoverno è che «tutti siano padroni in casa propria e uno solo comandi in piazza». Non è questa la nostra idea di democrazia: è a tutto questo che, il 4 dicembre, diremo NO.

15 Ottobre 2016

ANDREA
CAMILLERICOSTITUZIONEGUSTAVO ZAGREBELSKYIN EVIDENZANADIA URBINATIPAOLO FLORES D’ARCAISSCORRIMENTOTOMASO ANDREA

https://m.facebook.com/groups/1666787710240960?view=permalink&id=1772701262982937

Vi invito a guardare questo video, perche’ in poche parole si comprende in quale abisso andremo a sprofondare con la vittoria del SI. Voglio precisare che il video non l’ho inserito per pubblicizzare un partito , ma per le parole che ha usato DI Battista per la Costituzione e per chi vuole usurparla, cio’ che ha detto su Verdini e Gelli, da sole basterebbero per gridare un NOOOOO!. A squarciagola.

Licio Gelli: ” Renzi e Boschi meritano il mio plauso”.

Il piano eversivo di rinascita di Licio Gelli si è  quasi totalmente attuato….

http://www.lettera43.it/capire-notizie/piano-di-rinascita-di-gelli-cosa-e-stato-attuato_43675227381.htm

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/04/14/giorgio-cremaschi-le-fonti-del-diritto-di-renzi-p2-e-j-p-morgan/

DESIDERATE LA COSTITUZIONE CHE AVREBBE VOLUTO GELLI E QUELLA CHE VOGLIONO RENZI- BOSCHI- VERDINI?

OPPURE QUELLA CHE FU SCRITTA DAI NOSTRI PADRI COSTITUENTI?

Caro diario, quando il gioco si fa duro, i duri non mollano. La battaglia si avvicina e bisogna rafforzare e incitare le truppe, affinché questo fuoco di ribellione sfoci in un netto NO. Questo è un articolo aspro, che fa male, ma che va letto tutto, compresi i link. Non c’è più tempo per le parodie, qui si combatte per vincere. Mi è costato scrivere questo post, perché ho dovuto documentarmi parecchio e scegliere tra tantissimi articoli giornalistici, tra tante opinioni. Ho scoperto queste pagine amare, che mi hanno fatto star male a leggerle, ma queste parole sono pallottole già in canna e molti colpi sono stati già sparati, senza che questo popolo se ne sia neppure accorto. È  tempo di prendere coscienza, di reagire, sta a voi, non accettare che altri colpi mortali vengano inflitti. Solo i cretini non cambiano mai idea, allora, siamo in tantissimi a darvi informazioni affinché chi è incerto, chi non ha capito, ascolti queste parole. Fermate questo scempio, dimostrate di essere uomini e donne che non si lasciano abbindolare, dimostrate il 4 dicembre, che questa volta NO, non credete più alle illusioni che il potere ogni giorno vi propone.

Alla prossima…

Giusy Lorenzini


Sì, scrivo proprio a voi, popolo di astensionisti…

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REFERENDUM COSTITUZIONALE

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IO VOTO NO  

3° APPELLO

IL 50% CIRCA DI ITALIANI NON VA A VOTARE, UN POPOLO DI ASTENSIONISTI

Art. 48.
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge. »

L’art. 48 della Costituzione della Repubblica italiana sancisce il diritto di voto.

IL DIRITTO AL VOTO FU UNA CONQUISTA DIFFICILE, SENZA QUESTO DIRITTO UN POPOLO È  SOLO UN SUDDITO.

In Italia il diritto di voto nel 1861 era riservato ai soli cittadini maschi di età superiore ai 25 anni e di elevata condizione sociale. Nel 1881 il Parlamento approvò l’estensione del diritto di voto e fu ammessa anche la media borghesia; inoltre il limite d’età fu abbassato a 21 anni.

Nel 1912, su proposta di Giovanni Giolitti, il Parlamento approvò l’estensione del diritto di voto a tutti i cittadini maschi a partire dai 21 anni di età che avessero superato con buon esito l’esame di scuola elementare e tutti i cittadini di età superiore ai trenta anni indipendentemente dal loro grado di istruzione. Il suffragio universale maschile vero e proprio è stato introdotto con la legge n. 1985/1918, che ha ammesso al voto tutti cittadini maschi di età superiore ai ventuno anni, nonché i cittadini di età superiore ai diciotto anni che avessero prestato il servizio militare durante la prima guerra mondiale.

