Nel mio cuore batterà per sempre anche il tuo…

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-Foto personale-Il mio cane Ettore-

CI HA LASCIATO IERI, IL MIO PICCOLO ETTORE.
un blocco renale ed Ettore non c’è più. Inutile dire lo strazio, amico della mia solitudine, compagno delle mie passeggiate, anima bella, parevi che dormivi tutto raggomitolato, quando ti abbiamo seppellito. Sto male e piango ininterrottamente da 5 giorni, lo so, che per chi non ha posseduto un animale può sembrare un’ esagerazione. Posso dire a riguardo, che questi animali vivendo in stretto contatto con l’uomo “si umanizzano”, sono capaci di interagire con noi, captano i nostri disagi e loro stessi si fanno “catalizzatori” dei nostri malesseri, ossia, raccolgono i nostri dispiaceri e cercano di ricambiare donandoci tanto affetto in tutti i modi possibili. Affetto, che in questa epoca individualista, spessissimo viene a mancare. Ettore, mio caro, come potrò passeggiare senza te? Mi sento monca di colpo, eri tu che mi spingevi ad uscire, a camminare anche se non me la sentivo per via della mia malattia. C’è un tetro silenzio in casa, mancano i tuoi passi, il tuo calore di un piccolo compagno di vita. Non posso pensare che questi nostri amici, non abbiano un posto nell’ aldilà per chi crede nell’Oltre. Ci sono persone che chiamarle tali, sono un’ insulto al genere umano; ho visto animali invece, capaci di donare così tanto amore senza chiedere nulla in cambio, ed uno di questi eri tu, Ettore. Ho attraversato tante sciagure da quando sono al mondo eppure, non riesco ad immunizzarmi, il dolore e’ dolore, non va a comando. Caro amico a quattro zampe, che ti ho preso in braccio solo nei ritagli di tempo, anziché godermi quegli attimi di cui poi, qualsiasi rimpianto non potranno mai piu’ restituirmeli, perdonami, piccolo mio! La nostra epoca disumanizzata, “moderna”, c’impone regole serrate e tempi strettissimi, costringendo noi poveri umani insipienti a perdere le parti più belle e gli attimi più preziosi di questo mondo meraviglioso; di cui anche tu, Ettore, seppur per poco tempo ne hai fatto parte.

Nel mio cuore batterà per sempre anche il tuo…

 Ciao Ettore, ciao amore, ciao!

Nei miei ricordi, io ti faccio vivere ancora…

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19 MARZO-FESTA DEL PAPÀ…PER QUELLI IN CIELO CI PENSO IO…

-Foto personale- Mio padre emigrante ad Arbon mentre osserva sorridente le fotografie della sua bambina lontana. Trovo questa foto di una dolcezza indicibile e credo che se questo scatto l’avesse fatto un fotografo famoso, varrebbe una fortuna…Inutile scriverlo, per me ha comunque un valore inestimabile… 

“Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo” Isabel Allende

Sono nata il 19 Marzo del 1962, proprio il giorno della festa del papà…cosicché mi ritrovo ogni anno a condividere il mio compleanno, con questa ricorrenza, un connubio perfetto se il mio amato genitore fosse con me, purtroppo è andata diversamente… non posso però evitare di ricordarlo, perché… OMNIA VINCIT AMOR…

-Foto tratta dal web-Firenze in tutto il suo splendore-

CARO BABBO TI RICORDI FIRENZE?

Quando nacqui io, mio padre partì per fare l’emigrante, ma il dolore per la lontananza da me e mia madre fu così grande, che dopo due anni  torno’ dalla disperazione. Tornò, ma l’infame patria offrì poco che niente e così partimmo di nuovo, ma questa volta tutti e tre insieme alla ricerca di un nuovo lavoro, con mèta a Firenze…I miei genitori si apprestavano a fare i domestici in un villa di un noto medico. Ci accompagnò un parente di mia madre, con una squallida bianchina, perché ovviamente noi non avevamo una macchina! Il professore ci mostrò la villa e i lavori che i miei genitori dovevano svolgere, ma sua moglie, che noi tutti in seguito avevamo il dovere di chiamarla “la signora”, storcette il naso e puntò il dito su di me…Ok, per mia padre e mia madre, ma io ero proprio di troppo! Una bambina lì era d’intralcio, poiché si sa i figli piccoli si ammalano, hanno bisogno della madre, insomma, i domestici non hanno orari o tempo per la famiglia, da che mondo è mondo! Io avevo all’incirca quattro-cinque anni, una piccola donna, si cresce sempre in fretta quando la vita non concede molte attenuanti. Mi ricordo che la mia testolina era coperta con un fazzolettino a fiorellini (come si usava allora), indossato in modo ossequioso, in quanto per povera gente come noi, non era una futile moda, ma bensì, un segno vero e proprio di un rispetto quasi devozionale…ma che in quelle persone non sollecitò nessuna pietas. Mio padre, seppur con la tragica consapevolezza di non avere una lira in tasca, usò comunque tutto il suo carattere deciso, forgiato dalla dura vita che sempre l’ aveva accompagnato fin dalla nascita, sferro’ un pugno sopra il tavolo della cucina e disse loro, che senza la sua bambina, non sarebbe restato lì neppure un secondo in più . “I padroni” di fronte a quest’ uomo deciso  fecero un sobbalzo e alla fine accettarono me…Quel lavoro ottenuto fu un’ avventura, densa di rose e di tante spine…

