Meglio tardi che mai…

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-Caravaggio-La morte della vergine- Museo del Louvre-Parigi

Il Ferragosto fu istituito dall’imperatore Augusto nel 18°secolo a.C.

Il Ferragosto ha tradizioni antiche: il termine infatti deriva dalla locuzione “feriae Augusti”- riposo di Augusto – ed è correlato alla necessità degli agricoltori di un tempo di godere di un periodo di pausa, dopo aver speso molte energie durante la fase dei raccolti. La festa di Ferragosto fu istituita dall’imperatore Augusto nel 18° secolo a.C. per celebrare ( assieme alle altre feste che ricadevano nello stesso mese), la conclusione dei lavori agricoli e i raccolti.

IL 15 Agosto per i cristiani, è  la festa della Madonna assunta in Cielo…è  bene ricordarlo…     

Il Ferragosto nell’epoca moderna, è oramai una festa molto laicizzata, ovunque si festeggia l’apice dell’estate con canti, balli, grandi mangiate, mare, sole e divertimenti. Io stessa non mi sono sottratta a queste consuetudini…però…

È anche  la festa di Maria assunta in Cielo e con un blog così non posso dimenticarlo, è tardi lo so, mentre sto scrivendo questo post manca poco alla mezzanotte ma … meglio tardi che mai…

A Maria

Guarda “Mirusia Louwerse [HQ] “Ave Maria” & “La vergine degli angeli” Maastricht 2008″ su YouTube

https://youtu.be/xtfyrK1_uGE


Benvenuti al Sud

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APPUNTI DI VIAGGIO, DI UNA TURISTA PER CASO

-Lacco Ameno-Ischia, dove ho soggiornato in questa breve vacanza 

Ho fatto qualche viaggio in gioventù, ma certamente ben poca cosa rispetto a tante altre persone. Nel Sud d’ Italia,  mi recai una volta da padre Pio e un’altra volta a Pompei, anni e anni fa, per cui posso ben dire di essere “scesa” al Sud ufficialmente questa volta,  per una settimana ad Ischia. Un’isola dunque, lo desideravo da tempo. Ischia è bellissima e piena di contraddizioni, com’è del resto l’Italia in generale. Io le vacanze non le posso programmare per via della mia salute, per cui anche questa volta non ho potuto scegliere ne’ il luogo, ne’ l’ albergo 3 stelle dove alloggiare. Sono capitata per questo motivo in un Hotel 4 stelle, per via di una promozione; bello (a parte la camera), ma pieno di gente facoltosa e terribilmente snob. Quella freddezza la sento ancora se ci penso, le madame ed i monsieur, hanno capito al volo che non ero una alla loro altezza ed evitavano di proposito il saluto, forse, per marcare maggiormente il distacco. Di sicuro non me la sono presa, anzi, ho rivendicato con fierezza di essere una popolana verace e da subito, i miei interlocutori preferiti erano il giardiniere dell’ albergo, la donna delle pulizie, un gruppo  di persone ospiti in questo Hotel, residenti a Milano, ma tutti siciliani di origine. In seguito, passeggiando per il corso del paese e lungo il porto ho fatto velocemente breccia con il popolo ischiano, aiutata dal mio accento toscaneggiante e dal il mio carattere. Ad Ischia ci sono le terme, Omero già  le citava nell’Iliade, Virgilio nell’Eneide, e pure Plinio e Strabone ne avevano parlato. Non è un caso se le acque termali di Ischia sono famose da secoli: già ai tempi dei Romani molti soggiornavano sull’ isola per le proprietà benefiche dell’ argilla. Così, anch’io ho fatto qualche bagno termale, ma poi la voglia di vedere l’isola e l’attrazione per il mare erano troppo forti, ed è stato così che ho abbandonato in fretta la settimana di relax alle terme: là  c’era un mondo che dovevo assolutamente vedere …

-Foto tratta dal Web-Lacco Ameno, roccia sul mare chiamata “il fungo”

Il DIALETTO NAPOLETANO 

Credo che non ci sia nessuno al mondo che non abbia mai sentito parlare un napoletano, o che non abbia mai ascoltato una canzone napoletana. Il fatto curioso è, che NON mi era mai capitato di sentire così tanta gente contemporaneamente che parlasse questa lingua. Non capivo quasi nulla, ma avvertivo una certa musicalità in quel linguaggio. Le frasi le sentivo spezzate e le vocali, quasi sempre scomparivano al termine della parola…

Oggi è na’ bellà iurnata e’ sol…Maronna aiutàm!…Buonasèr bellà signòr!

Per ultimo bisognava aggiungere al discorso un’aria stanca, anzi, “stanca’“! Oh si! M’ incuriosiva questo linguaggio colorito e ridevo… Per le strade poi… solo musica napoletana, né italiana, né straniera, rigorosamente napoletana!

VOCE DI POPOLO VOCE DI DIO

Ischia è bellissima, non me la dimenticherò di sicuro, come non dimenticherò le sue contraddizioni…

Il giardiniere – ecologista dell’Hotel, mi raccontava che l’isola era congestionata da un traffico d’auto insopportabile per lo stesso ecosistema di Ischia. Mi spiegava inoltre, che si doveva intensificare il trasporto pubblico con mezzi adeguati e depotenziare l’uso privato delle auto…come non dargli ragione! Mentre parlavamo avevo notato uno strano luccichìo nei suoi occhi e, con un evidente dispiacere, tipico di chi ama davvero la sua terra, mi ha detto che ad Ischia non ci sono i depuratori, ed i liquami perciò, vengono sversati in mare. Inoltre, nell’intero golfo di Napoli ci sono grossi problemi d’inquinamento e di cementificazione selvaggia. Ecco cos’era quel fetore che sentivo a volte passeggiando! Ci sono rimasta davvero molto male, l’Italia non è capace di volersi bene, abbiamo 7000 km di coste, i mari più belli e i politici più incapaci e corrotti.

Lascio due link, così chi legge capirà da solo, come è gestita la nostra bella Italia…

http://www.ilgolfo24.it/?p=20266

http://www.ilgiornalelocale.it/2016/06/62898/

GLI EXTRATERRESTRI SONO SBARCATI AD ISCHIA…

-Foto personale -Porto di Lacco Ameno, Ischia- “I tripodi”

Passeggiando per il porto la sera, vedevo un gran bagliore di luci, mi pareva un luna park sull’acqua. Da vicino, erano yot di una grandezza mai vista, a me parevano i Tripodi  della “guerra dei mondi”

-Foto personale- Non provavo invidia per i proprietari dei Tripodi”, ma rimanevo allibita di fronte a tanta sfacciata ricchezza, un divario incredibile, un delirio di onnipotenza, un mondo tremendamente ingiusto.

-Foto personale –I propretari dei tripodi, per sostare nel porto, spendono 1000 € al giorno, la paga di un mese di lavoro di un operaio…Mi raccontavano gli ischiani, che ogni giorno queste imbarcazioni vengono  pulite e lucidate dai mozzi, poiché devono essere sempre ineccepibili esteticamente…Provate a pensare dove vanno a finire i detersivi che usano per pulirle…

Foto personale- Queste invece sono le imbarcazioni dei “mortali”, per fare il giro dell’isola. Io ci sono salita due volte per visitare Ischia via mare e Capri. Queste “carrette dei mari”, sono vecchie ed obsolete, ed mettono una quantità di nafta impressionante -mi sono riempita i polmoni- ma comunque ne è valsa la pena! A bordo ho conosciuto il marinaio che gestiva un po’ tutta l’imbarcazione, credevo fosse sua…ma lui mi ha risposto: “Signorà, nun song padròn neppùr ra’ magliètt e dei pantalòn ca’ indòss!”. Non tutti gli ischiani si sono arricchiti con il turismo.

SANT’ ANGELO, IL PAESE PIÙ CARINO D’ ISCHIA…ALMENO PER ME

-Foto tratta dal Web-Porto Sant’Angelo 

-foto personale-

Sant’Angelo è veramente carino, il paese ha conservato ancora le caratteristiche di un piccolo borgo isolano, ben lontano dalle grandi catene alberghiere e dal turismo di massa.  Se mi capitasse di tornare ad Ischia, questo e’ il luogo dove soggiornerei volentieri…ma solo ovviamente se rimanesse così…

ADDIO MIA BELLA CAPRI, MAI PIÙ TI RIVEDRÒ 

-Foto tratta dal Web-Capri-

Capri non è per tutti, è bellissima, ma non è accessibile per chi non ha un grande portafoglio. L’ho vista sì, ma non come avrei voluto, ritengo un’ offesa sapere, come contribuente e cittadina italiana, di  non avere l’opportunità di visitare un qualsiasi  luogo che appartiene allo stato italiano, per  via dei costi altissimi.

-Foto personale -Capri- Uno scorcio della famosa piazzetta

La piazzetta era bella, ma…credevo che lo fosse molto di più…  C’erano orde  di turisti dappertutto e un caldo soffocante, avevo sete, ma per una granita mi hanno chiesto 8€…Non l’ho comperata…

 IL MITO DELLA PIAZZETTA DI CAPRI NON C’È PIÙ 

Brigitte Bardot è oramai un’ anziana signora, Jacqueline e Aristotele Onassis sono morti, furono personaggi come loro che crearono il mito a Capri. Quando questi divi venivano in vacanza in quest’isola, gli italiani facevano fatica a mettere insieme pranzo e cena e le vacanze, in pochi potevano permettersele. Sono passati decenni oramai, i paparazzi non ci sono più sulla piazzetta pronti ad immortalare le celebrità, adesso ci sono solo le ciurme anonime dei turisti, stanchi e assetati, com’ ero io. I Vip, sono rintanati nelle loro ville arroccate sulle rocce, o al largo, nei loro mega-yot.

LAUDATO SI’, MI’ SIGNORE, PER SOR’ACQUA, LA QUALE E’ MULTO UTILE ET HUMILE ET PREZIOSA ET CASTA…

-Foto personale-Grotta dei coralli-

-Foto personale-Grotta verde-

-Foto personale-I Faraglioni-

-Foto personale- Sempre vicino al mare, avevo poco tempo per stare a tu per tu con lui…

in mezzo al mare fotografavo tutto, perché sapevo che la mia mente in quei pochi attimi, non poteva memorizzare tutte quelle bellezze. Carpe diem…carpe diem, ripetevo… solo pochi fotogrammi a disposizione, per chi non può permettersi il lusso.

-Foto tratta dal Web- La grotta azzurra…ho assistito al suo funerale

Non l’ho vista la grotta azzurra, ero basita di fronte a questo spettacolo osceno. Le imbarcazioni erano tantissime e, con 13 € a cranio di aggiunta sul prezzo del biglietto, si poteva visitare la grotta azzurra con delle barche a remi, già, ma le navi rimanevano in sosta ammassate vicino alla grotta per più di un’ora per aspettare i turisti che tornassero dalla grotta… inquinando ancor di più quel bellissimo mare blu cobalto!.. E così, la piscina privata dell’imperatore Tiberio, si è trasformata in un business pazzesco, a discapito di madre natura. Qualche anno fa, ci furono molti turisti intossicati dal gasolio delle navi, la grotta fu chiusa, ma per poco…il dio denaro non ammette soste. Questa foto l’ho tratta dal Web, io non fotografo i funerali e quel giorno l’ho visto… era per madre natura. Sarebbe ora di ricordare le parole di S. Francesco, grande santo e grande ecologista. Il Cantico delle Creature, non è  forse un inno di lode e di ringraziamento a Dio, per la bellezza del creato?

A MAGGIO DEL 2016, IL SINDACO PROMETTEVA…

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/troppi-turisti-a-capri-il-sindaco-vuole-ridurre-gli-sbarchi-uno-ogni-venti-minuti_3009996-201602a.shtml

NON MI SONO GINOFLESSA AL DIO DENARO

Nel tardo pomereggio l’escursione a Capri era terminata. Per vedere l’isola ho dovuto prendere due navi, un taxi, un bus pubblico e una funivia, tutto per risparmiare un po’, il taxi solo per salire ad Anacapri ha preteso 30 € per compiere 6 km. Scesa al porto ho chiesto ancora una granita al limone, mi hanno risposto chiedendomi 6 €, ero stremata, il bastone da trekking che porto sempre con me per i lunghi spostamenti, non riusciva più a sostenermi. Ho domandato  allora al gestore del locale, se potevo sedermi, mi ha risposto che con una granita non si poteva. Ho rifiutato la granita e l’ho mandato a vaffanculo.

