verso nuovi cieli

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VERSO NUOVI CIELI

E voi, splendidi insetti alati, siete riusciti a spiccare il volo?

I vostri colori, i ghirigori magici sulle vostre ali,

hanno vinto sul fuoco che arde da mano d’ uomo?

Volate farfalle, volate lontano,

da chi scarta la vita

giocandola a sorte e antepone la morte.

Nel fuoco rovente tutto si perde,

nel Cielo più Alto,

nulla si disperde.

Estinto realmente è chi declina tal pregio,

e non accoglie quel dono facendone sfregio.

Tutto il Creato è perfezione,

nulla si sfiora senza ragione.

Oh! Pioggia scendi, scendi copiosa,

raccogli il grido che il savio t’ invoca!

In contumacia l’ impronta rimane,

il dolo è un marchio che appartiene all’ infame.

Quel fumo che, imperterrito sale,

ricorda all’ uomo di non osare.

By Giusy Lorenzini ❤️

“L’ AMAZZONIA NON È PATRIMONIO DELL’ UMANITÀ” JAIR BOLSONARO 

Ho il cuore contrito nel vedere queste immagini, tutto il mondo sa chi sono i responsabili di questo disastro, eppure, non si riesce a risolvere il problema della deforestazione mondiale. L’ Amazzonia arde in realtà da anni, producendo danni irreparabili all’ ecosistema (la foresta da sola produce il 20% di tutto l’ ossigeno che occorre alla Terra). Bruciando, si distruggono alberi di cui l’ uomo non ha ancora catalogato e così è, per le specie insettivore e altro. Chissà quanti estratti per curare malattie di cui non ne sapremo mai nulla, poiché (ne sono convinta), il libro della Natura offre all’ uomo le risposte ai suoi mali; ma non conosciamo che poche pagine di quel libro e il fuoco appeso dall’ avidità umana, distrugge per sempre i rimedi ed i vantaggi che potevano essere usati a nostro beneficio. Il presidente del Brasile Bolsonaro, ha rivendicato recentemente al congresso dell’ ONU, con superbia, che l’ Amazzonia NON È PATRIMONIO DELL’ UMANITÀ, ma bensì della sua nazione. Questa affermazione arbitraria e spregiudicata, equivale ad una precisa volontà di non cedere a questo delirio di onnipotenza, nel silenzio dei potenti che confermano ancora una volta, che gli interessi economici valgono più di ogni forma di vita terrestre.

 

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Mio padre mi raccontava… compagni di scuola

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Foto tratta dal web

“UN POPOLO CHE NON HA MEMORIA DEL SUO PASSATO NON PUÒ COSTRUIRE IL SUO FUTURO”

Un giorno mio padre mi racconto’ di quando andava a scuola… In quel tempo andare scuola era “un lusso” e l’ analfabetismo toccava punte altissime, c’era inoltre, una grande distinzione tra maschi e femmine. I contadini che erano la maggioranza in Italia, avevano molti problemi per accedere alle scuole. I padroni dei podere ad esempio, non erano affatto contenti che i figli dei braccianti agricoli andassero a scuola; volevano farli lavorare nei campi, servivano braccia, non teste per ragionare o imparare a far di conto. La famiglia di mio padre era molto povera ed era composta da tre maschi e cinque femmine. Le sorelle di mio padre andarono a scuola fino alla terza elementare (al massimo), poiché secondo l’ usanza dell’ epoca, per le femmine bastava che sapessero fare la firma e poche altre nozioni, in quanto il loro destino era già scritto: fare le pastorelle o lavorare nei campi o a casa. Per i maschi c’ era un atteggiamento diverso, in quanto la consapevolezza di sapere leggere e scrivere, era un elemento determinante che serviva maggiormente per il servizio militare o la guerra. Qualcuno doveva necessariamente scrivere alle famiglie in trepidante attesa, ed era questo il motivo principale per cui almeno i più bravi (tra i più poveri), potevano ambire al raggiungimento della quinta elementare. Le scuole superiori erano esclusivamente per i ceti più alti, lontanissimi, dalle povere famiglie contadine.