L’ ALLUVIONE DEL 1966

Il sabato pomeriggio era la nostra giornata libera, mio padre possedeva una “Benelli rossa” e così tutti e tre approfittavamo per andare a visitare Firenze. Io e mio padre ci mettevamo sulla moto a cavalcioni, mamma invece, di fianco, perché l’epoca voleva che le signore dovevano girare in moto così. C’era stata l’alluvione da pochi mesi, il verde sui muri arrivava all’incirca fino a 6 metri d’altezza e l’odore acre della muffa si sentiva molto forte. Che spettacolo, nonostante tutto, Firenze! Mi ricordo ancora, la basilica di Santa Croce gravemente danneggiata dall’alluvione, Santa Maria Novella, Ponte vecchio, S. Maria del Fiore, il Battistero con il Cristo Giudice, che meraviglia, pareva che volesse abbracciare il mondo! Credo fermamente che la mia passione per l’arte e per il bello si sia sviluppata lì, una passione che mi è rimasta dentro e che mai ha potuto realizzarsi con una laurea, per via delle sempre precarie condizioni economiche dei mie genitori. Nelle nostre passeggiate fiorentine, un giorno ci trovammo davanti al campanile di Giotto, i miei genitori decisero di salire fino in cima attraverso le scale interne, ovviamente io ero troppo piccola per salire quelle micidiali scale, mio padre pero’ non si perse d’animo, mi carico’ sulle sue spalle forti ed insieme arrivammo in vetta al campanile. Una volta ridiscesi, stanchi, ma soddisfatti, c’era un momento di grande confusione data l’ora centrale della giornata e così, io m’ incamminai tenendo per mano quello che pensavo fosse mio padre, ad un certo punto però, alzai lo sguardo e vidi che non era lui. Mi ricordo che iniziai subito a piangere, ma quel signore sconosciuto, mi accarezzo’ abbozzando un lieve sorriso e mi fece cenno di guardare indietro…mio padre e mia madre erano a due passi da me e sorridevano, avevano visto la mia disattenzione, come l’aveva notata quel signore, che si prestò per un attimo al gioco. Inutile dirlo…lasciai subito quella mano sconosciuta e corsi ad abbracciare mia madre e mio padre…

VORREI TANTO POTERLO FARE ANCORA…

-Firenze-Interno del Battistero-Cristo Giudice-“pareva che volesse abbracciare il mondo…”

MI RIMANE IL VIVERE DEL TUO PASSO

Ho amato ogni piccola voglia del tuo sorriso,
ogni semplice maniera,
anche la misura dell’umido
per quegli occhi in distratta attenzione.

E avrei voluto legare quel suono d’arrivo
con l’inchiostro felice per scriverci un libro,
asciugare il rumore dell’acqua
per toccare il tuo volto.

Ma ho incontrato l’età delle parole
addosso alle tue labbra mute.
E il silenzio continuo dell’entrata
fermarsi di gambe come in concessione d’inverno.

Mi rimane il vivere del tuo passo,
uomo a dire tanto, bambino oltre ogni tempo,
figlio dei pomeriggi in cerca d’ombra.

Sapendo di non vivere come avrei voluto,
stretto e mite tra i tuoi modi
e in quelle passeggiate a cadenza di peso.

Mentre ancora oggi mimo quel gesto di porta
che mi veste al respiro.
E solo per ritrovare il perimetro
che mi fu padre.

Sarino

Per gentile concessione:

https://rosariobocchino.wordpress.com/



-FOTO PERSONALE-MIO PADRE EMIGRANTE AMAVA MOLTO RISPEDIRE LE SUE FOTO A MAMMA, CON DEDICHE SUL RETRO.

“Avrei ancora tante cose da raccontare, pensieri, che potrei materializzarli in fiumi di parole, tanto è vivo in me l’amore e il tuo ricordo…”

A mio padre e…

A TUTTI I PAPA’ SALITI IN CIELO

GIUSY ❤




Che sia un 8 Marzo ogni giorno 

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L’ 8 Marzo è una data da ricordare per le conquiste sociali, politiche, economiche delle donne; ma è anche un giorno da ricordare per la  lotta contro le discriminazioni e le violenze a cui le donne sono state oggetto in tutte le parti del mondo.