PRIMA DELLA COSTITUZIONE C’ERA SOLO LA DISPERAZIONE DI UN POPOLO, ECCO PERCHÉ DIMENTICARE CIO’ CHE FU, È UN ATTO IMPERDONABILE

Il voto, come ho scritto sopra, era un privilegio di pochi. Nel 1861 era riservato ai soli cittadini maschi di eta’ superiore a 25 anni e di elevata condizione sociale, le donne non contavano niente, come quasi tutto il popolo. Nel 1898 ci fu la rivolta del pane, in tutto il paese per un improvviso aumento di questo basilare cibo per la sopravvivenza, ci furono rivolte spontanee, la repressione del governo, raggiunse il suo culmine a Milano, dove l’artiglieria sparò contro la folla inerme, provocando circa 100 morti e più di cinquecento feriti. Questo era il clima in cui viveva l’Italia. Il popolo non aveva niente, nessun diritto, solo lavoro senza tutele, senza neppure il pane per nutrirsi.

IL VOTO ALLE DONNE, UNA CONQUISTA, DA DIFENDERE

All’incirca 70 anni fa,  le donne italiane per la prima volta abbandonarono per qualche ora il focolare domestico e si misero in fila davanti ai seggi in una nazione ancora semidistrutta dalla guerra. Quel giorno non fu, come in tanti credono, il 2 giugno 1946, quando si votò per scegliere tra monarchia e repubblica ed eleggere l’Assemblea costituente. Quasi tre mesi prima, il 10 marzo di quello stesso anno, si tenne infatti la prima tornata di elezioni amministrative che avrebbero portato ai primi sindaci eletti dopo il Ventennio fascista . Votarono così per la prima volta, cittadini di entrambi i sessi. 

PERCHÉ VOTARE E’ UN DOVERE OLTRECHE’ UN DIRITTO 

“Invito i lettori, soprattutto quelli che sono orientati ad astenersi o a non recarsi alle urne, a riflettere sul dettato Costituzionale laddove si dispone che l’esercizio del voto è dovere civico. Per la nostra Costituzione, quindi, andare a votare è un dovere civico. Non solo un diritto, dunque, ma un preciso dovere. Un dovere nei confronti degli altri, di tutti coloro che, insieme a noi, costituiscono, formano, la società.

All’art. 2, la nostra Costituisce impone a tutti i cittadini, indistintamente, l’adempimento di un unico dovere, quello di solidarietà: politica, economica e sociale. La solidarietà politica risiede soprattutto nell’espressione del voto, oltre che nella disponibilità a candidarsi per rappresentare l’intera collettività nelle istituzioni democratiche.

Non votare, per la nostra Costituzione, significa venire meno ad un preciso dovere (art. 48) e a un preciso obbligo (art. 2) legati al ruolo che ogni cittadini svolge all’interno della società.

Il disimpegno elettorale, evidentemente, è considerato un atteggiamento contrario al ruolo sociale, “civile”, che è prerogativa e dovere di ogni cittadino.

Inoltre, non votare è anche un abdicare, una rinuncia a far valere la propria opinione e la propria volontà. Significa delegare ad altri scelte che sono di ciascuno di noi.

Stabilito, dunque, il diritto/dovere del voto, bisogna decidere a chi dare il nostro consenso”.

Tratto dalla Voce di Alghero 19 Febbraio 2013: ANTONIO BUDRUNI 

 CHI NON SI SCHIERA È UN PUSILLANIME….

Dante, Nel canto III dell’Inferno, sente le urla e i lamenti della prima schiera dei dannati: i pusillanimi. Essi sono coloro i quali in vita non si sono schierati, non hanno preso alcun partito e sono considerati inetti, ignavi. Qui non è ancora Inferno, è il Vestibolo, ovvero l’anticamera, infatti l’Inferno vero e proprio non li accetta, perché non trarrebbe alcun giovamento da individui, che in vita non si sono mai schierati, vivendo senza infamia e senza lode.