Anche per mio padre suonò la campanella

Arrivò anche per mio padre il momento in cui iniziò ad andare a scuola. Il primo ostacolo che saltò fuori, era procurare il grembiulino nero per iniziare il suo percorso scolastico. Manco a dirlo, i soldi non ce n’ erano e, non trovarono nessuno che gli donasse in prestito “l’ ambito” grembiule… ma… “La necessità aguzza l’ ingegno”, mai un proverbio fu così azzeccato! In casa c’ era un ombrello di tela nero… e a nonna venne la folgorante idea: rompere i raggi di metallo dell’ ombrello, per prelevare la tela! Di lì a poco, con l’ aiuto di altre mani abili che, oltre a zappare la terra, sapevano anche a lavorare di fino, dal nulla, nacque il grembiulino per il mio babbo! Credo che tanti miracoli sarebbero possibili su questa Terra, anche senza scomodare il Padreterno, se solo noi umani usassimo l’ intelligenza, la creatività, la fantasia. Mio padre indossò quel grembiulino con tanta gioia il suo primo giorno di scuola; quella tela di cui era fatto, era preziosa più del broccato, frutto di “Signora povertà” e cucito da mani colme di calli e amore.

La scuola al tempo del fascismo

Mio padre era bravissimo a scuola, la sua maestra si chiamava Ebe, una signora tanto buona che in seguito io, dopo tanti anni, ho avuto il piacere di conoscere. La maestra Ebe lodava sempre mio padre, perché era il bambino più distante dal paese, ma sempre il primo ad arrivare in classe, a piedi ovviamente, sotto la pioggia, neve o sole ardente! La maestra aveva capito che tra i bambini poveri della sua classe, il mio babbo Dino era il più povero di tutti e per questa ragione, aveva una delicatezza maggiore nei suoi confronti. Mio padre mi raccontava che con un quaderno ci fece due anni scolastici, perché non aveva i soldi per comperarne uno nuovo. Scriveva piccolo, piccolo, e su tutto il perimetro di ogni foglio. A quei tempi si scriveva con la penna e il calamaio e mio padre si sporcava tutto… le sue piccole mani se le puliva sul grembiule di tela nera d’ ombrello… che gli potevano dire in quella situazione! I colori si può ben immaginare, erano un altro problema, non ne aveva e non poteva comperarli.

Una salvifica collaborazione

Mio padre aveva come compagno di banco, un bambino benestante di nome Umberto, soprannominato “Buccino”. Buccino era un gran somaro a scuola o forse svogliato, non so, sta di fatto che tra lui e mio padre si instauro’ un rapporto di reciproca collaborazione…Il mio babbo gli risolveva i problemi di matematica e Buccino gli passava la merenda a scuola; Buccino gli passava i mozziconi dei colori e mio padre gli faceva i suoi compiti a casa…Grazie Signora Provvidenza!

Il sabato Balilla

Mio padre era nato nel 1933 e pertanto si trovo’ a frequentare le scuole in pieno periodo fascista. Oltre l’ insegnamento scolastico che prevedeva materie come la matematica, l’ italiano, la storia ( osannando il duce e il fascismo), la geografia, la religione, il comportamento… il sabato mio padre, si doveva vestire da giovane Balilla e sfilare per le vie del paese. Mio padre mi raccontava che di quelle parate non gliene importava nulla, anzi, non aveva neppure capito perchè doveva vestirsi in quella maniera e sentirsi “figlio della lupa”.