La sera in Hotel, avevo la febbre…il fisico si ribella se lo tratti male, come la natura, che farà altrettanto con chi la ferisce in quella maniera.

A Ischia il giorno dopo, passeggiando ho visto che vendevano granite, ho chiesto il prezzo: 2, 50 €. L’ho comperata e, seduta su una panca osservavo in santa pace il mare…

UNA CANZONE PER:

PER TUTTI COLORO CHE AMANO LA NATURA E VORREBBRO CHE FOSSE RISPETTATA

PER TUTTI COLORO CHE AMANO IL MARE

PER TUTTI COLORO CHE  SEPPUR IN VACANZA, SI GUARDANO INTORNO E NON SI GIRANO DA UN’ALTRA PARTE PER NON VEDERE LE COSE CHE NON VANNO

PER TUTTI COLORO CHE VORREBBERO UN MONDO PIÙ EQUO

PER TUTTI GLI ISCHIANI, CHE IN QUESTI GIORNI STANNO LOTTANDO CON OGNI MEZZO, PER OPPORSI ALLA CHIUSURA DEL LORO OSPEDALE, DONATO DALL’EDITORE RIZZOLI

PER TUTTI COLORO CHE HO AVUTO IL PIACERE DI CONOSCERE IN QUESTO VIAGGIO, FATICOSO PER ME, MA COMUNQUE BELLISSIMO PER CIO’ CHE HO VISTO, PER  CIO’ CHE HO ACQUISITO, PER CIO’ CHE MI HA LASCIATO…

PER TUTTI COLORO CHE SI SONO INNAMORATI O EMOZIONATI  SOTTO LE NOTE DELLA MUSICA PARTENOPEA

PER PINO DANIELE…

Oggi e’ S. Lorenzo, auguro a tutti di poter vedere una stella cadente e che ogni desiderio espresso venga esaudito.

INOLTRE…

Buon Ferragosto a tutti, Giusy

Una sera ho cantato sotto le stelle…

La foto di rito prima del mio “debutto” da corista-dilettante.

 “La musica è una legge morale: dà un’anima all’universo, le ali al pensiero, uno slancio all’immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza, e la vita a tutte le cose. Essa è l’essenza dell’ordine ed eleva ciò che è buono, giusto e bello, di cui essa è la forma invisibile, ma tuttavia splendente, appassionata ed eterna”. Platone 

LA MUSICA È ARMONIA, E L’ARMONIA È BELLEZZA 

ascoltando la musica preferita, si prova un senso di benessere, perché? Perché essa ha la capacità di farci riconciliare con il mondo e fa conoscere ad ognuno di noi la parte più profonda dell’anima: quella che ognuno di noi tiene nascosta per la maggior parte del tempo. Da questa immensa eredità che ci ha lasciato il passato è nata la musica classica, che rappresenta una forma alta di cultura e un modo per crescere, per esprimere liberamente le proprie passioni ed i propri stati d’animo.

Shopenhaurer riteneva che la musica ha un linguaggio universale, ed uno dei suoi pregi è proprio quello di poter “parlare” a tutti perché utilizza i suoni e si basa sull’armonia. Non c’è bisogno di conoscere la lingua per amare una melodia o una combinazione di suoni. La musica avvicina,  unisce, accomuna, perche’ parla un linguaggio universale. E’ spirito, e’ afflato mistico, e’ possibilità  di avvicinarci al divino o di combattere per cambiare la realta’. Essa e’ in grado di suscitare i sentimenti fraterni e di accomunare nell’amore tutti gli uomini…tutto dipende ovviamente da chi ascolta! Chi sa apprezzare la buona musica molto spesso sa leggere anche la realtà del mondo che lo circonda, perché essa, eleva e accresce tutti coloro che si pongono all’ascolto con il cuore ed il cervello. Qualunque tipo di “buona” musica produce questo effetto, tanto che sia classica, rock, pop, blues …Ogni individuo che si pone all’ascolto con queste prerogative, inevitabilmente, apre le le vie ad un cammino di conoscenza e di accrescimento culturale.

IL CONCERTO

Le prove con il Maestro Piero Caraba, Direttore del Conservatorio di Perugia 

Per conoscere meglio il Maestro Piero Caraba…

http://www.pierocaraba.it/profilo.html

Per una debuttante come me, trovarsi di fronte un Maestro come Piero Caraba, la soggezione era d’obbligo! Nessuno dei coristi è un professionista, tuttavia, nei cori amatoriali ci sono persone che cantano da moltissimi anni, benissimo e anche con delle voci importanti. il Maestro, con i suoi toni gentili e aggraziati, ha accantonato ben presto ogni insicurezza e disagio. Cantare il va’ pensiero, il Coro dei Crociati e pellegrini, il Libiamo de’ lieti calici di Verdi, è volare in alto, anzi, è l’orgoglio italico per antonomasia. Il Maestro, con il suo agire, ha colpito subito nella mia sensibilità più profonda, iniziando ad aprire un varco nella mente chiusa a cotanta bellezza. I movimenti armonici delle sue mani, facevano breccia nella mia voce e impartivano l’andamento sinuoso del suono: ora basso, ora alto, ora appena percettibile. Iniziavo a capire PERCHÉ, Verdi voleva che il va’ pensiero, fosse cantato quasi come un’ invocazione, come una preghiera, infatti il testo ci racconta della prigionia degli ebrei e della loro oppressione, ma questa oppressione era la stessa che Verdi vedeva per gli italiani prima dell’unificazione . All’opposto, il Libiamo de’ lieti calici, doveva essere allegro, frizzante, perche’ bisognava trasmettere con il canto, quell’atmosfera densa di emozioni fresche di una sala da ballo, dove c’era voglia di divertirsi e di festeggiare. Certamente non potremo cantare alla Scala, ma la volontà, è la forza più grande di cui disponiamo e quando l’obiettivo è in comunione, si crea un’osmosi e un’interagire che facilita il superamento di molti ostacoli. Grazie Maestro!

Un onore per me, questa foto con il Maestro 

Alcune “veterane” del coro di Tuoro, con il Maestro.

La corale di Tuoro-Fontignano ha una Direttrice di grande spessore: Chiara Franceschelli

http://www.istitutomusicalesomma.it/Attivita/I/rif000020/1051/M-Franceschelli-Chiara-Canto

 UN SALUTO CON UN BRINDISI…MA SOLO IN FOTO…

Corali Polifoniche di Corciano, San Mariano, Tuoro-Fontignano, la sera al concerto.
Mi dispiace molto di non poter mostrare il video, ma purtroppo WordPress non carica video amatoriali. È stata un’amara sorpresa per me, in quanto non conoscevo questo limite…davvero una nota stonata!

UNA MIA PERSONALE RIFLESSIONE 

Non so se questa esperienza finirà qui, stare in un coro non è facile per chi non gode di ottima salute. Ci sono le prove  da effettuare settimanalmente e poi, quando il coro si esibisce ha una sua prassi: viene richiesto un modo di vestire elegante, un atteggiamento corretto e signorile, soprattutto nell’entrata e nell’uscita di scena. Sul vestire non ho preoccupazioni, in quanto adoro i vestiti!  Ma per sfilare correttamente tutti insieme, questo è davvero un bel problema, perché l’istabilita’ che ho per via della malattia, cresce in maniera esponenziale alimentata dalla paura di un mio eventuale inciampo! Posso dire che in questa occasione, Claudia e Monia, si dono alternate prendendomi a braccetto e per questo le ringrazio pubblicamente.

Claudia, un “braccio” che mi ha sostenuto…

Partecipando alle prove ho constatato che i cori in generale, non sono sostenuti da nessun ente, per cui, queste ammirevoli persone oltre che cantare gratuitamente, hanno grossi problemi di gestione. A parer mio (in quanto non sono ufficialmente iscritta a nessun coro), ritengo che questa NON SIA UNA COSA GIUSTA. Non comprendo e mi domando come sia possibile, che i Comuni e la Chiesa, non promuovano e non sostengano anche con piccole somme ciò che è bello, sia come cultura, sia come arricchimento religioso. S. Agostino diceva che chi canta prega due volte e Platone asseriva: se volete conoscere un popolo, dovete ascoltare la sua musica.

UN ULTIMO APPELLO…MA NESSUNO È PROFETA IN PATRIA…

Ebbene si’, il mio blog viene letto quotidianamente da ogni parte del mondo. Nel 2015, oltre che dall’Italia, il mio sito e’ stato visitato da uomini e donne di 60 nazioni diverse…MENO, IL PAESE IN CUI ABITO… Non ho un particolare rammarico per questo (anche perché ricevo tanti commenti bellissimi da gente, che io considero amici a tutti gli effetti ), ma stavolta, VORREI davvero che questo post fosse letto da molte persone del luogo in cui vivo e anche delle zone limitrofe. L’appello che sto per fare e’ una sollecitudine che scaturisce dal cuore, per cui non posso sottrarmi…è la forza interiore dello spirito che mi spinge a parlare, è il mio innato e palese amore per il bello…

Il CORO HA BISOGNO DI VOI…

 Una sorgente ha bisogno di acqua viva per rigenerarsi, altrimenti inaridisce e muore. Il coro altrettanto, ha bisogno di rinnovarsi e rivitalizzarsi con voci fresche e nuove. Occorrono percio’ persone che abbiamo voglia di mettersi in gioco, di partecipare, di offrire se stessi per qualcosa di bello e prezioso. Questo invito e’ rivolto a tutti… e ripeto ciò che ho scritto all’inizio dell’articolo: “la musica avvicina, unisce, accomuna perché parla un linguaggio universale. E’ spirito, è afflato mistico, è possibilità di avvicinarsi al divino o di combattere per cambiare la realtà, spesso funesta delle cose. Essa è in grado di suscitare i sentimenti fraterni e di accomunare nell’amore tutti gli uomini”.

È  COSA BUONA E GIUSTA…

Con la mia testimonianza, ho cercato di dimostrare che se si vuole cambiare qualcosa, occorre crederci e volerlo. Lamentarsi o sparlare senza mai la volontà di cambiare le cose, e’ deleterio, soprattutto per se stessi. All’opposto, mettetersi in gioco, soprattutto quando ci sono energie e vitalita’ a disposizione, sono gesta sacrosante che saranno ampiamente ricompensate. Questo principio e’ la base da cui ripartire per un rinnovamento in ogni segmento e settore della nostra società. Il nulla genera il nulla, la bellezza genera il tutto.

NON POTEVO CONCLUDERE SENZA UN BRINDISI… NON È QUELLO DI CORCIANO…MA ANCHE QUESTO È  SOTTO LE STELLE, ED È IL TOP!!!!

 Le parole del Maestro Piero Caraba, affiorano ancora nella mia mente e si sono materializzate in questo video: Pensate ad una sala da ballo, ad un’atmosfera densa di emozioni fresche e frizzanti, dove c’era voglia di divertirsi e festeggiare…”. Questa eredità che ci è stata lasciata, è una forma di alta cultura, un patrimonio che ci appartiene, poiché la genialita’ umana e’ cio’ che ci distingue da ogni altra specie vivente su questa terra. Pertanto questo dono prezioso va custodito e tramandato, ovunque e per sempre.

https://youtu.be/jKHPJ_vAjnU

Un saluto a tutti  e buone vacanze

Giusy Lorenzini

Salutami il mare…

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IO E IL MARE

“Salutami il mare”, è una frase ricorrente, quasi un mantra o una giaculatoria, che io ripeto a chi sta per partire per una vacanza marittima, o, spessimo, ad alcuni bogger che abitano in località’ di mare. Abito sulle sponde di un lago e questa è già una fortuna, ma il mare per me ha un fascino superiore e irresistibile, un’attrazione fatale…

Non sono una tipa da spiaggia, nel senso che per me stare su delle sdraie ferma per ore a prendere il sole, è fuori dalla mia logica. Non sopporto stare appiccicata con altre persone che non conosco, sentire bambini che strillano, schiamazzi, musica ad alto volume…
Io amo il silenzio, amo tuffarmi in quell’acqua, dove ritrovo forza e vitalità e tutto il mio essere percepisce di appartenere a questo elemento…

image“L’acqua del mare mi avvolge e mi culla con amore filiale, ed io mi abbandono a quella ninna nanna, ascolto la sua viva voce e il suo canto. La mia anima trova un’armonia che vorrei durasse per l’eternità, il mio viso si distende e restituisce in dono, un lieve sorriso “.