Caro diario, questa volta il mio appello e’ rivolto agli astensionisti, poiché essi detengono un potere fortissimo se andassero a votare, davvero, potrebbero stravolgere ogni sondaggio. Come ho scritto nel testo, ogni diritto è stato guadagnato con lotte feroci, sangue e morte, e questo non solo in Italia, ma in in ogni parte del mondo. Ecco perché rimanere inermi, disinterassati è un grave atto, che danneggia tutti quanti, poiché noi stessi dobbiamo essere garanti di ciò che ci è stato donato. Per salvaguardare la nostra Sacra Costruzione, ognuno di noi deve sentire questo fuoco interiore che divampa e che DEVE spingere, creare un moto sia interiore che esteriore, affinché si dia UN SEGNO FORTE DI DISAPPROVAZIONE verso un governo che neppure è stato votato. Questa è la volta buona, fate il vostro dovere, per custodire un bene prezioso che fa parte del nostro dna, poiché ognuno di noi ha un familiare che ha perso la vita o che è stato coinvolto in quel terribile periodo storico che antecedette la nostra Costituzione.

Lascio un po’ di foto, che dimostrano nel mondo quanti hanno lottato e lottano tutt’ora, per avere questo diritto, che voi POPOLO ASTENSIONISTA DISPREZZATE.

-Foto tratta da Web-Le Suffragette erano le donne che appartenevano ad un movimento di emancipazione femminile, creatosi alla fine dell’Ottocento, con lo scopo di ottenere il diritto di voto. Il termine deriva appunto da suffragio e fu l’appellativo usato, nel tempo, per indicare anche altre rivendicazioni civili e politiche delle donne.

Foto tratta dal Web- Selma 7 Marzo 1965-centinaia di manifestanti pacifici furono attaccati dalla polizia dell’Alabama: fu il momento di svolta nella lotta per i diritti civili dei neri americani

Foto tratta dal Web-Bangladesh-Manifestazioni per il diritto ad un voto libero

Foto tratta dal web-Arabia Saudita-Donne che manifestano per il diritto al votoFoto tratta dal Web-10 giovani partigiani impiccati.

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-Foto tratta dal web- Un giovane uomo che mette a repentaglio il proprio misero guadagno, esprimendo in pubblico il suo voto. Chapeau!

FATELO PER LORO, FATELO PER TUTTI NOI!

Alla prossima, Giusy

OGGI ABBIAMO PERDUTO UN ALTRO EROE: CIAO DARIO

Oggi e’ morto Dario Fo, addio al premio Nobel per la letteratura. Innovatore e uomo libero, dal teatro alla politica. Un orgoglio per il nostro paese, un grande dolore per me, ho voluto aggiungerlo in questa pagina, perché mai lui avrebbe disertato le urne.
POPOLO DI ASTENSIONISTI, FATELO ANCHE PER LUI E POSSIBILMENTE VOTATE NO, COME EGLI STESSO PUBBLICAMENTE SI ERA ESPRESSO. 

Mio padre mi raccontava…arrivai io e te ne andasti tu…

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Un popolo che non ha memoria del passato, non può costruire il suo futuro

ARRIVAI IO E TE NE ANDASTI TU…

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-Mio padre Dino, emigrante ad Arbon cantone tedesco in svizzera,1962-