DONNE DI CUI ANDARE FIERE

Foto tratta dal web-Ogni anno in Italia vengono uccise mediamente 116 donne, gli assassini sono per lo più patners o ex fidanzati.

VIETATO MORIRE

Foto tratta dal web-

Foto tratta dal web-…Sicuramente le dure lotte che le donne hanno fatto per l’emancipazione, non miravano a certi tipi di risultati…

“SE SEI RACCHIA, DEVI STARTENE A CASA”…LE DICHIARAZIONI CHOC DI UNA ESCORT…QUI SOTTO IL LINK

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/17/intervista-choc-di-terry-de-nicolo/158125

IN MY UMBLE OPINION

Questa è l’ultima volta che scrivo per la giornata dedicata alle donne, poiché  ho trattato altre volte questo argomento e ripetersi ancora, mi pare davvero inutile. Voglio aggiungere che parlando di femminicidio ho citato solo l’Italia, ma ovviamente il mio pensiero va a tutte le donne di questo mondo. Voglio ricordare con un cuore contrito le bambine e i bambini vittime di abusi sessuali che si perpetuano ogni giorno, nella totale indifferenza di tutti noi. Per quanto riguarda l’emancipazione femminile, sono in totale disaccordo con le donne che scelgono liberamente di usare il proprio corpo declassandolo come un’ oggetto qualsiasi, anche se non è compito mio giudicare. Per quanto riguarda le dichiarazioni della escort sopra citata, non accetto per niente un ragionamento di quel genere, che ritengo offensivo nei riguardi di ogni donna, per cui voglio sottolineare che la bellezza è effimera, passa velocemente e perciò,  anche la suddetta “signora”, un giorno sarà una vecchia “racchia” che se ne dovrà starsene a casa! Voglio ricordare tutte le donne coraggiose che seguono e assistono i propri figli portatori di handicap, vere eroine di cui troppo poco se ne parla. Il mio pensiero vola ancora a tutte le donne che lavorano e che nel contempo portano avanti la famiglia e le incombenze domestiche, perché diventano due lavori da svolgere contemporaneamente, spesso, senza la dovuta considerazione.

Per ultimo, permettetemi un saluto speciale a mia madre-una grande donna-che ad appena 59 anni, l’ 8 Marzo di tanti anni fa, ha lasciato questo mondo.

Ciao, ma’, sei sempre nel mio cuore!  ❤❤❤🌹

Un abbraccio a tutte le donne vicine e lontane...e che sia un 8 Marzo ogni giorno… 

Giusy

A dj Fabo, capitano della sua anima

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-foto tratta dal Web-

“Invictus” era la poesia che recitava Nelson Mandela, nei lunghi anni di prigionia per farsi coraggio.

INVICTUS

Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei chiunque essi siano
per l’indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

WILLIAMS ERNEST HENLEY 

A TE CUORE IMPAVIDO E ANIMA LIBERA

UN GRANDE ABBRACCIO

Giusy

Caro diario, scrivo queste poche righe per sottolineare che a nessuno piace morire, o, a nessuno piace fare quella fatidica iniezione a meno che si è pazzi o sadici. Il fatto è, che bisogna imparare a mettersi nei panni degli altri, prima di far tante chiacchiere inutili. Penso che non tutti siamo uguali e pertanto, ciò che a me può sembrare insopportabile, magari per un altro non lo è. Per questo non si può fare di ogni erba un fascio, di sicuro però non si può negare a chi è nelle sofferenze più indicibili, questo diritto inviolabile di decidere cosa fare della propria vita. Ho pensato cosa potesse significare avere un tubo infilato nella trachea, ho pensato a come mi sarei sentita nella completa cecità come Fabo, mi sono immedesimata di stare in quel letto immobile per anni, ho pensato a tutti i fluidi del corpo e a tutte le persone che avrebbero dovuto assistermi. Inavvertitamente il mio pensiero è andato ad un possibile prurito in testa, ho percepito come quella tortura sottile e continua mi potesse far star male e al fatto, che seppur cosciente, non avrei potuto grattarmi per farla cessare. È  un dolore gigantesco e la dignità di una persona va rispettata, non so qual’è il confine fra il bene e il male, so che una legge serve e al piu’ presto, perché non è  più possibile accettare che si debba emigrare anche per morire.

Ai posteri l’ardua sentenza.