Occorrono tempi lunghi e denaro abbondante, per poter assaporare la bellezza del mare fino in fondo e, per questo motivo, le senzazioni di cui io provo desiderio e mancanza, rimarrano molto probabilmente imprigionate nei mie sogni; un po’ come Emilio Salgari, che senza viaggiare, descrisse la Malesia talmente bene, che pareva a tutti che ci fosse stato.

VORREI…

Vorrei passeggiare al mare la mattina presto, con la sabbia umida che lascia l’impronta del mio piede. Vorrei vedere l’alba e il tramonto sul mare, le passeggiate notturne al chiaror di luna, i ristorantini tipici e il porto, perché adoro vedere le navi partire e rientrare. Mi piacerebbe chiacchierare con i pescatori e ascoltare come una bambina ad occhi spalancati, i loro racconti. Vorrei vedere il mare in burrasca, sentire il suo ululato e vedere l’acqua che schiaffeggia gli scogli. Vorrei vedere la quiete dopo la tempesta, l’acqua tornare cristallina e ascoltare lo sciabordìo dell’onda che s’allunga su ciottoli ghiaiosi della riva. Vorrei all’imbrunire passeggiare sul bagnasciuga e ascoltare tutto ciò che Lui ha da dirmi, i bisbiglii d’amore sentiti, i baci rubati, tutto il riso e il pianto di ogni santo giorno. Ed io, con un tacito accordo, confidargli le mie più intime passioni, i miei più reconditi desideri; entrambi sicuri che il nostro patto segreto non sarà mai violato, non sarà mai sarà tradito. Vorrei sentire il profumo del mare ogni giorno e, vorrei che la mia pelle sia impregnata di quell’odore, per sempre.


“Vorrei vedere la quiete dopo la tempesta, l’acqua tornare cristallina e ascoltare lo sciabordìo dell’onda che s’allunga su ciottoli ghiaiosi della riva”.

LA SENSIBILITA’ È  UN LUSSO E UNA DANNAZIONE

“Davanti a questo mare penso che il lusso sia essere pazzi, rivoluzionari e poetici… Il lusso per me è soprattutto la sensibilità che credo sia qualcosa di divino
ma anche una dannazione, perché un certo tipo di sensibilità , direi estrema, dilatata, non ti porta ad essere felice.” Lauraluna

https://vivereesognare.wordpress.com/

Quanta verità in questa frase! Ed io non l’avevo capito! C’è un’ incompatibilità’ che mi accompagna nei confronti delle persone, nella quotidianità della vita. Mi discosto dalla massificazione del pensiero comune, non accetto le frasi di circostanza, il parlare velato d’ ipocrisia, l’ interloquire disattento, senza interessarsi veramente di chi ti sta di fronte. Tutto questo mi spinge ad indossare una maschera da guerriera, ed apparire diversa da come sono. La parte vera di me stessa e’ quella che scrive, qui non ci sono maschere… qui la mia anima e il mio cuore sono a nudo. Questo camuffamento è una protezione indispensabile per non sentirmi una voce fuori dal coro, per non mostrare la mia inadeguatezza; una difesa per poter sopravvivere. Ora ho capito che la mia sensibilità, non è un difetto o qualcosa di cui vergognarmi, è una sensibilità estrema, quella che eleva lo spirito e innalza l’anima, ma è anche la mia dannazione. Non c’è spazio in questo mondo materialistico e uniformato per la tenerezza o la debolezza, non c’è spazio per delle sognatrici come me e allora, la zona in cui si può agire si ridimensiona enormemente e diventa quasi una prigionia. Non ci sono vie di mezzo per soggetti così, ne’ possono esistere compromessi: o si vive da dannati, o si muore interiormente. L’ unica maniera per sopravvivere è  il trasformismo, l’isolamento, è rifugiarsi nei sogni, è crearsi degli spazi propri, è allontanarsi dal branco;  poiché ogni diverso viene rigettato, chiunque esce dagli schemi è pazzo, rivoluzionario, o poeta …

E ARRIVO’ QUEL GIORNO IN CUI ANCH’ IO, SALUTAI IL MARE …
Ero a casa e accadde tutto all’improvviso, pensavo al mare in quella torrida giornata d’estate. Facevo ghirigori su un foglio di carta, ma ad un certo punto…
quei disegni astratti cominciarono a prendere la forma di parole, parole e scarabocchi…poi pensando sempre a Lui, parole e frasi che si componevano da sole e fluivano, come se la mente stessa agiva indipendentemente dalla mia volontà. Nacque così questa poesia… e fu così che salutai il mare…

SALUTO A SUA MAESTÀ IL MARE

Sono venuta a salutare

sua maestà, il mare.

Guardo il tuo infinito e ho paura.

Ti vedo dondolare, sei come una danzatrice

che muove il suo ventre.

La tua voce, ora è uno schiocco leggero,

che va e che viene,

ora, un suono forte e oscuro.

Usi la tua forza per schiaffeggiare le rocce,

dove però ti vai ad infrangere.

Penso a quante navi sono salpate,

alla ricerca del tuo infinito.

Penso al coraggio di quei uomini,

che hanno osato sfidarti.

A quanti hai teso la mano,

a quanti hai allargato le braccia

per stringerli a te, in un abbraccio mortale.

Tu mare, sei padre e sei madre.

Prima di ciò che sono,

ero un anfiosso cullato da te.

Ti saluto, o mare;

con quell’amore viscerale,

che si ha tra consanguinei.

Ti saluto, con la malinconia di chi soffre per la lontananza,

perché è nell’assenza,

L’essenza di tale mestizia.

Giusy Lorenzini

Caro diario, per amor di verità devo scrivere che questa poesia l’avevo pubblicata due anni fa. Il blog era nato da pochi mesi e non mi conosceva nessuno, per cui ritengo che in questo post sia giusto riproporla, in quanto è in perfetta sintonia con tutto l’articolo e con tutto il mio sentire.
Un saluto particolare a Lauraluna, perché attraverso il suo articolo ho imparato a conoscermi meglio.
Un saluto e un abbraccio a tutti voi che mi seguite e date lustro al mio blog, con la vostra presenza costante e con i vostri commenti, grazie.
Vi auguro buone vacanze …e salutatemi il mare eh!!!!!

Giusy
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Amore e Psiche, Dio… ed io…

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AMORE E PSICHE
Amore e Psiche è una delle opere più affascinanti di Antonio Canova. Fu realizzata fra il 1788 e il 1793, si tratta di una scultura in marmo bianco che rappresenta il dio dell’Amore nell’atto di guardare la sua amata Psiche, prima di baciarla. La struttura compositiva si basa su due linee curve contrapposte che formano una “X”. Ammirando la scultura e notandone i punti di equilibrio fra il cerchio creato dall’abbraccio, le ali di Eros e le braccia di Psiche, si può comprendere l’ideale del bello di Canova: una perfezione di corpi e volti che rimandano al neoclassicismo. L’artista è riuscito a creare in quest’opera, un effetto di luce capace quasi di ricreare l’armoniosità della pelle. Osservando i corpi avvinghiati teneramente, pare di “sentire”, la tensione che sta per sciogliersi nel bacio che è all’apice della sua intensità. Le due figure, riflettettono, una tensione sensuale e amorosa che sembra uscire dal tempo, fermandosi in un istante di eternità, mentre i due amanti si contemplano all’infinito. L’eleganza della posa, i gesti del dio Amore che contempla in una tensione dolce e sensuale la sua amata e l’abbandono di Psiche, in attesa del bacio del suo sposo, rendono la scultura un’opera straordinaria e immortale.

DIO E L’AMORE NEL CANTICO DEI CANTICI

Cantico dei Cantici – Capitolo 3

Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato
l’amato del mio cuore;
l’ho cercato, ma non l’ho trovato.
«Mi alzerò e farò il giro della città;
per le strade e per le piazze;
voglio cercare l’amato del mio cuore».
L’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi hanno incontrato le guardie che fanno la ronda:
«Avete visto l’amato del mio cuore?».
Da poco le avevo oltrepassate,
quando trovai l’amato del mio cuore.
Lo strinsi fortemente e non lo lascerò
finché non l’abbia condotto in casa di mia madre,
nella stanza della mia genitrice.

Cantico dei Cantici – Capitolo 8

Oh se tu fossi un mio fratello,
allattato al seno di mia madre!
Trovandoti fuori ti potrei baciare
e nessuno potrebbe disprezzarmi.
Ti condurrei, ti introdurrei nella casa di mia madre;
m’insegneresti l’arte dell’amore.
Ti farei bere vino aromatico,
del succo del mio melograno.
La sua sinistra è sotto il mio capo
e la sua destra mi abbraccia.

Cantico dei cantici – Cap 8

Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l’amore,
tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco,
una fiamma del Signore!
Le grandi acque non possono spegnere l’amore
né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa
in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio.

Il Cantico dei Cantici è uno dei libri che compongono la Bibbia, visto quanto eros? Il Cantico dei Cantici dimostra che l’amore tra uomo e donna è un dono di Dio. Lascio la parola a Vito Mancuso nel link sottostante. Mancuso per me è un faro, mi piace il suo pensiero, la sua forza innovatrice, il suo guardare “oltre”. Spesso in contrasto con la Chiesa Cattolica, il Teologo, non si tira indietro e porta avanti le sue idee, chiare e alla portata di tutti, per un rinnovamento indispensabile e auspicapile. Invito chi è nel dubbio a leggere i suoi scritti, sono una sua fan…penso che si sia capito!
“…il messaggio del Cantico. Basta considerare quanto sia presente il corpo, soprattutto nelle parti che sono oggetto delle attenzioni amorose: bocca, seni, curve dei fianchi, ventre, gambe. E poi un diluvio di carezze, baci, persino facendo uso di vino aromatico (8, 2) e afrodisiaci (riferimento alla mandragola in 7, 14). Insomma in scena è la passione, compresi i giochi e gli espedienti che gli esseri umani conoscono per renderla più viva. La protagonista assoluta di questo piccolo libro biblico è l’arte dell’amore fisico (8, 2). Il Cantico è una celebrazione di questa realtà primordiale, senza la quale noi non saremmo qui e neppure i nostri figli sarebbero mai nati, perché la vita va avanti grazie a questa forza che ci abita e che al suo primo apparire in noi si chiama eros…”

https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/09/15/vito-mancuso-sul-cantico-dei-cantici/

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-Amore e Psiche e Il loro eterno abbraccio –