Foto tratta dal web

Ritorno a casa

Finita la scuola o la “parata”, mio padre doveva tornare a casa, su in collina, lontano dal paese e non meno di tre chilometri lo aspettavano da fare a piedi. Usciva da scuola e con i suoi zoccoli, calzoncini corti e grembiulino sgualcito, si avviava così distrutto verso la propria dimora. I morsi della fame erano fortissimi, mi raccontava, e nonna aveva da offrirgli poco che niente; tant’è che spesso doveva di nuovo uscire per andare a cercare qualche albero da frutto per poter riempire quel povero pancino. Come “figlio della lupa” , mio padre sentiva solo che i morsi peggiori di quel feroce animale, sì, i morsi della fame, quelli che lo attanagliavano senza tregua e per tante ore al giorno.

A te, che vivi dentro di me.

Giusy Lorenzini ❤️

A proposito di Dio, fino a Pasqua e dintorni… 3

“La religione del futuro, sarà una religione cosmica. Trascenderà il Dio personale e lascerà da parte dogmi e teologia. Abbracciando insieme il naturale e lo spirituale, dovrà essere fondata su un senso religioso che nasce dall’esperienza di tutte le cose, naturali e spirituali come facenti parte di un’unità intelligente”. Albert Einstein

ALBERT EINSTEIN AVEVA RAGIONE SUI BUCHI NERI… E ALLORA PERCHÉ NON DOVREBBE AVER RAGIONE ANCHE SU DIO?

“Nelle leggi della natura si rivela una ragione così superiore che tutta la razionalità del pensiero e degli ordinamenti umani è al confronto un riflesso assolutamente insignificante. Qual è il senso della nostra esistenza, qual è il significato dell’esistenza di tutti gli esseri viventi in generale? Il saper rispondere a una siffatta domanda significa avere sentimenti religiosi. Voi direte: ma ha dunque un senso porre questa domanda. Io vi rispondo: chiunque crede che la sua propria vita e quella dei SUOI simili sia priva di significato è non soltanto infelice, ma appena capace di vivere”.

(Albert Einstein, Religione e scienza, 1930)

È notizia di questi giovani che la teoria della relatività di Albert Einstein è confermata dalle prime fotografie dei famosi “buchi neri”.

Sarebbe bellissimo una religione che superi dogmi e ogni contrapposizione umana per abbracciare un unico Dio dispensatore di ogni bene e benedizione.

BUONA PASQUA

Giusy 🌹

A proposito di Dio, fino a Pasqua e dintorni…2

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A PROPOSITO DI DIO…

“Che quella faccenda complicata e complessa che è una cellula sia nata spontaneamente e per caso sulla Terra ha la stessa probabilità che un tornado, passando su un deposito di rottami, ne tiri fuori un Boeing 747 perfettamente funzionante.“

— Fred Hoyle, dall’intervista Hoyle on Evolution, Nature, Vol. 294, 12 novembre 1981, p. 105; citato in Fred Hoyle l’uomo che inventò il big bang, la Repubblica, 23 agosto 2001, p. 37

Sir Fred Hoyle è stato un fisico, matematico, astronomo e scrittore britannico, noto al grande pubblico soprattutto per le sue argomentazioni non convenzionali e per svariate teorie non ortodosse entro la comunità scientifica. I suoi numerosi contributi scientifici vanno dalla spiegazione della genesi degli elementi “pesanti” a quella della frammentazione del gas in stelle, ma egli è noto soprattutto come sostenitore della teoria cosmologica dello stato stazionario e dell’ipotesi della Panspermia.

Come dargli torto? Nella foto una cellula umana del fegato… un capolavoro!!!!!

A proposito di Dio, fino a Pasqua e dintorni…1

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“Non riesco a capire come la natura avrebbe potuto crearsi da sé. Nessuno scienziato serio oserebbe affermare di avere a portata di mano una spiegazione naturalistica dell’origine della vita. Solo una forza al di fuori del tempo e dello spazio avrebbe potuto fare una cosa simile. Il Big Bang domanda a gran voce una spiegazione divina.