Un mondo di abbracci

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“ESISTONO MOLTI TIPI DI ABBRACCI, MA I PIÙ VERI E I PIÙ PROFONDI SONO QUELLI CHE TRASMETTONO I NOSTRI SENTIMENTI” Pablo Neruda

-L’ABBRACCIO TRA LO SCIMPANZÉ WOUNDA E JANE GOODALL-

FOTO TRATTA DAL WEB-L’ ABBRACCIO-DI GUSTAV KLIMT-

-FOTO TRATTA DAL WEB- L’ ABBRACCIO TRA DUE INNAMORATI-

– L’ ABBRACCIO TRA IL CANE ETTORE E IL SUO PADRONE –

GLI ABBRACCI…DI PABLO NERUDA

Quanti significati sono celati dietro un abbraccio? Che cos’è un abbraccio se non comunicare, condividere e infondere qualcosa di sé ad un’altra persona? Un abbraccio è esprimere la propria esistenza a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada, nella gioia che nel dolore. Esistono molti tipi di abbracci, ma i più veri ed i più profondi sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti. A volte un abbraccio, quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt’uno, fissa quell’istante magico nell’eterno. Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso, fa vibrare l’anima e rivela ciò che ancora non si sa o si ha paura di sapere. Ma il più delle volte un abbraccio è staccare un pezzettino di sé per donarlo all’altro affinché possa continuare il proprio cammino meno solo.

Pablo Neruda

I MIEI ABBRACCI…

Caro diario, non so perché mi è  venuto in mente di scrivere questo post, mi capita di vedere un’immagine e via, parte l’input! I video che ho inserito mi lasciano con il “groppo” in gola ciò significa che hanno colpito il mio cuore! È  incredibile vedere negli animali la capacita’ di riconoscere questo gesto affettuoso, ma è altrettanto stupefacente, il fatto che sappiano IL SIGNIFICATO di questo atto tipicamente umano. C’è un unico comune denominatore che ci unisce: è un linguaggio senza parole. Con l’abbraccio si trasmettono silenziosamente una marea di emozioni e si entra in contatto con l’altro, le parole diventano quasi superflue, perché è un gesto che esprime e contiene tutte le senzazioni intrinseche del sentimento. Un abbraccio può contenere il perdono, la consolazione, la condivisione, la felicità, la comprensione, la protezione, l’addio, l’affetto, l’amore.

A voi miei cari amici, UN MONDO DI ABBRACCI!!!

Giusy ❤

Un giorno ho visto una danza in cielo…

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UN GIORNO HO VISTO UNA DANZA IN CIELO

Faceva freddo quel giorno al lago, in giro c’era poca gente e la Natura esercitava tutta la sua maestà. Un rumore particolare aveva catturato la mia attenzione e d’istinto, ho alzato il mio sguardo al cielo…sono rimasta incantata nel vedere migliaia e migliaia di storni che disegnavano strane geometrie, ghirigori giganteschi e spettacolari danze. Sembrava che lo facessero per me, come un regalo, visto il freddo che faceva e la mia ostinazione nel rimanere imperterrita ad osservarli. Che sincronia perfetta il volo degli uccelli! Osservandoli, ho notato precise fasi preparatorie: prima si staccavano dagli alberi tutti insieme producendo un rumore particolare, uno “schiocco”, poi, volteggiavano senza ordine, di colpo, cominciavano a prendere la forma di una scia, partendo veloci come frecce e si addensavano cominciando a disegnare il cielo, obbedendo ad un codice intrinseco e misterioso della natura.

-Foto tratta dal web- “prima si staccavano dagli alberi tutti insieme…”

-Foto tratta dal web- “di colpo colpo cominciavano a prendere la forma di una scia, partendo veloci come frecce…”

Foto tratta dal Web-

-Foto personale- “Ho alzato il mio sguardo al cielo…sono rimasta incantata nel vedere migliaia e migliaia di storni che disegnavano strane geometrie…”

SOLO UN PICCOLO GRUPPO DI UCCELLI DECIDONO PER TUTTI E L’INFORMAZIONE, SI PROPAGA IN MEZZO SECONDO…NON È STRAORDINARIO?

“In uno stormo di uccelli in volo, la decisione di cambiare direzione viene presa da un piccolo gruppo di uccelli, e nel giro di mezzo secondo l’informazione si propaga a tutti gli altri secondo leggi matematiche che descrivono fenomeni della materia condensata, come le transizioni di fase che portano alla superfluidità. Lo ha scoperto uno studio di ricercatori italiani analizzando le riprese video in tre dimensioni di circa 400 storni(red)” Tratto dal link sottostante

http://www.lescienze.it/

Più osservo le meraviglie della creazione, più mi convinco che c’è un Ordine Superiore che sfugge ai nostri sensi limitati.