…IO…L’EROS… AMORE E PSICHE

IO…ebbene sì, sono rapita da questa scultura, essa m’ incanta, con il potere dell’amore, soprattutto per l’intensità del desiderio che riesce a sprigionare, fermando la scena all’istante prima che il bacio avvenga e il desiderio si consumi, mostrando così la dolcezza e la delicatezza di quest’attimo.
E’ eros (attrazione e spinta verso un altro individuo), è philia (amore di amicizia, piacere di stare insieme, di condividere) ed è agape, termine coniato dai primi cristiani per descrivere l’amore divino: gratuito, rivolto a tutti, ma a ciascuno in modo personale, eterno, volto solo alla ricerca del bene dell’altro.
l’eros è estremamente esigente e per questo motivo spesso viene oscurato, esso richiede un impegno personale molto intenso, una donazione totale o tendente alla totalità, una responsabilità nei confronti dell’altro che mobilita in maniera unica, la concentrazione fisica e mentale dei soggetti coinvolti.
Niente a che vedere con la pornografia e la depravazione che sono volgarità, bassezze e disprezzo, per se stessi e per gli altri, dalle quali bisognerebbe distaccarsi definitivamente e dare il giusto spazio, alla nostra vocazione di umani, chiamati a spingerci verso quella bellezza che scaturisce direttamente dal cuore, dallo spirito, dal cervello per esplodere poi, nel corpo, dando origine all’eccitazione, al desiderio, al piacere e al benessere.
l’erotismo, e’ raffinatezza, è abbandonarsi all’istinto, è fascino, è sensualità; non c’è nulla di peccaminoso in un amore puro e assoluto, come l’ha raffigurato il Canova e come viene descritto nel Cantico dei Cantici.
IO…una donna d’altri tempi, romantica, fin da piccola affascinata dalla favola di Cenerentola e del principe azzurro e da adulta, dalla favola di Apuleio. Sogni che resistono al tempo inclemente che passa…ed è così, che in quest’ epoca, io non ritrovo il mio spazio, non mi sento a mio agio. I principi con tanto di cavallo, non se ne vedono molti in giro, anche se il vero principe, è colui che è gentleman dentro, più che fuori. Anche di dame se ne vedono poche, poiche’ e’ cambiato lo status di riferimento, ora l’impegno piu’ grosso e’ impedire la caducita’ della carne, soffocando (come gli uomini), la bellezza e la signorilita’ interiore. Non è una colpa cercare di mantenere un aspetto decoroso, ma non puo’ diventare un’ossessione, una ricerca continua di perfezione estetica e soprattutto, non può essere ostentata a tutti i costi, poiche’ “la bellezza esiste soltanto nella mente che la contempla” (Hume).
IO…desueta, tanto da non comprendere questo tipo di modernita’, che esalta il mercinomio di carne umana, Lupanare a cielo aperto, enfatizzandole come processi di emancipazione a discapito dell’amore vero, fatto non solo di corpo, ma anche di anima.
IO… incredula e amareggiata, nel vedere rapporti di coppia, dove impera il lassismo, l’egoismo, la quotidianità, i silenzi, la disaffezione, l’ipocrisia e prendo atto, che in questi frangenti, l’eros come forza dirompente che tutto supera e tutto ricompone, viene spazzata via e annullata.

NEL SOGNO IL MIO RIFUGIO

IO…mi specchio nello sguardo di Amore e Psiche, nel suo dolcissimo mito, lì, si celano simbologie che parlano alla mia essenza più intima, lì, ogni disagio scompare e sento i miei sensi che si allineano “ai loro sensi”. Ogni donna pero’, può riconoscersi e ritrovarsi in Psiche, poiché ella incarna la femminilità nelle sue vari fasi: fanciulla, amante, madre.
Io…prigioniera felice di questo sogno, consapevole, che rimarrà tale per sempre, sicura, che non è un limite ma una risorsa, poiché al di fuori di questa proiezione, nel sentire più  profondo della mia anima libera da ogni condizionamento, io desidero solo che questo: immortalare e assorbire l’energia che si sprigiona da Amore e Psiche, catturare nel loro abbraccio quell’ istante che lo precede e farlo mio, contemplare senza fine quegli sguardi persi ognuno negli occhi dell’altro, trattenere quella tensione sensuale amorosa, raccogliere quell’abbandono e recluderlo nella mia anima, nell’attesa di quel bacio unico ed eterno…

La favola attraverso la musica di Tracy  Chapman

Dedicato a tutti coloro che sognano come me…

A presto, Giusy

La Bibbia è un lungo cammino dalla terra al Cielo

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È PAROLA DI DIO

Still_life_with_Bible

V. Van Gogh, Natura Morta con Bibbia aperta, candela spenta e romanzo. (1885)

LA BIBBIA NON SI PUÒ LEGGERE COME UN LIBRO QUALSIASI

PREMESSA

Dopo il post precedente “Credo in Deum”, sento la necessità di offrire al lettore un ulteriore approfondimento sulla Bibbia. Chi la scritta? Perché fu scritta? Tornerò a parlare di quell’astruso argomento sulla divina onniscienza e la collocazione di Dio in un’altra dimensione, al di fuori del tempo e dello spazio, questa volta pero’, attraverso questo antico libro. Inoltre, le profezie e le rivelazioni che la Bibbia racchiude, sono così evidenti, che per chi è alla ricerca di Dio con serietà e senza superficialità, troverà molti riscontri e non poche sorprese. Tali profezie furono scritte secoli prima del loro adempimento in questo articolo, e prossimamente, ne darò svariati esempi. In un’epoca come la nostra, dove il Trascendente viene continuamente sminuito e, dove il materialismo più bieco e sfrenato fa da padrone, conoscere almeno alcune importanti rivelazioni, offrono una seria riflessione, poiché esse rafforzano la fede e si coniugano con la ragione.

STORIA DELLA BIBBIA IN BREVE…

La Bibbia, tradotta dal greco significa “i libri” e sono 73, per l’esattezza, i testi che compongono la Sacra Scrittura. Diversi sono anche i generi letterari che la compongono: storia e racconti popolari, visioni profetiche, norme giuridiche, canti liturgici e persino invettive guerresche. La Bibbia ha origini antichissime e nasce come espressione religiosa di un piccolo popolo mediorientale: gli ebrei. Questo popolo, iniziò un percorso particolarissimo con Dio, fu Egli stesso che si rivelò a loro… ma voglio scandirlo a chiare lettere: NON PER MERITO O PER SUPERIORITA’ RISPETTO AD UN ALTRO POPOLO, ma semplicemente perché in quel contesto storico fortemente politeistico, essi erano i più congeniali, per far emergere nella civiltà umana, l’idea di un DIO UNICO. I primi racconti, vennero tramandati in forma orale per millenni, poi cominciarono a fissarsi in raccolte scritte intorno al 1200 a. C., strutturandosi nelle parti più significative per mano di scrivani di corte, tra il 1000 e il 500 a. C., completandosi verso il 100 d. C.
La Bibbia, accompagna la lenta crescita della coscienza religiosa e del senso morale del popolo dell’alleanza, partendo dalla concezione teologicamente puerile d’un Dio antropomorfo. Un Dio “artigiano” che modella Adamo con la creta, un Dio “guerriero” che combatte per il suo popolo e sconfigge gli deì degli altri popoli, un Dio “geloso”, pronto a reprimere ogni infedeltà, un Dio “terribile” che detta legge…. La Bibbia, è come un album di famiglia che conserva ricordi gioiosi e scandalosi, cadute morali, dolorose immagini di morte, guerre sanguinose, ma anche pagine di bontà, invocazioni di pace, dolci poesie d’amore e inni e preghiere di altissimo pregio.

La BIBBIA E’ PAROLA DI DIO

Puo’ sembrare strano, chiamare un genere letterario così complesso, SACRO, eppure lo è: PERCHÉ DIO SA SCRIVERE DIRITTO, ANCHE SULLE RIGHE STORTE DELLA STORIA E DELLA CATTIVERIA UMANA.
Tutta la Bibbia è ispirata da Dio, ne sono convinta, ma l’ispirazione divina si esprime attraverso un canale umano imperfetto e condizionato storicamente. La Bibbia, attraversa secoli di storia e fu tramandata da innumerevoli persone e scritta da tantissime mani: Patriarchi, profeti, redattori…questi uomini avevano ognuno la propria mentalità e furono condizionati dall’ambiente, dalla cultura e dall’epoca in cui vissero, e’ bene ricordare che agli usi e costumi, corrispondono le abitudini! Per questo motivo, ci possono essere intuizioni profonde e, insieme, ben radicati pregiudizi. Ogni individuo, seppur ispirato da Dio, aveva le proprie sensibilità, con relativi amori, odi, simpatie ed antipatie, inibizioni e tabù. Non si può chiedere a degli uomini antichi di esprimersi in modo moderno, tuttavia, leggendo le Sacre Scritture emergono chiarimenti nel susseguirsi dei secoli; in sostanza, il nuovo approfondisce il vecchio, e il vecchio, rivisitato alla luce del nuovo, svela sempre nuovi significati. La Bibbia è dinamica, e chi sa cogliere la sua chiave di lettura, entra nel Mistero, capisce il meccanismo, Gesù stesso diceva: “Non c’è nulla di nascosto che non debba essere rivelato”.

COME LEGGERE LA BIBBIA?

La Bibbia NON SI PUÒ LEGGERE ALLA LETTERA, da quella civiltà arcaica, alla nostra civiltà pre-scientifica c’e’ un enorme differenza e bisogna prenderne atto. Si tratta perciò, di apprendere la rivelazione divina e guardare attraverso il mito, perche’ se si osserva il mito senza operare alcuna distinzione di questo genere, si rischia di eludere le dirette rivelazioni della Divinità. Molti credenti leggono i racconti mitici, interpretandoli come cronaca di fatti realmente accaduti…insomma, tanto per citare due esempi: il mondo non fu fatto in sei giorni e Dio non ordinò nessuna feroce e sanguinosa battaglia in Suo nome. Il fondamentalismo nasce proprio da questi errori di lettura, nessuna guerra santa, nessuna jiiad, nel Suo Santo nome. Come reazione ha queste interpretazioni sbagliate della Bibbia, ne consegue lo scetticismo totale e la miscredenza.

DIO, NON POTEVA SCEGLIERE UN ALTRO MODO PER RIVELARSI?

Dio, nella sua dimensione atemporale al fuori del tempo e dello spazio, non può fare una cosa, oppure, cambiare idea e decidere di farne un’altra, queste azioni sono una SUCCESSIONE DI ATTI, impensabili e inconciliabili, in una dimensione SENZA TEMPO. In secondo luogo, si tornerebbe a quel Dio antropomorfo di arcaica memoria, di cui proprio bisogna imparare a sbarazzarsene nel terzo millennio!  A parte certe teofanie potentissime, come quelle del roveto ardente, che ardeva e non si consumava, o la nube che parlava a Mose’ sul Sinai. Il Santo Spirito si è servito di angeli (nominati nella Bibbia circa 300 volte), profeti e innumerevoli canali umani per entrare NEL TEMPO e rivelarsi così, in modo maggiore. Con il passare dei secoli, la sua azione sarà sempre piu’ efficace ed in maniera ancora piu’ eclatante, per far comprendere fino in fondo, a noi umani dalla dura cervice, la Sua presenza nel mondo. Dio funge un ruolo da pedagogo nella storia umana fino all’apice della Sua rivelazione e utilizzerà ancora un canale umano, una semplice fanciulla ebrea…sto parlando di Maria e dell’ incarnazione…

NEL LIBRO DELLA GENESI, LA PRIMA RIVELAZIONE…
Dal libro della Genesi 3,15:
“Io porrò, inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”.

E chi sarà mai questa DONNA, che attraverso la sua stirpe, nascera’ Qualcuno in grado di schiacciare la testa alla stirpe del male, simboleggiato dal serpente?

Nella sua Onniscienza Dio, contempla nella sua dimensione dell’assoluto ogni evento della storia, senza pero’ determinarla, senza abolire la liberta’ di ognuno di noi. Nella sua sfera atemporale, passato, presente , futuro sono tutti compresenti. Egli conosce il principio e la fine di ogni avvenimento, ma non può intervenire nel tempo, se non per portare avanti il suo disegno di salvezza. Egli sà chi è quella donna e sa anche tutto il suo il percorso, come conosce l’inizio e la fine di tutti i nostri percorsi. Come conosce l’inizio della storia umana e la sua fine, scritta nelle pagine dell’Apocalisse; un evento futuro, ma già “scritto”, ed è racchiuso nell’ultimo capitolo della Bibbia.

Questa è l’onniscienza di Dio.