Francis Collins, da Il linguaggio di Dio, Sperling & Kupfer, 2007, p. 63

Francis Collins è un genetista statunitense che ha guidato il team di ricercatori che ha decifrato il genoma umano.

Il genoma umano è il set completo della sequenza di nucleotidi dell’Homo sapiens, che comprende il DNA nucleare e il DNA mitocondriale. Ha un corredo approssimativamente di 3,2 miliardi di paia di basi di DNA contenenti all’incirca 20 000 geni.

Aspettando la Pasqua????

Nel corso degli anni l’ interesse per il sacro è andato via via scemando, fino a diventare una cosa appartenente al passato. La Pasqua è una maniera per allungare il weekend e per fare delle belle gite e mangiate. Certamente non per tutti sarà così, ma insomma, bisogna proprio essere ciechi per non vedere il disinteresse che impera verso il risorto. La Chiesa con i suoi scandali ha dato il colpo di grazia e il popolo non perdona più come in passato e rigetta in toto tutto quanto. Un’ altra cosa che mi viene in mente è che con il benessere, viene meno il bisogno di Dio; poiché i beni materiali, soddisfano l’ uomo a tal punto, da non desiderare altro. Ho pensato di pubblicare brevi post che richiamino il lettore a pensare al Grande Dimenticato in una maniera consona ad un’ umanità entrata nel terzo millennio; il catechismo come viene propinato dalla Chiesa, appare vecchio e obsoleto, accanto ad una società che viaggia velocemente tra la tecnologia e con lo sguardo rivolto verso il futuro. Ho pubblicato queste cose anche su Facebook e ho visto il totale disinteresse, perciò tra le mie esperienze personali e tra la ciò che ho visto su Facebook, credo che dopo la mia generazione, che già è molto fiaccata, ci sarà un tonfo sonoro per la Chiesa e questo non mi dispiacerebbe affatto. Quello invece che mi addolora, è questa assenza di Dio nel cuore degli uomini; ma forse deve essere così, chi lo sa! Forse da quel “tonfo” ineluttabile (a mio avviso), può rinascere il credo nel vero e unico Dio, in una maniera universale, pura e uguale per tutti gli uomini di questa Terra, in fondo le Scritture rivelano questo.

Il risveglio di madame Primavera

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Sandro Botticelli – Primavera – Galleria Uffizi-Firenze

IL RISVEGLIO DI MADAME PRIMAVERA

Madame Primavera fa il suo primo sbadiglio,

e dalla sua bocca odorosa sboccia il primo giglio.

Dal lungo Inverno a fatica si desta,

un raggio di sole le bacia la testa.

E d’ un tratto capisce ché l’ora,

di far sbocciare ogni pianta,

di aurora in aurora.

Una tavolozza di colori la Natura regala,

e ogni sfumatura, madame, attenta prepara.

L’ usignolo innalza il suo canto,

un coro d’ alati s’ unisce e nasce l’ incanto.

Il glicine pigro ode quel suono,

e allunga i suoi tralci,

come braccia d’ uomo.

Il vento pone sull’ erba una lieve carezza,

e lei s’ inchina, a quella dolce brezza.

Uno schiamazzío d’ un colpo s’ ode,

l’ Inverno è finito e ogni vita gode.

L’ aria tersa e tiepida appare,

echi di bimbi a giocherellare.

Tutto s’ anima e sboccia, la terra germoglia,

i pigolii sui nidi e l’animale ha la doglia.

Madame Primavera osserva quel che pare magia,

i suoni, i colori, la frenesìa,

quel ché invece un miracolo che si rinnova;

e così sia.