Non mi stancherò mai di ripeterlo, questa perfezione deve essere predisposta da Qualcuno sopra di noi. Questa perfezione non è attribuibile al caso, c’è un Ordine Superiore che sfugge ai nostri sensi limitati. Sono convinta e credo fermamente che nel terzo millennio, gli umani dovrebbero aprire la mente verso il Trascendente attraverso le meraviglie del cosmo, della natura e del genio umano; visto il palese fallimento delle religioni che nel corso dei secoli, attraverso guerre fratricide e pessimi esempi, hanno allontanato l’uomo dal Sommo Progettista.

La parola a  Paul Davies, uno scienziato di fama mondiale…

Convertitosi dall’ateismo al deismo grazie alle sue ricerche scientifiche, è famoso per i suoi studi di cosmologia e di esobiologia. È titolare della cattedra di Natural Philosophy presso l’Australian Centre for Astrobiology della Macquarie University a Sydney.

“Ogni cosa e ogni evento dell’universo fisico richiedono, per giustificare la propria esistenza, il ricorso a qualcosa d’altro, al di fuori di essi. Bisogna quindi ricorrere a qualcosa di non-fisico e di sovrannaturale: Dio”
(Davies, Dio e la nuova fisica, Mondadori, Milano 1984, pag. 72-73)

Franco Battiato con questa canzone, raccoglie ogni sfumatura e armonia sullo splendido volo di questi animali

Caro diario, ho terminato anche questo articolo, nato così, dalle mie osservazioni. Mi piace citare scienziati che con le loro scoperte si aprono al Trascendente ed ho intenzione di citarne altri, a mano a mano, che mi capiterà di scrivere sulla Natura o su altri argomenti inerenti. Non è che voglia convincere qualcuno, ma e’ sotto gli occhi di tutti che le masse non seguono più religioni strutturate con gerarchie, preconcetti e dettami faragginosi. Il mondo viaggia veloce e rimanere ancorati al passato, si retrocede inevitabilmente. Se attraverso la bellezza della Creazione si potesse aprire un varco verso un Dio unico per tutti, sarebbe un gran passo avanti, poiché tutto ciò UNISCE e non DIVIDE.

Un abbraccio a tutti

Giusy ❤

Amore con la “A” maiuscola

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14 FEBBRAIO S. VALENTINO-FESTA DEGLI INNAMORATI

Amore & Psiche stanti – Antonio Canova

Quest’opera, è la prima versione data dal Canova del celebre gruppo di Amore e Psiche. Le due figure sono in piedi, Amore è nudo, Psiche vagamente coperta, ed è cinta dal braccio di lui sulle sue spalle, inoltre, Amore posa il suo capo dolcemente sulla spalla di lei, per cui si deduce un’assoluta complicità tra le due figure, un tutt’uno, anche se fisicamente distinte. Psiche poggia sul palmo della mano di Amore una farfalla che rappresenta la purezza: un dono per il suo amato che simboleggia la sua anima offerta con innocenza. 

IL MIO TRIBUTO NEL GIORNO DI S. VALENTINO

Non vado pazza per queste “feste” comandate, ma se proprio da questa ricorrenza non si puo’ scappare, almeno che si parli d’amore, quello vero, con la “A” maiuscola. Di “amoricchi” ne è pieno il mondo, ma alla prima folata di vento, vengono spazzati via come foglie al vento. Con loro se ne vanno via sogni, le flebili promesse, la tiepidezza e tutti i “se” i “ma” e i ” forse” che accompagnano questi pallidi amori. Se ne vanno e, difficilmente si potranno ricongiungere, perché s’ infrangono  nel muro del tempo che respinge senza esitazioni, le incertezze dell’amore.

SONO TRE LE COMPONENTI DI UN AMORE CON LA “A” MAIUSCOLA

EROS, PHILIA, ÀGAPE

 eros, tradotto dal greco significa genericamente amore, inteso non solo come richiamo sessuale, ma anche come una forza di attrazione e spinta verso un altro individuo. L’eros è esigente, in quanto richiede un impegno personale molto intenso, una donazione tendente alla totalità, una responsabilità nei confronti dell’ altro in maniera unica, che coinvolge sia la mente che il corpo. La parola erotismo, che deriva direttamente da Eros, e’ la manifestazione dell’amore che scaturisce dal corpo, dal cuore, dal cervello. L’erotismo è raffinatezza, è abbandonarsi all’istinto, è fascino, è sensualità e non vi è nulla di peccaminoso in un amore puro e assoluto. Niente a che vedere con la pornografia e la depravazione, che sono volgarità, bassezze e disprezzo, per se stessi e per gli altri.


philia:
 è “amicizia”, amore fraterno, indica un amore umano fatto di affetto, attrazione, gradimento, affezione, simpatia. E’ l’amore fatto di dedizione, caratterizzato dal sentimento della gioia che si prova nello stare con l’altro, condividendone gioie, dolori e speranze.