Caro diario, penso che a questo punto io debba fermarmi e terminare con una seconda più avanti. Le profezie e alcune letture, in cui lo spazio atemporale di Dio vengono espresse in epoche lontanissime dove non esistevano di sicuro, nessun tipo di nozioni di fisica quantistica, includono un’attenzione notevole, ed è deleterio scrivere troppo e tutto insieme. Il disinteresse nei confronti della Fisica Quantistica, sembra sia dovuto non tanto alla difficoltà delle sue regole (che in verità per essere ben comprese richiederebbero una buona conoscenza della matematica), ma piuttosto alle sue implicazioni ideologiche così destabilizzanti da scardinare le fondamenta su cui poggiano tutti i concetti scientifici, filosofici ed etico-religiosi del nostro sapere. Anche in questo caso, non si può rimanere ancorati al passato e non conoscere questa materia scientifica (anche solo le basi più elementari), poiché essa aiuta ad aprire la mente sul Trascendente e a guardare il Cielo in modo diverso. Non comprendo, come sia possibile che la stragrande maggioranza di persone non sia affascinata da queste cose, non capisco l’ottusita’ e questa chiusura mentale nel terzo millennio. L’ uomo arcaico s’interrogava sempre sul Mistero e adesso invece, che abbiamo così tante conoscenze, si ha l’effetto opposto: l’uomo moderno si è ripiegato su se stesso e non alza più gli occhi al cielo.
Stanno per arrivare le vacanze e delle profezie contenute nella Bibbia, devo esporle più avanti… proprio per evitare che tematiche di questo genere cadano nel dimenticatoio velocemente. Ecco la prova di questo disinteresse per “Colui che ha fatto il mondo… bisogna scrivere anche in determinati momenti, per far leggere a piu’ persone possibili. DIO NON VA IN VACANZA, gli uomini invece, ci vannno, ed è anche giusto divertirsi e riposarsi, ci mancherebbe! Magari abbracciati sotto un cielo stellato, è bello alzare gli occhi e meravigliarsi di come si può essere felici, e ringraziare, Chi ci ha dato la possibilità di comprendere la bellezza di questo sentimento.

Buona lettura su questo cammino, che vi porterà dalla terra al Cielo. Le profezie…in inverno.

Un abbraccio, Giusy

 

Credo in Deum

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LO STUPORE E L’ AMMIRAZIONE PER IL MERAVIGLIOSO SPETTACOLO DEL COSMO
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Foto scattata dal telescoppio Hubble – l’occhio dell’ Universo

LE CONQUISTE DELLA SCIENZA NON OSCURANO LE LEGGI DIVINE

Le conquiste della Scienza non oscurano le leggi divine, ma le rafforzano, contribuendo a risvegliare lo stupore e l’ammirazione per il meraviglioso spettacolo del Cosmo, che va dal cuore di un protone ai confini dell’universo. Nessuna scoperta scientifica ha messo in dubbio l’esistenza di Dio. La Scienza è fonte di valori che sono in comunione, non in antitesi, con l’insegnamento delle Sacre Scritture. Nessun ateo può quindi illudersi di essere più logico e scientifico di colui che crede…[…]. La più grande conquista della Scienza è l’avere scoperto che una logica rigorosa regge il mondo. Questa logica nessuno sa dedurla dal Caos. Quindi deve esserci l’autore. La ricerca dipende da questa logica: se fossimo figli del Caos non potrebbero esistere i laboratori scientifici in cui si continua a decifrare il “Libro della natura”…[…]. È un privilegio straordinario essere stati invitati al tavolo della ragione che opera l’Immanente e nel Trascendente. Attorno a quel tavolo noi siamo seduti, desiderosi di apprendere, non di cacciar via Colui che ci ha invitati. Il tavolo della ragione permette però all’uomo di riflettere sul Trascendente e sull’Immanente. Ed ecco dove l’atto di Fede, che è dono di Dio, si coniuga con l’atto di Ragione. Infatti la Ragione è dono di Dio. Tratto dal libro: Perché credo in colui che ha fatto il mondo Antonino Zichichi.

UN UNIVERSO A PIÙ DIMENSIONI, SPIEGATE MOLTO BENE IN QUESTO LINK

http://www.focus.it/scienza/scienze/le-dimensioni-nascoste-dell-universo

DALLO SPAZIO ALL’ IPERSPAZIO

“Il mondo nel quale viviamo, e del quale abbiamo esperienza diretta, è un mondo tridimensionale. Che cosa vuol dire? Che per raggiungere ogni suo punto è sufficiente muoversi in tre direzioni diverse: avanti o indietro, su o giù, destra o sinistra. Queste tre direzioni, inoltre, sono indipendenti: se ne fissiamo due a caso (per esempio avanti-indietro e destra-sinistra) non possiamo muoverci anche nella terza (non possiamo andare su o giù).
Tutto ciò lo sapevano anche gli antichi greci. Euclide, per esempio, definì i concetti di punto (oggetto senza dimensioni), linea (una dimensione), piano (due dimensioni) e spazio (tre dimensioni). Nei secoli successivi, si è poi capito che, almeno da un punto di vista matematico, è possibile concepire un iperspazio più vasto, costituito cioè da più di tre dimensioni”.

UN MONDO A DUE DIMENSIONI

…”Immaginiamo, per esempio, un amico bidimensionale che viva all’interno di un universo piatto come un foglio.
Noi potremmo vedere tutto ciò che egli fa, ma il nostro amico non avrebbe idea di come siamo fatti noi, e di come ci comportiamo, nella terza dimensione. I nostri comportamenti, perciò, gli parrebbero incomprensibili e miracolosi. Così vicini, così lontani.
Potremmo stare vicinissimi a lui, e non se ne accorgerebbe. Oppure potremmo entrare in luoghi che per lui sono blindati o inaccessibili, come una cassaforte: una cassaforte bidimensionale, infatti, sarebbe come una linea chiusa disegnata sul foglio e noi potremmo entrarci, per così dire, attraverso la terza dimensione, semplicemente puntando il dito all’interno.
Dal punto di vista del nostro amico bidimensionale, potremmo perfino sdoppiarci e apparire contemporaneamente in posti diversi. Non sarebbe una magia: basta ricordare che gli esseri piatti potrebbero vedere solamente una nostra sezione, per esempio, e allora basterebbe che il loro mondo piatto attraversasse le nostre gambe, perché il nostro amico avesse l’impressione di vederci sdoppiati. Egli, infatti, non potrebbe vedere al di là delle due sezioni distinte delle nostre gambe”.

UN MONDO A QUATTRO DIMENSIONI

“Se, però, invece di un amico piatto avessimo un amico quadridimensionale, ci troveremmo in una situazione esattamente opposta: sarebbe lui a vedere noi nella nostra interezza, mentre noi non potremmo percepire che una sezione di lui.
E allora, in maniera perfettamente analoga all’esempio precedente, il nostro iperamico avrebbe proprietà per noi miracolose: potrebbe entrare facilmente in posti per noi irraggiungibili (casseforti, bunker nucleari e così via), potrebbe stare vicinissimo a noi senza che noi ce ne accorgiamo e potrebbe, infine, apparirci contemporaneamente in più posti diversi.
Analogamente all’esempio precedente, ancora, potrebbero esistere – accanto a noi nella quarta dimensione – altri universi, anche vicinissimi al nostro e magari popolati da persone come noi o esseri che considereremmo mostruosi, ma che non potremmo in alcun modo percepire. Il nostro iperamico li vedrebbe benissimo, e per lui tutti questi mondi paralleli sarebbero come tante pagine tridimensionali di un libro a quattro dimensioni”.
Tratto da: focus.it- le dimensioni nascoste dell’ universo

DIO C’È, PUNTO

ROBERTO HA FATTO CENTRO: DIO C’ È

Le parole di Roberto Benigni, sono di una genialità assoluta; l’artista è riuscito a riassumere in parole accessibili all’intelletto umano, ciò che è pura metafisica:
“La’ c’è un punto, che e’ quello di Dio, dove si vede, tutto sempre lì, dentro, in quel momento Eterno.[….].Dante ha visto l’Eternita’ da sempre in tutto…lì dentro in quel momento eterno ha visto tutto…ha visto l’infazia di tutti noi, ha visto i cieli di tutti i mondi, ha visto gli amori che non sono andati a termine…quelli appena sbocciati, ha visto ognuna delle nostre vite.[….].ha visto Giulio Cesare a cavallo, era il cavallo di Cesare, ha visto lo zoccolo del cavallo Cesare, la terra dove lo zoccolo del cavallo di Cesare batteva…l’erba calpestata, era l’erba, Lui era l’erba sotto il cavallo dello zoccolo di Cesare…ha sentito il tonfo di una castagna che cade in Ottobre…ha visto tutto il coraggio non giunto a compimento…ha visto fiori che sono cresciuti in luoghi, dove nessuno ha mai posto gli occhi o le mani.[…].Era dentro un insetto del mondo, ha visto la vita di ogni insetto del mondo e ha visto anche perché, sono nati e perché, dovevano esserci, tutti gli insetti del mondo e tutti i tipi di vita del mondo…ogni petalo…ha sentito tutti profumi dell’esistenza e dell’universo…ha visto qualsiasi luce, è stato quella luce…è stato quel profumo…è stato tutte queste cose insieme, in quel momento…

E…C’È …C’È …C’È, BRAVO ROBERTO! Dopo tanti anni di studio, di elucubrazioni, di ascolto, di dubbi e incertezze, di intuizioni e di ragionamenti, è arrivata la quadratura del cerchio! Non so come ho potuto trovare questo video…ma come l’ho ascoltato…l’input è partito, così di colpo, l’illuminazione è arrivata… grazie Roberto, il giullare è diventato profeta! Tutte le cose che avevo imparato nel corso degli anni, era un immenso puzzle, sparpagliato nella mia mente e d’un tratto… ogni singolo pezzo si è unito all’altro, creando il quadro completo. Avevo capito da tempo ciò che ha detto Roberto, ma non riuscivo a spiegarlo…avevo tante chiavi in mano, ma non trovavo quella giusta per aprire la serratura. Roberto invece, è stato bravissimo, con semplicita’ e con la sua poesia, ha espresso concetti altissimi che non trovo riscontro in nessun altro. Roberto ha fatto centro: DIO C’ E’

DIO SI COLLOCA IN UN ‘ALTRA DIMENSIONE, AL DI FUORI DEL TEMPO E DELLO SPAZIO, DOVE OGNI PASSAGGIO TEMPORALE DAL PASSATO AL FUTURO SI FA COMPRESENZA ETERNA

“oltre allo spazio tridimensionale che costituisce il nostro mondo, potrebbero esistere dimensioni aggiuntive, invisibili, che conterrebbero il nostro mondo così come un libro illustrato contiene una singola pagina e che potrebbero contenere anche altri mondi diversi dal nostro”.
Tratto da: focus.it- le dimensioni nascoste dell’universo”.

“Il Cielo” di Dio si colloca, a ragion di logica, in uno spazio quadrimensionale, o a più dimensioni ( come e’ stato descritto sopra ) e quello che a noi umani PARREBBE MIRACOLOSO, in quella dimensione sarebbe del tutto naturale. In un’altra dimensione e’ possibile spaginare “il libro che comprende tutti i segreti della Natura e la storia della vita e dell’ esperienza umana” e, contemporaneamente avere una visione in grado di leggerla con uno solo sguardo, in un medesimo istante. Gli eventi letti appariranno, sì, contemporanei ( in quanto colti in quell’unico sguardo) ma insieme successivi (nel loro svolgimento). In questa dimensione al di fuori del tempo e dello spazio, ci troviamo di fronte ad una successione di eventi, passati, presenti e futuri, IN UN’UNICA VISIONE CONTEMPORANEA. E questo TUTTO, così com’è compreso nell’unità di una sola e medesima visione, è posto in atto da un solo e medesimo volere: DIO.
LA MENTE DIVINA contempla simultaneamente tutti segreti della Natura, i fatti e gli avvenimenti della storia umana, ma senza determinarli, senza abolirne la liberta’. Ogni atto dell’uomo nel tempo e ogni accadimento della Natura non sono per nulla “scritti”, ma “si vanno scrivendo”, in contemporanea, in quell’eternità che è simultanea all’intera successione di ogni singolo evento. L’ AUTORE del romanzo della Vita, non è però, spettatore passivo della storia, ma anzi è parte integrante: QUI TUTTI SONO UNO, E DIO SIAMO TUTTI NOI. La storia degli uomini che viene scritta nel TEMPO, è libera e viva, in quanto NULLA vi è di PREDETERMINATO nel senso di precondizionato. L’ opera è scritta a più mani: a molte mani; la scriviamo tutti insieme, Creatore e creature. E’ un romanzo che L’AUTORE, in un certo modo, lascia ai suoi protagonisti, la libertà di scrivere la storia che ognuno vuol raccontare, senza seguire un copione già scritto.
Ogni divenire, ogni passaggio temporale DAL FUTURO AL PASSATO SI FA, COMPRESENZA ETERNA.