Fu proprio così, io nacqui a Pieve di confine, tra Umbria e Toscana, in una grande famiglia, quelle di una volta patriarcali, tra nonni, zii, cognate…Ma il podere non riusciva a sfamare tutti, così mio padre decise di partire a fare l’emigrante ad Arbon, un cantone tedesco in Svizzera. Mia madre era una ventenne ed io avevo pochi mesi, non potemmo andare con lui. Il babbo aveva già un contratto di lavoro in tasca prima di partire, altrimenti non lo avrebbero voluto questo povero contadino italiano. Mio padre mi raccontò lo strazio di mamma, giovane sposina nativa di un altro paese, si sentiva un’estranea, senza mio padre accanto in quella famiglia acquisita, rimanere lì, sola, con questa bambina, fu un dolore grandissimo per lei. Mio padre mi raccontava che il viaggio fu un incubo, durato due giorni in III classe che equivaleva a sedili di legno, che equivaleva a cabine strapiene di gente, con tanto di bambini al seguito. Mio padre cedeva spesso il suo posto alle donne che avevano per interminabili ore i propri figli in braccio. Quando arrivò  in Svizzera, non c’erano case adeguate per persone in cerca di fortuna. Ad attenderlo c’erano baracche, dove coabitavano in molti e senza servizi igienici, per cui, per ogni necessità fisiologica, bisognava uscire fuori a – 20 gradi sotto zero. Mio padre aveva un grande spirito di adattamento e in fabbrica si integro’ facilmente, facendo comunque dieci ore al giorno. Nelle baracche, come succede nelle caserme si faceva subito amicizia, e scattava tra questi disgraziati uno spirito di solidarietà impensabile nelle nostre società moderne. Mio padre cercava di risparmiare su tutto, pur di mandare i soldi a mamma e a me. Mi raccontava che i lavoratori facevano turni diversi, cosicche’si usava riciclare l’acqua della pasta e ognuno metteva pasta nuova sempre su quell’acqua vecchia. Io non riuscivo a capire il perché di questa cosa così poco salutare, ma lui mi spiegò con una disarmante naturalezza: “PER RISPARMIARE IL SALE!”. Tutt’ora se ci penso, i miei occhi trattengono a stento le lacrime! Non si poteva comunicare con la famiglia, se non per posta, così il babbo mandava le sue foto e mamma le nostre, con delle dediche d’amore sgrammaticate, ma le più belle che io abbia mai letto.

-Foto personale- Dietro ad una foto si usava scrivere dediche d’amore

BRUTTE NOTIZIE

 A quei tempi non c’erano mezzi di comunicazione, se non per posta, per cui ogni notizia scritta per lettera aveva tempi lunghissimi per giungere a destinazione e ottenere in seguito, l’agoniata risposta. Fu così che mamma scrisse a mio padre che i miei piedini andavano storti e che avevo difficoltà a camminare…ero già nata sotto una cattiva stella! Quando arrivò questa notizia a mio padre, in lui si scatenò l’Inferno e, in pochissimo tempo gli caddero tutti i capelli per la disperazione. Mamma nel frattempo mi fece visitare da un medico che comprese subito il problema: l’alimentazione che mi veniva somministrata era povera di calcio e di tantissime altre vitamine, per cui il medico mi prescrisse un medicinale molto diffuso in quel periodo: l’olio di fegato di merluzzo. Non so se fu questo rimedio o un cambio di alimentazione, sta di fatto che cominciai piano, piano, a camminare. Mamma si affrettò a scrivere che stavo migliorando, ma quando arrivò la lettera, i capelli di babbo erano già caduti (fortunatamente poi ricrebbero). Quando tornava a casa, di tanto in tanto, io ero cresciuta e non lo riconoscevo come mio padre, non volevo i suoi baci, né che dormisse con mamma. Dulcis in fundo, non lo volevo chiamare babbo. Questo insieme di dolori sommati, fecero scattare in mio padre la decisione di tornare in Italia. E tornò, ma la sua patria era ancora povera e per sopravvivere cambiò moltissimi mestieri…ma questa è un’altra storia…

Caro diario, ho voluto inserire questo racconto di mio padre, in primis, per raccontare ciò che noi italiani abbiamo dovuto sopportare, sempre per essere stati governati male. Ovviamente questo racconto apre discussioni infinite sull’ emigrazione e per ora lascio a chi leggera’ una riflessione su un tema attualissimo, dove ancora non si trovano soluzioni ragionevoli e giuste.

Ho sospeso temporaneamente il mio impegno referendario per sostenere il NO al cambiamento della nostra sacra Costituzione, perché i furbetti hanno spostato la data del referendum al 4 Dicembre. Furbetti, certo, poiché sarà freddo, ci sarà il picco d’influenze e molti anziani potrebbero starsene a casa. Già, il voto degli anziani conta parecchio, perché chi ha vissuto la Resistenza e il ventennio fascista, sono sicura che in moltissimi voterebbero NO. Comunque i miei prossimi post torneranno sul referendum, eccome, se torneranno!