àgape: e’ l’ amore reciproco, eterno, volto solo alla ricerca del bene dell’altro, e’ un amore gratuito al di fuori del proprio tornaconto personale che spinge ad amare ogni persona aldilà che essa risulti amabile o che “meriti” il nostro amore.

Dedico questo articolo a tutti gli amori con la “A” maiuscola…

  BUON S. VALENTINO 

Giusy ❤

E in questo giorno…solo canzoni con la “A” maiuscola…

La Natura è una sinfonia perfetta

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DAL  SEME …

-Foto tratta da Web-

ALLO SVILUPPO DELLA PIANTA E DEI FIORI…

-Foto tratta dal web-

Rimango incantata ogni volta che la Natura mostra la sua magia, come in questo video.

Mi piace osservare ciò che mi circonda soprattutto nel silenzio. La Natura è il mio quadro vivente e lo spettacolo più emozionante che possa esistere. Pensare che da un piccolo seme possa svilupparsi e diventare arbusto, pianta, fiore, non è forse un miracolo?  Un giorno ho visto un tralcio di glicine a penzoloni nel giardino, il giorno seguente non era più in quella posizione, si era mosso e si era attaccato alla rete di recinzione. Ho pensato con la mia fervida fantasia, che quel tralcio si era spostato come fosse un cieco, muovendosi a tentoni e brancolando nel buio, ma arrivando nel punto preciso dove voleva arrivare. Il tralcio, pareva sapesse che di lì a poco ci sarebbe stato un punto dove appigliarsi e potersi sviluppare e proseguire il suo cammino. Non è fantastico?

-Foto tratta dal Web- Tralcio di glicine

LA NATURA OBBEDISCE A DELLE LEGGI PERFETTE…IMPARTITE  DA CHI?

BARUC SPINOZA asseriva Deus sive Natura, ossia Dio = Natura. In sostanza egli affermava che se Dio è nel mondo, il mondo è in Dio. Se la casualità divina è immanente, se in Dio non c’è differenza tra causa ed effetto, se Dio è tutto e tutto è in Dio e, Deus sive Natura, allora la Natura ha le stesse caratteristiche Dio. Si comprende subito che il Dio di Spinoza non ha nulla a che vedere con la rivelazione del Dio ebraico-cristiano, in questi termini, la Divinità si presenta in un ruolo estremamente riduttivo, in quanto Dio, NON PUÒ ESSERE SOLO LA NATURA.

S. Agostino, capovolge totalmente il pensiero di Spinoza, “la natura è una via di accesso alla fede, in quanto la creazione visibile, manifestata dalla bellezza e dalla perfezione, esprime la sua dipendenza, da Colui che l’ha creata. 

L’ INPUT  DI TUTTO, DA UN SUPREMO PROGETTISTA

“Chiunque sia veramente impegnato nel lavoro scientifico si convince che le leggi della natura manifestano l’esistenza di uno Spirito immensamente superiore a quello dell’uomo, e di fronte al quale noi, con le nostre modeste facoltà, dobbiamo essere umili”.
(H. Dukas and B. Hoffmann Albert Einstein: the Humane side, Princeton 1989, p. 32)

“… Il caso non può essere una spiegazione. Esso è materialmente impossibile. È anche l’opinione dei fisici: per mancanza di tempo e di sufficienti combinazioni possibili. Una somma di casi non crea una legge; una somma di casi non crea l’adattamento. […] Il processo evolutivo non si sviluppa nel disordine. Se introducete il disordine in un organismo, ne vedrete le conseguenze: la morte. L’evoluzione non è mai potuta avvenire nel disordine: l’abbiamo sottolineato troppo poco. Gli esseri in preda al disordine scompaiono. Ripeto: la vita è il trionfo dell’ordine, l’anarchia è assolutamente impensabile in termini biologici. L’evoluzione non si sviluppa nel disordine, è assolutamente impossibile. “  Pierre-Paul Grasse’ ( biologo di fama mondiale )

Lascio ad ognuno che leggerà questo post, la libertà di trarre le proprie conclusioni. Io ho già chiaro il mio pensiero a tal proposito…Le parole di Albert Einstein e di Pierre-Paul Grasse’, non le ho scelte a caso…

Dopo tanti post duri e cruenti, è bene che torni a parlare di ciò che è bello nel mondo, è  una mia esigenza, la sento nel profondo del mio essere.

PS. Sento il dovere e il piacere di ringraziare tutti coloro che ultimamente si sono iscritti nel mio blog (siete in parecchi)! E  a tutti coloro che comunque transitano su questo sito, siete in tanti, tantissimi, non avrei mai potuto immaginare! Grazie, siete voi che mi date la forza per proseguire!

Per coloro che si sono iscritti ultimamente, mi prendero’ del tempo e visitero’ i vostri blog, intanto, un caro saluto a tutti.