L’aveva capito benissimo Dante, Giordano Bruno, Roberto Benigni e chissà quanti altri di cui io non sono a conoscenza. L’aveva capito il Prof. Filippo Liverziani di cui ho fatto in questo scritto, un umile riassunto, tratto da uno dei suoi “Quaderni della speranza”. “Dio sarà tutto in tutti”(1Corinzi 15,28), l’aveva capito benissimo anche S. Paolo!

PS: Mi scuso per le ripetizioni, ma sono dovute solo al fine di potermi esprimere con la massima chiarezza, in un argomento così astruso.

“UN GIORNO FARETE COSE PIU’ GRANDI DI ME”…Giovanni,14-12

Nel trafiletto, tratto da focus.It: Un mondo a quattro, o a più dimensioni , abbiamo letto, come si potrebbe tranquillamente entrare ed uscire da casseforti blindate, buncker atomici, essere invisibili e trovarsi in più luoghi contemporaneamente. Azioni, che NEL NOSTRO SPAZIO TRIDIMENSIONALE verrebbero denominate con l’appellativo di MIRACOLI O MAGIE. Spesso, mi è capitato di sentire chiamare in modo sprezzante CRISTO, come UN MAGO, UN CIARLATANO, L’APPRENDISTA STREGONE…La natura divina di Cristo, fa sì, che i suoi miracoli si equivalgono alle qualità intrinseche di un mondo a più dimensioni, nel Vangelo Egli stesso dice: “Il mio regno non è di questo mondo; (Giovanni 18, 36). Gesù cambia aspetto e la Maddalena lo scambia per l’ortolano. (Giovanni 20,15). I due discepoli sulla strada di Emmaus, non lo riconoscono; (Marco 16,12- Luca 24,16) capiranno chi è, soltanto nel momento in cui Gesù spezza il pane. (Luca24, 31). Entra e appare all’improvviso, a Pietro e poi agli Apostoli, chiusi in casa con le porte sprangate per paura dei Giudei (Luca 24, 36; Marco16,14; Giovanni 20, 19). Otto giorni dopo ai discepoli riuniti, questa volta insieme a Tommaso, nella medesima casa di nuovo a porte chiuse, Gesù appare allo stesso modo. Per quanto appaia e scompaia e passi attraverso muri e porte chiuse, cambiando spesso aspetto, il corpo di Cristo risorto si rivela capace di assumere una forma concretissima e di agire nella normale maniera di un corpo fisico organico. Gli episodi di chiaroveggenza di Cristo, spesso raccontati nel Vangelo, come ad esempio, l’annuncio del tradimento di Giuda e la rinnegazione di Pietro, sono sempre collocabili, in quella dimensione atemporale, dove una successione di eventi, passati, presenti e futuri, sono COMPRESENTI. Cristo, potendo attingere continuamente alla fonte del PADRE, era in grado di avere queste rivelazioni con estrema naturalezza, anche se pregava incessantemente IL PADRE, prima di ogni miracolo o rivelazione. Come CRISTO-UOMO, egli doveva creare comunque un canale osmotico con il Padre, non essendo ancora stato GLORIFICATO attraverso la morte e risurrezione.
I santi, sono strumenti nelle mani di Dio e sono plasmati dallo Spirito Santo, sono uomini e donne che si svuotano di ogni vizio, ego, passioni, per riempirsi di Dio, sono un tutt’uno con la preghiera e creano un canale anche loro, per ricevere le illuminazioni piu’ alte; alcuni riescono a compiere le stesse gesta di Cristo: la levitazione, come quando Cristo camminava sulle acque o l’Ascensione al Cielo, il digiuno prolungato (inedia), senza danni al proprio fisico, la bilocazione, la chiaroveggenza, ecc…Tutti questi fenomeni mistici, sarebbero normali qualità, in un mondo quadrimensionale, o a più dimensioni, al di fuori delle leggi della fisica a noi conosciute, e si coniugano perfettamente con una realtà Divina. Dio ovviamente, per testimoniare la Sua presenza attiva nel mondo, si avvale anche di persone comuni, donando loro dei carismi particolari come il linguaggio della sapienza, il linguaggio della scienza, il dono della fede, il dono della profezia, il dono del discernimento degli spiriti…S. Paolo 1° lettera ai Corinzi…Aveva detto giusto…“Un giorno farete cose più grandi di me”.

NELLA DIMENSIONE DI DIO, LA MENTE PLASMA LA MATERIA, È AUTONOMA E SOPRAVVIVE.

“Non è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la materia”. Giordano Bruno

Con la morte, il corpo cade in corruzione, ma il nostro “IO”, o “anima” sopravvive e va incontro a Dio. Nell’ aldilà, in assenza del corpo materiale, il pensiero domina e, con la sua creatività plasma la materia, per cui l’ intelletto può immaginare qualunque cosa e contemporaneamente materializzarla…I sogni che facciamo abitualmente, non sono vividi e veritieri? Sognando, non vi sembra di vivere qualsiasi scena si presenti realmente, provando emozioni sia piacevoli che spiacevoli? Nell’altra dimensione è lo stesso, il Paradiso o l’Inferno, non sono LUOGHI, ma bensì, STATI MENTALI. Chi in vita si è macchiato di gravi negatività, vedrà riproiettate all’infinito nel proprio pensiero, solo che quelle, ed è questo in sostanza l’Inferno che dovrà subire. All’opposto, chi ha seguito le leggi dell’amore, in tutte le sue più svariate sfaccettature, si circondera’ solo di pensieri positivi, per cui di riflesso, la mente proiettera’ solo immagini e sensazioni piacevoli, quali: gioia, felicita’ senza fine, pace, amore. Ed e’ questo, in parole povere il Paradiso. Dobbiamo imparare che non tutto è visibile e tangibile ai nostri occhi, per cui, asserire che cio’ che è invisibile ai nostri sensi limitati, non esiste, è irragionevole e supeficiale.

LA FEDE E LA RAGIONE SONO ENTRAMBI DONI DI DIO

Nel terzo millennio, FEDE E RAGIONE SI DEVONO CONIUGARE ASSIEME, ed è necessaria un’apertura mentale per poter parlare di Dio. C’e’ in atto una scristianizzazione di massa e la sopravvivenza dopo la morte, e’ un punto cardine, dove è possibile avvitare le nostre flebili fedi. Rimanere ancorati ad un passato infarcito di ritualismi, regole, paure, vendette divine, piagnistei NON fara’ altro che peggiorare questa emorragia di credenti in Dio. il Vangelo tradotto dal greco, significa: lieto annuncio, buona novella e così deve essere!!! In molti si rifiutano di credere, per via del pessimo esempio che ha dato la Chiesa, beh, voglio dir loro, che il Vaticano è un’ istituzione di uomini che possono sbagliare e che pagheranno amaramente per i peccati che hanno commesso, poiché chi si consacra a Dio, ha degli obblighi maggiori rispetto ad un laico, tutto entra nella COSCIENZA DIVINA…anche “il tonfo di una castagna in Autunno”, dice Benigni, figuriamoci il male compiuto! ALTRA COSA È DIO. Non si può usare questo escamotage, come un modo per defilarsi. Nell’aldila’, l’anima si giudica da sè, capisce da sola i propri errori, non c’è nessun Dio che castiga, anzi, gli angeli e i spiriti piu’elevati, faranno tutto il possibile affinché trovino la Luce di Dio. allontanarsi troppo dalla DIVINITA’, però, è come smettere di alimentarsi ad una sorgente d’acqua viva, ci s’ inaridisce e si va verso il proprio annullamento. Se il sole divino illumina scarsamente i nostri cuori, questo non è dovuto alla debolezza dei suoi raggi, Egli splende con tutta la Sua forza, sempre uguale a se medesimo; sono le Sue creature imperfette che allontanandosi da Lui, non ricevono che deboli raggi. Ogni giorno scegliamo la vita o la morte, ogni giorno prepariamo un pezzetto di felicita’ o di disperazione, nell’altra dimensione. Ecco l’importanza di prendere coscienza, di cambiare abitudini se riteniamo che siano contrarie al bene. L’uomo non vive che un istante rispetto all’universo, ma solo l’amore vissuto peserà sulla bilancia della vita. Questo nostro breve passaggio in questo mondo, non cadrà nel nulla, ma anzi proseguirà verso l’unica possibile direzione: l’Eternità.

Caro diario, termino qui questo lunghissimo e difficilissimo post, che considero a tutti gli effetti IL MIO TESTAMENTO SPIRITUALE, FATTO DI FEDE E RAGIONE.
Ai posteri lascio l’ardua sentenza.
Giusy Lorenzini

E C’È ANCHE IL PURGATORIO…E C’E’ ANCHE L’INFERNO… DURO E CRUDO…SE AVRÒ LA FORZA LO RACCONTERO’…DOVRO’ VALUTARE BENE PRIMA DI SCRIVERE…
Buona lettura e buona meditazione…

Cara mamma ti scrivo, così mi distraggo un po’…

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8 MAGGIO-FESTA DELLA MAMMA-
PER QUELLE IN CIELO, CI PENSO IO…

babbo e mamma-Foto personale-I miei genitori, il giorno del loro matrimonio

Parafrasando LUCIO DALLA…

“L’ ANNO CHE VERRÀ”

Cara mamma ti scrivo, così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontana, più forte ti scriverò. Da quando sei partita, c’è una grossa novità, l’anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va. Esco poco la sera, compreso quando è festa, ho paura del mondo e guardo spesso dalla finestra. E si sta senza parlare per intere settimane, e non c’e’ più niente da dire, così del tempo ne rimane. Ma la televisione ha detto che il nuovo anno, porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando. Nel tuo mondo d’ amore, è Natale e festa ogni giorno, anche Cristo è sceso dalla croce e gli uccelli hanno fatto ritorno. Nel tuo mondo di pace, c’è cibo e luce tutto l’anno, i muti possono parlare e i sordi udiranno. Nel tuo mondo d’amore, ognuno fa quel che gli va, tu e il babbo potrete risposarvi, ma soltanto se Dio vorrà. E senza grandi disturbi qualcuno sparirà, saranno forse i troppi furbi e i cretini di ogni età. Vedi cara mamma, cosa ti scrivo e ti dico e come sono contenta di essere qui in questo momento, vedi, vedi, vedi, vedi, cara mamma, cosa si deve inventare per sopportare il dolore, per continuare a sperare. E se quest’anno poi passasse in un istante, vedi madre mia, come diventa importante che in questo istante ci sia anch’io. L’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Io mi sto preparando, con te nel cuore, e’ questa la novità.

L’ anno che verrà ( brano musicale di Lucio Dalla, inserito nell’ album omonimo del 1979)

Caro diario, un’altra festa della mamma è  arrivata…La mia è  in Cielo, aveva 59 anni quando lasciò questo mondo, ma il mio amore per lei è  immutato. Non sapevo di amarla così tanto finché non l’ho perduta. L’amore si dà per scontato, ed è un grave errore, perché nell’ assenza si capisce l’essenza di tutto. Quello che cerco di spiegare, è che qualsiasi tipo di amore, ha dei requisiti ben precisi per dichiararsi tale: L’amore non guarda il disagio, non conta i chilometri da percorrere, non mira ad uno specifico tornaconto, l’amore non segue una logica, né si dimentica con il tempo, si trasforma, ma non si annulla.…Spesso le dure prove della vita ci cambiano, magari in peggio, questo sì, ma siamo umani e a volte le croci sono davvero pesantissime da portare…ma alla fine della strada, tutto passa e l’amore vince su ogni penoso ricordo o fatica. Io il venerdì, vado a trovare la mamma e il babbo al cimitero, ben sapendo che lì ci sono solo i loro resti mortali…Sono passati 18 anni dalla sua dipartita …eppure vado, e’ il moto del cuore che mi spinge ad andare, più del percorso fisico che devo affrontare, e’ il sangue che chiama, e io vado. Non guardo se c’è il sole, se fa freddo, se mi sento stanca o se ho da fare…sento in me il desiderio di rendere questo omaggio, e’ una spinta interiore al quale non so sottrarmi, almeno finché le forze mi sosterranno. Quando sto male, io chiamo LA MAMMA, pur sapendo che non c’è, che non può rispondermi, ma io la chiamo lo stesso. MAMMA, è la prima e l’ultima parola che un essere umano pronuncia, essa racchiude tutto il senso di un’ intera esistenza, ed è la parola più bella del mondo.