Per ultimo…

Ho fatto un leggero cambiamento al titolo del blog, perché ho sentito l’esigenza di allargare i miei orizzonti. Dio ci sarà sempre, ma per esempio, ora è tempo che scriva articoli sulla costituzione. Il mondo è vicino e lontano secondo la nostra cultura, al luogo dove si nasce, ai propri personali gusti, alle proprie idee. Ciò che puo’ sembrare giusto a me, può apparire sbagliato per qualcun’ altro e allora tutto è di nuovo vicino e lontano. L’importante è confrontarsi, discutere, poiche’ insieme si cresce. Non ho potuto cambiare l’indirizzo del blog perché non sono all’altezza di poterlo fare e ho temuto di perdere tutto il materiale, per cui resta sempre diolontanoevicino.WordPress.com Cercatemi eh! E segnalatemi eventuali problemi ed (eventuali) soluzioni. Un abbraccio

Giusy

La Costituzione non è di destra, nè di sinistra. La Costituzione appartiene ad un popolo intero.

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REFERENDUM SULLA COSTITUZIONE, IO VOTO NO

APPELLO N°2

1948: NASCE LA COSTITUZIONE

La Costituzione Italiana fu approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre del 1947.
Fu promulgata dal capo provvisorio dello Stato il 27 dicembre 1947
Fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana numero 298, edizione straordinaria, dicembre 1947.
Entrò in vigore il 1° Gennaio 1948

PERCHE’ PROPRIO IN QUESTO MOMENTO STORICO?

“La nostra Costituzione è nata subito dopo la seconda guerra mondiale.
L’Italia usciva sconfitta dalla guerra e aveva bisogno di riorganizzare il proprio ordinamento dopo 20 anni di dittatura fascista .

Il 2 giugno 1946 si svolse un referendum per scegliere quale forma di governo dare al paese: Monarchia o Repubblica.

Fu scelta la Repubblica.

In occasione del referendum i cittadini elessero l’Assemblea Costituente con il compito di scrivere la nuova Costituzione…”

Tratto da:
Bignardi P.- Caricaterra V. ,”Cittadini…per Costituzione” , Editrice La Scuola, Brescia, 2007, pag. 7.

Tratto dal sito:wwwpavone risorse.it

LA COSTITUZIONE ITALIANA  FU SCRITTA DA TANTE MANI E DA TANTI GRUPPI POLITICI DIVERSI,  PERCIO’ APPARTIENE A TUTTI 

La commissione fu istituita il 15 luglio 1946 e avrebbe dovuto terminare i propri lavori entro il 20 ottobre dello stesso anno.

La commissione era presieduta da Meuccio Ruini, già presidente del Consiglio di Stato, e venne organizzata in tre sottocommissioni: la prima

Questi i componenti della Commissione del 75, suddivisi per gruppo politico di appartenenza:

Gruppo democristiano (26 membri)
Gaspare Ambrosini Giuseppe Maria Bettiol (sostituisce dal 10 aprile 1947 Giacinto Froggio, dimissionario, che il 6 febbraio 1947 aveva sostituito Ezio Vanoni, divenuto ministro)

Pietro Bulloni

Giuseppe Cappi

Giuseppe Caronia (sostituisce dal 22 febbraio 1947 Giuseppe Togni, divenuto sottosegretario di stato)
Giuseppe Codacci Pisanelli
Camillo Corsanego
Luigi De Michele
Francesco Dominedò
Giuseppe Dossetti
Maria Federici
Giacinto Froggio (sostituisce dal 2 luglio 1947 Umberto Tupini, divenuto ministro)
Giuseppe Fuschini
Angela Gotelli (sostituisce dal 6 febbraio 1947 Carmelo Caristia, dimissionario)
Giorgio La Pira
Giovanni Leone
Salvatore Mannironi
Giuseppe Micheli (sostituisce dal 22 febbraio 1947 Umberto Merlin, divenuto sottosegretario di stato)
Aldo Moro
Costantino Mortati
Attilio Piccioni
Giuseppe Rapelli
Ferdinando Storchi (sostituisce dal 2 luglio 1947 Amintore Fanfani, divenuto ministro)
Emilio Paolo Taviani
Egidio Tosato
Giovanni Uberti (sostituisce dal 24 luglio 1946 Giovanni Ponti, dimissionario)