Giusy ❤

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Shoah significa catastrofe

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27 GENNAIO: Il GIORNO DELLA MEMORIA…E POI? 

È da tempo che sto meditando di non voler trattare più argomenti così cruenti, sento il bisogno di scrivere qualcosa di bello, che non significa chiudere gli occhi per non vedere più la realtà di ciò che mi circonda, ma all’opposto, spalancarli verso qualcosa di positivo, di gradevole, per riequilibrare l’orrore che mi circonda, ma anche per ricaricare il mio spirito messo a dura prova dagli ultimi post che ho pubblicato. Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo e allora dovrò almeno per un po’ voltare pagina e prendere queste parole alla lettera…  Ma non oggi, oggi non posso sottrarmi…se devo soffrire, che sia fino in fondo, senza risparmiarmi, come un ultimo atto di forza, prendo un grande respiro e scrivo questo articolo come fosse un grido a squarciagola prima dell’ultima battaglia!.

DOMANI NESSUNO RICORDERA’

Sinceramente penso che da certe celebrazioni non possiamo sottrarci, perché perlomeno anche se per un momento, qualsiasi episodio entra nel nostro cervello e viene memorizzato. Certamente però, quando questo atto dovuto diventa un rituale, allora ci sta sfuggendo di mano il senso e il valore stesso dell’evento che si sta celebrando. Non so, ma che cosa rimane della giornata contro il femminicidio, sono forse diminuite le vittime? Lo stato ha stabilito leggi più adeguate per fronteggiare questo scempio? Lo stato ha forse avviato un programma che sia improntato al rispetto e alla civiltà tra persone, fin dalle scuole elementari? La festa delle donne, ha prodotto qualche beneficio a livello culturale e paritativo tra uomini e donne nel mondo? La giornata mondiale per la pace, ha forse fatto diminuire le guerre? Ricordare un giorno non serve a nulla perché  il rispetto per la sacralità della vita, la pace, la civile convivenza tra popoli, si costruiscono giorno per giorno, con delle opere politiche e culturali complete, allora sì, CHE IL GIORNO DELLA MEMORIA O UN QUALUNQUE ALTRO EVENTO, ASSUMONO UN SENSO.

ECCO IL LINK DOVE GIÀ HO SCRITTO TUTTO QUELLO CHE VOLEVO DIRE SULLA SHOAH

https://diolontanoevicino.wordpress.com/2015/01/27/27-gennaio-il-giorno-della-memoria-ausmerzen/

Neanche il peggiore degli animali tratterebbe un suo simile in questa maniera

Scarpe…di uomini, donne e bambini uccisi in tanti modi o finiti gasati..

“Considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango

che non conosce pace

che lotta per un mezzo pane

che muore per un sì o per un no.” Primo Levi

OGNI GIORNO NEL MONDO C’ È  UNA SHOAH DIMENTICATA

Il tragico resoconto purtroppo è questo, poiché in ogni guerra, in ogni violenza, in ogni uomo che viene ucciso per mano di un suo simile è SHOAH

ECCO ALCUNI LINK, DOVE TANTE SILENZIOSE SHOAH SI PERPETUANO OGGI NEL MONDO

http://www.corriere.it/opinioni/16_dicembre_15/strage-contro-l-umanita-4d81b36a-c23b-11e6-bb17-ed756927e6e7.shtml

http://www.articolo21.org/2017/01/i-crimini-impuniti-in-centrafrica-e-il-silenzio-che-spengono-le-speranze-della-popolazione/

http://www.vita.it/it/article/2017/01/23/rohingya-migliaia-i-bambini-vittime-della-pulizia-etnica/142194/

http://www.guerrenelmondo.it/?page=static1258218333

IL SILENZIO DEL MONDO DI FRONTE A QUESTE “CATASTROFI”, SONO UN ABISSO, UNO JATO, DI CUI TUTTI NOI DOBBIAMO VERGOGNARCI.

Queste mani per me rappresentano la disperazione di chi non ha scampo, “il muro” della violenza, della  sopraffazione e dell’indifferenza, non permettono nessuna via di fuga e di giustizia.

Ho scritto tutto e il mio stato d’animo è a pezzi. Ho sferrato l’ultimo colpo all’ indifferenza, alla disinformazione e all’individualismo. Resta l’amarezza di aver combattuto una battaglia…ma di non aver vinto la guerra.