Non lesinate un bacio o un abbraccio alle vostre mamme, perché ogni gesto d’amore mancato, sarà un rimpianto per tutta la vita.

BUONA FESTA A TUTTE LE MAMME, SIA IN CIELO CHE IN TERRA!

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-Foto personale- “Nel tuo mondo d’amore ognuno fa quel che gli va…tu e il babbo potrete risposarvi…è questa la novità”.

AUGURI ANCORA A TUTTE LE MAMME, VICINE E LONTANE. UN ABBRACCIO, GIUSY
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25 Aprile: vado, dove mi porta il cuore ❤

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PERCHE’ SI FESTEGGIA IL 25 APRILE?

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/24/il-25-aprile-dovremmo-festeggiarlo-in-classe/2665729/

IL 25 APRILE SEGNA LA FINE DELL’OCCUPAZIONE DAI NAZIFASCISTI E LA LIBERAZIONE DAL VENTENNIO DI DITTATURA FASCISTA.

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) – il cui comando aveva sede a Milano ed era presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani (presenti tra gli altri il presidente designato Rodolfo Morandi, Giustino Arpesani e Achille Marazza) – proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate; parallelamente il CLNAI emanò in prima persona dei decreti legislativi[3], assumendo il potere «in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano», stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti[4], incluso Benito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo.
«Arrendersi o perire!» fu la parola d’ordine intimata dai partigiani quel giorno e in quelli immediatamente successivi
Entro il 1º maggio tutta l’Italia settentrionale fu liberata: Bologna (il 21 aprile), Genova (il 23 aprile) e Venezia (il 28 aprile). La Liberazione mise così fine a venti anni di dittatura fascista e a cinque anni di guerra; la data del 25 aprile simbolicamente rappresenta il culmine della fase militare della Resistenza e l’avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti che porterà prima al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica – consultazione per la quale per la prima volta furono chiamate alle urne per un voto politico le donne – e poi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione.
Il termine effettivo della guerra sul territorio italiano, con la resa definitiva delle forze nazifasciste all’esercito alleato, si ebbe solo il 3 maggio, come stabilito formalmente dai rappresentanti delle forze in campo durante la cosiddetta resa di Caserta firmata il 29 aprile 1945: tali date segnano anche la fine del ventennio fascista.
Fonte: Wikipedia

VADO, DOVE MI PORTA IL CUORE…image-Foto tratta dal Web-Strage di Marzabotto-

La strage di Marzabotto è un crimine contro l’umanità e uno dei più gravi crimini di guerra contro la popolazione civile perpetrati dalle forze armate tedesche in Europa occidentale durante la seconda guerra mondiale.[4]. Nel 1994 il Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto, fondando soprattutto sui dati delle anagrafi dei Comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno, ha dimostrato come il dato relativo ai caduti riferito in questo e in altri testi vada diversamente considerato e messo in relazione a un più ampio territorio. Infatti gli eccidi compiuti da nazisti colpirono i tre comuni durante l’estate-autunno 1944 e causarono complessivamente la morte di 955 persone: in particolare la strage nazista del 29 settembre – 5 ottobre 1944 fu causa di 770 morti. Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi ebbero poi anche 721 morti per cause varie di guerra; da qui il dato complessivo accertato dal Comitato Onoranze: 1676 decessi per mano di nazisti e fascisti e per cause di guerra.

« Questa è memoria di sangue, di fuoco, di martirio, del più vile sterminio di popolo, voluto dai nazisti di von Kesselring, e dai loro soldati di ventura, dell’ultima servitù di Salò, per ritorcere azioni di guerra partigiana”. Salvatore Quasimodo

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-Foto tratta dal Web-Civitella-Val di Chiana-

Al mattino del 29 giugno, in occasione della festività dei Santi Pietro e Paolo, il centro di Civitella era pieno di persone. Molti non si erano recati nelle campagne o nei boschi per lavorare, restando così a casa o andando a Messa. La Chiesa di Santa Maria Assunta, a Civitella, era colma di fedeli, giunti anche dalle altre frazioni del comune.
Improvvisamente dal comando tedesco partirono 3 squadroni: uno destinato a Cornia, l’altro a San Pancrazio e un terzo, il più grande, si riversò nel centro di Civitella. I tedeschi irruppero nelle case, aprendo il fuoco sugli abitanti a prescindere dal sesso o dall’età. L’episodio più truce si consumò nella chiesa, mentre si stava celebrando la Messa. Entrati nell’edificio sacro, i tedeschi divisero i fedeli in piccoli gruppi. Quindi, indossati grembiuli mimetici in gomma per non sporcarsi di sangue, li freddarono con dei colpi alla nuca. Il sacerdote don Alcide Lazzeri, in quanto religioso, sarebbe stato risparmiato dai tedeschi, ma scelse di condividere la sorte degli sfortunati parrocchiani.
Compiuta la strage, i tedeschi incendiarono le case di Civitella, provocando così la morte anche di coloro che avevano disperatamente tentato di salvarsi nascondendosi nelle cantine o nelle soffitte. Solo pochi abitanti riuscirono a salvarsi dal massacro. L’orrore di quel giorno fu percepito anche nelle campagne circostanti, specie nelle frazioni a valle: qui, nonostante la distanza, furono ben udite le grida disperate e ben visto il fumo delle case in fiamme. Alla fine si contarono 244 morti: 115 a Civitella, 58 a Cornia e 71 a San Pancrazio. Fonte: Wikipedia

image-Foto tratta dal web-Eccidio di Sant’Anna di Stazzema-

In poco più di mezza giornata vennero uccisi centinaia di civili[12], di cui solo 350 poterono essere in seguito identificate; tra le vittime 65 erano bambini minori di 10 anni di età[13]. Dai documenti tedeschi peraltro non è facile ricostruire con precisione gli eventi: in data 12 agosto 1944, il comando della 14ª Armata tedesca comunicò l’effettuazione con pieno successo di una “operazione contro le bande” da parte di reparti della 16. SS-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS nella “zona 183”, dove si trova il territorio del comune di S. Anna di Stazzema; l’ufficio informazioni del comando tedesco affermò che nell’operazione 270 “banditi” erano stati uccisi, 68 presi prigionieri e 208 “uomini sospetti” assegnati al lavoro coatto[14]. Una successiva comunicazione dello stesso ufficio in data 13 agosto precisò che “altri 353 civili sospettati di connivenza con le bande” erano stati catturati, di cui 209 trasferiti nel campo di raccolta di Lucca[14]. I nazistifascisti rastrellarono i civili, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra, bombe a mano colpi di rivoltella e altre modalità di stampo terroristico. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva 2 mesi. Gravemente ferita, la rinvenne agonizzante una sorella miracolosamente superstite, tra le braccia della madre ormai morta. Morì pochi giorni dopo nell’ospedale di Valdicastello. Infine, incendi appiccati a più riprese causarono ulteriori danni a cose e persone. Non si trattò di rappresaglia (ovvero di un crimine compiuto in risposta a una determinata azione del nemico): come è emerso dalle indagini della procura militare di La Spezia, infatti, si trattò di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la popolazione, la loro volontà e tenerla sotto controllo grazie al terrore. L’obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti nella zona. Fonte: Wikipedia

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-Foto tratta dal Web-La liberazione- 25 Aprile 1945

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-Foto tratta dal Web-La liberazione-La gente gioiosa, si riversa sulle strade per festeggiare la fine della guerra e della dittatura nazi-fascista-

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-foto tratta dal Web- 25 Aprile- Parata a Reggio Emilia-

NEL SUO LIBRO 1984, ORWELL, AVVERTIVA IL MONDO, SUL PERICOLO DEL REVISIONISMO STORICO.

La verità è solo quello che il Partito ritiene vero. Non è possibile discernere la realtà se non attraverso gli occhi del Partito.
George Orwell

«Ti prego di ricordare, nel corso della nostra conversazione, che ho il potere di infliggerti dolore in ogni momento, e dell’intensità che più mi aggrada. Se mentirai o cercherai di essere evasivo, e perfino se non ti mostrerai all’altezza della tua intelligenza, griderai di dolore, all’istante. Hai capito?»
«Sì» rispose Winston. […]
«Vi è uno slogan del Partito che si riferisce al controllo del passato. Ripetilo, per cortesia.»
«”Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”» ripeté Winston, obbediente.
«”Chi controlla il presente controlla il passato”» disse O’Brien, annuendo lentamente col capo. «Tu pensi, Winston, che il passato abbia un’esistenza concreta?»
Winston si sentì nuovamente sopraffare dalla sensazione d’impotenza. Gli occhi corsero per un attimo al quadrante. Non solo non sapeva se la risposta che gli avrebbe evitato il dolore fosse “sì” o “no”; ma non sapeva neanche quale fosse veramente, per lui, la risposta giusta.
O’Brien sorrise debolmente. «Non sei un metafisico, caro Winston» disse. «Fino a questo momento non hai mai riflettuto su che cosa si intenda per esistenza. Mi esprimerò quindi in termini più precisi. Il passato esiste concretamente, entro lo spazio? Esiste da qualche parte, in qualche luogo, un mondo di oggetti solidi nel quale il passato stia ancora accadendo?»
«No.»
«E allora dov’è che il passato esiste, ammesso che esista?»
«Nei documenti. Sta scritto.»
«Nei documenti. E poi?»
«Nella mente, nella memoria degli uomini.»
«Nella memoria. Noi, il Partito, controlliamo tutti i documenti e la memoria di ogni singolo individuo, pertanto controlliamo il passato. Non è così?»
«Ma come potete impedire alle persone di ricordare le cose?» gridò Winston, dimenticandosi per un attimo del quadrante. «È un atto involontario, che non dipende dal nostro controllo. Come potete controllare la memoria? La mia non l’avete controllata!»
I modi di O’Brien si fecero di nuovo bruschi. Appoggiò la mano sul quadrante.
«È proprio il contrario» disse. «Sei tu che non l’hai controllata, ed è per questo che ora sei qui. Tu sei qui perché non sei stato capace di essere umile, di disciplinare te stesso. Non hai voluto compiere quell’atto di sottomissione che è il prezzo della sanità mentale. Hai preferito essere un pazzo, fare parte per te stesso. Solo una mente disciplinata può davvero discernere la realtà, Winston. Tu pensi che la realtà sia qualcosa di oggettivo, di esterno, qualcosa che abbia un’esistenza autonoma. Credi anche che la natura della realtà sia di per se stessa evidente. Quando inganni te stesso e pensi di vedere qualcosa, tu presumi che tutti gli altri vedano quello che vedi tu. Ma io ti dico, Winston, che la realtà non è qualcosa di esterno, la realtà esiste solo nella mente, in nessun altro luogo. Non nella mente individuale, che è soggetta a errare ed è comunque peritura, ma bensì in quella del Partito, che è collettiva e immortale. La verità è solo quello che il Partito ritiene vero. Non è possibile discernere la realtà se non attraverso gli occhi del Partito. È questo ciò che devi imparare da capo, Winston, e per ottenere un simile scopo è necessario un atto di autoannientamento, uno sforzo della volontà. Per diventare sano di mente devi umiliare te stesso.»
«Ti prego di ricordare, nel corso della nostra conversazione, che ho il potere di infliggerti dolore in ogni momento, e dell’intensità che più mi aggrada. Se mentirai o cercherai di essere evasivo, e perfino se non ti mostrerai all’altezza della tua intelligenza, griderai di dolore, all’istante. Hai capito?»
«Sì» rispose Winston. […]
«Vi è uno slogan del Partito che si riferisce al controllo del passato. Ripetilo, per cortesia.»
«”Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”» ripeté Winston, obbediente.
«”Chi controlla il presente controlla il passato”» disse O’Brien, annuendo lentamente col capo. «Tu pensi, Winston, che il passato abbia un’esistenza concreta?»
Winston si sentì nuovamente sopraffare dalla sensazione d’impotenza. Gli occhi corsero per un attimo al quadrante. Non solo non sapeva se la risposta che gli avrebbe evitato il dolore fosse “sì” o “no”; ma non sapeva neanche quale fosse veramente, per lui, la risposta giusta.
O’Brien sorrise debolmente. «Non sei un metafisico, caro Winston» disse. «Fino a questo momento non hai mai riflettuto su che cosa si intenda per esistenza. Mi esprimerò quindi in termini più precisi. Il passato esiste concretamente, entro lo spazio? Esiste da qualche parte, in qualche luogo, un mondo di oggetti solidi nel quale il passato stia ancora accadendo?»
«No.»
«E allora dov’è che il passato esiste, ammesso che esista?»
«Nei documenti. Sta scritto.»
«Nei documenti. E poi?»
«Nella mente, nella memoria degli uomini.»
«Nella memoria. Noi, il Partito, controlliamo tutti i documenti e la memoria di ogni singolo individuo, pertanto controlliamo il passato. Non è così?»
«Ma come potete impedire alle persone di ricordare le cose?» gridò Winston, dimenticandosi per un attimo del quadrante. «È un atto involontario, che non dipende dal nostro controllo. Come potete controllare la memoria? La mia non l’avete controllata!»
I modi di O’Brien si fecero di nuovo bruschi. Appoggiò la mano sul quadrante.
«È proprio il contrario» disse. «Sei tu che non l’hai controllata, ed è per questo che ora sei qui. Tu sei qui perché non sei stato capace di essere umile, di disciplinare te stesso. Non hai voluto compiere quell’atto di sottomissione che è il prezzo della sanità mentale. Hai preferito essere un pazzo, fare parte per te stesso. Solo una mente disciplinata può davvero discernere la realtà, Winston. Tu pensi che la realtà sia qualcosa di oggettivo, di esterno, qualcosa che abbia un’esistenza autonoma. Credi anche che la natura della realtà sia di per se stessa evidente. Quando inganni te stesso e pensi di vedere qualcosa, tu presumi che tutti gli altri vedano quello che vedi tu. Ma io ti dico, Winston, che la realtà non è qualcosa di esterno, la realtà esiste solo nella mente, in nessun altro luogo. Non nella mente individuale, che è soggetta a errare ed è comunque peritura, ma bensì in quella del Partito, che è collettiva e immortale. La verità è solo quello che il Partito ritiene vero. Non è possibile discernere la realtà se non attraverso gli occhi del Partito. È questo ciò che devi imparare da capo, Winston, e per ottenere un simile scopo è necessario un atto di autoannientamento, uno sforzo della volontà. Per diventare sano di mente devi umiliare te stesso.»
Tratto dal libro di GEORGE ORVELL

“Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore” Primo Levi

Caro diario, sia chiaro a tutti, io non voglio politicizzare il mio blog. Lo scritto di oggi, è un atto d’amore verso quelle vittime uccise dalla ferocia nazi-fascista.
Dopo il fallimento del referendum di domenica e il video che ho proposto all’inizio di questo post, è palesemente evidente la gravissima disinformazione che aleggia nelle menti degli italiani. Sono sconvolta da tutto ciò, perché è chiaro che le istituzioni garanti di quel passato, hanno fallito. Le parole di Orwell, sono tremendamente attuali, mischiare le carte, fare di ogni erba un fascio, travisare la realtà e trasformarla ad proprio uso e consumo, è un gioco ben riuscito: LA GUERRA È PACE, LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ, L’IGNORANZA È FORZA. (ORWELL )
La forza del mio amore, per la verità, per la giustizia, per chi lotta per un mondo più giusto ed equo, è folle. Il mio sentimento d’amore che esprimo in tanti modi in questo blog, è folle. Non segue un tornaconto, è fuoco che mi divora l’anima e che mi spinge ad esternarlo. Oggi andrò a salutare mio zio morto ventenne, sotto la dittatura fascista, poi, andrò a pregare sul muro dove nel mio piccolo paese, furono fucilati 7 martiri innocenti. Terminato il mio dovere di cittadina italiana, andrò in un bar e prenderò un aperitivo, o se dovesse piovere, andrò ad un cinema, oppure potrò decidere di cambiare ancora idea e fare qualcos’altro, con la consapevolezza che questa LIBERTÀ, proviene da quel sangue innocente versato da contadini analfabeti, da giovani di ogni estrazione sociale, da intellettuali, da donne, che lottarono a fianco dei loro mariti, o fidanzati, che per puro spirito patriottico, ad un certo punto, si unirono da ogni parte d’Italia e sacrificando la loro vita, ci hanno reso liberi dalla schiavitù fascista. Oggi, io rendo ONORE E GLORIA a questi ITALIANI di cui sono fiera, di cui ho il loro DNA. Un abbraccio a tutti voi, VERI ITALIANI, con tutto il mio amore.
Giusy Lorenzini

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LE FRECCE TRICOLORI…ADESSO POSSO DIRE, BUON 25 APRILE…

PS: consiglio vivamente il libro di George Orwell, 1984

Il popolo sceglie sempre Barabba…

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RISULTATI REFERENDUM 17 APRILE: UNA WATERLOO

 “VULGUS VULT DECIPI, ERGO DECIPIATUR”IL VOLGO VUOL ESSERE INGANNATO, DUNQUE SIA INGANNATO.

IL POPOLO “SOVRANO” HA SCELTO QUESTO:

imageFoto tratta dal Web- Taranto- Piattaforma Petrolifera

http://www.corriereditaranto.it/2016/04/18/referendum-trivelle-a-taranto-ha-votato-il-4173-in-italia-il-32-niente-quorum-vince-renzi2/

ANZICHE QUESTO:

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-Foto tratta dal Web-Mare di Taranto-

IL POPOLO “SOVRANO” HA SCELTO QUESTO:

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Foto tratta dal Web- Pesci morti, nella diga Pertusillo- Basilicata-

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/677036/Pertusillo-e-la-moria-di-pesci.html

ANZICHE’ QUESTO:

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-Foto tratta dal Web-Maratea-Basilicata-

UN COMMENTO DI GIULIA, UNA GIOVANE STUDENTESSA IN MEDICINA, CHE  HO SCELTO, TRA I TANTI BELLISSIMI COMMENTI CHE MI AVETE INVIATO. UNA RIFLESSIONE MEDIDATA A 360°…

Ciao Giusy
credo che sia stata un’ottima idea parlare del referendum (e non solo…) sul blog!
Io di base non condivido la scelta di avere indetto un referendum su un argomento del genere. Si tratta di un’attività, quella estrattiva, che porta praticamente solo danno al nostro territorio, al nostro mare e alla salute delle persone, il tutto per un guadagno praticamente inesistente.
Quando in medicina si deve decidere se sottoporre un paziente ad una cura si deve sempre valutare il rapporto rischio/beneficio, ovvero verificare che gli eventuali danni che quella cura, quel farmaco, potrebbero arrecare al paziente, non siano peggiori dei danni che porterebbe la malattia progredendo; ecco, nel caso delle trivelle il rischio di uccidere la nostra terra è infinitamente superiore al guadagno, al beneficio economico che potremmo ottenere continuando a trivellare e a inquinare. Quindi, a mio parere, in un paese decente non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di chiederselo, un governo “al verso” avrebbe fermato lo scempio e protetto i suoi cittadini, la sua terra. Ma sappiamo in che paese viviamo, nel bene e nel male.
Nonostante tutto, però, il referendum ci sarà; avrebbero potuto accorparlo con altre occasioni di voto, ma come al solito la logica non è il forte dei nostri politici (o almeno non una logica che porti al bene comune!). Fatto sta che il referendum ci sarà e noi siamo chiamati ad adempiere a quello che è un nostro DIRITTO E DOVERE, siamo chiamati ad esprimerci. E io credo che per nulla al mondo dovremmo mancare a questa chiamata, perché votare è un diritto per niente scontato; sappiamo bene con quanta fatica sia stato conquistato, non possiamo ignorarlo.
Credo poi che sia indecente e squallido il tentativo di sabotare questo referendum: la cattiva (per non dire inesistente) informazione, i numerosi appelli a non votare…squallido. Una presa in giro alla luce del sole, incredibile come tanti possano non vedere…ma il male del giorno d’oggi è proprio questo, l’ignoranza funzionale, la pressoché totale mancanza di senso critico, sono queste le catene che ancorano molti alle pareti della caverna.
Nonostante tutto, lo sai, io sono una persona positiva: tante cose mi amareggiano, ma non voglio scoraggiarmi. C’è del buono un questo mondo, ci sono persone valide, pure, coraggiose e c’è ancora speranza di poter migliorare le cose. Quindi credendoci, facendo informazione, come stai facendo tu sul blog, possiamo farcela. Io voglio crederci.
Il 17 dico SI, come ogni giorno dico SI, alla speranza di realizzare un mondo meno ingiusto.
Un abbraccio,
Giulia.

NESSUN QUORUM…NESSUNA VITTORIA, ANZI, UNA WATERLOO…

Ebbene sì, oramai il referendum è stato invalidato, c’era d’aspettarselo, anche se in tanti abbiamo cercato di fare il nostro meglio per impedire che ciò accadesse. Adesso si comincia con il gioco delle “quasi sconfitte”, con la conta di chi è andato a votare, già, ma le battaglie si vincono o si perdono, non esistono le vittorie di Pirro. Platone, secoli fa, ci aveva già avvisato, che cercare di convincere gli uomini incatenati nelle caverne, sarebbe stato inutile e deleterio…ed aveva ragione, così è andata. Era una grande occasione per dimostrare ai signori governanti, alle potenti lobby petrolifere, che questo popolo si stava svegliando dalla lunga letargia, che lo accompagna da decenni, invece, Morfeo ha avuto la meglio. Dante, Nel canto III dell’Inferno, sente le urla e i lamenti della prima schiera dei dannati: i pusillanimi. Essi sono coloro i quali in vita non si sono schierati, non hanno preso alcun partito e sono considerati inetti, ignavi. Qui non è ancora Inferno, è il Vestibolo, ovvero l’anticamera, infatti l’Inferno vero e proprio non li accetta, perché non trarrebbe alcun giovamento da individui, che in vita non si sono mai schierati, vivendo senza infamia e senza lode. Per cui, quando vedo inneggiare alla vittoria della Puglia con il 40% di votanti, o della Basilicata distrutta dall’inquinamento petrolifero, con il quorum del 50% ; di che vittoria stiamo parlando? Minimo in queste regioni ci doveva essere il 90% di votanti per il “sì”. Adesso costoro, andranno ancora a lamentarsi dalla Gabanelli? O a far piagnistei, a destra e a manca? Sono orgogliosa di aver combattuto, non l’ho fatto per me, ho 54 anni e il mio amato mare, l’ho visto e lo vedrò ben poco. Ho combattuto per ragazze e ragazzi come Giulia, che sperano in un mondo migliore e se a 24 anni, vengono recise le ali della speranza, rimarrà loro solo questa gravosa eredità, fatta di un paese devastato sia ecologicamente che economicamente. A tutti noi perdenti che abbiamo combattuto, almeno l’onore delle armi verrà concesso… e le avremo le nostre due monete d’oro, per farci traghettare nell’Aldilà! A chi non si è schierato, a chi si è defilato, nonostante tutto, io auguro loro:
BUONA VITA!

Giusy Lorenzini

PS. Mi sono ricordata commentando con voi, che il mercoledì prima delle elezioni a Piazza pulita, alle 11 di sera è stato trasmesso questo video. Penso che se fosse andato in onda in orari diversi e più volte, probabilmente l’esito sarebbe potuto essere diverso. Il video integrale andrà in onda a Maggio-Giugno. Perché invece, non è stato trasmesso prima? L’ho mandato a due blogger, ma penso che a questo punto, sia giusto che lo vedano tutti.

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