Gruppo comunista (
13 membri)
Giuseppe Di Vittorio (sostituisce dal 10 dicembre 1946 Mario Assennato, dimissionario, che il 24 settembre 1946 aveva sostituito lo stesso Di Vittorio, dimissionario)
Edoardo D’Onofrio (sostituisce dal 27 febbraio 1947 Umberto Terracini)
Antonio Giolitti (sostituisce dal 29 maggio 1947 Riccardo Ravagnan, dimissionario)
Ruggero Grieco (Vice Presidente)
Nilde Iotti
Vincenzo La Rocca
Renzo Laconi (sostituisce dal 19 settembre 1946 Fabrizio Maffi, dimissionario)
Concetto Marchesi
Guido Molinelli (sostituisce dal 30 maggio 1947 Carlo Farini, dimissionario, che il 19 settembre aveva sostituito Giorgio Amendola, dimissionario)
Umberto Nobile
Teresa Noce
Antonio Pesenti (sostituisce dal 10 dicembre 1946 Bruno Corbi, dimissionario, che il 24 settembre 1946 aveva sostituito lo stesso Pesenti, dimissionario)
Palmiro Togliatti

Partito Socialista Italiano (
7 membri)
Leonetto Amadei (sostituisce dal 10 dicembre 1946 Giovanni Lombardi, deceduto, che il 25 luglio 1946 aveva sostituito Alessandro Pertini, dimissionario)
Lelio Basso
Michele Giua
Ivan Matteo Lombardo
Pietro Mancini
Angelina Merlin
Ferdinando Targetti

Partito Socialista Lavoratori Italiani (
6 membri)
Alessandro Bocconi
Emilio Canevari
Eduardo Di Giovanni (sostituisce dall’11 settembre 1946 Alberto Simonini, dimissionario)
Gustavo Ghidini (Vice Presidente)
Edgardo Lami Starnuti
Paolo Rossi

Gruppo Repubblicano
(4 membri)
Giovanni Conti
Francesco De Vita (decaduto perché sottosegretario dal 22 dicembre 1947)
Tomaso Perassi (Segretario)
Oliviero Zuccarini

Unione Democratica Nazionale
(4 membri)
Aldo Bozzi
Giuseppe Paratore
Giovanni Porzio
Vito Reale (sostituisce dal 16 giugno 1947 Giuseppe Grassi, divenuto ministro)
Gruppo Autonomista (3 membri)
Giulio Bordon
Piero Calamandrei
Emilio Lussu

Fronte liberale democratico dell’Uomo Qualunque
(3 membri)
Francesco Colitto
Francesco Marinaro (Segretario)
Ottavio Mastrojanni

Gruppo Liberale (
3 membri)
Bartolomeo Cannizzo (sostituisce dal 14 dicembre 1946 Gennaro Patricolo, dimissionario, che il 24 luglio 1946 aveva sostituito Ottavia Penna Buscemi, dimissionaria)
Orazio Condorelli (sostituisce dal 17 ottobre 1947 Roberto Lucifero d’Aprigliano, dimissionario)
Guido Cortese (sostituisce dal 27 giugno 1947 Luigi Einaudi, divenuto ministro)
Gruppo Misto (3 membri)
Gustavo Fabbri
Andrea Finocchiaro Aprile
Meuccio Ruini (Presidente)

Democrazia del Lavoro (
2 membri)
Mario Cevolotto
Enrico Molé

Unione Nazionale
(1 membro)
Pietro Castiglia

Fonte: Wikipedia

MOLTI FURONO I MEMBRI DELLA COSTITUENTE NEL 1946. ALCUNI NOMI NON HANNO BISOGNO DI PRESENTAZIONE:

Luigi Einaudi, Amintore Fanfani, Benedetto Croce, Nilde Iotti, Ugo La Malfa, Giorgio La Pira, Paolo De Michelis, Ugo Della Seta, Giancarlo Matteotti, Giovanni Leone, Alcide De Gasperi, Arturo Labriola, Guido Basile, Aldo Moro, Piero Calamandrei, Palmiro Togliatti, Alessandro Pertini.