Un caro saluto  a tutti,  Giusy

Il terremoto… dell’ anima…

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OGGI ANCORA TERREMOTO NEL CENTRO ITALIA

-Foto tratta da Facebook –

-Foto tratta da Facebook –

-Foto tratta da Facebook-

-Foto tratta da Facebook – Amatrice prima e dopo l’ultima scossa di oggi pomeriggio 

SI MUORE ANCHE QUANDO FINISCE LA SPERANZA 

E così di nuovo il terremoto nell’ Italia centrale. Gaia respira di tanto in tanto, perché e’ viva e l’uomo deve adeguarsi ad essa e non il contrario. La drammaticità di questi momenti, non possono però farci perdere la lucidità di un serio ragionamento. È  Gennaio, ed è logico che nevichi, soprattutto in questi luoghi di montagna. La neve di per sé è un evento che nella normalità su queste popolazioni non creerebbe nessun problema, anzi, tra l’uomo e la natura spesso e volentieri si crea un legame fortissimo, un amore viscerale. In questi giorni la simbiosi si è apparentemente interrotta, perché la gente di questi luoghi è stremata, ha paura e si sente abbandonata. Ci sono stati mesi per mettere queste persone ed animali in sicurezza, le immagini che ho postato rivelano il contrario. In Germania, in Svizzera, o in Norvegia, nevica per mesi eppure le strade sono libere, la gente circola e si sposta, lavora, si diverte, conduce una vita normale insomma! A maggior ragione in luoghi devastati dal terremoto, mezzi come spazzaneve dovrebbero viaggiare ininterrottamente perche’ sia ambulanze, sia macchine o mezzi di pronto intervento possano agire in fretta. Resta poi il fatto, che una viabilita’ sicura puo’ essere una via di fuga indispensabile! No, non ci siamo, lo stato ha perso e non e’ all’altezza della situazione, ne’ora, ne’ nel passato, ma chi ci rimette sono purtoppo sempre e sono il popolo. Una retrocessione in serie B, l’ Europa ce l’ha già  consegnata, ma una retocessione di civilta’, questo e’ un onere che appartiene allo stato italiano. Benedetto sarà’ quel giorno in cui potrò scrivere di nuovo qualcosa di piacevole e non doloroso, ma non oggi, ne’ domani…quando allora? Potrei far finta di nulla, in fondo anche io ho tanti problemi…eppure non riesco a dimenticare i miei fratelli laggiù, tramortiti dal freddo e senza la speranza che uccide l’anima, pur rimanendo vivi. Facebook mi tiene aggiornata e leggo i loro scritti che sono fatti di rabbia, imprecazioni, dolore, disperazione. Ebbene, io con il post di ieri e questo di oggi, ho cercato di dare loro una voce in più, affinché chi passa in questo sito possa capire e cercare di provvedere, ognuno con le capacità che possiede.

Trascrivo un testo tratto da Facebook di Riccardo Sanna, uno, tra le tante persone che vivono sulla propria pelle questo dramma.

“C’è una lama gelida che squarcia la pancia degli appennini da Amatrice a Cascia.

È un filo di trincea come seta  a tracciare confini di dignità puntellato da mani e mani, e tanto coraggio.

in mezzo il nulla, il niente…

C’è un fiocco che fiacca la vita, una roulotte che grida il dolore e una roulette dove rosso e nero appartengono

ai numeri della malinconia.

E solitudine: secondi a rincorrere sempre secondi, mai primi.

Tranne quando a reti unificate il padrone di casa ostenta parole quali solidarietà e amore. Parole, parole, parole.

In mezzo il nulla. Il niente…

C’è desolazione,  rabbia e tremore in ogni radice: “dice che presto arriveranno le casette”.

E riprovevoli tombolate in piazza a trombare l’ultimo pezzo di responsabilità rimasto.

In mezzo al nulla. Il niente…

C’è qualcosa d’ inumano che accompagna sempre le solite passerelle, il ricatto morale: un compito morale

abbindolato a memoria da re e regine.

E tanta illusione – onestà,  sincera – a credere che stavolta sia tutto vero.

In mezzo il nulla. Il niente.

C’è  un bimbo inzuppato di brividi.

E un altro,  cappotto e sciarpetta, nella sua auto blu.

In mezzo il nulla. Il niente.

C’è una lama gelida che squarta la pancia degli appennini da Amatrice a Cascia.

E i soliti pifferai a non provare vergogna.
In mezzo il nulla. Il niente…”

Con questi versi paragonabili al miglior Ungaretti, saluto tutti i terremotati e tutti coloro che hanno quest’anima squarciata. Io vi sono vicina e spero che il mio affetto sincero, possa scaldare un po’ dei vostri cuori afflitti.

Un abbraccio, Giusy  ❤❤❤❤❤❤

Ricordo a tutti coloro che passano in questo sito, che esiste su Facebook un gruppo pubblico: Io non crollo  ❤ e Amatrice e dintorni 

Sono i  punti di riferimento per aggiornarsi in tempo reale su ogni notizia e necessità di questo popolo di italiani terremotati, abbandonati…