By Giusy Lorenzini

Nessun padre all’ infuori di te…

Ti ricordi caro babbo, quando facevi il maggiordomo a Firenze? Ti ricordi quando spolveravi il soggiorno ed io piccola, piccola, ti chiedevo se mi potevi leggere una favola? “Stasera amore te la leggerò, quando i signori usciranno”. Ed io aspettavo con ansia quel momento in cui, tu mi facevi cenno ed io correvo verso te. Ricordo che prendevi un libro di favole da quella grossa libreria e poi ti sedevi stanco. Io appoggiavo la mia testolina sopra le tue ginocchia e allungavo le mie gambe sopra quel divano. Ricordo che iniziavi il racconto nel più classico dei modi: “C’era una volta…” ed io felice sgranavo i miei occhi già assonnati per l’ ora tarda, ma desiderosi di ascoltare quella favola… Ricordo, che in certi momenti mi perdevo… perché il sonno aveva il sopravvento su di me, ma appena ti fermavi io ti dicevo: “Allora, allora, babbo! “. E tu ricominciavi finché io cadevo addormentata…Cosa potrei dirti caro babbo mio, se non che, non avrei voluto nessun altro padre all’ infuori di te.

Tua figlia, Giusy ❤️

Una sinfonia ci può portare in alto…

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Che bello ascoltare qualcosa che procura gioia! La musica ha un effetto travolgente sul nostro cuore e sul nostro cervello, un tonico direi. Vedere questi musicisti tutti in tiro, che suonano contemporaneamente con forza e dolcezza, opere che il mondo ci invidia, non è fantastico? C’è urgenza di abituare le persone ad apprezzare il bello, perché il mondo è troppo infarcito di violenza e di amoralita’… Pensate alla musica demenziale di Sfera Ebbasta, c’è un evidente trascinamento dello Spirito umano verso il BASSO, all’ opposto, questa musica che è sinonimo di perfezione e armonia, innalza il nostro “IO” verso l’ ALTO. SÌ, ne sono convinta, come sono convinta che solo LA BELLEZZA PUÒ SALVARE IL MONDO…

Shoah!

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Shoah! Ieri e oggi: ancora recinzioni per impedire la fuga…

Shoah! Ieri e oggi ancora filo spinato…. in Ungheria il Premier Orban ha fatto costruire 175km di reti con filo spinato per impedire di oltrepassare il confine a decine di migliaia di migranti e profughi diretti verso lo spazio Ue: kosovari, ma soprattutto (al 70%) siriani, afghani, iracheni in fuga da guerra e violenze.

Shoah! Ieri e oggi ancora recinzioni per impedire la libertà di non morire

Shoah! Reti e ancora reti con filo spinato per impedire la fuga dalle guerre, fame e disperazione….

Shoah!Le stragi di civili in Nigeria da parte di Boko Haram, nel silenzio colpevole dei massa media…

Centri di detenzione per migranti Libici – Il governo italiano ha preso accordi con il governo libico per fermare l’emigrazione di massa. Uno stato civile può prendere accordi con carnefici di questo genere?! Ecco perché per questi disperati è meglio morire sui barconi che tornare in Libia

Centri di detenzione in Libia, tra stupri, torture e prigionia… sono questi i motivi per cui i respingimenti in mare, per ricondurre poi queste persone in Libia, fa di noi degli uomini macchiati di sangue innocente

Cade la neve cade…

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Cade la neve cade,

manna che scende per far bella la Terra,

benedizione dal Cielo,

palto’ per le nostre miserie, veto contro la guerra.

Cristalli di ghiaccio la Natura regala

con trine preziose il suo manto prepara.

Cade la neve cade di bianco vestita,

come una sposa candida che infatua e attrae,

per la purezza che emana è cosa speciale.

Cade la neve cade, sul bene e sul male,

sui corpi inermi, sui tuoi passi assenti,

sul silenzio del mare.

Cade la neve cade, sugli amori sbocciati

e su quelli che mai giungeranno a compimento;

cade la neve cade, sui gridolii dei bimbi e su ogni lamento.

Ora tutto s’ arresta e tace, la quiete nei cuori cala,

illusorio sogno o realtà verace?

solo i vate sanno,

ma ai più rimane ignara.

Giusy Lorenzini❤️