Caro diario, questo scritto è una lezione di educazione civica che andrebbe impartita in ogni scuola. Parto da così lontano, perché chi ci governa sposta la data delle elezioni…Quando si teme di perdere, ogni capo cerca di prendere tempo, per organizzare al meglio la controffensiva. Perciò anch’io cerco di spiegare il più possibile, tutto ciò che portò alla nascita della nostra Costituzione. Purtroppo gli italiani non amano leggere, informarsi, mettersi in gioco e così, si faranno del male con le loro stesse mani, poiché un giorno si volteranno indietro e non troveranno più nessuno a difendere i loro diritti. Siamo rimasti in pochi, cara gioventu’ e ve ne accorgerete che la libertà e i diritti conquistati con il sangue non durano in eterno, dovrete riguadagnarveli, datevi da fare, impegnatevi, prima che sia troppo tardi!

Dal libro del Quehlet

Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.

2. C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato.
3. Un tempo per uccidere e un tempo per curare,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4. Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per fare lutto e un tempo per danzare.
5. Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6. Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per conservare e un tempo per buttar via.
7. Un tempo per strappare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8. Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

QUESTO È IL TEMPO PER PARLARE E NON PER TACERE…

QUESTE SONO LE IMMAGINI PER CHI NON AMA LEGGERE..

GIOVANI ITALIANI AMMAZZATI PER LA NOSTRA LIBERTÀ E PER FAR NASCERE LA NOSTRA SACRA COSTITUZIONE.

ALLA PROSSIMA

GIUSY

Così parlò voltagabbana…

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REFERENDUM SULLA COSTITUZIONE, IO VOTO NO

1° APPELLO

NESSUNO TOCCHI LA SACRA COSTITUZIONE

https://youtu.be/1qh1XBw7fj4

LA COSTITUZIONE ITALIANA E’ LA PIÙ BELLA DEL MONDO…

https://youtu.be/ztMQ7Nkrizk

IL VOLTAFACCIA DI BENIGNI…

Benigni perché mi hai fatto questo? Preferivo un pugno nello stomaco che il tuo voltafaccia. Tu, uomo di origini contadine, simpatico travolgente, sono cresciuta con le tue battute e quanto ho riso! Tu, premio Oscar, con “la vita è bella”, hai commosso milioni di persone, compresa me naturalmente! E poi Dante con la Divina Commedia, sei stato un grande! Mi comperai subito il Paradiso, dopo le tue spiegazioni, e lo lessi tutto d’un fiato…beh, mica tanto, ci misi un anno per sottolineare con la matita i passaggi più importanti e assorbire tutte quelle lunghissime note integrative.   Mi ricordo che lo portavo in ospedale, 1525 pagine lette terzina per terzina, con la flebo attaccata ad un braccio…pesava sai, quel mattone di libro! Ma tu mi apristi un varco immenso sul trascendente, più di un milione di prediche, più di tutte le lezioni, di tutti i Teologi messi insieme. Un predicatore con un carisma donato dall’Alto, caro mio! Ed ora… cosa ti e’ successo? Perche’ sei inciampato sulle radici del nostro grande albero Costituzionale, io ti dico: “ripensaci, perché tutti possiamo sbagliare, tutti possiamo avere una caduta, ma un personaggio pubblico, un’ artista come te, sa come rialzarsi. Coraggio, come puoi rinnegare te stesso, nel momento in cui invece, eri salito piu’ in alto?”

POVERA PATRIA…FRANCO BATTIATO 

https://youtu.be/YmIye_4ckwU

Caro diario, ho deciso che fino alle votazioni sul referendum costituzionale, ogni tanto scriverò qualcosa per difendere  LA NOSTRA COSTITUZIONE. Mi battero’ come una leonessa, affinché vinca il NO. Diceva il compianto don Gallo: “ho due libri sul comodino, Il Vangelo e la Costituzione”. La nostra carta costituzionale e’ la più bella del mondo, non è lei che deve cambiare, ma bensì coloro che sono lì, senza essere stati votati da nessuno. I costi non si riducono cambiando la Costituzione, si riducono se lor signori guadagnassero quanto un operaio e soprattutto con la stessa diligenza e onestà, se non altro, per l’appellativo che gli è stato concesso “onorevoli”. I lavori con due Camere sono lenti, ribadisce la propoganda…ebbene, lavorate di più, signori miei!

Alla prossima, Giusy